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lunedì 30 giugno 2008

Intertoto, secondo turno: in campo il Rosenborg

Sono quattro gli incontri di cartello della tornata: l'andata si disputerà tra il 5/6 luglio, il ritorno il 12/13 luglio. Partecipano anche le squadre di Russia e Turchia, le cui nazionali sono state protagoniste agli europei

Poco fa l'Uefa su http://it.uefa.com/competitions/intertotocup/news/kind=1/newsid=729503.html ha emanato il tabellone ufficiale del secondo turno dell'Intertoto 2008. Le partite di andata si disputeranno il 5/6 luglio: il ritorno tra il 12 e il 13 luglio.
A questo turno parteciperanno i norvegesi del Rosemborg, protagonisti in molte edizioni della Champions League:inoltre scendono in campo anche le squadre di Russia e Turchia, le cui nazionali sono state semifinaliste a Euro 2008. Tra le sfide principali, si segnalano Hibernian FC - IF Elfsborg, Chernomorets Burgas - NK Gorica, FK Teplice -Budapest Honvéd FC oltre a OFK Belgrado - Panionios che deciderà l'avversario per il Napoli.

PFC Chernomorets Burgas (Bulgaria) - NK Gorica (Slovenia)
OFK Grbalj (Montenegro) - Sivasspor (Turchia)
Grasshopper (Svizzera) - KS Besa (Albania)
Renova (Macedonia) - Bnei Sakhnin FC (Israele)
OFK Beograd (Serbia) - Panionios (Grecia)
Beerschot Antwerpen (Belgio) - PFC Neftçi (Azerbaigian)
FC Saturn Oblast (Russia) - FC Etzella (Lussemburgo)
FC Tiraspol (Moldavia) - SC Tavriya Simferopol (Ucraina)
SK Sturm Graz (Austria) - FC Shakhtyor Soligorsk (Bielorussia)
FK Teplice (Rep. Ceca) -Budapest Honvéd FC (Ungheria)
FC TPS Turku (Finlandia) - Odense BK (Danimarca)
Hibernian FC (Scozia) - IF Elfsborg (Svezia)
FK Ekranas (Lituania) - Rosenborg BK (Norvegia)
FK Rīga (Lettonia) - Bohemian FC (Irlanda)

Marco Liguori
(Riproduzione riservata)

Intertoto – Clamorose eliminazioni di Rijeka, Nitra e Cracovia

Le tre formazioni accreditate per il passaggio al secondo turno sono state sbattute fuori da Lokomotiv Tibilisi, Neftçi e Shakhtyor Soligorsk

Il primo turno dell’ultima edizione dell’Intertoto (leggi tabella in basso), svoltosi sabato e domenica scorsi, ha riservato già una serie di sorprese. Le due più clamorose riguardano l’eliminazione della formazione quotata del Rijeka ad opera del Lokomotiv Tibilisi. Fuori dal torneo anche il Nitra, eliminata dal modesto club azero del Neftçi: ha pesato molto il gol segnato in trasferta che ha vanificato le tre marcature della squadra slovacca. Inattesa anche l’esclusione del Cracovia ad opera dei semisconosciuti bielorussi dello Shakhtyor Soligorsk: doppia sconfitta per 1-2 e 0-3 e polacchi a casa. Qualificazione insperata anche per il Tiraspol: la squadra moldava ha deciso il doppio confronto con le due segnature in Armenia.
Sofferta la qualificazione dell’Etzella contro il Lokomotiv Tibilisi: hanno pesato i due gol segnati in trasferta dai lussemburghesi.
Tutto come da copione per l’Honved, per l’Elfsborg, il Bohemians e il Tps. Il derby del Mar Baltico tra l’estone Trans e la lituana Ekranas è stato aggiudicato a quest’ultima con una doppia vittoria.
Le 14 vincenti si scontreranno nel secondo turno con altrettante formazioni di seconda fascia: l’andata è prevista per il 5/6 luglio, mentre il ritorno per il 12/13 luglio. In questa tornata spicca lo scontro tra Ofk Belgrado e il Panionios: la vincitrice affronterà il Napoli a fine luglio nel terzo turno, che sarà decisivo per la qualificazione al primo turno di Coppa Uefa.
Marco Liguori
(Riproduzione riservata) 

Calciomercato - Napoli: acquistato Denis

L'annuncio ufficiale sul sito della società azzurra. "El tanque" ha firmato un contratto di cinque anni: nell'ultima stagione all'Indipendiente ha segnato 27 gol

Dopo le anticipazioni della settimana scorsa, è arrivato finalmente l'annuncio ufficiale. Il Napoli ha annunciato dal proprio sito (www.sscnapoli.it) l'acquisto dall'Independiente dell'attaccante German Gustavo Denis. Il giocatore ha firmato un contratto di 5 anni: si parla di un prezzo di cessione di cinque milioni di euro. Denis è nato 26 anni fa a Lomas de Zamora, in Argentina. In patria ha giocato in serie B nelle fila del Talleres Cordoba, del Quielmes, e in quelle del Los Andes. Invece in serie B ha miliato nel Los Andes, nell'Arsenal, nel Colon e nell'Independiente dove nell'ultima stagione ha realizzato 27 reti. In Italia "el tanque" (il carroarmato) è alla sua seconda esperienza: ha giocato nel Cesena (pagato 400mila euro) in C1 nel 2001/02 e nel 2002/03, segnando un gol in dieci partite.
Marco Liguori

sabato 28 giugno 2008

Qualche conto nelle tasche di Mister Lippi

All'allenatore toscano non basta la cifra di circa 1,5 milioni netti annui che guadagnerà fino al 2010, puntava al salto di qualità

Marco Liguori
Marcello Romeo Lippi, ritornato da giovedì scorso sulla panchina della Nazionale, non è solo un allenatore di calcio. Al contrario di Donadoni, che non è presente negli elenchi della Camera di Commercio, ha interessenze in quattro società. Al ct toscano non basta la cifra di circa 1,5 milioni netti annui che guadagnerà fino al 2010, che rappresentano un netto miglioramento rispetto alla somma di 1,2 milioni incassata fino ai Mondiali 2006: gli occorreva un salto di qualità, diventando uomo d’affari. Dalle ultime visure societarie si evince che ha una vera passione per il mattone e i lavori edili. Nel 2005 ha costituito nella natia Viareggio la Dast di Lippi Marcello & C. Sas con 50mila euro in conferimenti: ne è socio accomandatario con quota da 13mila euro. Soci accomandanti sono la moglie Simonetta Barabino (13mila euro) e i figli Davide (12mila) e Stefania (12mila). La società può effettuare «l’acquisto, anche a mezzo di locazione finanziaria, la vendita, il riscatto e la permuta di beni immobili»: può anche affittare e subaffittare, costruire e ristrutturare stabili. La Dast è una società in accomandita e non ha quindi l’obbligo di depositare il bilancio: non si possono esaminare i suoi conti.
Più recente è la costituzione della Promoinvest srl, risalente all’aprile 2007, con 25mila euro di capitale sociale su 100mila deliberato. La Dast ne possiede il 40% come anche la Country House Sas di Lucio Elia, mentre il medico della Nazionale nel Mondiale 2006, Enrico Castellacci, possiede il 20%. La Promoinvest, amministrata da Castellacci e Lippi, è attiva nelle opere sia private che pubbliche, in particolare alla «esecuzione di opere stradali, ferroviarie, idriche, fognarie, elettriche e simili» e può operare nell’alberghiero. Niente male: Lippi ha scelto di operare nei settori appalti e turismo, entrambi molto redditizi. Vista la limitata operatività della società, il primo esercizio si è chiuso con una perdita di 1924 euro. In rosso di 1544 euro anche la Health and Sport International Center srl, costituita nel settembre 2007, operativa nella realizzazione di beauty center e centri fisioterapici. E’ posseduta al 50% da Lippi e Elia. Invece, nella Capraia Diving Service sas, che commercializza articoli sportivi, Lippi è socio accomandante con una quota di 607,60 euro.
Epolis 28 giugno 2008 - pagina 7
(Riproduzione riservata)

venerdì 27 giugno 2008

Sondaggio - Clamoroso: i tifosi vogliono Donadoni

Il 25% vuole ancora il ct bergamasco sulla panchina azzurra, contro il 24% favorevole a Lippi. Terzo posto per Spalletti (20%)

Clamoroso risultato del sondaggio su "Chi preferite come ct al posto di Donadoni?". Su 376 voti espressi, il 25% dei tifosi vuole che Donadoni resti ancora alla guida della Nazionale. Lippi è stato superato, sia pure di poco, con il 24%. Una dimostrazione di affetto per l'allenatore bergamasco che probabilmente non è riconosciuto come l'unico responsabile della mancata qualificazione alle semifinale dell'Europeo.
Riguardo agli altri nomi proposti, il 20% vorrebbe che Spalletti sedesse sulla panchina azzurra, seguito da Roberto Mancini (11%). A seguire Carlo Ancelotti con l'8% e Fabio Capello con il 7%. Claudio Ranieri ha ricevuto appena il 3% dei voti.
Questa la classifica finale.
Donadoni deve restare (25%)

Marcello Lippi (24%)

Fabio Capello (7%)

Luciano Spalletti (20%)

Roberto Mancini (11%)

Carlo Ancelotti (8%)

Claudio Ranieri (3%)

Sven-Göran Eriksson (0%) (1)

José Mourinho (0%) (1)
Nota (1): hanno ricevuto un solo voto a testa
Marco Liguori
(Riproduzione riservata)



Aggiotaggio Lazio: rinvio processo al 30 settembre

La decisione è stata presa per consentire la notifica alla Consob di una nuova contestazione agli imputati

Il processo per aggiotaggio manipolativo sui titoli della Lazio, che vede imputati il presidente della società biancoceleste Claudio Lotito e l'imprenditore Roberto Mezzaroma, è stato rinviato al prossimo 30 settembre. I giudici della Seconda sezione del Tribunale di Milano hanno preso la decisione per consentire la notifica alla Consob, in qualità di parte offesa, di una contestazione suppletiva mossa agli imputati dal Pubblico ministero Laura Pedio.
Marco Liguori
(Riproduzione riservata)

giovedì 26 giugno 2008

Intertoto - Le due sfide del Napoli in diretta su Conto Tv

da http://www.calciomercato.com/
Tutti i tifosi del Napoli con parabola satellitare ma non abbonati SKY o che vogliono fruire delle offerte ContoTV a costi inferiori rispetto a quelli riservati agli abbonati SKY possono aderire tramite il sito http://www.conto.tv/ o chiamando il numero 199 24 88 24 ad una offerta incredibile.
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Il costo dell'evento relativo alla prima trasferta del Napoli in Intertoto sarà di soli 500 tokens (5 Euro) che potranno essere scaricati digitando dal portafoglio virtuale della smartcard ContoTV. Per attivare la visione basterà sintonizzarsi sul canale ContoTV 1 dalle 7 del mattino del giorno dell'evento e confermare l'acquisto digitando il pin della SmartCard ContoTV (default 1234). E' possibile aderire subito all'offerta sul sito http://www.conto.tv/ o chiamando il call center ContoTV al numero 199 24 88 24. E' già in onda sui canali ContoTV e sul sito http://www.conto.tv/ lo spot con Barbara Scarpettini che promuove l'offerta. Sarà possibile seguire il ritorno del Napoli anche attivando la smartcard SKY al costo di 20 Euro (15 Euro in prevendita), via DTT nelle zone coperte dal segnale di ContoTV 1 al costo di 5 Euro e in web tv sul sito http://www.conto.tv/ al costo di 20 Euro.
"Dobbiamo promuovere la nostra piattaforma innovativa e low cost !! Siamo gli unici ad avere una unica smartcard che puo' essere inserita sia su un decoder satellitare che digitale terrestre e grazie alla nostra struttura siamo in grado di offrire servizi a prezzi molto bassi. Tutte le nuove offerte ContoTV avranno costi molto inferiori per i clienti che decideranno di utilizzare la nostra piattaforma anzichè quella SKY."
(Per i risultati Intertoto vedi la sezione "Intertoto" su "Archivio argomenti" posto nella colonna a sinistra. Vedi anche "Alla scoperta del Panionios" su http://marcoliguori.blogspot.com/2008/07/alla-scoperta-del-panionios.html

