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giovedì 29 maggio 2008

Adriano? Nessuna possibilità

Smentite da fonti vicine alla società nerazzurra

«Adriano al Napoli? Non è assolutamente vero». In ambienti vicini all'Inter si commenta così l'indiscrezione riportata questa mattina dall'edizione napoletana del quotidiano "Leggo". Le fonti vicine alla società nerazzurra smentiscono categoricamente l'ipotesi di un'eventuale apertura di trattativa o anche un semplice "pour parler" con la dirigenza azzurra riguardo all'attaccante brasiliano. Anzi, "radio mercato" riporta di un possibile ritorno di Adriano alla corte di Massimo Moratti: tutto dipenderà dalle intenzioni del nuovo tecnico Josè Mourinho, che dovrà valutare se "l'Imperatore" potrà entrare nei suoi schemi. E' certo che la punta, attualmente in prestito al San Paolo, resta ancora nel cuore del presidente. E ciò è rafforzato anche dal fatto che Adriano si è ampiamente rigenerato nei sei mesi di soggiorno in Brasile: ha segnato ben 17 reti in 28 partite.
Una sua eventuale cessione non sarebbe comunque facile a realizzarsi, anche perché il suo elevato ingaggio (circa 5,5 milioni annuali in scadenza nel 2010) consente a ben pochi club europei di permetterselo. Però in questo modo il club milanese rischierebbe di rafforzare una delle sue rivali per la conquista della prossima Champions League, come il Real Madrid, il Manchster o il Chelsea.
A meno che l'Inter non decida di concedere ancora Adriano in prestito, pagando lo stipendio come ha fatto con Recoba al Torino. Ma "l'Imperatore" potrebbe mai accettare di giocare in una squadra con obiettivi minimi? Sicuramente no: quindi dovrebbe rientrare a Milano.

I tifosi granata e del ciuccio vogliono l'attaccante Dimitar Makriev

I tifosi di Torino e Napoli vogliono l'attaccante bulgaro Dimitar Makriev (che sta per tornare nel giro della nazionale) nelle loro squadre, seguiti da quelli dell'Inter.
Ringrazio i circa 100 lettori che hanno partecipato al sondaggio

A quale club di A potrebbe interessare l'attaccante Dimitar Makriev?

Torino (52%)

Napoli  (17%)

Inter  (11%)

Milan (8%)

Fiorentina  (8%)

Genoa  (5%)

Juventus (2%)

Cagliari (2%)

Udinese (2%)

Sampdoria (2%)

Atalanta (2%)

Reggina (2%)

Catania (2%)

Siena (2%)

Palermo (2%)

Lazio (0%)

Roma (0%)

mercoledì 28 maggio 2008

Parla Urbano Cairo

Liberomercato pagine 1-12

«Serie "A"sul modello inglese con la contrattazione collettiva»

Il presidente del Torino chiede una ripartizione più equa degli introiti dei diritti televisivi per migliorare la qualità del campionato di calcio

Marco Liguori
«Il nostro campionato di serie A è spettacolare, superiore a quello spagnolo per un numero maggiore di club con elevato tasso tecnico e secondo solo all’Inghilterra. Ma occorre passare alla forma di contrattazione collettiva dei diritti televisivi per ridurre il distacco economico tra i grandi e i piccoli club e migliorare lo spettacolo». Il presidente del Torino, Urbano Cairo, spiega a Liberomercato i benefici del nuovo sistema introdotto dal precedente governo Prodi, alla vigilia dell’assemblea straordinaria di stamattina delle squadre di A riguardante la ripartizione delle risorse e l’individuazione dell’advisor per la vendita centralizzata dei diritti tv.
Perché sostiene la negoziazione collettiva?
«Credo che possa essere la migliore forma di contrattazione per il calcio italiano. D’altra parte, essa è stata adottata in Inghilterra, che è molto più avanti rispetto al nostro paese per l’organizzazione dello spettacolo calcistico».
Lei ritiene che questo sistema possa ridurre la forbice tra i grandi e i piccoli club?
«Certamente: potrebbe contribuire ad attenuare il divario economico. Il nostro campionato è molto competitivo e interessante. Però c’è una differenza elevata tra fatturati delle prime e quelli delle altre. Esistono tre squadre, Inter, Milan e Juventus che incassano oltre 200 milioni di euro all’anno: un distacco consistente rispetto ad altre società, come la Roma che ha incassato nel 2005/06 circa 128 milioni, il Napoli, la Lazio e la Fiorentina. La riduzione del gap e un conseguente maggior equilibrio contribuirebbe a rendere il campionato di serie A ancor più divertente e appassionante non solo per l’aggiudicazione dello scudetto, ma anche per gli altri obiettivi: l’assegnazione dei posti per la partecipazione alle coppe europee e la lotta per non retrocedere».
Qual è attualmente il rapporto tra la società che incassa di più per i diritti tv e quella che ha un minore introito?
«Quest’anno con la contrattazione soggettiva è all’incirca di uno a sette. E’ uno squilibrio troppo elevato, se si pensa che in Inghilterra si aggira su uno a tre. Con l’accordo raggiunto in Lega alla fine dello scorso anno sulla contrattazione collettiva, il rapporto tra la prima e l’ultima scende decisamente: si attesta attorno tra uno a tre-uno a quattro».
Alcuni presidenti si sono però lamentati del possibile calo degli introiti che porrebbero le società in una posizione di inferiorità rispetto a quelle estere.
«E’ vero, però le grandi squadre hanno grandi vantaggi non solo sui diritti televisivi, ma anche con gli sponsor. Possiedono inoltre stadi con grandi capienze che possono apportare ulteriori consistenti ricavi».
Nell’assemblea di oggi troverete un accordo sull’advisor?
«Sicuramente troveremo un’intesa, dobbiamo trovare in fretta una soluzione».
Non ha timore che qualche presidente stia "remando contro" la legge e attenda un eventuale nuovo provvedimento del governo Berlusconi che ripristini la contrattazione soggettiva?
«Non lo so, sinceramente non ho idea. Credo che la legge attuale porti benefici al nostro campionato: soprattutto non toglie alle grandi società quote di fatturato significative per poter competere con i club europei. Anzi, le società italiane incasseranno, in valore assoluto, somme superiori rispetto a quelle estere».
Qual è il segreto della superiorità economica dei club esteri?
«Prendiamo per esempio l'Inghilterra: al contrario di quelle italiane, le società percepiscono ricavi dagli stadi di loro proprietà e dal merchandising. Inoltre, riescono a vendere meglio il "prodotto" campionato all’estero. La Lega deve quindi predisporre una sezione marketing, adeguata al rango del nostro campionato che ha espresso la Nazionale trionfatrice ai Mondiali 2006 e nel 2007 il Milan campione del mondo di club».

martedì 27 maggio 2008

Se lo Stato scheda il cittadino allo stadio

Tratto da http://www.asromaultras.it/updates.htm

Su questo indirizzo http://www.osservatoriosport.interno.it/primo_piano/2008/maggio/tessera_del_tifoso_programma.pdf
è possibile trovare tutto il progetto schedatura Il problema è che la gente comune, i "romanistoni", non hanno la minima idea di cosa ciò possa significare sotto il profilo della restrizione della libertà individuale. E' una cosa indegna di un paese civile. Si prosegue sul punto: http://www.osservatoriosport.interno.it/primo_piano/2008/maggio/tessera_del_tifoso_programma.pdf il prossimo passo verso la fidelizzazione sarà il rilevamento delle impronte digitali. Che risate, Federico". Ah bè, vedrete che in questo modo le famiglie torneranno allo stadio!!! Allora, siccome ho già vinto la scommessa con il sindacato di Polizia che aveva pronosticato lo sfondamento dei cordoni all'interno dello stadio e conseguenti tafferugli romanisti/interisti, faccio un'altra scommessa, stavolta con l'Osservatorio: scommettiamo che alla fine di tutta questa storia, se - come credo - la "tessera del tifoso" verrà resa obbligatoria (come spera la Polizia), la Roma non supererà in campionato di 2000 unità il numero degli abbonati e così tutte le società di calcio in serie A? Dunque, se vinco la scommessa, tutti i responsabili dell'Osservatorio verranno obbligati a fare 30 trasferte in anonimo trasformandosi in tifosi comuni, se la perdo, vado a gestire l'ordine pubblico in divisa da solo durante Atalanta/Brescia. La notizia ha solleticato tutti: "Caro Lorenzo, ma questa famosa tessera non implica una vera e propria schedatura? E la legge sulla privacy? Non sarebbe stato meglio introdurre la carta d'identità elettronica, che è un documento obbligatorio? Ciao Marco". Certo che è una schedatura. E' la premessa- in questo laboratorio sociale che è il calcio - alla tessera del cittadino: chi è buon cittadino ha diritto all'assistenza sanitaria, chi non lo è no....
Lorenzo Contucci

