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sabato 16 febbraio 2008

ancora sui conti 2005/06

http://qn.quotidiano.net/conti_del_pallone_2007/2007/04/05/4028-napoli_sogno_della_serie_costa.shtml

I CONTI DEL PALLONE

Napoli, il sogno della serie A costa
Per fortuna c'è De Laurentiis

I conti dei partenopei si sono tinti di rosso per il secondo anno consecutivo. Il conto economico presenta uno squilibrio elevato. E c'è un mistero sul controllo della società di Marco Liguori

Bologna, 5 aprile 2007 - Dopo aver esaminato i conti di quattro società di serie A, Quotidiano.net passa ad esaminare i conti di una grande società del Sud di serie B, la Ssc Napoli. I conti di quest'ultima si sono tinti di rosso per il secondo anno consecutivo. La società presieduta da Aurelio De Laurentiis ha concluso l'esercizio 2005/06, quando militava ancora in C1, con una perdita pari a 9,089 milioni di euro.
La perdita è decisamente superiore del 28,7% rispetto al 2004/05, quando aveva superato i 7 milioni ed era denominata Napoli Soccer, nata nell'agosto 2004. L'attuale denominazione (ossia quella originaria del glorioso Napoli fallito nel luglio 2004) è stata ripresa dopo la promozione nella serie cadetta, avvenuta al termine della scorsa stagione. Il risultato negativo al 30 giugno 2006 è stato ripianato con una robusta dotazione nella voce "riserva copertura perdite" effettuata in tre momenti diversi. L'ultima è stata svolta il 27 ottobre scorso dall'assemblea dei soci che ha approvato il bilancio. Essa ha anche deliberato di "incrementare la riserva tramite un finanziamento postergato di 288.780 euro dall'unico socio Filmauro, che ha rinunciato «al rimborso di detto importo".
Con questa operazione, il Napoli ha voluto usare solo l'intera riserva per coprire integralmente la perdita. Quest'ultima però non sarà un grave problema: il Napoli è stato incluso nel consolidato fiscale della Filmauro. Di conseguenza, quest'ultima utilizzerà l'eventuale perdita fiscale della società azzurra ottenendo un beneficio tributario pari al 33% rappresentato dall'Ires. Stando all'elenco soci della Camera di Commercio, si nota però che il Napoli ha deliberato il 22 dicembre 2005 un aumento di capitale a pagamento sino a un massimo di 5 milioni. L'operazione, necessaria a causa della completa erosione del patrimonio sociale dopo un solo anno di vita, dovrà essere conclusa alla fine del 2007: una passaggio obbligatorio, in vista dell'eventuale promozione in serie A. Per ora sono state versate solo 500mila euro da Filmauro, che è l'unico azionista: non ci sono più le nove azioni possedute da De Laurentiis e le tre di sua moglie Jacqueline Baudit.
E a proposito della controllo del Napoli c'è un mistero. Non si può conoscere chi sia l'effettivo proprietario della società cinematografica: il 90% è in mano a Romafides, fiduciaria di Capitalia, che nel 2003 possedeva anche una quota della General Athletic, a sua volta azionista della Gea World. Secondo le visure camerali, De Laurentiis ne è solo il procuratore, nominato nel 1989. A proposito di Filmauro, il collegio sindacale del Napoli ha rilevato la "ferma volontà" dell'azionista unico di "continuare ad investire nella società nella prospettiva futura che la gestione operativa cominci a produrre fisiologicamente i flussi necessari per un riequilibrio dell'esposizione finanziaria". Ed è proprio lo stato debitorio una voce problematica dei conti azzurri.
Analizzando lo stato patrimoniale, si nota che sono diminuiti di appena 108mila euro. Essi ammontano a 39,8 milioni e sovrastano i crediti (4,7 milioni) per 35,1 milioni: nel 2004/05 lo squilibrio finanziario era di 35,6 milioni. All'interno della componente debitoria, si legge nella nota integrativa, spicca la "linea di fido concessa dalla banca Unicredit al momento dell'acquisizione dal fallimento della ssc Napoli del ramo di azienda relativo alle attività sportive". Il fido è diminuito dai 32 milioni del 2004/05 a 27,2 milioni: una vera e propria zavorra che, stando alla relazione sulla gestione, "ha finanziato integralmente l'acquisto" del ramo di azienda dal fallimento del vecchio Napoli per 29,5 milioni "e in parte gli ulteriori investimenti operati nei primi due esercizi". Ciò si riferisce "all'acquisizione dei diritti alle prestazioni sportive di calciatori, il cui costo storico ammonta a circa euro 11.100.000".