Calciomercato - Napoli: Rullo ceduto in prestito alla Triestina

Il calciatore dichiara all'emittente napoletana Teleluna: «Purtroppo finisce un’avventura che forse non è mai iniziata». Sul piede di partenza anche Domizzi

Erminio Rullo, cursore di fascia sinistra, è stato ceduto oggi in prestito dal Napoli alla Triestina.
Lo rende noto la società azzurra sul suo sito http://www.sscnapoli.it/
Su www.tuttonapoli.net si leggono le dichiarazioni rilasciate da Rullo a Tv Luna. «Purtroppo finisce un’avventura che forse non è mai iniziata - ha detto Erminio Rullo, commentando la cessione in prestito alla Triestina a "Speciale Mercato” su Tv Luna, in onda stasera alle 22,45 e domani alle 00.40 -. Sono stato felice di indossare la maglia del Napoli, ma sinceramente speravo di poter dare qualcosa in più. Adesso tornerò a giocare e di questo non posso che esserne contento. Finalmente potrò dimostrare il mio valore. Il peso di giocare a Napoli da napoletano? La maglia non pesava, anzi. Il pubblico di Napoli – ha detto Rullo a TvLuna - mi ha sempre dato motivazioni per far meglio e per andare avanti, ma ho giocato troppo poco per dimostrare qualcosa». Incomincia quindi una nuova avventura: si riparte dalla Triestina: «L’obiettivo è far bene soprattutto per me stesso. Poi – ha detto a TvLuna - non posso negare che un giorno mi piacerebbe avere una seconda chances nel Napoli. Voglio salutare e ringraziare tutti i tifosi: tiferò per sempre per i colori azzurri».
Sul piede di partenza anche l’altro ospite telefonico di TvLuna, Maurizio Domizzi: «So che in questi giorni doveva esserci un incontro tra le due società, in pratica mi sento quasi tutti i giorni col dg Marino - ha detto il difensore a “Speciale Mercato” su TvLuna -. E’ una trattativa lunga e necessita di tempo per concludersi. Le ipotesi Palermo o Fiorentina? Ho letto tante “chiacchiere”, ma c’è un solo club che si è veramente fatto avanti, il Genoa e parlo solo delle cose reali. Io, comunque, non mi sono “promesso” a nessuno. La società conosce la mia volontà e con Marino non c’è nessuna frizione, anzi c’è un rapporto molto sereno, ci sentiamo spesso. Difficile una mia permanenza a Napoli? Ho espresso un desiderio – ha concluso a TvLuna Domizzi - che il direttore sta cercando di esaudire».

Italpetroli sposta l'assemblea per l'approvazione del bilancio

In una nota, la controllante della Roma spiega che ciò è stato deciso «sulla base delle indicazioni pervenute da azionisti rappresentanti la maggioranza del capitale della Societa». Ciò probabilmente per ridefinire il piano per il rientro dei 268,2 milioni con Unicredit

La controllante della As Roma, la Compagnia Italpetroli della Famiglia Sensi, ha comunicato oggi che l'assemblea degli azionisti per l'approvazione del bilancio societario al 31 dicembre 2007, convocata in prima convocazione per il 27 giugno, si svolgerà invece in seconda convocazione il 23 luglio prossimo.
Questo spostamento tecnico di circa un mese, deciso secondo la nota «sulla base delle indicazioni pervenute da azionisti rappresentanti la maggioranza del capitale della Societa», dovrebbe consentire al gruppo ai Sensi un maggior lasso di tempo per meglio definire il piano di rientro del proprio indebitamento in vista dell'approvazione del bilancio. Stando all’ultimo bilancio consolidato disponibile in Camera di Commercio di Italpetroli al 31 dicembre 2006, sono 381 milioni i debiti complessivi (-91 milioni rispetto al 2005) che gravano sul gruppo, di cui 343,2 milioni verso le banche (-68,7 milioni). Nella nota integrativa si legge che «l’ammontare dei debiti a breve verso la Banca di Roma (ex Capitalia ora appartenente al gruppo Unicredit) è pari a» 268,2 milioni di cui 267,1 milioni «per scoperti di c/c» e 1,1 milioni «relativi alla quota esigibile entro l’esercizio successivo di mutui concessi da detto istituto di credito».
Nelle ultime settimane, ci sono stati alcuni incontri tra Italpetroli e Unicredit per cercare una soluzione dell'esposizione di Italpetroli, in cui la famiglia Sensi detiene il 51% mentre il restante 49% è nelle mani della banca guidata da Alessandro Profumo. In una nota del 20 giugno scorso era evidenziato che «le intese in corso di definizione prevedono un impegno da parte di Italpetroli a ridurre l'indebitamento di gruppo mediante la cessione di beni a questi facenti capo, esclusivamente nella misura necessaria a ridurre tale indebitamento a livelli convenuti». Tuttavia il comunicato spiegava che sarà «esclusiva facolta» di Compagnia Italpetroli stabilire se «far rientrare o meno il pacchetto azionario di controllo» della As Roma «tra i beni da utilizzare» per ripianare l'indebitamento del gruppo nei confronti di Unicredit. Secondo indiscrezioni, un primo piano di ristrutturazione del debito era stato deciso dai vertici di Banca di Roma lo scorso 5 dicembre, con un termine di tre mesi. Ma le voci riguardanti l'arrivo del finanziere americano George Soros e il tanto tempo trascorso sulla trattativa dell'eventuale passaggio di mano della "magica" avevano fatto slittare il termine. Il 3 giugno scorso la Procura della Repubblica della Capitale ha aperto un fascicolo processuale sulle violente oscillazioni del titolo dell'As Roma in concomitanza proprio con le voci di una cessione del club a Soros.
Intanto, le voci di una presunta cessione della Roma sono ancora proseguite nel corso di giugno. Le ultime indiscrezioni sul nuovo piano riportano l'eventuale cessione di beni di Italpetroli per 250 milioni di euro - tra questi potrebbe esserci appunto la As Roma - entro fine 2010 e l'allungamento a 15 e 30 anni della parte residua del debito. Riguardo ai conti della società giallorossa, nell'ultimo comunicato relativo all'esposizione debitoria al 30 aprile scorso vi erano evidenziate passività correnti (comprendenti i debiti verso erario, enti previdenziali, fornitori e personale) pari a 114,6 milioni e hanno superato le attività per 70,5 milioni. Quest’ultimo dato è in calo rispetto a marzo (95,01 milioni) ed è abbastanza vicino ai 79,88 milioni della chiusura annuale al 30 giugno di un anno fa. Riguardo ai debiti di funzionamento, quelli verso il personale ammontano a 9,7 milioni (10,06 milioni in marzo), di cui 8,9 con i tesserati: non ci sono somme scadute. Gli importi dovuti verso società calcistiche ammontano a oltre 13 milioni, contro i precedenti 9,6 milioni. La Roma ha generato una posizione finanziaria netta, ossia le disponibilità liquide, in attivo per 19,9 milioni in calo dai 29,3 milioni di marzo, ma in crescita di 9,5 milioni nel corso degli ultimi 12 mesi. Infine, stando al comunicato comunicato mensile sullo situazione finanziaria al 30 aprile scorso e nella terza trimestrale al 31 marzo, la società ha chiesto la quarta rateizzazione dei debiti fiscali.
Marco Liguori
(Riproduzione riservata)

Lippi è già il nuovo ct della Nazionale

La Federcalcio non ha perso tempo. Marcello Lippi è già tornato alla guida della Nazionale. La notizia è stata annunciata poco fa con un comunicato sul suo sito internet www.figc.it, a poche ore dalla nota ufficiale che ha sancito la conclusione del rapporto con l'ex-tecnico Roberto Donadoni. Lippi sarà presentato a Roma martedì prossimo primo luglio in una conferenza stampa a Roma. Il "nuovo" ct aveva lasciato la panchina azzurra dopo la vittoria del Mondiale del 2006 in Germania.
Marco Liguori

UFFICIALE - FIGC: ESAURITO CONTRATTO DONADONI

Finita la telenovela, si attende l'arrivo di Marcello Lippi tra domani e lunedì

In uno scarno comunicato la Figc ha spiegato che ''il presidente Abete ha ricevuto oggi nella sede della Figc, il commissario tecnico della Nazionale, Roberto Donadoni. Nel corso dell'incontro, come annunciato, è stato fatto un bilancio dell'attività svolta negli ultimi due anni e nell'andamento dei campionati europei». 
La nota ufficiale della Federcalcio prosegue così: «Nel confermare a Donadoni sincera stima personale e apprezzamento per la serietà ed il qualificato impegno professionale che hanno contraddistinto il suo lavoro alla guida della nazionale, il presidente Abete ha altresì comunicato al tecnico la decisione della Figc di ritenere esaurito il rapporto contrattuale alla naturale scadenza».
La telenovela sul contratto del tecnico bergamasco è finita, adesso si attende la proclamazione di Marcello Lippi alla guida della Nazionale. Presumibilmente tra domani e lunedì.
Marco Liguori

++ CALCIO: FIGC UFFICIALIZZA, ESAURITO CONTRATTO DONADONI ++

ANSA (SPR) - 26/06/2008 - 15.38.00
++ CALCIO: FIGC UFFICIALIZZA, ESAURITO CONTRATTO DONADONI ++
ZCZC0345/SXB WRS40150 B SPR S0B S91 QBXB ++ CALCIO: FIGC UFFICIALIZZA, ESAURITO CONTRATTO DONADONI ++ (ANSA) - ROMA, 26 GIU - Roberto Donadoni non e' piu' il ct della nazionale. Lo ha comunciato la federcalcio, al termine di un lungo incontro tra Abete e il tecnico che ha guidato la nazionale del 2008. ''La federcalcio - precisa il comunicato - ritiene esaurito il rapporto contrattuale alla naturale scadenza''. (ANSA). GRN 26-GIU-08 15:37 NNN

Calciomercato - il Barcellona vuole Arshavin

Il vicepresidente Soriano: «Lo seguiamo da mesi, ma ora lo vogliono tutti».Voci di mercato lo valutano attorno ai 20 milioni. Intanto i bookmaker danno per favorito il passaggio al club blaugrana pagando una quota di 3,50

