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mercoledì 16 luglio 2008

Lotito/Mezzaroma: Tar annulla delibera Consob

La prima sezione, presieduta da Pasquale De Lise, ha accolto il ricorso del presidente della SS Lazio e dell'imprenditore

Non esiste un "patto parasociale" tra Claudio Lotito e Roberto Mezzaroma sul 14,61% del capitale della Lazio. Lo ha stabilito poco fa la prima sezione del Tar del Lazio che ha annullato la delibera della Consob riguardante l'acquisto effettuato di concerto tra il presidente della Lazio e l'imprenditore. L'organismo giudiziario amministrativo presieduto da Pasquale De Lise, che ricopre anche presso la Figc la carica di presidente della Commissione di garanzia della giustizia sportiva e si autosospese dalla carica di presidente della Corte Federale durante il processo di Calciopoli del 2006, ha quindi accolto i loro ricorsi. Adesso si attendono le motivazioni anche perchè nella decisione del Tar si legge che l'accoglimento dei due ricorsi è avvenuto «nei sensi di cui in motivazione».
Lotito e Mezzaroma nel ricorso hanno contestato la decisione con la quale la Consob il 30 gennaio scorso evidenziò, tra i vari punti della delibera, che nella vicenda dell'acquisto delle azioni della società, «non essendo stata promossa l'Opa entro trenta giorni dal superamento della soglia rilevante» si doveva applicare «il divieto di esercizio del diritto di voto relativo alla partecipazione posseduta da Lotito a decorrere dal 6 luglio 2005 e fino alla data di alienazione della partecipazione eccedente il 30% del capitale sociale della SS Lazio, pari a 9.806.603 azioni, corrispondenti a circa il 14,48% del capitale sociale».
Tra le argomentazioni sostenute dal presidente Lotito nel suo ricorso amministrativo c'era il fatto che a suo avviso l'esistenza di un "patto parasociale" fosse fondata soltanto su «presunzioni - si legge nel ricorso - che mancano dei caratteri della precisione, gravità e concordanza». Per il presidente della Lazio, quindi, gli elementi indiziari assunti dalla Commissione presieduta da Lamberto Cardia sarebbero stati errati, non univoci, non concordanti e in parte non gravi, ovvero irrilevanti.
Marco Liguori

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