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mercoledì 20 febbraio 2008

speranze petroniane, disperazione sullo stretto

La Padania - luglio 2006

Calciopoli, uno scandalo infinito

La Reggina nei guai, il Bologna spera

Avviso di garanzia al presidente Lillo Foti, accusato di aver richiesto arbitri “compiacenti” in 6 gare

Marco Liguori

Dalla Procura della Repubblica di Napoli è partita ieri un’altra raffica di avvisi di garanzia, riguardante le indagini sul campionato di calcio 2004/2005 controllato dalla cosidetta “cupola Moggi”. Otto le persone destinatarie dei provvedimenti giudiziari.
Si tratta del presidente della Reggina, Lillo Foti, dell’ex designatore arbitrale Paolo Bergamo e dell’arbitro Massimo De Santis: questo ultimi erano già stati colpiti da avvisi di garanzia nello scorso maggio. L’informazione di garanzia è stata recapitata anche agli arbitri Andrea De Marco e Tiziano Pieri, agli assistenti arbitrali Stefano Papi, Giorgio Nicolai e Sandro Rossomando. Nei provvedimenti giudiziari, i pubblici ministeri napoletani, Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci, hanno ipotizzato il reato di concorso in frode sportiva. L’accusa riguarda sei partite, nelle quali, stando alla ricostruzione dei magistrati, vi sarebero stati una serie di tentativi di “truccare” il risultato, attraverso la designazione delle terne arbitrali. Gli incontri di serie A al vaglio degli inquirenti sono: Reggina-Brescia, Reggina-Cagliari, Reggina-Palermo, Udinese-Reggina, Sampdoria-Reggina e Palermo-Reggina. Negli avvisi di garanzia i Pm hanno evidenziato che la Reggina è una delle società «orbitanti nel circuito di potere moggiano». Il fascicolo della Procura napoletana sarò esaminato nei prossimi giorni anche dal Capo dell’ufficio indagini della Federcalcio, Francesco Saverio Borrelli, per l’apertura di un secondo fronte del procedimento giudiziario sportivo, dopo quello che ha coinvolto Juventus, Milan, Lazio e Fiorentina.
Oltre alle accuse relative alle intercettazioni di oggi, la società calabrese è protagonista anche della vicenda relativa all’iscrizione al campionato 2005/2006.
Il Bologna ha proposto ricorso davanti alla Corte federale, dopo averlo proposto in primo grado davanti alla Corte di appello federale, per ottenere il rientro in serie A dopo la retrocessione in B del 2004/05. Secondo la documentazione raccolta dalla società felsinea, la Reggina aveva debiti per 14,7 milioni di euro: con questo “fardello” era impossibile l’iscrizione al campionato di serie A.
«Come mai il Torino e la Salernitana che avevano indebitamenti tributari inferiori - ha spiegato [...] il legale del Bologna, Mattia Grassani - non sono state ammesse ai rispettivi campionati e invece la Reggina sì? E’ un mistero che la giustizia sportiva dovrà risolvere».
Nella documentazione presentata dal Bologna dinanzi ai giudici sportivi, c’è anche una lettera raccomandata dell’Agenzia delle Entrate del 25 maggio 2005, indirizzata alla Reggina, in cui si evidenzia che la richiesta di condono presentata dalla società calabrese non fosse adeguatamente supportata da adeguate garanzie.
«L’esibizione di 3 polizze fidejussorie - si legge nel documento - a garanzia del carico tributario già iscritto a ruolo, rilasciate dalla San Remo spa, si comunica che le garanzie prodotte risultano rilasciate da soggetto che non ha i requisiti previsti dall’articolo 19 del Dpr 602/73, non risultando la San Remo spa né una compagnia di assicurazioni né istituto bancario».
Tornando alla vicenda degli avvisi di garanzia, il presidente della Reggina non ha voluto rilasciare alcun commento in merito.
«In relazione agli ultimi avvenimenti che mi vedono coinvolto - ha dichiarato Foti - tengo a ribadire la mia serenità in quanto estraneo ad ogni tipo di accusa». Foti ha precisato che «i miei comportamenti, specie quelli oggetto di indagine, sono stati sempre corretti e trasparenti nel più assoluto rispetto dei ruoli istituzionali. Tutelerò in ogni sede gli interessi e l’immagine della mia società a difesa dei tifosi amaranto». Nel provvedimento destinato al numero uno del club dello stretto, i Pm napoletani hanno evidenziato «il rapporto di subalternità tra Foti e Moggi». In una telefonata l’ex direttore generale della Juventus rimprovera al presidente reggino, con toni molto accesi, di aver partecipato a una riunione di presidenti contrari alla rielezione di Adriano Galliani alla presidenza della Lega Calcio. «Ma che cazzo vai a quella riunione, Lillo, puttana…» ha affermato Moggi per stigmatizzare il comportamento di Foti, che poi cercò di tranquillizzare il dg juventino, riferendogli anche quello che dissero nella riunione i presidenti “ribelli”.
Foti spiega in una successiva telefonata a Moggi di aver illustrato allo stesso Galliani il resoconto dell’incontro. Tra gli atti riportati nel provvedimento contro Foti c’è anche una telefonata che il presidente calabrese fa all’ex designatore Bergamo prima della partita Parma-Reggina del 10 novembre 2004. «Foti si raccomanda - osservano i magistrati - per il sorteggio: “ti raccomando è troppo importante…» ha affermato supplicante il presidente.
Insomma, onda dopo onda, la marea dello scandalo cresce a vista d’occhio. Resta solo da chiedersi a chi toccherà la prossima volta...

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