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lunedì 29 settembre 2008

Bilancio Lazio1/Patrimionio netto consolidato negativo per 9,84 milioni

Nonostante ciò, la società biancoceleste non deve provvedere alla ricapitalizzazione. L’utile di gruppo 2007/08 ha raggiunto i 13,8 milioni: ricavi +34,4%, costi +6,03%. L’esercizio è stato fortemente influenzato dalla partecipazione alla Champions League e dalla transazione con Unicredit-Banca di Roma

La Lazio ha chiuso l’esercizio 2007/2008 con un utile della capogruppo di 6,3 milioni di euro e un patrimonio netto positivo di 80,75 milioni. A livello consolidato la società di Claudio Lotito, quotata in Borsa, ha ottenuto un risultato positivo pari a 13,8 milioni e un patrimonio netto negativo per 9,84 milioni. Riguardo al bilancio della spa, la società spiega che il risultato di periodo «si decrementa di euro 93,43 milioni rispetto all’utile della stagione precedente, pari ad Euro 99,69 milioni». Tali risultati sono dovuti, si spiega nei documenti contabili, «principalmente ai proventi rivenienti dalla partecipazione alla Coppa Internazionale ed alla rinegoziazione dei contratti per la cessione dei diritti televisivi satellitari e digitali terrestri». C’è da evidenziare anche che un anno fa, la squadra biancoceleste ebbe una plusvalenza di 104,5 milioni, conseguita dalla cessione dei marchi e del ramo d’azienda commerciale alla neocostituita controllata al 100% SS Lazio Marketing & Communications: il risultato finale fu quindi influenzato da questa componente straordinaria molto particolare, poiché i marchi passarono dalla società madre alla sua controllata. In pratica, come se fossero stati spostati da una tasca all’altra dello stesso vestito. «Si segnala, tuttavia, che eliminando dal risultato della stagione 06/07 la plusvalenza di conferimento, pari a Euro 104,5 milioni, il risultato della stagione attuale, rispetto a quella precedente, migliora di Euro 11,07 milioni». Tuttavia, per avere un quadro più preciso della situazione della Lazio occorre esaminare il documento contabile di tutto il gruppo, che lo rappresenta come un’unica entità.
Ed è proprio il patrimonio netto negativo consolidato, sia pur migliorato di 14,15 milioni rispetto al 2006/07, che risalta come segnale di difficoltà. Esso significa che tutto il gruppo Lazio non ha mezzi propri, come già accadde l’anno scorso: nonostante ciò la società sottolinea che è «di tutta evidenza come la sussistenza di un patrimonio netto consolidato negativo non richieda gli interventi di cui all’art. 2447 codice civile», che prevede la riduzione e la ricostituzione dl capitale sociale. Tuttavia, la Lazio correttamente evidenzia che non ha l’obbligo di effettuare l’operazione di ricapitalizzazione, poiché essa è necessaria soltanto per le singole società del gruppo, nel caso in cui si trovassero con il patrimonio netto negativo.
Il documento sottolinea che l’esercizio è stato caratterizzato da tre eventi. Il primo è la transazione sottoscritta in data 13 febbraio 2008, tra la Lazio e la Unicredit Banca d’Impresa (mandataria di Banca di Roma), che prevede «il pagamento, da parte della S.S. Lazio S.p.A., di Euro 6,68 milioni, inserito nei debiti verso banche, con un risparmio di Euro 5,18 milioni, in otto rate trimestrali di Euro 0,8 milioni ed una di Euro 0,42 milioni, senza interessi». A seguito dell’accordo, il fondo rischi, che al 31 dicembre 2007 ammontava ad Euro 9,45 milioni, è stato stornato con un effetto positivo sui conti della società di Euro 4,07 milioni. L’altro evento riguarda l’«effetto negativo sulle imposte differite per la variazione delle aliquote fiscali Ires e Irap, per Euro 3,13 milioni». L’ultimo è costituito «dal pagamento anticipato, rispetto alla