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giovedì 18 settembre 2008

Il crac dell'ex controllante del Bologna causato anche da Calciopoli

Lo ha reso noto il curatore fallimentare nella sua relazione, in cui si evidenzia che il dissesto della Victoria 2000 è stato causato anche dalla retrocessione in serie B

Victoria 2000 è andata in dissesto anche per Calciopoli. Lo rivela il curatore della società finanziaria che controllava il Bologna calcio prima della vendita avvenuta nel 2005. Nella sua relazione ha elencato tra i motivi la retrocessione in serie B dei rossoblu' e il suo legame con, appunto, lo scandalo di Calciopoli. «E' opinione oramai generale e scontata affermare che le cause che hanno portato al fallimento della societa' - scrive il curatore - vadano ricondotte unicamente alla retrocessione della squadra in serie B, avvenuta al termine della stagione agonistica 2004-2005. Non solo ma le recenti vicende, giudiziarie e non, legate a calciopoli" hanno avuto l'effetto di considerare tale evento oltre che sicuramente dannoso anche una vera e propria beffa, visto quanto sarebbe emerso al riguardo di alcuni comportamenti tenuti da altre società sportive viste pure le recenti condanne emesse dalla giustizia sportiva. Questa curatela pur nella consapevolezza dell'impatto che tali vicende hanno avuto sulla societa' sportiva, ritiene comunque che la cause del dissesto vadano ricondotte anche ad altre circostanze e/o comportamenti tenute dalla società». 
Sul crac della Victoria 2000 grava un'indagine giudiziaria condotta dai Pm Enrico Cieri e Flavio Lazzarini, che si è conclusa con l'avviso di fine indagine per bancarotta per nove persone: Giuseppe Gazzoni Frascara (che era anche presidente del  Bologna) , e il suo allora socio l'imprenditore di Les Copains Mario Bandiera, l'avv. Franco Neppi, i commercialisti Matteo Tamburini e Massimo Garuti, Marco Goldoni, Maurizio Pasi e Cesare Giacobazzi. Il capo di imputazione formulato - che ha messo tutti gli imputati sullo stesso piano - ha indicato la causa del fallimento di Victoria 2000 in una serie di operazioni immobiliari e finanziarie, mentre sono state escluse le ipotesi distrazione o illeciti societari e quelle di arricchimenti: per queste ultime sono state richieste le archiviazioni. Nel documento di imputazione è evidenziato che il fallimento di Victoria 2000 è avvenuto a causa di una serie di «operazioni dolose, indotte dall'esigenza di consentire l'iscrizione ai campionati nazionali di calcio della controllata Bologna Football club spa». I principali indagati (Bandiera assistito dal professore Luigi Stortoni, Gazzoni dall'avvocato Giovanni Sacchi Morsiani e i professionisti assistiti dal professore Nicola Mazzacuva) nei prossimi giorni decideranno le proprie strategie difensive.
Marco Liguori
(Riproduzione riservata, consentita soltanto dietro citazione della fonte)

1 commento:

mario ha detto...

Mi sembra molto strumentale legare il fallimento alla vicenda calciopoli.
Forse al signor Gazzoni Frascara serve una cortina fumogena per distogliere le sue responsabilita' dalla vicenda.
Il Bologna gia' navigava da anni in difficolta' economiche abnormi.

Segnalo quindi un articolo che spiega in dettaglio:

Crac Bologna, Gazzoni verso il processo

Repubblica — 25 luglio 2008 pagina 3 sezione: BOLOGNA

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/07/25/crac-bologna-gazzoni-verso-il-processo.html

I capitoli dell' indagine sono tre: la ricapitalizzazione della società, i diritti televisivi e la cessione del marchio. Scrivono, i finanzieri, che gli indagati «posero in essere operazioni dolose, indotte dall' esigenza di occultare la grave crisi finanziaria della controllata Bologna football club 1909 Spa e consentirle l' iscrizione ai campionati nazionali di calcio, secondo i parametri di bilancio prescritti dalla Figc e vigilati dalla Commissione di vigilanza sulle società di calcio, ente che, già nel marzo 2002, aveva disposto verso il Bologna Fc la sospensione dell' erogazione dei contributi federali e la diffida a sanare il pesante indebitamento entro il termine perentorio di giorni 90»

Intercettazioni e perquisizioni hanno permesso ai pm Cieri e Lazzarini di fare luce in primo luogo sul conferimento della partecipazione del Bfc nel Bologna football club 1909 Holding Spa (Bfch) e sulla cessione della licenza d' uso dei diritti televisivi e di immagine dall' una all' altra, operazioni che avrebbero permesso di sistemare il bilancio Bfc e i relativi indici funzionali all' iscrizione al campionato di calcio 2002-2003. Sotto la lente d' ingrandimento, poi, la cessione del marchio "Mondobologna" da Bfc a Bfch, collegata al rientro anticipato dei diritti televisivi e d' immagine da Bfch a Bfc, per aumentare i flussi di cassa e avere le carte in regola per l' iscrizione al campionato 2004-2005, e la copertura delle perdite e la ricostruzione del capitale di Victoria 2000 «con cessioni di partecipazioni interne al gruppo a valori sproporzionati»

Anzi, paradossalmente la retrocessione avrebbe dovuto favorire la gestione societaria, con minori esborsi dovuti a minori spese sia per l'iscrizione che per una campagna acquisti con obiettivi diversi

il pallone in confusione

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