Le squadre italiane sono avvisate: il vicepresidente del Barcellona Ferran Soriano ha ammesso l'interesse verso il fantasista della Russia Andrei Arshavin. «Siamo interessati ad Arshavin, e non da oggi. Lo seguiamo con discrezione già da alcuni mesi», ha confermato al quotidiano sportivo iberico El Mundo Deportivo il dirigente blaugrana, che ha spiegato di aver osservato attentamente il giocatore nella doppia sfida di Coppa Uefa tra lo Zenit San Pietroburgo, il suo club, e i tedeschi del Bayer Leverkusen, dello scorso aprile. «Ci ha impressionato per come giocava in mezzo al campo. Ora lo abbiamo visto in partite importanti con la sua nazionale giocare anche sulla fascia. Questo - ha detto il dirigente del club spagnolo - ha dissipato ogni dubbio, è un giocatore che fa per noi. Ma ora sarà difficile prenderlo perché lo vogliono tutti». Proprio ieri Arshavin aveva detto di gradire la destinazione Barcellona. Voci di mercato affermano che lo Zenit pretenderebbe circa 20 milioni per il calciatore che può giocare sia in attacco che a centrocampo. Non sarebbe molto elevato il suo ingaggio, pari a circa 800mila euro.
Secondo l'Agipronews, i bookmaker ipotizzano il trasferimento del giocatore russo in Spagna. Paddy Power, quotista irlandese, ritiene che il Barça sarà la prossima destinazione del talentuoso attaccante russo: il suo trasferimento ai catalani è proposto a 3,50 come prima opzione in tabella. L'Arsenal è a 4,50 segue il Chelsea di Abramovic a 5,00. Meno chance per il Real Madrid (a 7,00), che sembra più interessato a chiudere per Cristiano Ronaldo. E in caso di addio dell'asso portoghese al Manchester United, Arshavin sarebbe un'ottima soluzione: il russo ai Red Devils si gioca a 7,50, quota 9,00 per il Liverpool. Al momento non è presente alcuna italiana nella lista di Paddy Power, chiusa, a 15,00 e 20,00 rispettivamente, dal Manchester City e dall'Everton. 
Marco Liguori
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Calciomercato - comproprietà: Cacia torna a Piacenza

Il Torino si riprende Abbruscato e Bjelanovic

Stamattina in Lega Calcio sono state aperte le buste per la risoluzione delle comproprietà ancora rimeste irrisolte, dopo la scadenza posta alle 19 di ieri. Non sono molte le trattative ancora in sospeso: in particolare spicca il ritorno dell'attaccante Daniele Cacia dalla Fiorentina al Piacenza. Il Torino ha riconquistato i suoi due attaccanti: Abbruscato dal Lecce e Bjelanovic dall'Ascoli. L'argentino Tissone saluta l'Atalanta e torna all'Udinese, mentre Giuseppe Colucci restera' a Catania a causa dell'offerta superiore a quella del Verona. Infine, Daniele Vantaggiato si è accasato a Rimini: il club romagnolo ha presentato una cifra maggiore rispetto a quella proposta dal Bari.
Marco Liguori

Donadoni in Figc: fine della telenovela?

La telenovela del rapporto tra Roberto Donadoni e la Figc e è probabilmente giunta alla fine. Il ct della Nazionale è arrivato pochi minuti fa nella sede della Federcalcio a Roma per incontrare il presidente Giancarlo Abete. Ovviamente il punto centrale del vertice sarà la rescissione del contratto che prevedeva altri due anni, ma con la clausola particolare che permetteva di far decadere l'accordo stesso, da far valere da una delle due parti sottoscrittrici, entro 10 giorni dall'uscita dell'Italia dall'Europeo.
Donadoni, giunto a piedi assieme al segretario delle nazionali Mauro Vladovich, si è limitato a proferire un semplice e laconico «parlo dopo». L'allenatore è già a Roma dalla tarda mattinata. Si attendono gli sviluppi dell'incontro. Probabilmente nei prossimi giorni ci sarà l'annuncio di Marcello Lippi.
Marco Liguori
(riproduzione riservata)

mercoledì 25 giugno 2008

Sondaggio: Buffon è il migliore degli azzurri

I 273 partecipanti al sondaggio hanno eletto Buffon come miglior giocatore azzurro della prima fase degli Europei con il 63% dei voti: ma, considerata l'eliminazione ad opera della Spagna, il portiere della Juventus è stato il numero uno in assoluto. Seguono al secondo posto il romanista De Rossi con il 55% e Grosso con il 50%.
Questa la graduatoria finale
Buffon (63%), De Rossi (55%), Grosso (50%), Chiellini (41%), Pirlo (33%), Cassano (31%), Panucci (26%), Camoranesi (9%), Gattuso (7%), Toni e Perrotta (6%).
Ma. Lig.

Tropenscovino: «Donadoni ha diritto a una buonuscita»

Secondo l'avvocato del ct «il ritorno di Lippi è quasi inevitabile». E aggiunge sul tecnico bergamasco: «E' un grande allenatore e avrà sicuramente un futuro in una squadra di club. Lì dimostrerà tutto il suo valore».

I titoli di coda della film riguardante la storia tra Donadoni e la Figc sono ormai stati resi noti. Dopo l'addio sentenziato stamattina dal presidente federale Abete, oggi pomeriggio è toccato all'avvocato del ct, Roberto Tropescovino, rilasciare alcune dichiarazioni all'emittente televisiva La 7 riguardo alla chiusura del rapporto contrattuale. «Credo che Donadoni abbia diritto - ha spiegato il legale -  anche a una buonuscita. Del resto ha lavorato e come tutti quelli che hanno lavorato ha diritto a essere compensato». 
Tropescovino ha dato ormai per scontato che l'accordo sarà estinto allo scadere dei dieci giorni dopo l'eliminazione dell'Italia da Euro 2008. «Credo che Abete abbia già le idee chiare - ha sottolineato ai microfoni de La 7 - e quindi che un ritorno di Lippi sia quasi inevitabile. La scadenza è il 3 luglio, ci sono ancora giorni per riflettere, anche se penso che questa decisione sara' presa forse in settimana». Riguardo al futuro di Donadoni, l'avvocato non crede che esistano problemi : «Lui è un grande allenatore e avrà sicuramente un futuro in una squadra di club. Lì dimostrerà tutto il suo valore».
Marco Liguori
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La telenovela di Baden

Abete ha chiarito stamane che con Donadoni nel ritiro austriaco «si è tornati alla formulazione iniziale del contratto che prevedeva un rinnovo automatico del rapporto in caso di raggiungimento di semifinale o finale». Ma allora perché il ct ha accettato, visto che il 20 maggio aveva rifiutato questa condizione?

Colpo di scena nella telenovela per il contratto di Donadoni con la Figc. Poco fa il presidente federale Giancarlo Abete ha dichiarato che «nel contratto firmato a Baden con Donadoni si è tornati alla formula iniziale che non prevedeva nessuna clausola di rescissione esercitabile dalle parti – che prevedeva una penale di 900mila euro lordi – e invece si è tornati alla formulazione iniziale del contratto che prevedeva un rinnovo automatico del rapporto in caso di raggiungimento di semifinale o finale». Abete ha confermato la «stima sotto l'aspetto umano e professionale» per l’allenatore bergamasco.
C’è qualcosa che però non torna in questa vicenda. Il 20 maggio scorso il commissario tecnico aveva dichiarato che «accettare le proposte che mi hanno fatto era contrario alla mia dignità», riferendosi proprio alla clausola del raggiungimento dell’obiettivo minimo della semifinale. Come mai questo dietrofront improvviso di Donadoni? E perchè ha accettato? Forse per una soluzione bonaria della questione, che rischiava di trascinarsi per le lunghe in vista degli ormai imminenti Europei. Ma è soltanto un’ipotesi, visto che non ci sono altri elementi per ora al riguardo.
L’unico aspetto chiaro riguarda lo scioglimento del contratto. Stamattina il presidente federale ha spiegato che «non dovrò procedere ad alcun esonero qualora ritenessi di non confermare il tecnico, col quale peraltro dovrò parlare in questi giorni. La formula prevede infatti una semplice estinzione del rapporto». Dunque nessun esonero, ma solo estinzione naturale dell’intesa.
Adesso si attende l’eventuale replica di Donadoni. La telenovela (forse) continua.
Marco Liguori
(Riproduzione riservata)

Primo turno Intertoto: sconfitte inaspettate per Cracovia e Nitra

Il torneo, che qualificherà 11 squadre alla Coppa Uefa, è giunto alla sua ultima edizione. Il Napoli giocherà solo nel terzo ed ultima tornata prevista per fine luglio

Il primo turno dell’Intertoto è passato sotto silenzio, a causa dei concomitanti quarti di finale degli Europei. Questa edizione, che apre di fatto la stagione calcistica internazionale 2008/09, sarà l’ultima del torneo che qualificherà 11 formazioni alla Coppa Uefa. La prima edizione si svolse nella stagione 1995/96: proprio allora il FC Girondins de Bordeaux, vincitrice della competizione, proseguì il suo cammino fino alla finale di Coppa Uefa. La squadra trionfatrice dell’ultima edizione 2007/08, l'Hamburger SV, si è fermata agli ottavi di finale.
Sabato 21 e domenica 22 giugno si sono sfidate 28 squadre per il turno di andata: il ritorno è previsto nel prossimo fine settimana. Le 14 vincenti affronteranno altrettanti club ammessi di diritto al secondo turno, previsto per il 5/6 luglio (andata) e il 12/13 luglio (ritorno): il dettaglio si può vedere su http://it.uefa.com/competitions/intertotocup/news/kind=1/newsid=686152.html. In esso si sfiderano anche l’Ofk Belgrado e il Panionios Atene: la vincitrice giocherà contro il Napoli nel terzo e decisivo turno di fine luglio, in cui scenderanno in campo anche le altre formazioni dei paesi che contano del calcio europeo.
La prima tornata di partite ha riservato qualche piccola sorpresa. La rappresentante polacca, il Cracovia, è stata sconfitta in casa dalla bielorussa Shakhtyor Soligorsk. Capitombolo anche per la slovacca Nitra, superata per 2-0 dall’azera Neftçi.
Pareggio in casa a reti inviolate tra i croati del Reijka e i macedoni del Renova. Nessun problema per il celeberrimo club ungherese dell’Honved, vittorioso in Kazakistan, e per gli svedesi dell’Elfsborg che hanno rifilato quattro pappine all’Hb delle Isole Faroe.
Marco Liguori (Riproduzione riservata)





martedì 24 giugno 2008

Acquafresca resta al Cagliari

L'attaccante Robert Acquafresca resta ancora per un anno a Cagliari. La notizia è riportata sul sito della società rossoblù. L'accordo è stato raggiunto stasera a Milano tra il presidente dell'Inter Massimo Moratti e il numero uno del Cagliari Massimo Cellino. I dirigenti delle due società hanno stabilito di evitare di andare alle buste, trovando un'intesa per la proroga di un anno del regime di comproprietà. La società sarda ha anche reso noto di aver raggiunto in giornata un accordo con Davide Marchini che torna alla Triestina.
Marco Liguori
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Nessuna penale per Donadoni

La Figc risparmierà 550mila euro. Tuttavia dovrà pagare lo stipendio maturato al ct attuale e al suo staff: oltre a 1,5-2 milioni per il nuovo allenatore, Marcello Lippi

La Figc tira un sospiro di sollievo. L'eventuale mancata conferma del prolungamento dei contratto con Roberto Donadoni, dopo l'eliminazione da Euro 2008, non comporterà il risarcimento di sei mensilità. L'indiscrezione è circolata in queste ore: sin da lunedì scorso si era parlato di una penale che la Federcalcio avrebbe dovuto pagare, pari a 550mila euro. Dunque il presidente Giancarlo Abete dovrà pagare soltanto 1,5-2 milioni per l'ingaggio di Marcello Lippi, oltre allo stipendio dovuto a Donadoni e al suo staff, che sarà sostutuito da quello del nuovo commissario tecnico.
Nella proposta di rinnovo preparata dalla Federazione, era stata prevista anche la penale, in caso di esonero, oltre ai dieci giorni di tempo per rescindere il contratto successivi al termine degli Europei. Lo scorso 20 maggio Donadoni aveva detto: «Ringrazio il presidente Abete ma non ce n'è bisogno». Infatti, nel testo definitivo dell'intesa questa clausola è stata cancellata.
Analogamente non è stata prevista alcuna penale per il ct, il cui incontro con Abete non è stato ancora fissato. Tuttavia, secondo voci di corridoio dovrebbe avvenire entro la fine di questa settimana.
Marco Liguori
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Calciomercato: lunedì arriva Denis a Napoli

Emilio Mattera segretario generale dell'Independiente ha spiegato dai microfoni di Radio Marte che l'attaccante «ha già apposto la firma sul contratto via fax, ed è quindi già un giocatore del Napoli».

