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giovedì 13 marzo 2008

plusvalenza fondamentale

http://qn.quotidiano.net/conti_del_pallone_2007/2007/06/25/1667-cosi_gilardino_salvato.shtml

I CONTI DEL PALLONE

Così Gilardino ha salvato
il Parma dal disastro


La cessione dell'attaccante al Milan ha consentito di sistemare una situazione che minacciava di risultare irrimediabile.Tutti i numeri del club emiliano. La grande inchiesta curata da Marco Liguori

Il Fc Parma deve ringraziare Alberto Gilardino per aver chiuso il bilancio al 30 giugno scorso con un utile di 3,01 milioni di euro, un salto in avanti rispetto al rosso di 10,32 milioni dell’esercizio precedente. Infatti, la società nata nel giugno 2004 dal conferimento del ramo aziendale dell’Ac Parma posto in amministrazione straordinaria dalla Legge Marzano emanata dopo il dissesto del gruppo Parmalat, ha conseguito una plusvalenza di 14,7 milioni di euro dalla cessione dell’attaccante al Milan. Senza di essa, la stagione si sarebbe chiusa con una perdita di circa 8,99 milioni.

Il Parma, di recente ceduto a una cordata facente capo agli industriali Tommaso Ghirardi e Angelo Medeghini ( vedi box a seguire ), ha conseguito complessivamente 21,94 milioni di plusvalenze con le cessioni di Simplicio (4,3 milioni), Frey (2,5), Carotti (330mila euro) e altri giocatori (7mila euro) in netto aumento rispetto agli appena 7,41 milioni della stagione precedente. Di contro ha subito minusvalenze per appena 591mila euro. Come l’Inter, anche la squadra ducale ha il “vizietto” di porre queste componenti tra i ricavi (plusvalenze) e i costi (minusvalenze).

Nella nota integrativa, firmata dal presidente Enrico Bondi, allegata al bilancio disponibile in Camera di Commercio ciò è stato giustificato con l’applicazione della struttura del bilancio prevista dall’articolo 84 delle Norme organizzative federali. Peccato però che il Codice Civile preveda diversamente, poiché i calciatori sono un bene aziendale: la loro cessione è una componente straordinaria e non ordinaria. Con l’applicazione dell’articolo 84 delle Noif risulta positiva per 4,11 milioni: invece per il Codice le spese superano le entrate per 17,24 milioni.

Sempre riguardo al conto economico, si nota che i proventi radiotelevisivi sono diminuiti dai precedenti 29,89 a 12,60 milioni: è svanito “l’effetto Tanzi”. Nell’era del calcio a scopo di lucro, avere un grande gruppo industriale alle spalle è indispensabile per strappare contratti favorevoli con i media. Sono anche crollati gli incassi delle partite del campionato (da oltre 2 milioni nel 04/05 a 1,31 milioni nel 05/06) e degli abbonamenti (da 2,96 milioni a 2,40 milioni).

Ma al Parma mancano soprattutto gli incassi delle coppe europee: nel 2004/05, quando arrivò sino in semifinale di Coppa Uefa, ottenne oltre 557mila euro, mentre nella passata stagione ha partecipato alla sola Coppa Italia, introitando appena 52mila euro. Riguardo allo stato patrimoniale, si segnala un calo dei debiti tributari (-58,82%) che hanno toccato i 3,5 milioni: la gran parte sono ritenute su redditi di lavoratori dipendenti (2,78 milioni).

Però sui conti del Parma oscilla una spada di Damocle. Essa riguarda la causa civile intentata dall’Hellas Verona “al fine di far valere l’efficacia – si legge nella nota integrativa – di una asserita scrittura nella quale il Parma Ac avrebbe riconosciuto al Verona in caso di trasferimento del calciatore Gilardino metà dell’importo corrisposto alla eventuale società cessionaria”.

