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martedì 2 settembre 2008

Permettete una parola? - Vietando le trasferte ai napoletani il governo equipara i tifosi pacifici ai violenti

Perché non usare subito il pugno duro, anche se proporzionato, anche contro le tifoserie di Lecce, Inter e Juventus? Alcuni loro esponenti si sono resi responsabili domenica scorsa di fatti ugualmente esecrabili come quelli accaduti in Roma - Napoli

Permettete una parola? Il discorso del ministro dell’Interno, Roberto Maroni, è stata la cronaca di una decisione annunciata. Era più che scontato che il Viminale vietasse le trasferte ai tifosi napoletani per tutto il campionato. Il clima da caccia alle streghe, instauratosi già da domenica sera dopo la serie di incidenti a Napoli e a Roma, ha avuto il suo effetto: gettare il bambino con l’acqua sporca, ossia unificare i sostenitori pacifici con gli ultras violenti. E come la mettiamo con i tifosi nerazzurri autori sabato scorso della razzia in un autogrill sull’autostrada A7, mentre ritornavano a Milano dopo aver visto Sampdoria – Inter? E come la mettiamo con la vicenda degli ultrà del Lecce denunciati domenica a Torino? I supporter giallorossi viaggiavano su un pulmino che trasportava petardi, chiavi inglesi, bottiglie di vetro vuote e un gancio traino. E come se non bastasse, la polizia ha perquisito il mezzo e ha sequestrato anche alcune dosi di hashish e cocaina. E come vogliamo giudicare quel centinaio di sostenitori bianconeri che domenica sera è sceso nell’intervallo dagli spalti dell’"Artemio Franchi"a Firenze e, aprendo una porta anti-panico, ha cercato di far entrare otto compagni di tifo senza biglietto? Fortunatamente le forze dell'ordine li hanno sorpresi e impedito l'ingresso. Tutti questi "bravi" signori non hanno forse svolto azioni eclatanti, come gli ultras del Napoli alle stazioni di Napoli e Roma (ovviamente tutte assolutamente esecrabili), ma hanno comunque compiuto atti molto gravi. Per il Lecce e l’Inter non vale il diktat di stasera delle trasferte vietate? E ovviamente non è valido anche per quelli della Vecchia Signora? Forse si vuole attendere che i sostenitori di questi due squadre effettuino azioni ben peggiori, prima di provvedere. Quindi si usano due pesi e due misure: a casa i napoletani, gli altri in giro a scorazzare allegramente. E’ vero che il ministro ha annunciato la possibilità, per le partite ritenute a rischio, di disputare gli incontri a porte chiuse. Ma allora perché non punire anche le tifoserie resesi colpevoli di eventi gravi domenica scorsa? Magari con sanzioni proporzionate, ma necessarie per far capire bene a tutti la determinazione dello Stato.
E a proposito del divieto delle trasferte ai sostenitori azzurri, vogliamo raccontare un episodio raccontatoci da alcuni sostenitori nerazzurri. Stadio San Siro, domenica 7 ottobre 2007: si gioca nel posticipo serale Inter – Napoli. I nerazzurri conducono per 2-0: negli ultimi minuti segnano i partenopei. Al gol di Sosa si sente l’urlo di una nutrita componente di tifosi napoletani in tutti i settori dello stadio e non solo in quello riservato agli ospiti: i supporter nerazzurri ci riferirono di aver avuto paura che dopo il gol del Napoli potesse succedere il finimondo, ma per fortuna non c’è stato. Cos’era accaduto? Semplicemente questo: a Milano c’è una storica presenza di una nutrita colonia di napoletani. Si sarebbe dovuto proibire loro l’ingresso allo stadio oppure confinarli nel "recinto" per gli ospiti. Quindi questa eventualità potrebbe ripresentarsi durante questa stagione in occasione degli incontri con Inter e Milan: per questo motivo la misura di vietare le trasferte potrebbe essere rivelarsi completamente inefficace. A meno che non si faccia un paradossale esame dialettale a chi voglia comprare un biglietto a Milano. Lo stesso potrebbe riproporsi anche a Torino nelle due partite con i granata e la Juventus.
Maroni ha anche annunciato che sono stati previsti nella riunione al Viminale di oggi due anni di interdizione dai campi di calcio per quei tifosi individuati come responsabili degli incidenti nel corso della partita Roma-Napoli e incriminazione con l’accusa di associazione a delinquere per quanti si siano resi responsabili delle violenze. Provvedimenti giustissimi; ma non sarebbe stato meglio fermare i facinorosi già a Napoli, spegnendo loro ogni velleità provocatoria? E vogliamo aggiungere che le forze dell’ordine dovrebbero eventualmente indagare su eventuali "mani" che potrebbero aver manipolato i violenti. Andare allo stadio con i bastoni e incappucciati, come dimostrato nei filmati su http://it.youtube.com/watch?v=h4KQ8mOTV-c e http://it.youtube.com/watch?v=xVczsnRuOyg, sembra proprio più un comportamento "paramilitare" da "intifada del pallone". E poi non esiste il biglietto nominativo per identificarli? Ma sicuramente neppure uno degli ultras ne era in possesso.
Infine il ministro invierà una direttiva ai prefetti "che dispone l'individuazione di tutti i tifosi che hanno partecipato al mucchio selvaggio" dei disordini. I funzionari delle forze dell’ordine non perdano tempo: si possono già individuare da oggi tramite i filmati presenti su you tube.
Vedremo ora se il governo ci ripenserà e introdurrà dei correttivi alle decisioni prese.
Marco Liguori
(Riproduzione riservata, possibile soltanto dietro citazione della fonte)

2 commenti:

eraclix ha detto...

Penso che Maroni abbia fatto benissimo.Non è pugno duro è esempio al fine di evitare situazioni del genere.Gravi i fenomeni di cui fai citazione ma assolutamente poca cosa rispetto al sequestro di un treno, di una stazione con danni pari a 500.000 euro. un danno mostruoso anche in termini di immagine per questo sport.."il calcio ijn culo al rispetto per il bene comune"

mario ha detto...

questo e' quello che succede quando si permette l'esistenza e la libera circolazione di aderenti a gruppi tipo NISS (Niente Incontri Solo Scontri).

questi pseudo tifosi vengono esaltati in diretta tv quando propongono le loro coreografie e quando sostengono con cori incessanti la loro squadra.

quindi non lamentiamoci se poi pretendono di avere diritto ad un ruolo anche nelle loro manifestazioni piu' becere.

il questore di Napoli aveva ben chiara la situazione, ed ha peccato di irresponsabile leggerezza.

un primo passo concreto sarebbe l'abolizione di ogni gruppo ultras, mantenendo in vita i gruppi di tifosi organizzati ma sotto controllo nominativo con la societa'.

ma fino a quel momento non ci sono altri strumenti d'azione.
colpire anche i tifosi sani e' sicuramente ingiusto, ma non possiamo di certo assistere a un'orda barbarica devastatrice ogni 15 giorni.

quanto poi al paragonare quello che e' successo con l'apertura di una porta di sicurezza per far entrare "addirittura" 8 persone senza biglietto, beh e' come paragonare un furto di caramelle con una rapina alla federal reserve

il pallone in confusione

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