Il segretario generale dell'Independiente, Emilio Cristian Mattera, ai microfoni di Radio Marte, ha confermato stasera che l'attaccante argentino giochera' con la maglia del Napoli la prossima stagione. «Saremo a Napoli lunedi' prossimo per la firma del giocatore - ha detto Mattera - e la presentazione ufficiale alla stampa anche se German Denis ha già apposto la firma sul contratto via fax, ed è quindi già un giocatore del Napoli».
Il dirigente argentino ha proseguito spiegando che «la settimana scorsa il giocatore si è sottoposto alle visite mediche. Ad effettuarle sono stati i medici argentini insieme ad alcuni medici arrivati da Napoli. Il ragazzo sta bene, è in perfetta forma». Mattera ha spiegato che la cessione del calciatore è stata causata dalla necessità della società di reperire i fondi necessari a completare la costruzione di un nuovo stadio.
Sono stati diversi i club a interessarsi di Denis. «Abbiamo ricevuto offerte da molte società europee, lo hanno richiesto con insistenza i turchi del Fenerbache e i russi dello Zenit San Pietroburgo - ha sottolineato Mattera -, tuttavia l'offerta del Napoli è stata la piu' convincente; oltretutto giocare dove ha giocato Maradona è il sogno di tutti gli argentini''. Denis e Lavezzi faranno sognare i tifosi napoletani? «Formano una coppia perfetta. German è il giocatore giusto per il club azzurro» ha concluso.
Marco Liguori
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Vedi anche sulla homepage http://marcoliguori.blogspot.com/ le notizie su Rullo e Domizzi appena giunte da Teleluna)

Tutelare i club più deboli

In un’audizione al Senato, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega allo sport, Rocco Crimi, ha finalmente riconosciuto l’importanza di un’equa ripartizione dei diritti tv. Intanto la Serie B aspetta di sapere quale cifra sarà stanziata dalla A per la mutualità

Finalmente anche il governo Berlusconi si è accorto del pericolo di un eventuale squilibrio nella ripartizione dei diritti tv nel calcio. Ad accorgersi del problema chiave per la sopravvivenza del nostro campionato è stato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega allo sport, Rocco Crimi, durante l'audizione alla settima commissione del Senato sugli “indirizzi del Governo in materia di attività sportive”. L’esponente di Palazzo Chigi ha spiegato che «nella passata legislatura - ha continuato Crimi parlando della legge Gentiloni-Melandri che prevede la ripartizione dei proventi su base mutualistica - è stata approvata una legge per la quale dal 30 giugno 2010 i diritti saranno divisi per il 40 per cento in parti uguali, per il 30 per cento in base alla storia dei club e per il 30 in base ai risultati ottenuti».
Crimi ha ricordato che «i grandi club hanno però fatto ricorso alla Corte europea e quindi bisognerebbe aprire un esame dei diritti soggettivi del calcio e degli altri sport professionistici, valutando l'apertura al libero mercato, sotto la stretta vigilanza delle Authority e fatta salva la tutela dei club più deboli». Da queste dichiarazioni si evince che il governo ha compreso la difficile (per non dire esplosiva) situazione in cui si trova il mondo del pallone nostrano. Le parole di Crimi sembrano essere un passo in avanti rispetto a quelle dichiarate durante lo scorso marzo sull’emittente milanese Antenna 3 dal futuro presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Il numero uno del Pdl affermò che «è chiaro che incombe in Italia la possibilità di vedere ridotte le disponibilità delle grandi squadre e quindi ridotte le loro possibilità di competere con i grandi club europei». Berlusconi concluse così: «Immagino che bisognerà intervenire in una direzione diversa da quella che è stata ipotizzata dal governo della sinistra». Da ciò sembrava trasparire un ritorno all’antico regime della contrattazione collettiva, che favoriva le grandi società (Juve, Inter e Milan in testa) e apriva il via a una stagione di stenti per le piccole.
Il nuovo intendimento del governo in materia di suddivisione dei diritti tv potrebbe costituire anche una notizia positiva per le squadre di serie B, impegnate in una dura lotta per la sopravvivenza. A poche ore dal termine (fissato per domani) per la risoluzione delle comproprietà dei calciatori, i club cadetti non conoscono ancora quanto ammonta la mutualità che la serie A destinerà loro. Senza di essa non si possono stanziare i budget a disposizione per poter acquistare nuovi giocatori e rafforzare le rose. L’allarme è stato lanciato al termine dell’assemblea di categoria conclusasi oggi, dopo la sospensione di giovedì scorso quando si era tenuta l’assemblea generale straordinaria con le società di serie A sui diritti tv. «L'anno scorso la mutualità ha coperto il 50% dei nostri bilanci», ha sottolineato il direttore generale del Grosseto, Renato Cipollini. Il dirigente toscano ha lanciato il segnale di sos, spiegando che «è difficile muoversi senza conoscere i ricavi futuri». Per questo motivo essenziale il vicepresidente di Lega per la B Gianfranco Andreoletti, presidente dell’Albinoleffe, attende la decisiva assemblea di serie A del 1° luglio, che dovrà finalmente definire la cifra da destinare alla categoria cadetta. Dopo soli due giorni, una riunione ristretta di B dovrà valutare se la somma è sufficiente a evitare il crack della categoria.
Intanto, incombe la data fatidica del 30 giugno, in cui scadono i termini per le iscrizioni al campionato. Alcuni presidenti non escludono che alcuni club presentino previsioni di budget che si riveleranno superiori all'effettivo. L’assemblea della seconda serie ha raggiunto un risultato molto importante: sono state infatti approvate all'unanimità le linee guida per la vendita centralizzata dei diritti tv del prossimo campionato. «Abbiamo attribuito alla Lega il diritto a negoziare - ha spiegato Andreoletti - e poi vedremo se ci sono offerte per le partite del sabato o se è meglio tornare a giocare la domenica».
Marco Liguori
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CAZZOLA "VOGLIAMO MANTENERE CLUB IN SERIE A"

(Agi) "Abbiamo sottoscritto un accordo vendita che sarà perfezionato nei primi giorni di luglio. Stiamo lavorando nella predisposizione della prossima stagione, in serie A e come abbiamo avuto occasione di dire e' pensiero nostro dare tecnica, centimetri e chili alla squadra. Ci confronteremo con una formazione che sia numericamente e tecnicamente all'altezza della situazione. Il Bologna ha faticato per tornare in serie A ma il risultato conseguito lo vogliamo mantenere nel tempo". Lo ha detto Alfredo Cazzola, presidente del Bologna, ospite nella videochat de "La Gazzetta dello Sport". "C'e' tutta la mia disponibilità al passaggio delicato, un momento storico della societa', importante. La mia disponibilità è totale. Sto per passar la proprietà ad altri, la mia presenza e' garantita per la prossima stagione. Sono confermati anche i più stretti collaboratori, compreso l'allenatore. Scetticismo sugli americani? E' sempre presente ogni volta che avviene un passaggio di società, in un club sportivo è anche così. Per la prima volta un gruppo americano si impegna in questa impresa e sicuramente un'impresa che comporta problematiche che conosciamo. Giusto sottolineare chi si e' impegnato contrattualmente per mettere a disposizione finanze. Dovremo solo attendere nel tempo i risultati ma vale per qualunque societa' sportiva". "Prima del mio arrivo e nei 25 anni precedenti dal Bologna non sono arrivate sempre e solo buone notizie - precisa Cazzola - due volte libri in tribunale e la terza l'abbiamo salvata noi. Un impegno quindi rischioso, se arrivano capitali importanti mi sembra una buona notizia. Se son rose fioriranno. Le aspettative sono quella di disputare un buon campionato, un esempio eccellente, come Genoa e Napoli, neopromosse, oltre alla Juve fuori categoria, che appena arrivate hanno subito presentato ottimo assetto di squadra, con risultati importanti, collocandosi nella parte sinistra della classifica, quella più qualificata. Vogliamo confrontarci con tutto questo. La campagna abbonamenti partira' da lunedi' prossimo mentre per lo stadio c'e' un progetto presentato due anni fa, articolato e puntuale per le nostre opinioni. Trasformare l'impianto in un enterteinment company, che possa abbracciare più attività connesse al calcio. Necessita' quindi uno stadio nuovo e adeguato. Da li' si diramano le possibilità per ulteriori redditi che possano garantire ampliamenti delle forze economiche. Io candidato sindaco? Per la verità ho fatto sempre l'imprenditore, ho dichiarato recentemente che non penso di potermi occuparmi di altro. I miei impegni stanno allentandosi, quindi mai dire mai...".
Cazzola e il calcio italiano. "Per i club credo che ci siano purtroppo ancora oggi vincoli molto difficili da superare. Ad esempio nei fatti credo che sia giusto sottolineare che le amministrazioni comunali di tutte le citta' ritengono lo stadio un bene proprio, un bene della comunita' che debba essere gestito o governato dall'amministrazione pubblica. Ha senso se si avessero possibilita' economiche per farlo. Ci sono realta' importanti o comunque in divenire di club che hanno gia' la possibilita' di sviluppare questo progetto. Da una parte andare in una certa direzione, dall'altra non posso cogliere la disponibilita'. Bisogna trovare una quadra". "Tra un anno non avremo piu' quote, venderemo il 20% come da accordi scritti - precisa Cazzola sul futuro della suo incarico al Bologna - cessero' anche di essere azionista e presidente. Budget? Le stime che immaginiamo sono legate da ricavi che possiamo raccogliere da diritti tv, abbonamenti, biglietterie, sponsor e attraverso investimenti necessari. Penso che il Bologna potra' contare su un budget oscillante tra i 40 ed i 50 milioni di euro. La Champions? Da tanti anni non figura in Europa, dal '64. Bisogna prendere ad esempio quello che sta facendo la Fiorentina. Il Bologna potra' nei tempi e nelle modalita' intraprendere lo stesso percorso. Sul mercato aspettiamo le comproprieta' e con la stagione del mercato inizieremo. Vogliamo rafforzarci in ogni ruolo. Il dirigente Salvatori sta lavorano, ci sono molte trattative. Ora e' azzardato fare cognomi. Siamo interessati al mercato ispanico, anche sudamerica. La Russia? Non lo escludiamo, per quello che abbiamo visto ad Euro 2008, ci sono giocatori straordinari, un mercato che valuteremo. Vogliamo dare stabilita' al club, quando arrivai avevo un parco giocatori limitato, il pensiero che un club di quasi 100 anni non sia stato in grado di avere un patrimonio apprezzabile mi ha colpito, benche' struttura, disponibilita', stadio e centro sportivo sono da squadra di medio-alta classifica. Abbiamo investito e speso 25 milioni in tre anni, non sono cifre da poco. La strada piu' giusta era di imbarcare nuovi soci, finanziariamente piu' solidi, sta avvenendo e credo che sia la seconda parte della missione che mi sono dato". "Motor Show, Virtus e Bologna, la mia prossima sfida? Avendo venduto l'azienda principale forse sono arrivato a regalarmi un anno sabbatico su cui mi concentrero' per capire cosa voglio fare. Sono all'alba dei 60 anni - chiude Cazzola - nella vita ci sono anche momenti in cui pensare uno spazio di vita normale. Ho due figli e credo che mi divertiro' ad affiancarli se vorranno proseguire la mia professione".

