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domenica 30 novembre 2008

Calcio in cifre: più giusto il pari tra Napoli e Inter

Stando alle statistiche Panini Digital, "il pallone in confusione" ha notato che gli azzurri di Reja hanno dimostrato superiorità in attacco e difesa rispetto a quelli di Mourinho: il 2-2 sarebbe stato meritato. I nerazzurri però si sono dimostrati più pericolosi e sono riusciti a concretizzare il proprio gioco

Non c'è stata una sola squadra in campo oggi a San Siro, come asserito dalle pay tv. Tralasciando l'aspetto arbitrale, ben affrontato da Tuttonapoli.net, e il risultato finale di 2-1 le statistiche Panini Digital-Lega Calcio riferiscono che c'è stato un sostanziale equilibrio tra Inter e Napoli. La formazione allenata da Mourinho ha ottenuto una lieve supremazia territoriale (ossia il tempo totale di possesso palla di una squadra nella metà campo avversaria) pari a poco oltre i 10 minuti, contro i 9 minuti e 26 secondi del Napoli, a fronte di un possesso palla del 51% e 475 palloni giocati contro il 49% e 467 palloni giocati dagli ospiti. Gli azzurri di Reja hanno difeso nettamente meglio la propria area, testimoniato dal relativo indice pari al 61,3% contro 51,8%, e hanno attaccato molto più dei padroni di casa, come comprovato dal dato sulla capacità offensiva pari al 48,2% contro il 38,7%. Non a caso, i partenopei hanno ben tre giocatori nella classifica dei tiratori (Gargano, Lavezzi e Zalajeta con tre tentativi a testa) contro l'unico uomo dell'Inter (Stankovic con quattro tentativi). Bene anche la difesa del Napoli, con Rinaudo e Cannavaro che hanno sovrastato Cambiasso e Muntari per numero complessivo di palle recuperate: 42 contro 36.
Gli interisti hanno dimostrato superiorità nella maggiore pericolosità (50,7$ contro 36,6%): ciò significa che hanno meglio concretizzato il proprio gioco. Hanno saputo mettere meglio a frutto i quattro tiri (su 14 in totale) nello specchio della porta difesa da Iezzo, di cui due terminati alle sue spalle. I napoletani hanno risposto con quattro tiri (su 11 complessivi) nella porta di Julio Cesar, di cui uno terminato in fondo al sacco. Quindi, tirando le somme, il Napoli avrebbe meritato il pareggio.
Marco Liguori
(Riproduzione riservata, consentita soltanto dietro citazione della fonte)
Clicca qui per vedere la sintesi tv di Inter-Napoli tratta da You tube

Le statistiche Panini Digital su Inter-Napoli 2-1
(clicca sull'immagine per ingrandirla)


Sintesi tv di Inter-Napoli 2-1 (da You tube)

Niente da fare per il Napoli contro l'Inter al "Giuseppe Meazza". Per il secondo anno consecutivo perde per 2-1 contro la formazione di Mourinho letteralmente scatenata e trasformata rispetto alla partita di Champions League di mercoledì scorso contro il Panathinaikos.
Le immagini, trasmesse dalla trasmissione 90° Minuto della Rai, sono tratte da You Tube.

Milano, Stadio Giuseppe Meazza, 30 novembre 2008
Inter 2 Napoli 1 (Primo tempo 2-1)
Inter (4-3-1-2): Julio Cesar; Maicon, Cordoba, Samuel, Maxwell; J.Zanetti, Cambiasso, Muntari(90 Jimenez); Stankovic(83 Burdisso); Cruz(72 Adriano), Ibrahimovic. All.: Mourinho
Napoli (3-5-2): Iezzo; Cannavaro, Rinaudo, Aronica; Maggio (79' Denis), Pazienza(83' Bogliacino), Gargano, Hamsik(65' Blasi), Mannini; Lavezzi, Zalayeta. All.: Reja
Arbitro:
Rosetti di Torino. Assistenti: Niccolai e Papi
Marcatori: 16' Cordoba, 25' Muntari, 36' Lavezzi
Note: Ammoniti Zanetti, Lavezzi, Rinaudo, Aronica

venerdì 28 novembre 2008

Arsenal: debiti per gli immobili

La società inglese risulta esposta soprattutto sul prestito di 250,2 milioni di sterline (circa 297 milioni di euro) contratto per la costruzione dell'Emirates Stadium. A differenza di alcune società italiane, nonostante l'indebitamento notevole di 318,1 milioni di sterline (377,79 milioni di euro) il gruppo può vantare un patrimonio netto positivo e un utile netto d'esercizio di 25,7 milioni di sterline (circa 30,5 milioni di euro)

