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sabato 16 febbraio 2008

il primo bilancio della gestione De Laurentiis

“Il Sole 24Ore”, 3 febbraio 2006

Il Napoli perde 7 milioni ma incassa i diritti Tv

Marco Liguori

Il Napoli Soccer ha chiuso il bilancio al 30 giugno 2005 con un risultato negativo di 7,06 milioni di euro. La società presieduta dall’imprenditore cinematografico Aurelio De Laurentiis, militante nel campionato di calcio di C1, è al suo primo anno di attività: l’esercizio è durato solo 10 mesi, poiché è stata costituita il 26 agosto 2004, subito dopo il fallimento della Società sportiva Calcio Napoli. Il documento contabile ha evidenziato che la perdita (coperta in parte con l’utilizzo integrale della riserva ammontante a 3,8 milioni) ha completamente eroso il patrimonio netto (negativo per oltre 261mila euro): la squadra azzurra si è trovata nella situazione di dover abbattere e ricostituire il capitale. Secondo l’ultima visura disponibile al Cerved, questa operazione è stata deliberata dall’assemblea dei soci il 22 dicembre scorso ed effettivamente eseguita. Nel documento non è ancora stato reso noto l’ammontare del nuovo capitale.
Il conto economico ha evidenziato ricavi per 11,18 milioni a fronte di costi per 17,6 milioni: la gestione caratteristica è risultata negativa per 6,4 milioni. Sul risultato finale ha inciso il saldo oneri/proventi straordinari, negativo per 543mila euro. Nella relazione sulla gestione, gli amministratori hanno specificato che “lo sbilancio economico-finaziario evidenziato alla fine dell’esercizio rientra nelle aspettative e si ipotizza di dover sostenere tale onere, legato sia all’avvio dell’attività che alla categoria di appartenenza della prima squadra, almeno per i prossimi due esercizi”. L’equilibrio economico/finanziario dovrebbe essere raggiunto “in un’ottica di medio periodo”.
Il 10 settembre la Napoli Soccer (controlata al 99,5% da Filmauro, a sua volta posseduta al 90% da Romafides, fiduciaria di Capitalia, e al 10% da Jacqueline Baudit, moglie di De Laurentiis), ha stipulato l’acquisto del ramo dell’attività sportiva con la curatela fallimentare della Ssc Napoli. Questa componente dell’attivo è suddivisa nei marchi e trofei del “defunto” Napoli per 10,9 milioni e nell’ammontare per l’avviamento pari a 16,2 milioni. Per acquisire ciò, la società ha dovuto aprire “una linea di fido concessa dalla banca Unicredit” per 32,1 milioni di euro. Il finanziamento, stando alla relazione degli amministratori, è servito anche per coprire “in parte gli ulteriori investimenti operati nell’esercizio”: vi rientrano anche i 5,4 milioni dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori. Nella sua relazione al bilancio, il collegio sindacale, pur evidenziando che la società è al suo primo esercizio, ha “provveduto a invitare l’organo amministrativo a voler intraprendere adeguate azioni correttive che riconducano l’indebitamento finanziario in un più fisiologico alveo di proporzionalità rispetto ai mezzi propri e che consentano un contenimento dei costi relativi”. Da notare che nell’esercizio “non sono stati deliberati, erogati e/o liquidati compensi ai consiglieri di amministrazione”.
Riguardo ai costi, il Napoli Soccer ha speso 8,4 milioni in salari e stipendi, di cui 5,8 milioni per i tesserati (pari al 51,83% sui ricavi). Il valore della produzione è composto da 5,6 milioni per ricavi da gare e abbonamenti. Gli altri ricavi e proventi ammontano a 5,6 milioni: spiccano i 2,6 milioni da sponsorizzazioni e oltre 1,6 milioni da diritti radio-tv. Il Napoli Soccer è l’unica squadra del campionato di C1, oltre al Genoa, ad essere offerta dalla tv a pagamento Sky.
Marco Liguori

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