BBC: "Donadoni non è più il ct dell'Italia"

Ma la Figc smentisce categoricamente

(Apcom) - Secondo la Bbc Roberto Donadoni non è più il commissario tecnico della nazionale italiana. Il network pubblico britannico ha riferito l'indiscrezione raccolta, parlando di "separazione", attraverso il proprio sito internet. Dalla Figc fanno sapere che «non è assolutamente stata ufficializzata una simile notizia».
La Bbc riferisce di avere appreso la notizia «dalla federcalcio italiana». Donadoni, che ieri aveva respinto categoricamente l'ipotesi di sue dimissioni dall'incarico di Ct, in caso di conferma lascerebbe la panchina azzurra dopo due anni. L'ex allenatore del Livorno ha firmato un rinnovo biennale prima dell'avventura ad Euro 2008, terminata domenica con la sconfitta nel quarto di finale con la Spagna (4-2 a Vienna dopo i calci di rigore, 0-0 dopo i tempi supplementari). Donadoni ha ereditato la panchina azzurra da Marcello Lippi, vincitore nel 2006 del quarto titolo iridato nella storia del calcio azzurro (vittoria in finale sulla Francia ai calci di rigore). La Figc, secondo le indiscrezioni circolate dal termine della partita con la Spagna, in caso sarebbe intenzionata a riportare Lippi sulla panchina della nazionale.

Nessuna querela, ampio proscioglimento

Non luogo a procedere per la figlia del boss di camorra latitante Antonio Caiazzo e per il coinputato Domenico Cuomo per una vicenda di falsificazione di biglietti a San Siro nel 2001. La sentenza del Tribunale di Milano è stata motivata dalla mancata costituzione di Inter, Figc, Lega Calcio e Tim

Nessuna querela, ampio proscioglimento per non luogo a procedere: gli imputati ringraziano l’Inter, la Lega Calcio, la Figc e la Tim. L’incredibile vicenda è accaduta stamattina all’ottava sezione del Tribunale di Milano. Protagonista Maria Giovanna Caiazzo, figlia del boss di camorra latitante Antonio Caiazzo, che era stata trovata in possesso nell'aprile del 2001, poco prima dell'inizio della partita Inter-Roma, di 70 biglietti contraffatti per la tribuna numerata dello stadio di San Siro. I tagliandi erano molto simili a quelli originali: recavano stampati i sigilli dell’Internazionale Football club, Figc, Lega Calcio e Tim. Nel procedimento risultava coinvolto anche Domenico Cuomo.
Il Pubblico ministero, Maria Stella Cogliandolo, aveva sostenuto in aula una serie di ipotesi di reato: truffa, ricettazione e contraffazione di sigilli. Invece stamani la Caiazzo è stata prosciolta dal tribunale che ha accolto la tesi difensiva dei suoi avvocati Vittorio Trupino e Angelo Natali. I legali hanno sostenuto che i quattro enti indicati come parti offese (ossia Inter, Lega Calcio, Federazione e Tim) non sono soggetti di diritto pubblico ma di diritto privato. Di conseguenza, per poter processare la loro assistita, per le tre ipotesi di reato, era necessaria una querela di parte. Le parti offese avrebbero dovuto costituirsi contro la Caiazzo e il coimputato Cuomo, ma non hanno mai esperito l’azione legale. Per ciascuno di essi il Pm aveva chiesto la condanna a sei mesi di reclusione. Di conseguenza i giudici hanno prosciolto la figlia del boss, che ha un precedente per un’inchiesta su carte clonate.
Al termine dell’udienza, oltre che per l'esito del processo, l'avvocato Trupino si è detto soddisfatto anche perché con la sentenza di non luogo a procedere il giudice ha affermato «un principio giuridico importante». Resta invece inspiegabile la rinuncia a procedere di Inter, Figc, Lega Calcio e Tim che avrebbero potuto creare un importante precedente nella difficile lotta alla falsificazione dei biglietti delle partite e alla loro vendita.
Marco Liguori

Champions League - Roma terza squadra per introiti Uefa

(ANSA-AFP) - PARIGI, 23 GIU - La Roma, con quasi 30 milioni di euro, e' la terza squadra più pagata dall'Uefa, fra quelle che hanno preso parte all'ultima edizione della Champions League. Solo Manchester United e Chelsea, vale a dire le due finaliste di Mosca, hanno intascato piu' soldi dei giallorossi, che sono stati eliminati nei quarti proprio dalla squadra allenata da Alex Ferguson. L'Uefa ha versato in tutto 43 milioni nelle casse dei 'red devils', che alla fine hanno vinto la coppa, battendo ai rigori il Chelsea. Al club londinese, invece, sono andati 36 milioni. Gli introiti sono stati distribuiti in base a due criteri ben precisi: uno legato ai risultati ottenuti da ciascuna squadra, un altro in relazione al valore televisivo del marchio della squadra stessa. Una somma è stata devoluta a ciascuna delle 32 formazioni che hanno acquisito il diritto a disputare la fase a gironi della Champions, partendo da una base di 3 milioni di euro cadauna, ai quali andavano aggiunti 400 mila euro per ciascun match disputato (a prescindere dal risultato finale) della prima fase. Per ogni vittoria, a ciascuna squadra andavano 600 mila euro, per l'accesso agli ottavi di finale 2,2 milioni, per i quarti 2,5 e per la semifinale 3. In finale 4 milioni sono stati assegnati alla perdente e 7 alla vincente.
Questa la classifica degli introiti 2007/2008
1. Manchester United (Ing) euro 42.879.000
2. Chelsea (Ing) 36.375.000
3. Roma (Ita) 28.949.000
4. Barcellona (Spa) 27.500.000
5. Olympique Lione (Fra) 27.290.000
6. Psv Eindhoven (Ola) 27.104.000
7. Schalke 04 (Ger) 26.872.000
8. Liverpool (Ing) 26.815.000
9. Inter (Ita) 26.683.000
10. Milan (Ita) 26.383.000
11. Arsenal (Ing) 23.205.000
12. Real Madrid (Spa) 21.092.000
13. Olympique Marsiglia (Fra) 20.680.000
14. Stoccarda (Ger) 19.449.000
15. Olympiakos (Gre) 19.092.000
16. Fenerbahce (Tur) 17.342.000
17. Siviglia (Spa) 17.327.000
18. Lazio (Ita) 16.469.000
19. Werder Brema (Ger) 15.397.000
20. Celtic Glasgow (Sco) 13.018.000

lunedì 23 giugno 2008

"Il decreto sui diritti del calcio è a rischio incostituzionalità"

Liberomercato 13 novembre 2007 (pagina 4)

Parla Baldassarre sulla nuova contrattazione collettiva
"Il decreto sui diritti del calcio è a rischio incostituzionalità"

Marco Liguori
"Il decreto legislativo che ha stabilito la riforma della contrattazione collettiva sui diritti televisivi del calcio è a rischio di incostituzionalità: lede i principi del libero mercato e della concorrenza dell’Unione europea". Antonio Baldassarre, presidente emerito della Corte Costituzionale e docente ordinario di diritto costituzionale presso l’Università Luiss, in questa intervista esclusiva a Liberomercato boccia il decreto legislativo emanato venerdì scorso dal Consiglio dei ministri, voluto dal Ministro per le Politiche giovanili e le attività sportive, Giovanna Melandri. Baldassarre lo ha messo nero su bianco e lo ha spiegato in un suo dettagliato parere.
Professore, chi gliel’ha richiesto?
"Alcuni mesi fa la Juventus mi ha incaricato di redigere uno studio sul decreto legislativo e la legge delega sui diritti tv della Lega nazionale professionisti".
E quale conclusione ha raggiunto?
"Il decreto, e in parte anche la delega, presentano diverse perplessità in materia costituzionale, poiché le società di calcio hanno ottenuto lo scopo di lucro con la legge del 1996".
Quindi il decreto ha un importante vizio di fondo?
"L’impianto del provvedimento normativo parte dal principio opposto a quello della nostra costituzione e dei trattati dell’Unione Europea: tutto è soggetto a regolazione pubblica. Lo Stato interviene pesantemente sulla libertà di concorrenza tra le società di calcio e indebolisce le società più forti economicamente della serie A, a vantaggio dei piccoli club. Esso viola l’articolo 41 della costituzione e le norme comunitarie che fanno riferimento alla libera concorrenza".
A questo punto cosa potrebbe succedere?
"Tutto e nulla. Dipenderà dalle iniziative che assumeranno i singoli club: se ad alcuni può andar bene il decreto con la contrattazione collettiva non accadrà nulla. L’accordo raggiunto alcuni giorni fa in Lega per la ripartizione collettiva potrebbe aver attenuato in parte il profilo di incostituzionalità, che però resta intatto poiché l’intesa discende dalla legge".
Altrimenti?
"Alcune società, in modo particolare l’Inter, Il Milan e la Juventus, potrebbero adire il giudice ordinario per far rilevare l’eventuale incostituzionalità, decisa dalla Corte Costituzionale. Inoltre, potrebbero rivolgersi alla Corte di giustizia dell’Unione Europea".
Passando ai cadetti. Anche le società di serie B avrebbero convenienza a impugnare il decreto legislativo?
"Possono fare causa, se ritengono di aver ricevuto un danno: è un principio stabilito direttamente dalla Costituzione".
Cosa si sarebbe dovuto fare, per evitare questo pasticcio?
"Si sarebbe dovuto introdurre un criterio di solidarietà. Ogni società dovrebbe gestire in modo autonomo i diritti tv. Al tempo stesso la Lega potrebbe stabilire un contributo all’interno del sistema, destinato a un fondo comune, che potrebbe colmare il divario tra le grandi e le piccole società di calcio.