Da ciò si evince che il Napoli ha potuto effettuare le campagne acquisti anche grazie a questo debito contratto con Unicredit, con scadenza entro il 30 giugno 2007. La linea di fido, "assistita da idonee garanzie", ha generato interessi passivi evidenziati probabilmente alla voce "altri oneri finanziari": rispetto al 2004/05 essi sono cresciuti di 199mila euro (+27,5%). I debiti tributari sono calati a 381mila euro dai precedenti 466mila.
Anche il conto economico, presenta uno squilibrio elevato. I costi (20,35 milioni, +16%) hanno superato i ricavi (12,07 milioni, +8%) per 8,28 milioni: l'anno prima il divario era di 6,35 milioni con un incremento del 30,32%. Scomponendo i costi, si segnala il +54,93% per le spese dei servizi, pari a 2,9 milioni. In questa voce si è registrata l'esplosione delle spese amministrative, pubblicitarie e generali passate dai 218mila euro a oltre un milione: il Napoli non ne spiega il perché nella nota integrativa. Sono esplosi anche i costi per godimenti dei beni di terzi (+146%): in questa voce sono inclusi gli affitti, passati da 12mila euro a oltre 272mila. In questa voce sono probabilmente compresi i canoni pagati per la convenzione con il Comune di Napoli per lo stadio San Paolo e per la sede operativa di Castelvolturno.
Livelli record anche per i costi di acquisto materiale di consumo e merci (+156%, da 262mila a 673mila euro): in essi risalta il +202% del materiale da sponsor (da 201mila a 610mila euro). A questo corrisponde il deciso calo dei proventi da sponsorizzazioni (2,26 milioni, -14,78%). Entrambi questi dati sono molto singolari, considerato che nell'era del calcio a scopo di lucro sono solitamente gli sponsor a pagare le società. Sono lievitati del 32,19% anche gli ammortamenti, pari a 5,2 milioni contro i precedenti 3,9, a causa principalmente di quelli relativi ai diritti alle prestazioni dei calciatori. Il costo complessivo del personale è diminuito del 2,85%, dovuto essenzialmente al drastico calo per i dirigenti (-53,53%, 611mila euro). Salari e stipendi (8,4 milioni) sono lievitati dello 0,19%: quelli per i tesserati (6,5 milioni) del 12,81%.
Passando ai ricavi si registra il calo del 26% sulle entrate da gare e abbonamenti (4,1 milioni), compensati dagli altri proventi (7,96 milioni, + 42,27%). In essi spicca il boom della voce "proventi pubblicitari": nella nota integrativa si spiga che «si riferiscono principalmente ai ricavi della cartellonistica a bordo campo» del San Paolo, passati da 320mila a 2,1 milioni. Un segno della convenienza dell'atto di concessione stipulato con il Comune. Il Napoli ha incassato oltre 2,7 milioni (+63,1%) per i diritti radio-tv.
Anche il Napoli ha il "vizietto" mostrato da altre società: le plusvalenze da cessione calciatori (60mila euro contro le 500mila dell'anno prima) sono state inserite nei ricavi. Invece, il bilancio non mostra minusvalenze. Stando alla relazione sulla gestione "già per il prossimo esercizio le previsioni attese di crescita del fatturato, inducono a ritenere che la società sarà in grado di generare risorse finanziarie da destinare al rimborso" del debito con Unicredit. Gli amministratori, che non hanno percepito compensi, ritengono "di poter raggiungere l'equilibrio economico già a partire dalla stagione 2006/07, con un anno di anticipo rispetto a quanto inizialmente programmato". Bisognerà vedere se l'attuale stagione in serie B potrà generare una consistente quota di ricavi sufficienti per ripianare subito ben 27,2 milioni di debito per il fido bancario.
Marco Liguori

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