Il silenzio dell'Inter sulla vicenda Mancini

Tra il presidente dell'Inter Massimo Moratti e l'allenatore Roberto Mancini è ormai divorzio. Manca solo il crisma dell'ufficialità. E, come in tutti i matrimoni che finiscono, la parola spetta agli avvocati. Il sito della società nerazzurra non ha riportato una sola riga dell'incontro tra i due di questo pomeriggio, raccontato invece in tutte le salse dalle agenzie. Inoltre, non è stata ancora pubblicato il comunicato ufficiale dell'addio. Quali potrebbero essere i motivi di tutto ciò? Probabilmente per una questione di forma legale: ciò forse spiega il silenzio cautelativo, forse imposto dagli stessi vertici. Si può fare un'ipotesi: in questi momenti concitati, i legali dell'Inter e quelli di Mancini si starebbero accordando per una soluzione amichevole della questione. Questione che deve avere, come si dice nel freddo linguaggio giuridico, una "species". Come inquadrare la separazione tra il club di via Durini e il suo (ormai ex) allenatore? Bisogna andare cauti con le parole. Usare un termine inappropriato, o meglio così ritenuto da una delle due parti, può esporre ognuna di esse a una vertenza civile di risarcimento del danno oppure una causa penale per diffamazione.
Quale parole usare quindi? Forse "esonero"? Questa potrebbe non essere gradita a Mancini. Tuttavia anche la terminologia "soluzione consensuale" potrebbe dispiacere a Moratti, forse per orgoglio. Insomma, la parola spetta agli avvocati che avranno un difficilissimo nodo gordiano da sciogliere. Essi dovrebbero trovare una formula che soddisfi pienamente le parti, in modo da lasciarsi con il sorriso sulle labbra senza strascichi giudiziari. In forza di ciò il comunicato forse potrebbe arrivare non nella tarda sera di oggi, ma forse domani. Insomma, trovare un modo civile, messo nero su bianco, per dirsi addio.

lunedì 26 maggio 2008

Dramma in casa Sensi

da www.dagospia.com

Avviso ai tifosi: “Si avvisano i tifosi della AS Roma che dentro la famiglia Sensi si sta svolgendo un autentico dramma. La figlia Rosella non vuole vendere la squadra fino a quando il patriarca Franco Sensi (82 anni) sarà in vita, mentre le sorelle si sentono soffocate da 377 milioni di debiti. La Consob vigila”.

Riporto, per completezza di informazione, l'ennesimo comunicato pubblicato stamattina sul sito dell'As Roma

http://bo.asroma.it/UserFiles/827.pdf
Con riferimento alle notizie diffuse con reiterazione dai principali organi di stampa e di informazione in merito agli assetti proprietari A.S. Roma S.p.A., Compagnia Italpetroli S.p.A., nella sua qualità di controllante indiretta, precisa quanto segue.
Nel richiamare quanto già espresso nei propri comunicati stampa del 23 e 24 maggio 2008 e nei precedenti, Compagnia Italpetroli ribadisce, ancora una volta, di non aver ricevuto e/o accettato, direttamente o indirettamente, alcuna manifestazione di interesse o offerta relativa all’acquisizione della propria partecipazione di controllo in A.S. Roma, da parte di Inner Circle
Sports e/o del Sig. George Soros o di fondi direttamente o indirettamente facenti capo o riferimento allo stesso.
Compagnia Italpetroli precisa inoltre di non aver raggiunto alcun accordo, direttamente o indirettamente, o sottoscritto alcun preaccordo, relativamente a tale partecipazione, né di aver in corso alcun processo volto alla dismissione della stessa.
Infine, si precisa non è previsto alcun incontro tra i propri rappresentanti e quelli di Inner Circle Sports finalizzato alla sottoscrizione di un accordo per la cessione del pacchetto azionario di A.S. Roma; pertanto, tali notizie diffuse, così come quelle relative a date, informazioni finanziarie e programmi, devono ritenersi non corrette e prive di ogni fondamento.

La bufala di Mancini unico allenatore vincente dell'era Moratti

Si può cacciare un allenatore che ha portato nella bacheca del presidente 7 trofei su 8? La risposta è che questa è una barzelletta: perchè se non avessero derubato Simoni e Cuper, la serie di Mancini non sarebbe mai iniziata...

da www.paoloziliani.it

Domenica, 25 Maggio 2008
Tra le tante leggende metropolitane che impazzano, di questi tempi, sull'Inter dell'era Moratti-Mancini, la più divertente è quella che racconta l'insensatezza di un presidente (Moratti) che medita di disfarsi di un allenatore (Mancini) capace di portare nella bacheca di via Durini 7 degli 8 trofei vinti dall'Inter dal 18 febbraio 1995, da quando cioè Moratti è proprietario e presidente del club. Detta così, non fa una piega. Nei 13 anni della sua reggenza, Moratti ha vinto 1 Coppa Uefa con Simoni e poi – con Mancini in panchina – 3 scudetti, 2 Coppe Italia e 2 Supercoppe italiane. Particolare importante: quando parliamo dei 3 scudetti “manciniani” includiamo anche quello vinto a tavolino dopo lo scandalo di Calciopoli (estate 2006).

Molti, lo sapete, contestano la legittimità di quel tricolore: noi invece siamo dell'avviso opposto. Dopo il letamaio scoperchiato dai giudici, non c'era altra strada che assegnare il titolo 2005-2006 all'Inter. Chi ci legge sa che lo scrivemmo già nel maggio 2006: e cioè un paio di mesi prima dell'allestimento dei processi sportivi.

Domanda: perché all'Inter venne assegnato uno scudetto a tavolino (il primo dei 3 vinti da Mancini)? La risposta è nota: perché venne scoperta , grazie alle intercettazioni della Procura di Napoli, la gang malavitosa messa in piedi da Moggi e Giraudo con la fattiva collaborazione di dirigenti arbitrali (Bergamo, Pairetto, Lanese e comprimari), dirigenti federali (Mazzini & company), arbitri (De Santis in primis) e persino giornalisti, televisivi e non. Per anni, come gli stessi inquirenti hanno più volte detto e scritto, la Cupola di Moggi ha fatto scempio della regolarità dei campionati manovrando arbitri, partite e risultati a tutto vantaggio dei club affiliati alla banda.

Ebbene, seguiteci un momento. Se tutto questo risponde al vero, e se è vero che Moggi e Giraudo hanno guidato la Juve malavitosa per qualcosa come 12 anni, per onestà intellettuale va detto che Simoni può dire di aver vinto il campionato 97-98 (designatore Baldas, arbitri di spicco Ceccarini e Rodomonti) e Cuper di aver vinto il campionato 2001-2002 (designatori Bergamo & Pairetto, arbitro-emblema De Santis) né più né meno di quanto Mancini abbia vinto il campionato 2005-2006. Anzi, a dirla tutta: mentre Mancini nel 2005-2006 era arrivato terzo a 20 punti dalla Juve ladrona, Simoni e Cuper – ai loro tempi - se l'erano giocata assai meglio perdendo il campionato il primo nella scandalosa sfida diretta del 26 aprile '97, il secondo nel drammatico 5 maggio 2002 (tracollo che senza le malefatte di De Santis in Chievo-Inter 2-2, due settimane prima, non ci sarebbe mai stato).

Per capirci: se Mancini fosse stato sulla panchina dell'Inter ai tempi belli di Ceccarini e del rigore-non rigore Iuliano-Ronaldo (Juve-Inter 1-0) e se Simoni fosse stato l'allenatore dell'Inter nella stagione di Calciopoli (scudetto all'Inter a tavolino), oggi tutti direbbero che degli 8 trofei vinti da Moratti, 7 sono merito di Simoni, 1 di Mancini. Allo stesso modo: se Mancini fosse stato sulla panchina dell'Inter ai tempi belli di De Santis e del rigore-non rigore D'Anna-Ronaldo (Chievo-Inter 2-2), e se Cuper fosse stato l'allenatore dell'Inter nella stagione di Calciopoli (scudetto all'Inter a tavolino), oggi tutti direbbero che degli 8 trofei vinti da Moratti, 7 sono merito di Cuper, 1 di Simoni e nessuno di Mancini.