scadenza del 1 aprile 2009, della doppia rata prevista dalla transazione con l’Agenzia delle Entrate, mediante utilizzo del credito Iva». L’accordo con il fisco, siglato il 20 maggio 2005 per la rateizzazione in 23 anni del debito di 140 milioni, costituisce la vera e propria “assicurazione sulla vita” della Lazio per un duplice motivo. In forza dell’allora normativa vigente (cancellata in seguito) la società ha potuto regolarmente iscriversi negli anni successivo al campionato di serie A. Inoltre, ha avuto la garanzia che nessun creditore potrà presentare l’istanza di fallimento contro di essa: se lo facesse riceverebbe solo le briciole, poiché il fisco ha un privilegio assoluto su tutti gli altri. Questa assurda situazione è stata generata dalla legge, che ha anche consentito una dilazione delle somme così lunga: la Lazio ne ha solo chiesto giustamente e correttamente la sua applicazione. Da segnalare che, per effetto della transazione, i debiti tributari a oltre un anno sono diminuiti dai 80,6 milioni del 206/07 ai 72,8 milioni dell’ultimo esercizio. Le somme dovute al fisco entro l’anno sono invece aumentate da 7,8 milioni a 9,86 milioni. «Tale importo è principalmente riferito – si legge nel consolidato – a ritenute Irpef operate sui redditi di lavoro dipendente, di lavoro autonomo e di collaborazione coordinata-continuativa, debiti Iva ed alla quota entro i 12 mesi per Euro 4.122 migliaia che sono stati oggetto di rateizzazione con l’Agenzia delle Entrate».
Il documento contabile consolidato evidenzia anche «la qualificazione e relativa partecipazione al girone eliminatorio della Champions League». La partecipazione alla competizione ha generato un incasso di 16,6 milioni, provocando un incremento dei proventi televisivi per 27,82 milioni rispetto all’anno precedente. Anche i ricavi da gare ne hanno subito un incremento, pari a circa 3 milioni. Da registrare però il calo dell’11,98% del numero di spettatori complessivi per le partite di campionato, che ha superato i 415mila: l’incasso è stato di 6,88 milioni (-13,46%). Quest’anno però la Lazio non partecipa a nessuna competizione internazionale Uefa: mancheranno quindi questi cospicui introiti tra i ricavi. La società ha però già pensato come ovviare a ciò, come nel caso dell’apertura di punti vendita di propri prodotti in franchising a Valmontone e Frosinone. Inoltre la Lazio «ha elaborato ulteriormente il programma di realizzazione dello Centro Sportivo polifunzionale, con stadio di calcio, perfezionando i progetti tecnici, individuando le aree sulle quali potrebbe sorgere ed intensificando con le autorità competenti i rapporti ed i programmi finalizzati al rilascio delle autorizzazione ed alla conseguente materiale realizzazione». Non è indicato però quali siano precisamente le suddette aree per il nuovo impianto.
Il conto economico consolidato presenta ricavi per 102,5 milioni (+34,4%), mentre i costi sono ammontati a 52,7 milioni (+6,03%) con un risultato operativo di 33,9 milioni dopo ammortamenti (in cui spiccano gli oltre 10,4 milioni per quelle dei diritti alle prestazioni dei calciatori) e svalutazioni. Riguardo ai costi, quelli per i tesserati e i tecnici sono diminuiti del 6,52%, ma si nota l’incremento (+17,88%, 8,8 milioni) di quelli per servizi esterni. Tra essi spiccano i “costi specifici tecnici”, rappresentati in prevalenza da somme dovute ai procuratori dei giocatori, che sono ammontati a 3,4 milioni con una variazione più che sostanziosa del 75,82%.
Marco Liguori
(Riproduzione riservata, possibile soltanto dietro citazione della fonte)

1 commento:

Matteo Bianchessi ha detto...

Articolo molto interessante, complimenti.

il pallone in confusione

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