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mercoledì 20 febbraio 2008

La Voce della Campania - ottobre 2006

Per li rami della Lazio

di Marco Liguori

Lo scorso venerdì 29 settembre, primo giorno di sciopero dei giornalisti, la Lazio ha compiuto la sua ennesima “magia”. In quella data la società romana, quotata a Piazza Affari, ha riportato in un comunicato che «ha conferito alla SS Lazio Marketing & Communication spa, interamente partecipata, il ramo di azienda commerciale». La nota prosegue spiegando che «il valore del conferimento è stato determinato in euro 95,36 milioni dall’esperto appositamente nominato dal Tribunale». Secondo il club biancoceleste «l’iniziativa è stata determinata dall’esigenza di realizzare una gestione dedicata e non condizionata dalle attività sportive, onde consentire con la compartecipazione di partners altamente specializzati, una maggiore efficienza ed efficacia nella crescita e lo sviluppo di nuove aree di business collegate al “brand Lazio”». Tradotto dal linguaggio delle comunicazioni al mercato, significa che l’operazione ufficialmente ha motivazioni commerciali. Tuttavia guardando il bilancio della società di Claudio Lotito al 30 giugno scorso (approvato il 28 settembre) si nota che sono presenti le perdite derivanti dall’azzeramento degli «oneri pluriennali ex D. L. 282/2002», ossia quelli derivati dalla cancellazione, decretata dall’Ue, del decreto cosiddetto “Salva calcio”. Ciò comporta una passività di ben 127,7 milioni che la società dovrà azzerare entro il 30 giugno 2007. I 95,36 milioni derivanti dalla cessione del ramo di azienda commerciale servono ad attenuare questo “buco”: restano ancora 32,3 milioni da recuperare. Ma sull’operazione pende un dubbio giuridico.
«La Lazio ha ceduto a una società – spiega l’avvocato Domenico Latino – da essa controllata al 100%. Ciò può configurare il meccanismo della stipula del contratto con se stesso, che è praticamente nullo». Dunque la validità giuridica dell’operazione sarebbe tutta da verificare. Un qualcosa di analogo ha fatto il Milan che ha conferito un suo ramo d’azienda alla sua controllata al 100% Milan Entertainment con una pluvalenza di oltre 181,3 milioni. Anche il Milan aveva bisogno di ripianare il passivo derivante dal “Salva calcio”. Sulla cessione effettuata dalla Lazio pende anche un altro dubbio. Stando sempre al bilancio al 30 giugno, la SS Lazio Marketing & Communication aveva un patrimonio pari ad appena 120mila euro, il minimo legale. Nel comunicato ufficiale non è stato spiegato come abbia potuto sostenere il notevole esborso di oltre 95 milioni. La Voce della Campania ha contattato il membro del consiglio di gestione, Marco Moschini, ma è stato riferito che «non rilascia interviste, né dichiarazioni». Invece, sul fronte dell’indebitamento pregresso, al 31 agosto scorso la Lazio ha fatto registrare un rosso di 157,23 milioni, in aumento dai precedenti 143,15 del 31 luglio. Infine, a pagina 21 del bilancio firmato dal presidente del consiglio di gestione, Claudio Lotito, si nota una piccola “perla” grammaticale. Si legge infatti che «il progetto di bilancio al 30 giugno 2006 chiude con un’utile di euro 2.078.705». Insomma, il termine “utile” da maschile è diventato femminile: ma, come evidenziato dal testo, il bilancio è solo allo stadio di progetto. E i progetti, si sa, si possono correggere.

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il pallone in confusione

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