Insomma, se un minimo di serietà serve ancora, oggi, per portare avanti una discussione appena appena plausibile, la storia dei 7 trofei su 8 vinti da Mancini nell'era Moratti andrebbe trattata per quello che è: cioè, una bufala. La verità è che Mancini ha vinto uno scudetto (il primo a tavolino) perché una Procura ha scoperto che da anni l'Inter – e non solo l'Inter – veniva derubata di scudetti meritati da una banda di ladroni facente capo a Moggi e Giraudo, i due mammasantissima della Juventus. A patto di non credere alle favole, alzi la mano chi pensa davvero che lo scudetto vinto dalla Juve nel 97-98, con Rodomonti che sullo 0-0 non vede il gol di Bianconi (palla entrata di mezzo metro) in Empoli-Juventus 0-1 e con Ceccarini che 7 giorni dopo non vede il rigore di Iuliano su Ronaldo in Juve-Inter 1-0: alzi la mano, dicevamo, chi pensa che quello sia stato uno scudetto immacolato (il designatore era nientemeno che il prode Baldas, quello che 8 anni più tardi verrà pescato con le mani nella marmellata mentre tarocca, su ordine di Moggi, la supermoviola al Processo di Biscardi per coprire gli arbitri telecomandati).

Su questo primo scudetto, ricevuto a tavolino e giunto a mo' di risarcimento per i colossali furti patiti prima da Simoni, poi da Cuper e infine dallo stesso Mancini, l'Inter ha costruito una serie di successi che potremmo dire “facilitati”: in particolare, il secondo scudetto vinto con la Juve in serie B e il Milan penalizzato, un titolo – diciamolo - che l'Inter avrebbe conquistato anche con i fratelli De Rege in panchina.

Insomma: almeno 2 dei 3 scudetti vinti da Mancini (i primi) li avrebbe vinti chiunque, anche Hodgson, Zaccheroni e persino Tardelli. Sul terzo si può cominciare a ragionare: e chi crede di aver assistito ad una cavalcata entusiasmante dell'Inter, naturalmente, è libero di pensarlo. Noi pensiamo che un titolo vinto alla Dorando Petri, con i tifosi con le mani nei capelli fino al minuto 65 dell'ultima partita, non sia motivo di vanto per un allenatore che aveva a disposizione un organico da mille e una notte. E pensiamo anche che un allenatore che ha a disposizione campioni come quelli dell'Inter 2004-2005, 2005-2006, 2006-2007 e 2007-2008 non può rimediare, in campo europeo, le figuracce che ricordiamo: vedi tracollo col Milan (con finale isterico e squalifica del campo), vedi tracollo col Villareal, vedi tracollo col Valencia (con maxi-rissa e pioggia di squalifiche), vedi tracollo col Liverpool (Materazzi espulso, Burdisso espulso).

Diciamocelo: ma è davvero così bravo, questo Mancini?
Paolo Ziliani

Un pezzetto di Mancini ha avuto il benservito

da www.francorossi.com

Domenica, 25 Maggio 2008

Cari nemici e amici, dopo aver vinto il campionato l'Inter ha licenziato Mancini per un quinto: basta ricordare l'affermazione di Paolillo (“All'80 per cento resta”) subito dopo la partita di Parma. Il Chelsea dopo trentasei ore dalla finale di Champions League, al 100 per cento ha licenziato Grant, come tutti si aspettavano. La finale di Coppa Italia è stata vinta dalla Roma e adesso in casa interista qualcuno dovrà pur dire se la conferma di Mancini all'80 per cento (sempre per riferirsi alle storiche parole di Paolillo) è salita alla certezza o è scesa allo zero.

Prima o poi qualcuno dovrà pur dire a Mancini se deve passare da via Durini a prendere la liquidazione, oppure preparare la valigia per le vacanze estive senza preoccuparsi del possibile arrivo di Mourinho ex Chelsea o di Moreira, ex dell'Itapipoca.

Una volta dissi che “se non ci fossero le partite il calcio sarebbe lo sport più bello”: dopo l'ultima gara ufficiale della stagione ne sono ancora più convinto.

Il mercato è la fabbrica dei sogni visto che avere Gerrard e Fabregas a fianco di Sissoko farebbe felici i tifosi della Juve, veder giocare Essien e Hleb vicino a Cambiasso e Drogba e Messi insieme a Kakà sarebbe il massimo per quelli di Inter e Milan.

Ma poi uno si sveglia e scopre che il neo allenatore del Chelsea (ma chi sarà mai?...) cerca di convincere Abramovich a non cedere né Lampard e Drogba e ad acquistare Aguero , Maicon e Mascherano e comincia a riflettere, legge che il Real Madrid va deciso su Cristiano Ronaldo (in alternativa c'è Huntelaar) e che il Barcellona punta su Benzema e così via.

Scopre inoltre che in Italia la squadra campione ha riscattato Jimenez e cerca di convincere Locatelli, che il Milan ha preso uno svincolato come Flamini (buono, ma non ancora buonissimo) e sta trattando Zambrotta (che arriverà con tre Europei e due Mondiali sulle spalle), che la Juve dopo lo svincolato Mellberg pagherà Amauri più di quanto incassò per Ibrahimovic e allora si accorge all'improvviso che risvegliarsi è peggiore dell'incubo.

Franco Rossi

giovedì 22 maggio 2008

Ultim'ora - I primi due acquisti del Napoli 2008/09

Il Napoli riscatta Blasi e rinnova la comproprietà di Zalayeta

Tratto dal sito ufficiale della Ssc Napoli
http://www.sscnapoli.it/client/render.aspx?root=707&fwd=1675&content=0

Manuele Blasi e Marcelo Zalayeta restano in azzurro. Il Napoli ha riscattato il centrocampista ed ha rinnovato la comproprietà, con la Juventus, dell'attaccante uruguagio.
"E' la notizia più bella che potessi ricevere - dice entusiasta Blasi - perché finalmente ora posso dire di essere un giocatore del Napoli a tutti gli effetti. Penso di aver disputato un buon campionato ma prometto che l'anno prossimo darò ancora più del cento per cento. Magari con qualche ammonizione in meno...".
C'è anche la felicità di Zalayeta: "Sono contentissimo di poter giocare un altro anno con il Napoli. Ho tanta voglia di fare bene ma ancora con più fame rispetto allo scorso anno. Credo di aver disputato una buona stagione prima dello sfortunato infortunio".

Il mercato del Napoli secondo il quotidiano "Roma"

Roma 22 maggio 2008

Napoli. Stavolta si è scomodato il prestigioso Daily Mail, popolare tabloid del Regno Unito. Dopo il Chelsea un’altra grande del football di sua Maestà attenta alle grazie di Marek Hamsik, il boys più richiesto d’Europa insieme al catalano dell’Arsenal Cesc Fabregas. Marino come Wenger, par di capire: bussate pure, tanto non vi sarà aperto. O almeno così si dice, e si spera. Venticinque milioni vorrebbero investire i Reds sul forte centrocampista slovacco, seguito negli anni bresciani dall’attuale collaboratore di Rafa Benitez, Mauro Pederzoli, ex team manager e diesse del club di Corioni. Chiuse la sua pesperienza italiana nel Cagliari di Cellino prima di sposare una bella spagnola e migrare in Inghilterra con l’amico Benitez. Ora Pederzoli spinge per Hamsik, convinto che la partita con la slovacco non sia ancora chiusa. Il diretto interessato ha intanto rilasciato al quotidiano Pravda: conferma la sua voglia di azzurro. «Non so nulla dell’interesse del Liverpool, a Napoli sto bene e voglio restare: il resto non mi interessa». Bene, bravo, bis, caro Marek. Ma la carne è debole, non mancheranno altre tentazioni ed il Napoli dovrà presidiare bene il fortino, certo del prevedibile assalto. Liverpool, Chelsea, Manchester United e Juventus: quasi il meglio del calcio planetario. Chissà cosa starà mai confabulando Juraj Venglos scaltro ed esperto procuratore del campione slovacco. Da poco firmato, nei prossimi mesi il rinovo potrebbe già essere carta straccia. Pochi, maledettamente pochi gli ottocentomila euro elargiti al centrocampista, nulla o quasi rispetto ai due milioni di euro netti promessi da Liverpool e Juventus. Dura continuare a frenare sui tetti di ingaggi, soprattutto quando in rosa si ha la fortuna di avere tra le mani un fuoriclasse autentico. Per ora il ragazzo sta tenendo fede alla parola data ed è ricco di buoni propositi, ma prima o poi qualche prurito inizierà ad averlo. Il mercato non ha cuore, purtroppo.
DOMIZZI. Caduti gli ultimi dubbi residui, il giocatore lascerà il Napoli: «é difficile che resti in maglia azzurra-conferma a radio Marte il suo agente Caravello-Il futuro? Genoa o Roma con i liguri favoriti rispetto ai capitolini. Il sodalizio del patron Preziosi si è mosso prima degli altri, mostrando un notevole interesse». Caravello consiglia poi due suoi assistiti: «Quagliarella sogna da sempre il Napoli, lo sapete tutti. A centrocampo c’è un giocatore in cerca di rilancio come Pinzi».
BORRIELLO. Ieri avevamo anticipato il ritorno di fiamma per l’attaccante genoano nativo di San Giovani a Teduccio. Il diretto interessato, intervistato dai colleghi de Il Napoli, conferma la notizia: «Il sodalizio partenopeo mi vuole e lo so ma la società deve parlare prima con Genoa e Milan, comproprietari del cartellino. Mi sono offerto due volte a Marino ma non mi hanno voluto. Io sono e resto tifoso azzurro. Vedremo».
MARTINA. Ieri è stato avvistato a Capodichino il procuratore di Acquafresca e Barone, smentito però dal diretto interessato un contatto con Marino: «Sono a Salerno per rivedere un caro amico e godermi le bellezze della costiera amalfitana. Barone si sposa sabato questa l’unica novità. Non credo rientri nei progetti del Napoli, sia per l’età che per lo stipendio. Acquafresca è ad un passo dall’Atalanta».
FLOCCARI. Il club neroazzurro ha quindi pescato il suo sostituto. Nei prossimi giorni si deciderà quindi anche il futuro di Floccari, pedinato da Roma, Torino e Napoli. Dieci milioni la valutazione data dal sodalizio orobico. Il diesse Osti nega l’interesse partenopeo, ma fa parte del gioco. Tutti sanno che i lombardi puntano a Calaiò (notizia mai negata dallo stesso dirigente neroazzurro), possibile chiave di volta nella trattativa Floccari.I giochi sono aperti.
DESSENA. Se Blasi partisse (cosa probabile) il giovane virgulto parmense, convocato nell’olimpica di Casiraghi, potrebbe rimpiazzarlo in maglia azzurra. Ghirardi valuta Dessena 8 milioni di euro, ma il digì azzurro potrebbe limare il prezzo inserendo qualche giocatore che rientra nei piani cadetti degli emiliani. Rullo, Pià, De Zerbi i possibili candidati. Spetterà a Cagni, nuovo trainer, indicare i nomi giusti ai dirigenti parmensi.
VARIE DI MERCATO. Tanti i nomi accostati al club azzurro in prima linea. L’ultima indiscrezione arriva dalla Spagna. Monitorato il ventottenne Nikola Zigic, perticone serbo reduce da una stagione infelice a Valencia dopo le belle annate vissute con il Santander. A volte ritornano. Secondo il sito del collega Marco Liguori Marino starebbe ripensando al bulgaro Dimitar Makriev (Maribor-Ashdo), braccato anche da Standard Liegi e Anderlecht. Bianchi non sarà riscattato dalla Lazio, il Napoli potrebbe farci un pensierino.
Ciro Venerato
Leggi anche http://marcoliguori.blogspot.com/2008/06/calciomercato-luned-arriva-denis-napoli.html