Un addio da oltre 2 milioni di euro

A tanto ammonterebbe la cifra per la Figc, nel caso in cui fosse dato il benservito a Donadoni e arrivasse Lippi

«Della clausola non ci sarà bisogno, se il rendimento della squadra non dovesse essere all'altezza, sarei io il primo a togliere il disturbo». A parlare così è Roberto Donadoni: era il 20 maggio scorso ed era passata una sola settimana dalla sottoscrizione del suo nuovo contratto con la Figc. Parole completamente diverse da quelle pronunciate in conferenza stampa questa mattina: «Dare le dimissioni? Non mi passa per l'anticamera del cervello. Non è un rigore sbagliato a far cambiare il mio parere su un Europeo, sarei uno stupido». Il problema è però che non sono i due tiri dal dischetto di De Rossi e Di Natale che pongono sub judice Donadoni. C’è stata una serie di errori, a cominciare dalla rinuncia al gioco offensivo, con la posizione sola e sconsolata di Toni, alla posizione da mediano arretrato di Aquilani con la Spagna, allo spregiudicato e inconcludente 4-3-3 contro l’Olanda, con Materazzi e Barzagli come pesci fuor d’acqua. E in più, il fatto che la squadra ha saputo soltanto segnare su calci piazzati. Ma di tutto questo sarà solo la Figc a dare il suo insindacabile giudizio.
Già, ma adesso cosa farà la Federazione? Per cercare di capire meglio la complessa situazione, bisogna esaminare le linee guida dell’accordo di metà maggio. In esso vi è contenuto il prolungamento di due anni fino ai mondiali del Sudafrica con una clausola reciproca di rescissione (con annessa penale), che può essere esercitata da entrambe le parti entro i dieci giorni successivi alla termine di Euro 2008. Domenica prossima ci sarà la finale del torneo. Quindi, il destino del ct azzurro si compirà presumibilmente entro la prima decade di luglio. Donadoni aveva rifiutato la clausola del raggiungimento necessario e sufficiente della semifinale all’Europeo, che legava il suo prolungamento per altri due anni. Abete, da quanto si legge oggi sul sito della Figc, sta ponderare molto bene la sua decisione di un eventuale esonero. «Con Donadoni avrò un incontro già nei prossimi giorni – ha detto il numero uno della Figc dopo la sconfitta con la Spagna – per una riflessione complessiva su questi Europei e ragioneremo con grande attenzione cercando di programmare il futuro». Secondo Abete «il comportamento della squadra in questo Europeo è stato positivo». Il suo atteggiamento molto prudente è dettato da un semplice e giusto calcolo. Il nuovo accordo prevede che l'ingaggio di Donadoni era innalzato ai livelli del suo predecessore Marcello Lippi, campione del mondo nel 2006, circa 1,2 milioni di euro netti a stagione: la penale per l’eventuale esonero da parte federale, si aggirerebbe probabilmente attorno al 30% dello stipendio. Pari a circa 360mila euro: stamattina si parlava di una cifra probabilmente ancora più alta, pari a 500mila euro. E’ vero che Abete il 20 maggio scorso aveva precisato che «il rinnovo biennale avrà una clausola reciproca di rescissione libera che si basa su un'assunzione di responsabilità. C’è una stretta di mano che rappresenta la forte volontà di continuare a lavorare insieme». Però il presidente dovrà fare due conti e pensare che se conviene pagare la penale a Donadoni e prendere nuovamente “Cincinnato” Lippi. Il quale accetterà probabilmente soltanto per una cifra compresa tra 1,5-2 milioni. Insomma, nella migliore delle ipotesi l’addio a Donadoni costerà nella migliore delle ipotesi (facendo un calcolo spannometrico) 2 milioni: a ciò però la Figc dovrà elargire le cifre da elargire allo staff tecnico che accompagna l’attuale ct. I ritorni di fiamma nel mondo del pallone costano, anche per la Nazionale.
Marco Liguori

Donadoni e il calcio della paura

Con Toni "centroboa" solitario marcato stretto dai difensori della Spagna e Cassano relegato a compiti di centrocampista non si poteva certo andare in finale. E adesso ritornerà Lippi, come Cincinnato a salvare la patria in vista delle qualificazioni per i Mondiali 2010

«Signore e signori, buonanotte». Come faceva la Rai quando terminava i programmi nei lontani anni ‘50-60-70 (con tanto di antenna che risaliva su nel cielo) la Nazionale ha salutato questa notte Euro 2008. L’uscita di scena è avvenuta ai rigori nel quarto di finale contro la Spagna. Il problema non è costituito dalla sconfitta alla lotteria delle massime punizioni, ma nella condotta di gara. Come avevamo già scritto dall’inizio del torneo continentale, il problema dell’Italia di monsieur le Donadon è quello di aver impostato il gioco finalizzato verso una sola punta di ruolo, per giunta non in forma brillante, ossia Toni. Anche nella gara contro le "furie rosse" il povero attaccante del Bayern si è ritrovato per la quarta volta di fila a giocare nel ruolo di "centroboa" solitario contro difensori arcigni e molto attenti a non lasciagli mai un solo metro di spazio per poter operare. Stasera si è compiuto il "capolavoro" del ct bergamasco: Cassano, che avrebbe dovuto giocare in avanti a liberare spazi per Toni e a passargli palloni preziosi, è stato limitato a effettuare compiti di copertura anche a centrocampo. In più, Aquilani, De Rossi e Ambrosini sono stati sacrificati in ruoli di copertura per bloccare le discese dei centrocampisti iberici: ma mai si sono visti in fase di costruzione della manovra. Anche Perrotta, posto dietro il talento (stasera sprecato) di Bari vecchia e Toni, invece di fare il "suggeritore" per gli attaccanti si limitava a compiti di tamponamento degli avversari. Intendiamoci, qualsiasi attaccante che si fosse trovato in questo tipo di gioco avrebbe fatto la fine di Toni.
Con queste premesse, non si poteva non arrivare al pareggio, contornati dai tempi supplementari e dai calci di rigori. Poche le occasioni da gol (come quella del colpo di testa di Di Natale, subentrato a Cassano, e quella del tiro di Camoranesi respinta con il piede dal portiere spagnolo Casillas): anche la Spagna si è adeguata e ha giocato tutta contratta a centrocampo. Si è dunque giocato il calcio della paura, come fu nel quarto di finale dei Mondiali ’98 tra Italia e Francia: come allora, logicamente si è terminato con la serie dal dischetto. La vittoria di martedì scorso contro i transalpini è stato un fuoco fatuo, anche se si è sperato che avesse dato la scossa agli azzurri: i francesi erano completamente bolliti, giunti alla fine del loro ciclo di vittorie. Non a caso la Nazionale ha segnato i suoi unici tre gol su calci piazzati. Quello di Panucci con la Romania su azione di calcio d’angolo; quelli contro la Francia su rigore calciato da Pirlo (procurato da Toni) e su calcio di punizione di De Rossi deviato da Henry. Davvero poco per poter sperare di proseguire verso la finale.
E adesso si parla dell’addio di Donadoni: voci di corridoio riportano del ritorno di Lippi, quasi come Cincinnato a salvare la patria, in vista delle qualificazioni per il Mondiale del 2010 in Sudafrica. Il ct bergamasco paga anche la colpa (niente affatto sua) del suo incarico a termine deciso dalla Figc: forse non visto favorevolmente dal presidente Giancarlo Abete per essere stato nominato dal commissario Guido Rossi. Ad ogni modo, anche questo clima ha inciso negativamente sulla spedizione in Svizzera e Austria: quando si potrà trovare un po’ di pace nel club azzurro?
Marco Liguori

venerdì 20 giugno 2008

Diritti tv, ritorno al futuro

La Lega Calcio continua a ritardare il recepimento della contrattazione collettiva, che andrà in vigore dal 2010. Qualche presidente sta forse pensando alla restaurazione del sistema soggettivo

Ieri si sono riuniti in conclave nella sede di Milano della Lega Calcio i presidenti di serie A e B. E’ stata trovata una soluzione per il regime transitorio 2008-2010 per la mutualità della serie A. Manca ancora il recepimento delle linee guida per il criterio di ripartizione collettiva dei diritti televisivi e l’advisor per la loro vendita. Criteri imposti dal precedente governo Prodi, tramite il decreto legislativo Melandri-Gentiloni, che ha inteso così ripartire in modo più equi i proventi delle risorse tv. La legge entrerà a pieno regime nel 2010.
Si potrebbe ipotizzare quindi che qualcuno all’interno della Lega potrebbe attendere un cambiamento di rotta, magari un ritorno alla vecchia contrattazione soggettiva che privilegiava le grandi squadre, come Inter, Milan e Juve. Che l’aria fosse cambiata lo si è notato già da alcune dichiarazioni di Silvio Berlusconi. In piena campagna elettorale, il numero uno del Pdl dichiarò lunedì 10 marzo su Antenna 3, al programma “Lunedì di rigore” condotto da Fabio Ravezzani che «è chiaro che incombe in Italia la possibilità di vedere ridotte le disponibilità delle grandi squadre e quindi ridotte le loro possibilità di competere con i grandi club europei». Il futuro presidente del Consiglio concluse così: «Immagino che bisognerà intervenire in una direzione diversa da quella che è stata ipotizzata dal governo della sinistra».
In quella stessa settimana, intorno al 14 marzo, Sky presentò il ricorso alla Commissione europea contro la normativa Melandri-Gentiloni. Il vicepresidente vicario del Milan, Adriano Galliani, lo commentò così all’Ansa: «secondo noi è il primo in ordine cronologico e altri ne seguiranno anche davanti ad altri organi giurisdizionali».
Tirando le somme, c’è da pensare l’ipotesi di un probabile ritorno alla contrattazione soggettiva non sia così infondata. Forse la legge Melandri-Gentiloni è stato un rimedio peggiore del male. Si dirà: «ma non era necessario un intervento del governo, visto che le società non trovano un accordo?». Il problema è che le società sono a scopo di lucro e che quindi la Lega, come accade per le consorelle estere (come la tanto celebrata Premier League inglese dove si applica la ripartizione collettiva), avrebbe dovuto stabilire al suo interno il criterio di contrattazione, senza “spinte” dal mondo politico. Per la nostra Costituzione, infatti, l’iniziativa privata è libera. Adesso bisognerà vedere se davvero la legislazione sarà cambiata: bisogna tenere la massima attenzione, poiché è questa la partita fondamentale su cui ruota il calcio nostrano. Infatti il 40-50% dei fatturati delle società è composto dai diritti tv, mentre le altre forme di ricavo (come il merchandising) sono a livelli ancora troppo scarsi. Maggiori entrate significano quindi ossigeno per le campagne acquisti delle squadre. Occorre un criterio che soddisfi tutti: altrimenti ricomincerà la loro moria per fallimento. Fiorentina, Napoli, Torino, Venezia, Ancona, Cosenza ne sono state vittime del precedente sistema: si spera che abbiano insegnato qualcosa.
Marco Liguori

Sensi: non c'è bisogno di vendere la Roma per ridurre i debiti Italpetroli

La società giallorossa risponde alle ipotesi di cessione riportate stamattina dal quotidiano "Il Messaggero"

Prosegue la telenovela della vendita della Roma. Non c'è alcun obbligo per la famiglia Sensi di vendere il pacchetto azionario di controllo della Roma per la riduzione dell' indebitamento della holding di famiglia, la Compagnia Italpetroli. Lo ha precisato in una nota la società giallorossa, sottolineando che i vertici della Compagnia decideranno liberamente in merito, in risposta alle indiscrezioni pubblicate stamattina sul quotidiano "Il Messaggero" sull'eventuale operazione di cessione della squadra di calcio. «Le intese in corso di definizione tra Unicredit Banca di Roma, la famiglia Sensi e le società del gruppo facente capo a Compagnia Italpetroli - si legge nel comunicato - prevedono un impegno da parte di queste ultime a ridurre l'indebitamento di gruppo mediante la cessione di beni a queste facenti capo esclusivamente nella misura necessaria a ridurre tale indebitamento a livelli convenuto». Il comunicato spiega anche che «il management delle società facenti capo al gruppo Compagnia Italpetroli potrà individuare in totale autonomia quali beni dismettere ai fini del raggiungimento degli obiettivi di cui sopra. Conseguentemente, sarà esclusiva facoltà di quest'ultimo stabilire se far rientrare o meno il pacchetto azionario di controllo in A.S. Roma S.p.A. tra i beni da utilizzare a tale scopo senza che vi sia alcuno specifico obbligo al riguardo».
Stamattina "Il Messaggero" aveva riportato che Unicredit rinuncerà al diritto di acquisto del 51 per cento di Italpetroli (di cui possiede il 49%), mentre i Sensi si impegneranno a chiudere il debito vendendo la Roma entro due anni e mezzo. Secondo il quotidiano «il piano sarebbe ormai condiviso tra le parti nei passaggi riguardanti le modalità attraverso le quali i Sensi rimborseranno a Unicredit poco più di 340 milioni di debiti su 380 milioni accumulati nei confronti delle banche». Il contratto di cessione avrebbe dovuto essere siglato oggi, ma secondo "Il Messaggero" avrebbe dovuto slittare alla prossima settimana per mettere a punto alcuni dettagli tecnici. L'intesa prevede la restituzione di «250 milioni di debiti alle banche entro la fine del 2010». Per raggiungere questa cifra «il gruppo che comprende attività petrolifere, immobiliari e tramite Roma 2000 possiede il controllo della As Roma, quotata in Borsa, dovrebbe procedere alla dimissione di alcuni beni». Nell'accordo ci sarebbe dovuta essere anche la società giallorossa, che avrebbe dovuto, secondo il quotidiano del gruppo Caltagirone, essere venduta nell'arco di due anni e mezzo, a dimostrazione che «da parte di Unicredit non c'è alcuna volontà vessatoria nei confronti della società».
Marco Liguori

