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lunedì 18 febbraio 2008

La storia di Zeytulaev e Boudianski

La Padania luglio 2006

Lo “tsunami” moggiopoli colpisce la Reggina

Lo strano ricorso della Juventus

Bianconeri alla Caf per bloccare due trasferimenti e perdere oltre 150mila euro

di Marco Liguori

Storia di due ragazzi stranieri che volevano giocare nel “campionato più bello del mondo”, di una squadra prepotente e di un giudice pasticcione. Protagonisti della vicenda sono due calciatori, l’uzbeko Ilyas Zeytulaev e l’ucraino Viktor Boudianski, tesserati nell’agosto 2001 dalla Juventus con un contratto di cinque anni. Dopo tre anni, decidono di cambiare aria. Si rivolgono all’avvocato Domenico Latino, noto per aver chiesto quattro volte il fallimento della Lazio a causa della mancata corresponsione degli stipendi al centrocampista spagnolo Ivan De La Pena. «Ho inoltrato nel 2004 il ricorso alla commissione tesseramenti della Figc sul presupposto che avendo i due calciatori, all’epoca minorenni, sottoscritto un contratto quinquennale in trasferimento da federazioni estere. La loro situazione rientrava nella previsione dell’articolo 35 del regolamento Fifa, che riconosce al giocatore minorenne la possibilità di firmare un contratto da professionista per una durata non superiore ai tre anni». La commissione dichiarò cessato il loro rapporto contrattuale con la Juventus. Essendo svincolati Zeytulaev e Boudianski passarono a titolo gratuito alla Reggina. I vertici della Juventus si appellarono alla Caf. La società bianconera fondò il suo ricorso su presunte violazioni alla legge italiana. L’allora presidente della Caf, Cesare Martellino, ribaltò la sentenza di primo grado dando ragione al club torinese. «In pratica, la Juventus aveva proposto l’appello - prosegue Latino - sostenendo che la legge 91 imponeva la durata massima quinquennale per i contratti. I due calciatori erano stranieri, quindi la loro situazione doveva essere regolata dalla normativa Fifa». Ma la Caf, secondo Latino, ha violato anche una legge italiana. «Si tratta della legge 280 del 2003, il cui testo afferma che “la Repubblica riconosce e favorisce l’autonomia dell’ordinamento sportivo nazionale quale articolazione dell’ordinamento sportivo internazionale”. Le norme della Fifa rientrano nell’ambito dell’ordinamento sportivo internazionale: quindi sarebbero dovute essere applicate». Insomma, la Caf ha affermato che il regolamento Fifa non poteva essere applicato. «E’ una conclusione paradossale - evidenzia Latino - ciò vuol dire che la Federazione italiana non fa parte della Fifa: di conseguenza, non ha diritto a far partecipare le squadre alle coppe europee e la nazionale alla Coppa del mondo». La Caf annullò anche il contratto stipulato dalla Reggina. «Feci presente a Lillo Foti - racconta Latino - presidente della società calabrese che la Caf non poteva farlo, poiché la Reggina non era parte in causa. Ma Foti non prese alcun provvedimento». Probabilmente la motivazione di questo atteggiamento è contenuta nelle intercettazioni. In una telefonata del 4 dicembre 2004 tra Foti e l’ex designatore degli arbitri Paolo Bergamo, si parla della vicenda. Bergamo dice: «Senti, ma com’è che te metti a fregà i giocatori a...Luciano (Moggi ndr)!». «Senti - risponde Foti - Boudianski l’avevo preso io no?! Mi fa Antonio (Giraudo ndr) allò piglialo tu però poi...lo trattiamo assieme...ve bene dico!...tanto con voi c’è sempre da combattere!». I Carabinieri sottolineano nel loro verbale che «con quest’ultima frase evidenziando tutta la sua subalternità ai dirigenti della squadra bianconera». In questi giorni, l’avvocato Latino sta per presentare un ricorso alla Caf presieduta dal nuovo presidente Cesare Ruperto. «Intendo far valere la revocazione della sentenza per il dolo del precedente collegio giudicante». Il legale dei due calciatori si basa sul fatto che l’ex presidente della Caf Martellino è stato indagato per abuso d’ufficio dalla Procura di Napoli. In un’intervista alla Repubblica del 22 giugno, Martellino ha spiegato che «mi hanno messo sotto inchiesta sulla base di una telefonata tra Moggi e Ghirelli, in cui il dg della Juve chiede al segretario generale della Federcalcio di intervenire sulla Caf per non far svincolare due ragazzini russi». E i due ragazzi che fine hanno fatto? Stando al bilancio della Juventus chiuso al 30 giugno 2005, Zeytulaev e Boudianski sono stati ceduti proprio alla Reggina, ciascuno appena per 1000 euro. La società bianconera ha riportato una minusvalenza di 87mila per Boudianski e di 67mila euro per Zeytulaev. Valeva la pena per Giraudo e Moggi di proporre un ricorso per fare un “affare” su due promettenti calciatori? Ai posteri l’ardua sentenza.

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il pallone in confusione

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