Zamparini:«Basta soldi in nero nel calcio»

AGI (SPR) - 22/05/2008 - 15.17.00
CALCIO: PALERMO, ZAMPARINI "BASTA SOLDI IN NERO NEL CALCIO"
ZCZC AGI2511 3 SPR 0 R01 / CALCIO: PALERMO, ZAMPARINI "BASTA SOLDI IN NERO NEL CALCIO" = (AGI/ITALPRESS) - Roma, 22 mag. - Il presidente del Palermo Maurizio Zamparini alza la voce e denuncia l'ennesimo malcostume nel mondo del calcio. Questa volta riguarda in particolare i procuratori dei calciatori. L'occasione gli viene data dalla trattativa che dovrebbe portare il brasiliano Amauri alla Juve e dalla richiesta di due milioni di euro che gli sarebbe stata formulata dai Grimaldi, procuratori dell'attaccante. Una sorta di buona uscita per far si' che la trattativa si concluda tranquillamente con buona soddisfazione di tutti. "Viviamo in un mondo strano -ha detto Zamparini a Radio Radio-, io ho un contratto con Amauri, che quest'anno ha preso tra l'altro 300 mila euro in piu' rispetto al pattuito. Noi raggiungiamo un accordo con la Juve, Amauri deve raggiungere un accordo con la Juve che ha raggiunto, a questo punto non vedo nessun altro impegno da parte mia con il procuratore ed il giocatore. I Grimaldi devono chiedere cosa vogliono dal Palermo, se il Palermo ha debiti con loro lo dicano. In realta', si tratta di tentativi estorsivi al di fuori delle regole. Adesso anche voi -dice riferito ai giornalisti- avete un'eminente platea che ci sta ascoltando, aiutateci a cambiare le cose nel calcio. Non deve esserci piu' nero, basta pagamenti sotto banco. E' una vergogna! Certe abitudini cattive vanno estirpate. Non ci puo' essere un ricatto continuo dei procuratori quando un calciatore cambia casacca. Ho sollevato qualcosa che tutti conoscono, cerchiamo di eliminarlo. Un'inchiesta? Se qualcuno mi interroga, lo dico anche a loro. Occorre sanzionare e proibire. Adesso spero che in questo contesto non sia Amauri l'unica vittima". (AGI) Red (Segue) 221517 MAG 08 NNNN

AGI (SPR) - 22/05/2008 - 15.17.00
CALCIO: PALERMO, ZAMPARINI "BASTA SOLDI IN NERO NEL CALCIO" (2)
ZCZC AGI2512 3 SPR 0 R01 / CALCIO: PALERMO, ZAMPARINI "BASTA SOLDI IN NERO NEL CALCIO" (2)= (AGI/ITALPRESS) - Roma, 22 mag. - "Amauri -ha continuato Zamparini - sarebbe felicissimo di andare alla Juve, non vorrei che l'atteggiamento dei suoi procuratori alla fine lo danneggi". Poi, Zamparini torna a pallare in generale di mercato, delle prospettive del Palermo e del futuro. "L'accordo con la Juve prevede l'acquisizione di Nocerino, meta' Lanzafame ed i soldi" ha precisato. "Per il futuro del Palermo, penso ad una squadra che come l'anno scorso miri ad essere al posto della Fiorentina Fiorentina, ambiamo ad essere dietro le tre grandi". Infine capitolo portiere, Barzagli e Miccoli. "Stiamo cercando un portiere titolare. Amelia e' uno dei candidati, sicuramente vicino a Fontana metteremo un altro portiere. Barzagli non so se andra' a Firenze, ha tre richieste, deve decidere lui. Miccoli rimane con noi, l'ha detto lui ed io sono ben contento. Quando abbiamo rinunciato a Giovinco e' perche' lui ha detto di voler rimanere". (AGI) Red 221517 MAG 08 NNNN

Tar Lazio: no ai ricorsi dei tifosi su Calciopoli

ANSA (CRO) - 22/05/2008 - 14.35.00
CALCIO: JUVENTUS; TAR LAZIO RESPINGE RICORSI 2 ASSOCIAZIONI
ZCZC0214/SXB WRL40135 R CRO S0B S41 S42 S43 QBXB CALCIO: JUVENTUS; TAR LAZIO RESPINGE RICORSI 2 ASSOCIAZIONI (ANSA) - ROMA, 22 MAG - Un ricorso dichiarato 'irricevibile' e un altro 'inammissibile'. E' la decisione del Tar del Lazio sulle richiesta che hanno fatto ritornare davanti ai giudici amministrativi le vicende relative allo scandalo denominato 'Calciopoli'. In particolare, i giudici della III sezione ter, presieduta da Italo Riggio, hanno dichiarato 'inammissibile' il ricorso proposto dall'associazione di piccoli azionisti della Juventus (Giulemanidallajuve.com) per contestare la sentenza dell'autorita' sportiva nei confronti della squadra bianconera. Il Tar ha invece dichiarato 'irricevibile' il ricorso proposto dall'Associazione 'L'Ego di Napoli' per chiedere la revoca dello scudetto 2005-2006 all'Inter. (SEGUE). YJ1-GB 22-MAG-08 14:34 NNN