Questo documento fu sottoscritto nel 2002 dai dirigenti dell’epoca: per l’Ac Parma dal direttore sportivo Arrigo Sacchi e dal patron Calisto Tanzi, per il Verona dall’ex presidente e proprietario Giovambattista Pastorello. Gilardino sarebbe stato ceduto gratuitamente dall'Hellas a patto che, in caso di sua successiva cessione, il Parma avesse corrisposto la metà della somma al Verona.

La vertenza è iniziata nel novembre 2005: se il Verona fosse vittorioso, al Parma non resterebbe che versare 12 dei 24 milioni corrisposti dal Milan per l’attaccante della nazionale, anche perché la sentenza di primo grado è subito esecutiva. In questo caso, il risultato in attivo del 2005/06 sparirebbe d’incanto. Anche se gli amministratori del Parma nel bilancio affermano che “ritengono non probabile la condanna della società nel contenzioso”, la causa prosegue. Ma c’è forse uno spiraglio per la sua soluzione.

“Nell’udienza del 24 gennaio scorso – afferma il legale del Verona, Mario Giannotta – le parti hanno chiesto concordemente il rinvio, che il giudice ha concesso al 12 giugno prossimo. Le nuove proprietà di Verona e Parma hanno intenzione di trovare un accordo per risolvere la questione”. Ma i guai legali del Parma non finiscono qui. Nel bilancio al 30 giugno è riportato un accantonamento a fondo rischi di 4,77 milioni, su un totale di 7,98 milioni, “l’eventuale onere ritenuto probabile” relativo anche ai ricorsi intentati dal difensore Martin Djetou e dal Parma dinanzi al Collegio arbitrale della Lega Calcio, riguardanti il contratto quinquennale sottoscritto nel 2001.

Il giocatore francese giocò a Parma solo nel 2001/2002, collezionando 23 presenze e segnando due gol: dopo essere ceduto al Fulham, tornò a Parma nel gennaio 2005, ma non disputò alcuna partita. L’accordo prevedeva un compenso annuo netto di 2 milioni di dollari: il Collegio nel novembre 2004 ha condannato la società parmigiana a pagare al calciatore francese 699.360 euro lordi e ha deliberato nel gennaio 2005 la risoluzione del contratto. Intanto il calciatore ha anche inoltrato un’istanza alla Direzione provinciale del lavoro per il tentativo di conciliazione: se fallisse, ci potrebbe essere un’ulteriore giudizio civile per il Parma.

La società ha inoltrato un ricorso al Tar dell’Emilia Romagna per ottenere l’annullamento del certificato di idoneità agonistica del giocatore, rilasciato dalla Commissione Regionale. Ma ci sono anche problemi bancari. Banca Italease-Factorit ha trascinato in giudizio la Lega Calcio per il pagamento di 8,8 milioni di crediti dell’Ac Parma in amministrazione straordinaria, a sua volta ceduti da quest’ultima all’istituto bancario per un rapporto di factoring.

Da Banca Italease si limitano a dire che “la vertenza prosegue”. Secondo la nota integrativa, la Lega ha cercato di coinvolgere il nuovo Fc Parma nel procedimento: il giudice si è riservato di decidere in merito. Invece, si è risolta la vertenza riguardante Mps Gestione Crediti: quest’ultima è una società del gruppo Mps, secondo azionista della Banca del Monte di Parma, a sua volta possessore dal 19 gennaio scorso del 19,99% della Eventi Sportivi che controlla il Fc Parma. Mps Gestione Crediti aveva esperito un’azione giudiziaria contro la Lega Calcio per recuperare 2,69 milioni di crediti ceduti dal vecchio Parma.

A sua volta, la Lega ha “avanzato pretese risarcitorie nei confronti del Fc Parma”. Interpellato in merito, il Monte dei Paschi ha spiegato che “è stata raggiunta una soddisfacente transazione con la Lega Calcio, perfezionata il 22 dicembre scorso con Fc Parma”.
di Marco Liguori

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