Calciomercato - Manchester: Cristiano Ronaldo non è in vendita

Doccia fredda sulle ambizioni di Cristiano Ronaldo di trasferirsi al Real Madrid. Sul sito internet del Manchester United è riportato in modo lapidario che «Ronaldo non è in vendita». Probabilmente la società inglese ha voluto eliminare ogni tipo di trattativa, rivelate dallo stesso asso portoghese dopo la sconfitta della sua nazionale con la Germania. Da Basilea Ronaldo aveva riferito che esistono «grandi possibilità» riguardo al fatto che la prossima stagione possa indossare la "camiseta blanca" del Real Madrid. L'ipotesi è stata prontamente smentita dai dirigenti dei Red Devils. «Lo United non prendera' neppure in considerazioni le offerte» prosegue il comunicato sul sito internet della società. Anche se il passaggio di Ronaldo è stato più volte dato per certo, il messaggio degli inglese è molto chiaro: il 23enne fuoriclasse dello United non è in vendita.

Calciomercato - Santana lascia la Fiorentina per il Tottenham

Mario Santana approda in Premier League. Secondo il giornale inglese Sun, la Fiorentina avrebbe accettato l'offerta di cinque milioni di euro presentata dal Tottenham. L'accordo, stando sempre  al quotidiano londinese, dovrebbe essere sottoscritto nei prossimi giorni quando saranno risolti anche gli ultimi dettagli del contratto del centrocampista argentino. Santana dovrebbe siglare un contratto di quattro anni con la squadra della capitale britannica, dove giocano stelle di prima grandezza come l'attaccante bulgaro Dimitar Berbatov . Dopo aver contribuito a portale la squadra a conquistare il quarto posto in Serie A, con la qualificazione ai preliminari di Champions League, e la semifinale di Coppa Uefa, Santana non era più compreso nei nuovi piani tattici dell'allenatore Cesare Prandelli. Per questo motivo è stata decisa la cessione al Tottenham, come ha confermato di recente il direttore sportivo della Fiorentina. «Abbiamo ricevuto un'offerta dal Tottenham ha spiegato Pantaleo Corvino - che ci soddisfa. Credo che Santana si unira' agli Spurs nei prossimi giorni dopo aver firmato un contratto di tre o quattro anni».
Marco Liguori

Calciomercato - Cristiano Ronaldo: "Ho grandi possibilità per il Real"

Cristiano Ronaldo ha «grandi possibilità» di finire al Real Madrid. Al termine dell'incontro con la Germanaia, terminato con l'eliminazione del Portogallo, il fuoriclasse lusitano ha scoperto le carte per un suo più che probabile passaggio alle Merengues. «Le possibilità sono grandi, poter firmare per il Real ha dichiarato Ronaldo - sarebbe un sogno, un nuovo traguardo. Ma non dipende da me, ed è per questa ragione che mi è difficile parlare». Il portoghese ha però preferito evitare di scendere nei particolari dell'operazione. Non ha voluto neppure commentare dell'eventuale offerta formale del Real Madrid, che si aggirerebbe tra i 60 e gli 80 milioni di euro): «Può essere - ha risposto il portoghese - ma non lo so. Vedremo nei prossimi giorni se riusciranno a trovare un accordo. Tutti sanno quello che vogliono, ci potrebbero essere presto delle novità». Ronaldo ha aggiunto di aver preso la sua decisione «da un po' di tempo». «Non volevo dire niente perché eravamo impegnati - ha concluso - in una competizione internazionale. E' una decisione importante ed è evidente che non è semplice per me lasciare il Manchester United. Ma semplicemente non volevo farmi sfuggire questa bella opportunità». 
Marco Liguori

Calciomercato: Konko dal Genoa al Siviglia per 9 milioni

Abdoulay Konko è stato ceduto dal Genoa al Siviglia. Ne dà notizia il sito della squadra spagnola. L'esterno destro di origine francese di 24 anni, una delle rivelazioni nell'ultima stagione in serie A in maglia rossoblù, ha firmato un contratto quinquennale. La scrittura prevede anche una clausola rescissoria di 60 milioni di euro. Il costo dei diritti alle prestazioni (comunemente ancora chiamato "cartellino) di Konko, invano inseguito da lungo tempo anche da Inter e Udinese, si aggira attorno ai 9 milioni di euro.
Marco Liguori

mercoledì 18 giugno 2008

Acquisti e vendite Napoli: Denis in viaggio, Domizzi sul piede di partenza

da www.tuttonapoli.net

Germán Denis sarà in viaggio Domenica per Napoli dove dovrà sottoporsi alle visite mediche e poi firmare il contratto che lo legherà agli azzurri. Il giocatore parlando ai taccuini di "Mdz online" spera di far qualificare la sua squadra alla Coppa Sudamericana. Poi penserà al suo nuovo club. Il Napoli. "So che per avere successo dovremo battere la mia ex squadra, l'Arsenal, Sabato prossimo, in una partita che sarà molto speciale per me".

Ecco quanto evidenziato da TUTTONAPOLI.NET  nell'intervista al presidente del Genoa Enrico Preziosi
"Domizzi ci interessa tantissimo e non siamo lontani dal trovare l'accordo economico con il Napoli. Le trattative possono risolversi tanto in un giorno quanto in molti mesi, non c'è un tempo stabilito. Le due società sono gemellate, non solo per quanto riguarda i tifosi ma anche dal punto di vista dirigenziale. Con Marino sono in ottimi rapporti e ci sentiamo quasi tutti i giorni. Stiamo lavorando per arrivare ad una cifra che soddisfi entrambe le società". Queste le parole del presidente del Genoa Enrico Preziosi, ai microfoni di Marte Sport Live, sul trasferimento di Domizzi. Il presidente ha anche fatto un commento su Calaiò: "Calaiò ha bisogno di giocare con continuità e qui al Genoa non troverebbe il giusto spazio. Per la prossima stagione abbiamo deciso di puntare su Figueroa".

La Nazionale che fila dritto

L’undici di Donadoni ha surclassato una Francia spenta e incontrerà domenica la Spagna tritatutto. Nella serata positiva emergono la mancanza di calma di Pirlo e il gioco d’attacco ancora troppo incentrato sul centroboa Toni


«L’Italia filava…e filava, filava…filava dritto». La canzone di Rino Gaetano rende perfettamente l’idea del gioco della Nazionale di ieri sera contro la Francia: finalmente tonica e aggressiva, con Grosso e Zambrotta che corrono sulle fasce e crossano mettendo in difficoltà la difesa avversaria. Il centrocampo ha fatto finalmente filtro, sovrastando quello dei "galletti" quasi mai in partita, con De Rossi ispirato e concreto. L’uscita di Ribery per infortunio (l’unico che poteva impensierire con i cross gli azzurri) e il fallo da rigore di Abidal su Toni (con conseguente espulsione) hanno demolito definitivamente i francesi. Anzi, la difesa transalpina era decisamente in affanno: peggio ancora proprio Abidal, che aveva consentito in apertura al centravanti azzurro di sgusciare solo davanti al portiere Coupet (ieri sera finito due volte "fuori strada"), purtroppo sbagliando una clamorosa occasione. Il nuovo entrato Boumsong ha confermato la pochezza del reparto: nella Juve in serie B dell’anno scorso ha lasciato brutti ricordi. A completare la serata, la prestazione perfetta dell’Olanda che non ha regalato "biscotti" a nessuno: anzi, ha offerto una indigesta Sachertorte (facciamoci del male alla Nanni Moretti) a una Romania mediocre, che solo una prestazione non troppo brillante dell’Italia aveva esaltato e illuso.
L’Italia ha dunque scacciato i fantasmi del Mondiale del 1954, con Donadoni portato sugli scudi. Con tutta probabilità le "punzecchiature" della stampa sportiva sono servite a qualcosa: la scelta di gettare subito Cassano nella mischia si è rivelata decisiva, così come quella di registrare la difesa con Chiellini e Grosso. Decisioni invocate più volte a furor di popolo. Il fuoriclasse di Bari Vecchia non ha offerto giocate entusiasmanti, ma è stato utile anche in fase di possesso palla. E adesso il ct (ieri sera per fortuna ha tolto il suo velo di tristezza dal viso) dovrà affrontare la Spagna. Avversario temibile visto che non è solo composto dai suoi attaccanti Torres e Villa, ma da un collettivo micidiale. Anzi, il centrocampo è la sua forza, che ha letteralmente tritato Russia e Svezia (sempre più dipendente dalle giocate di Ibrahimovic, un grande limite) e oggi farà polpette anche della Grecia campione uscente (nel senso di essere già stata eliminata) per incassare il terzo milione di euro per l'ennesima vittoria. E proprio nella linea mediana del campo Donadoni avrà il suo grave problema, che speriamo che non lo porti nuovamente a tentennare come un novello Carlo Alberto di Savoia durante la Prima guerra d’indipendenza: bisognerà trovare l’alternativa agli squalificati Pirlo e Gattuso. Forse meglio affrontare con un deciso 4-4-2 le "Furie rosse" per bloccarle sulle ali. Aquilani, Camoranesi o Ambrosini? Di Natale in avanti a sostegno di Toni? Vediamo cosa tirerà fuori dal cappello a cilindro il commissario tecnico bergamasco domenica sera a Vienna.
Nell’ebbrezza della vittoria non bisogna dimenticare i punti deboli della Nazionale. Su tutto, la mancanza di calma e carattere: il fallo di ritorsione di Pirlo su un centrocampista avversario, commesso a pochi secondi dal termine del primo tempo, dopo il secondo rigore non concesso dall’arbitro per fallo su Toni dopo la splendida punizione calciata da Grosso e miracolosamente parata da Coupet. E’ stata una cattiveria inutile, che mette in grave difficoltà Donadoni, che sarà privo del faro del gioco azzurro.
Il secondo problema è costituito dal fatto che la squadra non ha ancora segnato su azione. Dopo il gol su azione di calcio d’angolo di Panucci con la Romania, anche ieri sera due realizzazioni con il pallone fermo: il rigore di Pirlo e la punizione di De Rossi con l’autorete beffarda di Henry. Con la Francia c’è stata però una buona dose di sfortuna: Toni le ha provate tutte e si è anche procurato il rigore. Però c’è da dire che ancora una volta il gioco offensivo converge solo e unicamente su di lui, che ricopre il ruolo di centravanti-centroboa a cui non è abituato. Occorre che ci siano i compagni (Cassano in primis) a liberare spazi per lui, attirando e trascinando gli avversari fuori dalle proprie zone di competenza. Oppure occorre una valida spalla per il centravanti del Bayern, che è ancora troppo solo in avanti.
Infine, finalmente si è vista una difesa impeccabile. Unico problema: si concedono troppi spazi per i tiratori avversari dalla distanza, come è accaduto ieri sera con Benzema alcune volte. Si parte per la corrida di Vienna: chi sarà "el matador"?
Marco Liguori

lunedì 16 giugno 2008

Somiglianze pericolose

Italia-Francia di domani sembra avere numerose analogie poco benauguranti con il Mondiale del 1954 in Svizzera, quando l'Italia fu eliminata nel girone iniziale dalla squadra di casa