ANSA (CRO) - 22/05/2008 - 14.41.00
CALCIO: JUVENTUS; TAR LAZIO RESPINGE RICORSI 2 ASSOCIAZIONI (2)
ZCZC0220/SXB WIN40231 R CRO S0B S41 S42 S43 QBXB CALCIO: JUVENTUS; TAR LAZIO RESPINGE RICORSI 2 ASSOCIAZIONI (2) (ANSA) - ROMA, 22 MAG - Pubblicati i dispositivi delle due sentenze, si attendono adesso le motivazioni per conoscere i termini specifici delle decisioni dei giudici amministrativi. Dai dispositivi emerge che entrambi i ricorrenti sono stati condannati anche al pagamento delle spese di giudizio. In particolare, l'associazione 'Giulemanidallajuve.com' dovra' rifondere il Coni e la Figc con duemila euro ciascuno, e l'associazione 'L'Ego di Napoli' della stessa cifra alla Figc e l'Inter. 'Giulemanidallajuve.com' contestava la legittimita' della sentenza con cui le autorita' sportive, pronunciandosi sullo scandalo di Calciopoli, nel 2006 condannarono la Juventus alla retrocessione in serie B e alla revoca degli ultimi due scudetti vinti. 'L'Ego di Napoli', invece, chiedeva la revoca dell'efficacia del provvedimento di assegnazione dello scudetto 2005-2006 all'Inter per, sostenevano i suoi associati, ''l'inesistenza del presupposto unico che doveva determinare l'assegnazione del titolo: il valore etico''.(ANSA). YJ1-GB 22-MAG-08 14:41 NNN

martedì 20 maggio 2008

Standard Liegi e Anderlecht su Makriev, ma lui sogna l'Italia

Dimitar Makriev vuole tornare a giocare in Europa. Il ventitrenne attaccante bulgaro sta attraversando un periodo particolarmente felice: attualmente è il secondo cannoniere del campionato israeliano e rischia di essere il primo calciatore straniero a vincere la classifica marcatori. Nel suo club, l’Ashdod che lo ha rilevato per 500mila euro a gennaio in comproprietà dal Maribor, ha segnato finora 11 reti in 14 partite: è a due sole lunghezze dal vertice a due turni dalla fine del massimo campionato israeliano. Se le si sommano alle 15 marcature realizzate con la squadra slovena, Makriev ha realizzato nel corso della stagione 2007-08 ben 26 reti su 37 gare complessivamente disputate. Ciò gli ha fruttato l’interessamento del nuovo commissario tecnico della nazionale bulgara, Plamen Markov, che si è recato di recente in Israele per visionarlo. Molto probabilmente Makriev potrebbe essere riconvocato per le prossime partite di qualificazione al campionato del mondo 2010, dove la Bulgaria giocherà nel girone 8 con Montenegro, Georgia, Cipro, Irlanda e Italia. In passato ha già vestito la maglia biancoverde della Bulgaria, costituendo il tandem d’attacco dell’Under 19 con Valerij Bojinov.
Makriev è stato contattato da diverse società. Oltre alle israeliane Maccabi Tel Aviv e Maccabi Haifa, anche due celebri club del Belgio, lo Standard Liegi e l’Anderlecht, hanno mostrato interesse per il giovane attaccante. Stando ad alcune indiscrezioni l’Anderlecht avrebbe proposto due milioni per rilevare la comproprietà da Maribor e Ashdod. Ma il sogno di Makriev resta la serie A italiana, con cui ha un feeling particolare: fu scoperto da Italo Algarotti, celebre osservatore dell'Inter (scopritore di Signori) che lo ritenne un ragazzo molto interessante e promettente. La società nerazzurra lo acquistò nel maggio del 2002 per sostituire "Oba Oba" Martins. Il suo ingaggio si aggira tra i 150mila e i 200mila euro, una cifra non particolarmente elevata alla portata delle nostre società a caccia di talenti. Secondo alcuni suoi amici gli piacerebbe molto una società del Sud: in particolare Napoli. Qui si troverebbe a suo agio poiché vi é presente la seconda comunità di bulgari in Italia. Senza dimenticare che tra Napoli e Sofia sono legate da un particolare geografico che le avvicina: entrambe sono sul 40° parallelo.

No al gemellaggio Napoli-Fiorentina

Il gemellaggio tra la tifoseria viola e quella del Ciuccio non s'ha da fare. Il rifiuto è stato decretato con una maggioranza schiacciante.
Ringrazio i 180 partecipanti al sondaggio.

Siete d'accordo sul gemellaggio tra le tifoserie di Napoli e Fiorentina?
Sì 41%
No 58% 

lunedì 19 maggio 2008

Tutto sul Panionios

Conosciamo meglio la formazione greca che potrebbe sfidare il Napoli in Intertoto

Il Panionios è una delle squadre greche meno celebri. Il club ha sede a Nea Smyrni, un sobborgo a sud di Atene a pochi chilometri dal porto del Pireo con uno stadio di appena 11.700 spettatori (ma che si trasforma in un catino infernale), e possiede un palmarès molto scarno. In 118 anni di storia ha vinto soltanto due coppe nazionali. Eppure ha cresciuto calcisticamente tre celebri attaccanti ellenici a livello internazionale: Nikos Anastopulos, che ha giocato negli anni ‘80 nell’Olympiakos e in Italia nell’Avellino, Thomas Mavros stella dell’Aek e protagonista della prima qualificazione della Grecia agli Europei del 1980 in Italia, e Dimitris Saravakos, che esplose nel Panathinaikos. Grazie a due suoi gol, il Panathinaikos eliminò la Juventus nel secondo turno della Coppa Uefa 1987-88. Nel 2001, a causa di un forte dissesto finanziario, il Panionios è fallito e retrocesso in seconda serie ed è rinato con il nome di Neos (in greco significa “nuovo”) Panionios.
Rare le sue partecipazioni alle coppe europee: in tutto solo sette. Nel 1969-70 è stata eliminata nel primo turno della Coppa delle Fiere (la vecchia denominazione della Coppa Uefa) dall’Hansa Rostock, formazione della Germania Est. Cinque volte ha disputato la Coppa Uefa, ottenendo i migliori piazzamenti nel 1971-72 (arrivò al secondo turno, eliminata dall’ungherese Ferencvaros) e nell’ultima edizione 2007-08. L’anno scorso il Panionios fu eliminato nella fase a gironi nell’ultima partita: ha disputato una pazza gara in casa contro il Bordeaux, passando da un trionfale 2 a 0 alla beffarda sconfitta finale per 3 a 2. La formazione greca ha soltanto due precedenti contro le italiane. Fu eliminata con una doppia sconfitta nell’ultima edizione (1998-99) della Coppa delle Coppe dalla Lazio, che poi vinse il torneo: 4-0 al Nea Smyrni e 3-0 a Roma. Nel 2004-05 incontrò l’Udinese eliminandola con una netta vittoria (3-1) in casa: a nulla valse lo striminzito 1-0 dei friulani al ritorno.
Nella Super Lega (la serie A greca) appena conclusasi con il trionfo dell’Olympiakos, il Panionios si è piazzato al quinto posto, che gli ha permesso la partecipazione ai play-off con partite di andata e ritorno con Aek, Panathinaikos, e Aris per stabilire la classifica per la partecipazione alla Champions League o all’Uefa. Al termine di questa fase, la formazione rossoblù si è piazzata all’ultimo posto che le ha consentito l’accesso al secondo turno dell’Intertoto contro il Borac Čačak. Se superasse la squadra serba, incontrerà il Napoli nel terzo e ultimo turno che darà alla vincente il biglietto di ammissione alla Coppa Uefa 2008-09. Il Panionios, allenato dal tecnico tedesco Ewald Lienen, gioca generalmente con un 4-4-1-1, con due centrocampisti centrali (come Skoufalis e il nazionale del Ghana Kumordz) che contrastano in fase di interdizione il gioco dell’avversario: i due laterali partecipano con i cross alla manovra offensiva. In avanti è posizionato un centrocampista (di solito Makos) che serve il veloce attaccante algerino Djebbour, che è stato il quarto marcatore del massimo campionato con 14 reti. Altro calciatore di punta è una vecchia conoscenza del campionato italiano, Lampros Choutos, che ha giocato nella Roma e nell’Inter: nella scorsa stagione ha realizzato 12 gol. La squadra greca conta 13 stranieri (di cui cinque africani) su una rosa di 34 calciatori.
Marco Liguori
(riproduzione autorizzata solo dietro citazione della fonte)
Vedi anche nella sezione Intertoto presente in "Archivio argomenti" e su http://marcoliguori.blogspot.com/2008/07/alla-scoperta-del-panionios.html

Sondaggio campagna acquisti del Napoli

I tifosi hanno decretato nel mio sondaggio la possibile campagna acquisti: il Napoli dovrà rinforzare l'organico con un regista a centrocampo, due difensori, uno o due attaccanti.
Ringrazio i 200 partecipanti al sondaggio.
Di quali acquisti ha bisogno il Napoli?
Un regista, una o due punte e due difensori (62%)
Solo centrocampisti e attaccanti (7%)
Solo difensori e centrocampisti (14%)
Nessuno (16%)
(Vedi anche

domenica 18 maggio 2008

Risultati sondaggio: chi vincerà lo scudetto?

Secondo gli oltre 100 votanti l'Inter sarà campione d'Italia.
Ecco il risultato del sondaggio:
Chi vincerà lo scudetto 2007-2008?
Inter 55%
Roma 44%

Adesso il verdetto spetta al campo...buon divertimento a tutti!

sabato 17 maggio 2008

Ridere sul "dramma" del calcio/2

Questi sono due lanci dell'Adnkronos di oggi riguardo a un primario psichiatra dell'ospedale Fatebenefratelli di Milano, che dà alcuni consigli all'Inter.

