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lunedì 13 ottobre 2008

Deloitte usa la penna rossa per i conti 2008 della Lazio

Secondo la società di revisione, la squadra di Lotito ha conteggiato in modo inesatto un provento di 10 milioni per l’opzione di diritti tv, contravvenendo ai principi Ias. Di conseguenza "il patrimonio netto risulta sovrastimato per un importo pari ad Euro 4,5 milioni, ed il risultato d’esercizio sottostimato di Euro 1,7 milioni"

Colpo di scena in casa Lazio. L’utile 2007/08 della società quotata a Piazza Affari a si innalza da 6,3 milioni di euro a 8 milioni mentre il patrimonio netto scende da 80,75 a 76,25 milioni. Invece, i risultati consolidati vedono un incremento del risultato di esercizio da 13,8 a 15,5 milioni e un peggioramento del patrimonio netto negativo per 9,84 milioni a –14,34 milioni. Effetto di una "magia" contabile? No, è semplicemente l’effetto dei rilievi svolti dalla Deloitte & Touche che ha rilevato un’inesattezza riguardo a un dato contabile.
Nella relazione che accompagna il documento contabile biancoceleste si rileva che la capogruppo Lazio spa nell’esercizio chiuso al 30 giugno 2006 aveva "sottoscritto un contratto per la cessione dei diritti televisivi e di sponsorizzazione per le stagioni sportive 2007/2008 e 2008/2009". Con questa intesa scritta la società presieduta da Claudio Lotito aveva "ceduto, per un corrispettivo pari a Euro 10 milioni, un diritto di opzione che attribuisce al cessionario la facoltà di estendere lo sfruttamento dei suddetti diritti per la stagione sportiva 2009/2010". La società aveva inserito i 10 milioni nel conto economico al 30 giugno 2006 "separatamente e in anticipo rispetto ai proventi per la cessione dei predetti diritti televisivi e di sponsorizzazione", prosegue la Deloitte. L’inserimento della somma nei ricavi del bilancio di due anni fa è stato ritenuto plausibile dagli amministratori, i quali hanno ritenuto "che tale provento – commenta la società di revisione – sia certo nella sua determinazione, irripetibile e non condizionato ad alcuna prestazione futura delle parti". Il Consiglio di sorveglianza della Lazio aveva spiegato le motivazioni di questa scelta nella sua relazione al bilancio semestrale al 31 dicembre 2006: in merito, l’organismo societario si era anche avvalso del parere dei professori Giovanni Fiori e Riccardo Tiscini.
La Deloitte sottolinea però che questa operazione non è possibile, in quanto contravviene al principio internazionale contabile Ias 18. La società di revisione spiega che il corrispettivo di 10 milioni avrebbe dovuto essere considerato "parte integrante del contratto di cessione dei diritti televisivi e di sponsorizzazione e, di conseguenza, differito lungo il periodo di sfruttamento dei relativi diritti che, come indicato in precedenza, decorre dalla stagione sportiva 2007/2008". Dunque la cifra incassata per il diritto di opzione doveva essere attribuita a partire dall’ultimo bilancio chiuso a giugno, assieme a quella complessiva dei diritti tv, per tutta la durata del contratto. "Ne consegue che al 30 giugno 2008 il patrimonio netto risulta sovrastimato – conclude la Deloitte – per un importo pari ad Euro 4,5 milioni, ed il risultato d’esercizio sottostimato di Euro 1,7 milioni, entrambi gli importi al netto degli effetti fiscali, anche tenendo conto dei cambiamenti di aliquota intercorsi nell’esercizio".
Marco Liguori
(Riproduzione riservata, consentita soltanto dietro citazione della fonte)

1 commento:

Sergio ha detto...

Non capisco: è una buona o una cattiva notizia per la Lazio e i suoi azionisti?

il pallone in confusione

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