E così siamo arrivati all’ultima spiaggia: Italia-Francia nella “fatal” Zurigo. Un bel rebus, visto che non sarà sufficiente per entrambe vincere. Domani sera a Berna bisognerà vedere se l’Olanda cederà alla tentazione di dare il “biscotto” alla Romania per consentirle di qualificarsi. In alternativa, la formazione di Van Basten potrà battere la squadra di Piturca per accaparrarsi la “torta” di un milione di euro (onestamente sarebbe più succulenta) per la sua terza vittoria consecutiva: in totale sarebbero tre milioncini puliti per aver demolito in fila Italia, Francia e (eventualmente) appunto la Romania.
Intanto, come in qualsiasi sfida decisiva che si rispetti, è iniziata la ridda di voci su tattiche e schieramenti. Stamattina l’Equipe, il quotidiano d’Oltralpe, ha scritto che il ct Domenech starebbe pensando almeno a tre cambi rispetto alla formazione che ha subito il cocente 4-1 dall'Olanda. A rischiare il posto sarebbero Thuram, Sagnol e Malouda, se non addirittura anche Makelele. Avrebbe provato successivamente anche uno schema 4-4-2, in alternativa al 4-2-3-1. Donadoni metterà finalmente in campo Cassano sin dal primo minuto: e poi «sarà quel che sarà», come diceva la famosa canzone di Josè Feliciano al Festival di San Remo del 1971.
Sugli azzurri, oltre al pensiero del match di domani, c’è l’ombra di un precedente poco benaugurante: l’eliminazione nella fase iniziale dei Mondiali del 1954 che si disputavano proprio in Svizzera. Molti tifosi staranno sicuramente praticando gli scongiuri di rito, ma a 54 anni di distanza ci sono diverse similitudini con quella sfortunata spedizione. Gli amanti della cabala e della numerologia (o di Nostradamus) potranno intravedere la prima nella ripezione del numero 54 oltre alla coincidenza del luogo dove si disputarono i Mondiali e gli attuali Europei. Tralasciando questo aspetto ai confini della superstizione, scendiamo nei particolari tecnici che causalmente presentano analogie preoccupanti. Il primo riguarda i tentennamenti del commissario tecnico di allora, Lajos Czeizler, che sono molto simili a quelli di Donadoni. L’allenatore di origine ungherese, che aveva vinto nel 1950-51 lo scudetto con il Milan del trio Gre-No-Li, schierò nelle tre partite con Svizzera, Belgio e nello spareggio con la squadra di casa altrettante formazioni diverse. Identico atteggiamento sta tenendo l’attuale ct. Lo spiega molto bene nella sua storia dei Mondiali di calcio su www.napolisport.it il grande cronista sportivo napoletano, Mimmo Carratelli. «Czeizler chiamò in nazionale i giocatori – racconta Carratelli – della frizzante Fiorentina (l’intera difesa con Costagliola, Magnini, Cervato, Chiappella, Rosetta, Segato), un trio juventino (gli attaccanti Muccinelli, Ricagni, un oriundo argentino, Boniperti) più Pandolfini che giocava mezz’ala nella Roma e l’ala milanista Frignani. Ignorò i calciatori dell’Inter che, allenati da Foni, praticavano il “catenaccio” e, prima del Mondiale elvetico, avevano vinto due scudetti di fila». Ma alla vigilia della trasferta in Svizzera «Czeizler perse la sua convinzione offensivista – prosegue il giornalista partenopeo – e, pressato dalla stampa milanese, rinunciò al blocco fiorentino e richiamò in nazionale quelli dell’Inter. Nella squadra nerazzurra c’erano giocatori stranieri decisivi, che ne comandavano il gioco e di cui non esistevano omologhi italiani da convocare in azzurro». Altra somiglianza, la demenzialità della formula. Nel 1954 erano stati previsti quattro gironi, in cui le due teste di serie e le due squadre di seconda fascia non si incontravano. Agli Europei 2008 non solo è stato consentito che nel gruppo dell’Italia si incontrassero tra loro due squadre provenienti dallo stesso girone di quelificazione (Italia e Francia, Romania e Olanda) ma anche che, per il meccanismo della parte alta e bassa del tabellone, le due coppie di semifinaliste potrebbero essersi già scontrate nella fase a gironi. Davvero una bella “fonduta” in stile Uefa, che risulta anche noiosa: sembra di vedere una sfida infinita tra le solite quattro squadre.
La prima partita fu persa per 2 a 1 contro la Svizzera il 17 giugno, che attuava il “verrou” ossia il catenaccio che si dimostrò molto efficace. Si vide subito l’enorme confusione tattica della nostra Nazionale, che schierava in campo giocatori che adottavano un tipo di gioco completamente differente da quello chiaramente offensivo di Czeizler. Questa la prima formazione: Ghezzi, Vincenzi, Giacomazzi, Neri, Tognon, Nesti, Muccinelli, Boniperti (capitano), Galli, Pandolfini, Lorenzi. L’arbitraggio del brasiliano Viana a favore degli elvetici scatenò le ire dei giocatori e della stampa italiana. Il suo capolavoro fu quello di annullare un gol a “veleno” Lorenzi, il mitico centravanti dell’Inter, che, nel corso di una concitata discussione verso la fine della gara, gli rifilò un calcione negli stinchi. Anche in questo Europeo la Nazionale è stata vittima di errori arbitrali: quelli più clamorosi da parte del fischietto norvegese Ovrebo nella seconda gara con la Romania.
Il 20 giugno si disputò la seconda partita allo stadio Comunale di Cornaredo a Lugano con il Belgio e il ct ungherese sfodera la sua seconda formazione: via Vincenzi, Muccinelli, Boniperti, dentro Magnini, Cappello e Frignani. L’Italia vince 4 a 1 e, per l’assurdità del regolamento, deve incontrare nello spareggio per accedere ai quarti di finale la Svizzera, che aveva perso 2-0 con l’Inghilterra, poiché l’aveva raggiunta a quota 2 punti nel girone.
Tre giorni dopo la partita decisiva con gli elvetici a Basilea fu un disastro annunciato. Il racconto di Carratelli è illuminante. «La vigilia della partita, trascorsa in un principesco ritiro nei pressi di Basilea, fu contrassegnata da liti e insubordinazione dei giocatori che rivelarono la completa mancanza di polso di Czeizler. Questi, per giunta, in piena confusione, cambiò la formazione che aveva battuto i belgi. Schierò un nuovo portiere (lo juventino Viola al posto di Ghezzi), cambiò un mediano (il sampdoriano Mari per Neri), rinunciò in attacco all’acrobatico Galli e al poderoso Cappello, preferendogli due “pesi leggeri”, Muccinelli e Lorenzi, e inserì a mezz’ala il fiorentino Segato che era piuttosto un mediano». Finì 4-1 per la nazionale rossocrociata, che colpiva agevolmente in contropiede l’Italia tutta sbilanciata in avanti, con un centrocampo completamente squilibrato che non svolgeva il filtro necessario alle veloci e concrete manovre avversarie.
Adesso si aspetta Italia-Francia domani: Donadoni come sceglierà di giocare? Farà altri cambi, oltre a Cassano invocato a furor di popolo, rispetto alla gara con la Romania? Che la dea Eupalla lo assista!

domenica 15 giugno 2008

Un’estate di guai per la Vecchia Signora

Liberomercato 15 giugno 2008 pagine 1-6

Dallo stadio al ritiro di Pinzolo

Un’estate di guai per la Vecchia Signora

Marco Liguori
La Juventus è stata trascinata in giudizio dalla Ena4all. La società di intermediazione marketing ha presentato lo scorso 29 maggio presso il Tribunale di Torino una querela per l’ipotesi di truffa contro l’amministratore delegato Jean Claude Blanc, il responsabile commerciale Marco Fassone, e la responsabile del costumer service, Barbara Borio. A ciò si aggiunge una causa civile di risarcimento danni, intentata sempre presso il tribunale del capoluogo piemontese, che secondo le indiscrezioni ammonterebbe a circa 500mila euro. «Noi aspiriamo a una cifra anche superiore» ha commentato a Liberomercato il presidente e azionista al 50% di Ena4all, Dimitris Schetakis. In merito a ciò la Juventus, contattata da Liberomercato, non ha voluto rilasciare dichiarazioni.
L’azienda milanese ha adito le vie giudiziarie poiché a suo dire la società bianconera l’avrebbe estromessa da un contratto a tre che comprendeva anche la Trentino spa (società di marketing territoriale del Trentino). «Avevamo un contratto di cinque anni con la Juventus per la gestione – prosegue Schetakis – del ritiro estivo a Pinzolo, acquistandone i diritti. In seguito abbiamo stipulato un accordo con Trentino spa e la località di Pinzolo. Il nostro lavoro consisteva nel favorire il ritiro della Juventus e di coprire con nostri investimenti, per quegli aspetti dell’operazione che Pinzolo e la Trentino spa non riuscivano a coprire». Tutto sembrava filare liscio, sino alla scadenza contrattuale del 2011, ma non è stato così. «La Juventus ha deciso di agire diversamente – afferma il presidente di Ena4all – e non ha voluto tener presente il contratto firmato con noi e ha stipulato direttamente un’intesa con Trentino spa. Visti i consistenti investimenti sopportati dalla nostra società, abbiamo deciso di tutelarci nelle sedi civile e penale». La società milanese sarà quindi esclusa dai ritiri delle prossime tre stagioni. «Abbiamo creduto nella Juventus anche quando due anni fa – dice Schetakis – fu retrocessa in serie B per illecito sportivo: potevamo risolvere il contratto, ma non lo abbiamo fatto».
Riguardo alla questione dello stadio Delle Alpi, pende ancora il giudizio davanti al Tar Piemonte intentato nel maggio 2006 dal Comune di Venaria Reale, a causa soprattutto del centro commerciale posto nell’impianto della Juve che sorgerebbe a circa 90 metri da quello posto nel comune della cintura torinese. Durante un convegno del 3 aprile scorso il presidente bianconero, Giovanni Cobolli Gigli, e il sindaco del comune Nicola Pollari usarono toni distensivi parlando di collaborazione reciproca. Un clima differente rispetto a quello della riunione del consiglio comunale di Venaria Reale del 19 marzo scorso. Stando al verbale di assemblea, il primo cittadino affermò che «la battaglia non è chiusa, quindi per noi l’aspetto del contenzioso giudiziario contro quella autorizzazione è ancora aperta». Pollari proseguì dicendo «che l’autorizzazione commerciale prevede che quando lo stadio funziona il centro commerciale sia chiuso e sarà mia cura avvisare l’interlocutore economico, l’operatore economico di Juventus per avvisarlo che per quanto ci riguarda noi i vigili e i carabinieri li manderemo tutte le volte che questa autorizzazione…». Pollari spiegò anche che i vigili e i carabinieri «non solo li manderemo alla Juventus o al supermercato ma li manderemo anche a chi non controllerà da parte del Comune di Torino per omissione magari di atto di ufficio e da parte anche della Regione Piemonte». Anche sul Delle Alpi, la Juve non ha commenti da fare.
(riproduzione autorizzata solo dietro citazione della fonte)

il pallone in confusione

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