ADNK (SPR) - 17/05/2008 - 14.33.00
CALCIO: LO PSICHIATRA ALL'INTER, NON PERDA LA TESTA E RIMANGA UNITA
ZCZC ADN0396 5 SPR 0 RTX SCA NAZ RLO CALCIO: LO PSICHIATRA ALL'INTER, NON PERDA LA TESTA E RIMANGA UNITA = STOP ALLE POLEMICHE, OGNI ENERGIA VA USATA PER LA VITTORIA
Milano, 17 mag. - (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Gatti neri, intercettazioni sospette e giallorossi 'ai talloni'. L'Inter si prepara a giocarsi il sedicesimo scudetto negli ultimi 90 minuti di campionato e tra mille pressioni. "Polemiche insidiose che rischiano di creare ulteriori lacerazioni, rubando energie preziose da convogliare invece nella conquista della vittoria". Alla vigilia del big match di Parma, scende in campo anche lo psichiatra: "Il consiglio che posso dare ai nerazzurri e' di non perdere la calma e restare uniti - spiega all'ADNKRONOS SALUTE Claudio Mencacci, capo del Dipartimento di Salute mentale dell'ospedale Fatebenefratelli di Milano - Devono rimanere lucidi e concentrati fino all'ultimo secondo di gara". Senza cedere alla paura di fallire, perche' "e' proprio nei momenti critici, quando tutto sembra perduto, che subentra una forza inattesa: la forza di usare al meglio le proprie risorse", aggiunge lo psichiatra, o nell'ipotesi peggiore, la forza della disperazione. Nato a Siena, ma meneghino di adozione, Mencacci non nasconde un cuore rossonero. "Mi descrivono come amante delle due ruote, del Milan e dei cani - sottolinea lo psichiatra - Ma in questi ultimi anni anche dei gatti, pure di quelli neri", sorride l'esperto dopo il giallo della Pinetina e dell'investimento scaramantico imputato a Figo. (segue) (Sal/Pn/Adnkronos) 17-MAG-08 14:32 NNNN

ADNK (SPR) - 17/05/2008 - 14.40.00CALCIO: LO PSICHIATRA ALL'INTER, NON PERDA LA TESTA E RIMANGA UNITA (2)
ZCZC ADN0404 5 SPR 0 RTX SCA NAZ RLO CALCIO: LO PSICHIATRA ALL'INTER, NON PERDA LA TESTA E RIMANGA UNITA (2) = (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Analizzando la parabola del team di Mancini, che poteva chiudere il campionato con tre domeniche d'anticipo, Mencacci chiama in causa un insieme di fattori: Un po' di "paura di vincere" e forse "l'illusione" di una vittoria sulla carta ormai sicura. "Ma nello sport, e non solo, non esistono gli eserciti baldanzosi - avverte lo specialista - Non bisogna mai dare niente per scontato". Quando si vince una battaglia bisogna sempre ricordare che si puo' anche perdere la guerra, e che "il valore vero e' la capacita' di tenere sulla lunga distanza". Come a scuola, come sul lavoro e come in amore. "Sempre", ribadisce Mencacci. Che conclude con un monito: "Un buon team, sportivo o meno, non deve mai dimenticare la dimensione di gruppo". Insomma, il suggerimento alla squadra e' proprio quello di "fare piu' squadra". (Sal/Pn/Adnkronos) 17-MAG-08 14:40 NNNN

Ridere sul "dramma" del calcio/1

In questo post vi sono i tre esilaranti articoli pubblicati stamattina su "Il Riformista". Costituiscono un modo intelligente e simpatico di ridere sul "dramma" del calcio e dello scudetto che sarà assegnato domani: finora si è ascoltato nei dibattiti sulle tv private che in tanti hanno storto il naso, la bocca e persino le orecchie alla divertente triade di articoli del giornale diretto da Antonio Polito. Eppure, anche un bambino noterebbe che sono una garbata presa in giro con le intercettazioni telefoniche fasulle e i rumors sulla vendita della Roma altrettanto tarocchi.
Ma la "sacralità" del calcio non deve essere in alcun modo messa in discussione. Domani, nei due "anfiteatri" del Tardini di Parma e del Massimino di Catania andranno in scena le due "tragedie" dell'italica pedata: Parma-Inter e Catania-Roma.
Il mondo del calcio non ha saputo cogliere l'ironia di questi pezzi: forse anche questo è un segnale del pallone in confusione.

http://www.ilriformista.it/
Il RIFORMISTA 17/5/2008

E SE DOMANI I nerazzurri vincono il campionato, qualcuno potrebbe portarglielo via
L'INTER APPESA A UN PM
Siamo in grado di anticipare le più recenti conversazioni intercettate tra Domenico Brescia, il sarto da ieri in custodia cautelare con l'accusa di traffico di stupefacenti, e numerosi tesserati dell'Inter. Alcune di queste conversazioni sono già allo studio dell'Ufficio Indagini della Federcalcio, che potrebbe anche sovvertire il risultato del campo di domani. I ciuffi/1 Conversazione del 12/03/2008. Mancini e Brescia parlano di un sottocollo di giacca da accorciare. Poi si cambia argomento.
Brescia: "Allora domenica quanti ciuffi mi porti?"
Mancini: "Tre"Brescia: "Posso dirlo a ***?"
Mancini: "Tranquillo"Secondo gli inquirenti i ciuffi rappresentano il numero di gol previsti per la partita Inter-Palermo del 16-03-2008, poi finita 2-1 per l'Inter.
I ciuffi/2 Conversazione intercettata il 28/03/2008. Mancini chiama Brescia per ordinare un maglioncino verde pistacchio in seta e cachemire. Quindi si parla di Lazio-Inter.
Brescia: "Lo fai giocare Viera?"
Mancini: "No, il paralitico no. È un… [incomprensibile]"
Brescia: "Mi ha detto Sinisa che si fa un ciuffo per uno"
Mancini: "Se lo dice lui…".Per gli inquirenti il riferimento è al risultato previsto per Lazio-Inter del giorno dopo, che termina 1-1.
L'orologio Conversazione del 24-03-2008. Brescia chiama Materazzi e gli offre un orologio.
Brescia: "C'ho per le mani un Vacheron anni Cinquanta. Te lo do per quattromila. Interessa?".
Materazzi: "Un Va che?".
Brescia: "Lascia stare, glielo rifilo al Mancio".
La sciarpetta Conversazione intercettata il 5-04-2008. Brescia chiama Mancini e si informa sulla formazione per Atalanta-Inter del giorno dopo. Poi cambia discorso.
Brescia: "Notizie di qualche sciarpetta?"
Mancini: "Ne vende una un amico di Siena"
Brescia: "Vende o già venduta?"
Mancini: "Venduta"
Per gli inquirenti la sciarpetta indica una partita dal risultato già concordato e il riferimento sarebbe a Siena-Udinese, poi finita 1-1.
I vasetti Conversazione intercettata il 12-04-2008. Mancini chiama Brescia.
Mancini: "Mi servono con urgenza due vasetti".Gli inquirenti hanno sospettato che dietro i "vasetti" potesse nascondersi un altro messaggio in codice, ma pare che Mancini si riferisca proprio a due vasetti di crema idratante.
Sei amiche dopo il Liverpool Conversazione dell'11-03-2008.L'Inter è appena stata eliminata dal Liverpool in Champions League. Mihajlovic chiama Brescia.
Mihajlovic: "Ciao Dome, stasera c'è bisogno di divertirsi un po'".
Brescia: "Che partita di merda. Ti mando le amiche dell'altra volta? Quanti siete?".
Mihajlovic: "Io, Salsa (Salsano, ndr ) e Dejan (Stankovic, ndr )"
Brescia: "Bastano sei?"I due si risentono poco dopo, perché Mancini ha annunciato la sua intenzione di lasciare la panchina dell'Inter a fine stagione.
Mihajlovic: "Dome, ferma tutto. Hai sentito Mancini? Moratti è un stronzo (sic). Qui è un casino, ci sentiamo domani"
Brescia: "Eh, ma è un casino pure per me, come faccio?…"
Mihajlovic: "Mandale tutte a casa di Spillo"
L'Aston Martin Conversazione del 4-04-2008. Brescia chiama Materazzi e gli offre un'auto.
Brescia: "C'ho un Aston Martin DB7 Vantage V12 che vien via per 70 mila".
Materazzi: "Asto che?"
Brescia: "Vabbè, chiamo Zanetti".
L'amico e il fisco Conversazione intercettata il 30-04-2008. Mancini chiama Brescia.
Mancini: "Ma che fine ha fatto ***?" (il Mancio fa il nome di un altro pregiudicato, ndr )
Brescia: "Gli è arrivata un cartella dal fisco di 12 milioni di euro".Mancini: "Ma quando? Gliel'avevo detto di aspettare che tornava Tremonti...".

UNO SCUDETTO MERITATO SUL CAMPO
Ci risiamo. Gli italiani ormai la lezione la conoscono a memoria. L'orologio della nostra giustizia, quella che si scrive sempre con la "g" minuscola, non si inceppa quasi mai. E, come sempre alla vigilia di un evento, torna a farsi sentire. Domani tocca all'Inter: la Beneamata - ch'ebbe un Sarti ("S" maiuscola) in cima all'undici-filastrocca del mago Herrera - si presenterà al Tardini di Parma con l'incubo di un sarto ("s" minuscola) come spada di Damocle. Ma, anche in condizioni ambientali così difficili, siamo certi che saprà dimostrare ancora una volta sul campo la propria forza. E saprà mettere a tacere tutte le voci che in queste ore di vigilia hanno intossicato l'ambiente.
Già, perché a incepparsi, a volte, è l'orologio della giustizia. Quella con la "G" maiuscola che, guarda caso, in Italia spesso impazzisce proprio nel momento meno opportuno. Raccontavamo ieri, nell'articolo "Toghe giallorosse", come questo sia avvenuto in passato in occasioni molto più serie. E che quella che giustamente Guido Rossi definisce "giustizia a orologeria" ha fatto cadere governi e gettato nel tritacarne l'onorabilità di politici e imprenditori poi usciti immacolati dalle forche caudine del processo.
Ebbene, l'Inter è più forte di tutto ciò. Ne siamo così certi che abbiamo deciso di pubblicarli questi fatidici verbali. Perché dentro, come è evidente leggendoli, non c'è nulla. Si parla di "ciuffi", di "sciarpette" e di "vasetti". E che male ci sarà nel discutere al telefono di creme di bellezza? Questo, chi ha messo in giro certe voci, prima o poi dovrà spiegarlo nelle sedi opportune. Noi, ora, vogliamo soltanto pensare al calcio giocato. Ora, il resto non ci interessa. Questa storia - di cui qui a fianco raccontiamo i prossimi sviluppi - non merita grandi riflessioni sulle "garanzie", che lasciamo per casi ben più seri. Anche perché questa storia, e lo capisce anche un bambino, è come quel vecchio capolavoro di Ejzenstejn visto con gli occhi di Fantozzi.

E SE DOMANI I GIALLOROSSI VINCONO il campionato, il futuro rischia di essere biancazzurro
RICUCCI VUOLE LA ROMA
L'ombra yankee di Soros è sempre più lontana. E una cordata italiana ha messo gli occhi sull'As Roma. L'obiettivo è la maggioranza del pacchetto azionario della società giallorossa. Ma il tricolore non è l'unica caratteristica del misterioso gruppo di imprenditori e affaristi molto vicino all'acquisto della quota della famiglia Sensi. La difesa dell'italianità dell'As Roma, infatti, potrebbe avere un prezzo molto alto: la misteriosa cordata, infatti, è in odor di lazialità.
Le probabilità che la gloriosa società giallorossa - che domani si gioca le chance di conquista del suo quarto scudetto - finisca in mani biancocelesti sono alte. Molto alte. Per quanto possa sembrare surreale, a reggere le fila del gruppo vicino all'accordo con i Sensi c'è Stefano Ricucci. Proprio lui, l'odontotecnico di Roma (e non di Zagarolo, come pensano i più) convertitosi all'immobiliarismo e finito sotto le macerie della (breve) stagione dei furbetti.
L'operazione doveva rimanere top secret. Almeno fino alla prossima settimana. Domani c'è la partita di Catania; e quella che sembrava semplicemente un'ultima speranza, con l'Inter tormentata dallo scandalo intercettazioni potrebbe riservare piacevoli sorprese ai tifosi romanisti.
La trattativa tra Ricucci e la dottoressa Sensi, amministratore delegato della società, sarebbe già a buon punto. "Rosella" ha invitato "Stefano" a tenersi alla larga sia da Trigoria che dal quartier generale della Italpetroli. La presenza dell'immobiliarista, che ha nel suo palmares un passato recente da socio della SS Lazio, non sarebbe passata inosservata, visti i tanti cronisti che in questi giorni sorvegliano giorno e notte l'universo della società giallorossa. I due si sarebbero incontrati più volte, evitando con cura anche i grandi alberghi del centro storico di Roma e privilegiando invece i locali di un vecchio centro congressi alle porte della Capitale. Meglio rimanere al riparo da occhi indiscreti.
Domanda: ma Ricucci non era finito in disgrazia? Risposta: tutt'altro. Soltanto pochi giorni fa, l'immobiliarista ha fatto filtrare la voce della vendita imminente del patrimonio immobiliare della Magiste. Si parla di una cifra vicina ai 540 milioni. E anche se sembra sfumata l'ipotesi di vendere alla svizzera Citigroup, rimangono intatte le probabilità che Ricucci possa contare - e a breve - su una liquidità di mezzo miliardo. E una fetta consistente di quella torta, quindi, pare destinata all'"operazione As Roma".
Tra la cordata in odor di lazialità guidata da Ricucci e l'acquisto dell'As Roma c'è un solo, grande ostacolo. Si chiama Franco Sensi. L'anziano presidente, infatti, non condivide la scelta della figlia Rosella di lasciare la Lupa nelle mani di un gruppo di aquilotti. Per la serie "va bene la difesa dell'italianità della squadra, ma farla finire nelle grinfie dei laziali...". Sensi avrebbe confidato tutte le sue perplessità a Giulio Andreotti, il vero custode politico dell'ortodossia giallorossa. Non è dato sapere in che modo il senatore a vita ha reagito all'inaspettata telefonata del presidente. L'unica certezza è che dopo il colloquio tra "Franco" e "Giulio", tra l'As Roma e Ricucci s'è infilato un altro misterioso pretendente. Chi? La notizia non ha conferme, ma fonti degne di fede giurano che dietro l'identikit di Mister X si nasconda Giuseppe Ciarrapico.
C'è solo un indizio che potrebbe confermare la tesi: ieri l'altro, a margine del voto di fiducia al governo Berlusconi, alcuni testimoni giurano di aver visto il divo Giulio e il neo-senatore Ciarra parlottare nel salone che separa il Transatlantico di palazzo Madama dall'Aula. "Se è così vuol dire che sarò io a difendere la romanità della società", avrebbe detto al suo interlocutore l'ex re delle acque minerali, già presidente dell'As Roma dal '91 al '93.
Ciarrapico potrebbe contare sul sostegno del neo-sindaco Alemanno e sul nuovo gruppo di potere pronto a conquistare Roma dopo la caduta del modello veltronian-bettiniano. L'operazione "Roma ai romanisti", però, sembra partire fuori tempo massimo. Se Appiano Gentile sembra tramortita dalla maledizione del gatto nero, un aquilotto biancoceleste sta per decollare sulla pista di Trigoria.

MEGLIO MORIRE YANKEE CHE AQUILOTTI
No, i laziali no: a Trigoria non li vogliamo. Impossibile pensare che per salvare l'italianità della squadra giallorosa se ne metta in dubbio la romanità. E se è così, allora, lasciateci dire che noi del Riformista non abbiamo dubbi: molto meglio Yankee che laziali.
Se le voci che circolano sull'interessamento di Ricucci alla squadra giallorossa trovassero conferme ufficiali, saremmo di fronte a un fatto senza precedenti. E sarebbe davvero la morte del calcio. Soprattutto per questo motivo, per una ragione alta e per il bene di questo gioco che ogni domenica ci fa tornare bambini, abbiamo deciso di fare il nostro endorsement e dichiarare apertamente il nostro tifo per il finanziere americano Soros. A meno che non prenda corpo l'ipotesi Ciarrapico che consentirebbe di far rinanere la stanza dei bottoni all'ombra del Colosseo.
Ma da soli non possiamo farcela. Allora, chiediamo a tutti coloro che hanno a cuore la romanità della squadra della capitale, di scendere in campo e darsi da fare. Che facciano sentire la propria voce i politici, gli imprenditori, i Cesaroni, la gente comune. Che si faccia sentire soprattutto il neo sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Gli ricordiamo ciò che disse in campagna elettorale il leader del suo schieramento politico, Silvio Berlusconi, sulla necessità di sottrarre la compagnia di bandiera alle mire del vicino francese. Se va bene per l'Alitalia, allora va bene anche per l'As Roma. Per ora, però, tutto tace, anche se sembra che l'antico sodale di tante battaglie, Francesco Storace, si sia lasciato andare con gli amici a un eloquente: "Meglio froci che laziali". Non siamo naturalmente d'accordo con i toni utilizzati e, in giornata, lo stesso Storace ha smentito tutto, attribuendo la fuga di notizie ad ambienti del Pdl. Occorre però che questa battaglia sia presa sul serio. E allora, contro laziali e furbetti del quartierino, diciamo, come disse Francesco Saverio Borrelli: "Resistere, resistere, resistere". E speriamo che Alemanno faccia la resistenza insieme a noi.

martedì 13 maggio 2008

Inter o Roma? Scudetto del centenario o della Lupa?

Gli amici interisti e romanisti mi hanno giustamente comunicato che sul sito deve essere presente anche il sondaggio più importante. Chi sarà il vincitore dello scudetto 2007-2008? Chi piangerà domenica sera: Moratti o i Sensi? La Roma o l'Inter?
Si può votare fino alle 13 di domenica prossima, prima del fischio d'inizio dell'ultimo turno di campionato.
Votate! Votate!! Votate!!!

E' l'ora del gemellaggio Ciuccio-Viola?

La netta vittoria del Napoli sul Milan di domenica scorsa ha scatenato l'entusiasmo dei tifosi della Fiorentina: la sconfitta del diavolo rossonero ha riaperto le porte della Champions League ai viola che hanno ballato addirittura sugli spalti la tarantella. Ciò è stato raccontato da Violaplanet in questo articolo reperibile al link http://www.violaplanet.com/index.php?a=lettura_news&id=31269 
Anche www.fiorentina.it riporta i commenti positivi e i ringraziamenti dei tifosi fiorentini a quelli napoletani.
A questo punto, bisogna ascoltare la loro opinione su un possibile gemellaggio. A sinistra si può votare per il sondaggio che oggi apro su questo argomento.
Spero anche che i colleghi di Fiorentina.it, Violaplanet, www.quotidiano.net, www.napolisoccer.net, www.pianetanapoli.it, www.tuttomercatoweb.com, Radio Marte e Radio Fiorentina e anche le altre testate di Napoli e Firenze, come pure i siti nazionali come www.lamescolanza.com www.dagospia.com e www.settimanasportiva.it, propaghino la mia iniziativa. Il gemellaggio potrebbe essere non solo un atto di amore e di civiltà verso il calcio, le due tifoserie e le due società, ma anche verso due città piene di storia e arte.
Quindi, cari tifosi votate, votate, votate...

lunedì 12 maggio 2008

Dopo il trionfo con il Milan

Napoli: un Reja per l’Uefa

La qualificazione alla competizione internazionale è ormai vicina: il tecnico friulano potrebbe restare sulla panchina azzurra con una squadra rafforzata. Occorre un regista di centrocampo, una punta da affiancare a Zalayeta e due difensori di peso

Marco Liguori
Il Napoli ha fatto la sua ennesima vittima eccellente al San Paolo. Ieri pomeriggio anche il Milan ha dovuto soccombere: il risultato finale (3 a 1) non lascia dubbi e probabilmente i rosseneri dovranno dire addio alla Champions dopo diversi anni di qualificazioni e vittorie. E solo adesso i media si accorgono del piccolo miracolo compiuto da Eddy Reya, friulano gentile, ma tanto tenace: all’inizio del campionato qualche critico aveva avanzato forti dubbi sulla qualità dell’organico della squadra e del modulo di gioco dell’allenatore. Si era parlato anche di possibile coinvolgimento nella lotta per la salvezza e qualcuno avanzava il possibile ritorno in B: bene, i critici, che forse aspettavano Reja al varco "reo" di aver trionfato con due promozioni consecutive dalla C1 alla A, sono stati serviti con tanto di barba e capelli. Raggiungendo l’ottavo posto a due punti di vantaggio dal Genoa il Napoli "rischia" un’inaspettata qualificazione diretta in Coppa Uefa, scavalcando i preliminari dell’Intertoto: bisognerà però aspettare il responso della Commissione delle Licenze Uefa di secondo grado sull’Udinese, dopo la bocciatura delle "zebrette" friulane da parte di quella di primo grado.
Domenica scorsa in una tv privata napoletana, Teleluna, avevamo descritto come avrebbe dovuto giocare la squadra azzurra contro quella guidata da Carlo Ancelotti, con la sua unica arma efficace: il contropiede, perfettamente attuabile con il 3-5-2, che con il suo folto centrocampo avrebbe creato problemi al Milan e fatto scattare le "frecce" Hamsik e Lavezzi. Reja ha saputo sfruttarlo al massimo contro il diavolo berlusconiano: l’apoteosi di questa tattica è stata raggiunta con il gol capolavoro di Hamsik, su cui nessun giocatore rossonero ha saputo opporre resistenza. Avevamo detto che occorreva però un attaccante di peso che potesse mettere in difficoltà la difesa avversaria e coordinarsi con Lavezzi. Il "Pocho" non è una prima punta: è un "guastatore" che parte da centrocampo con le sue galoppate fulminee (giocatore dunque perfetto per il contropiede) e deve servire i compagni smarcati oppure cercare il fallo in prossimità dell’area di rigore. Ieri c’era il "Pampa" Sosa (a proposito, ma perché lascia Napoli per tornare in Argentina? Non desidera una meritata carriera da dirigente, dopo aver dato tanto come calciatore?) a svolgere il ruolo della punta: la sua assenza si era notata nell’ultima trasferta di Torino, dove Reja aveva schierato Bogliacino dietro Lavezzi come unico attaccante, con risultati poco confortanti. E invece il contropiede azzurro ha demolito il Milan, dopo aver "picconato" le altre grandi: Juventus, Inter, Fiorentina e Udinese. Soltanto la Roma è scampata alla regola del San Paolo vincendo 2 a 0. Resta il rammarico per il pessimo rendimento in trasferta (11 sconfitte, quattro pareggi e sole tre vittorie) e per le "amnesie" in casa con Genoa ed Empoli. Ma si sa, il calcio non è una scienza esatta: il ritorno in serie A è stato comunque più che proficuo. I tifosi napoletani sono però molto esigenti e vogliono sempre di più dal presidente Aurelio De Laurentiis: dopo il fallimento del 2004, volevano subito una squadra protagonista in serie A. E Reja, seppur tra alti e bassi e con qualche tentennamento, ha raggiunto questo obiettivo.
Adesso la società azzurra dovrà subito guardare al futuro. E, a nostro modesto parere, non dovrà incaponirsi sulla scelta di un nuovo tecnico. Meglio confermare Reja, soprattutto se la società si qualificherà direttamente in Uefa: sarebbe la circostanza migliore, poiché l’Intertoto da disputare nei mesi estivi potrebbe creare problemi alla tenuta atletica della squadra. Vorremmo vedere il goriziano all’opera con una squadra ritoccata e rafforzata in alcuni reparti. Ad esempio nel centrocampo, dove occorre un "regista" che guidi la squadra soprattutto nei momenti difficili: purtroppo un calciatore alla Francesco Romano, portato nel 1986 a Napoli proprio dall’attuale direttore generale Pierpaolo Marino e che fu la svolta tattica per la conquista del primo scudetto azzurro, nel campionato italiano (almeno per ora) non sembra che sia reperibile. Forse Cigarini del Parma potrebbe avere le caratteristiche da "cabina di regia": sicuramente Marino lo avrà annotato sul suo promemoria.
Il Napoli dovrebbe cercare all’estero una figura simile, per poter anche variare sulla tattica e il modulo da scegliere a seconda delle caratteristiche dell’avversario. A ciò bisogna aggiungere una punta agile da affiancare a Zalayeta (sperando che la comproprietà non si risolva a favore della Juve) e un paio di difensori di peso.
Le risorse per questi acquisti potrebbero essere trovate probabilmente nei contratti di sponsorizzazione, contornate da qualche cessione di giocatori che apportino discrete plusvalenze. Immaginiamo che il Napoli abbia clausole con i suoi sponsor che prevedano il raggiungimento di obiettivi determinati: la qualificazione Uefa potrebbe portare quindi denari, condizione indispensabile nell’era attuale del calcio a scopo di lucro. Bisogna ricordare però che la partecipazione a questa competizione concede un apporto limitato per i diritti tv: il Napoli potrà incassare quindi solo dalle vendite dei biglietti e dagli sponsor. Ma, se la squadra dovesse svolgere un lungo cammino in Uefa, potrebbe ricevere consistenti introiti al passaggio di ciascun turno: sicuramente le aziende che supportano economicamente la società azzurra, e forse diverse altre, saranno interessate a dare il loro apporto in una prestigiosa vetrina internazionale com’è appunto la Coppa Uefa.

venerdì 9 maggio 2008

I conti del calcio su Radio Tau

Domenica 11 maggio sarò ospite nel programma "Tempi Supplementari" in onda sull'emittente radiofonica di Bologna Radio Tau dalle ore 21 alle 23. Si parlerà di aspetti critici del calcio (ha assicurato la sua presenza lo scrittore Carlo Petrini) e dei conti in rosso del calcio.
La trasmissione può essere ascoltata anche in streaming tramite il sito http://www.radiotau.it/

il pallone in confusione

Registrazione n° 61 del 28 settembre 2009 presso il Tribunale di Napoli
Sede: corso Meridionale 11, 80143 Napoli
Editore e direttore responsabile: Marco Liguori
email marco_liguori@katamail.com

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