La lettura dei dati che emergono dallo "Statement of Accounts and Annual Report" dell'Arsenal Holding PLC, riferito al 31 maggio 2008, offre il quadro di una società indebitata per far fronte a grossi investimenti immobiliari e precisamente: il nuovo stadio "Emirates Stadium" e il complesso residenziale "Highbury Square"(destinato alla rivendita). L'Arsenal Holding PLC controlla al 100% più di dieci società, tra cui Arsenal Football Club PLC, inoltre, ha una partecipazione in una Joint Venture per la gestione del portale internet. L'indebitamento finanziario netto dell'Arsenal al 31/05/2008 ammonta a 318,1 milioni di sterline (circa 377,79 milioni di euro, con un cambio a 0,842) segnando un aumento del 18,60% rispetto al 31/05/2007. Secondo il managing director Ken Friar questo livello di indebitamento netto dovrebbe rappresentare il punto massimo di esposizione debitoria per il gruppo, destinata a ridursi a partire dall'esercizio 2008/09 a seguito del completamento delle vendite del complesso residenziale "Highbury Square". Una quota consistente del debito del Gruppo pari a 250,2 milioni di sterline (circa 297 milioni di euro) è a lungo termine (oltre 20 anni), e riguarda il prestito contratto per la costruzione dell'Emirates Stadium. Un rimborso di 5,0 milioni di sterline è stato effettuato durante l'esercizio in conformità ai termini previsti. La causa principale dell'incremento dell'indebitamento risiede nella contrazione di un ulteriore prestito per la costruzione del complesso residenziale "Highbury Square". Al 31 maggio 2008, l'indebitamento destinato a tale progetto ammonta a 133,5 milioni di sterline (nel 2007 era 62,9 milioni di sterline), corrispondenti a circa 158,5 milioni di euro. Questo prestito, che prevede la durata di due anni, sarà rimborsato col ricavato delle vendite relative agli immobili del complesso residenziale. Per proteggersi dal rischio tasso si è fatto ricorso a strumenti finanziari derivati, non aventi carattere speculativo.
LO STATO PATRIMONIALE
Lo stato patrimoniale al 31 maggio 2008 del Gruppo Arsenal mostra attività non correnti per l'importo di 505.588 migliaia di sterline (circa 600 milioni di euro) , nell'esercizio precedente erano 520.047 migliaia di sterline. Si deve sottolineare che le immobilizzazioni materiali, incidono molto, infatti ammontano a 449.517 migliaia di sterline (circa 533,8 milioni di euro) e costituiscono l'88,91% del totale delle immobilizzazioni e il 53,88% di tutto l'attivo patrimoniale.Il valore netto contabile della rosa dei calciatori ammonta a 55.665 migliaia di sterline (in diminuzione del 13,93% rispetto al 2007). Si pensi che nella rosa dell'Arsenal figurano due calciatori della qualità e della forza di Cesc Fabregas e Adebayor, che da soli hanno un valore di mercato che supera la cifra iscritta in bilancio relativa all'intera rosa. Le attività correnti sono pari a 328.725 migliaia di sterline (circa 390 milioni di euro) registrano un aumento del 55,61% rispetto al 2007 e comprendono disponibilità liquide per l'importo di 93,2 milioni di sterline (+26,28% rispetto al 2007). Una voce cospicua e insolita per un bilancio di una società di calcio è "Stock – development properties" pari a 187.964 migliaia di sterline (circa 223 milioni di euro) con un aumento dell' 87,81% rispetto al 31/05/2007. Questa voce riguarda essenzialmente le rimanenze di proprietà immobiliari destinate alla rivendita riguardanti il complesso residenziale "Highbury Square", l'aumento di tale valore è la causa dell'aumento dell'indebitamento netto.I debiti verso i creditori a breve ammontano a 334.252 migliaia di sterline (150.017 migliaia di sterline al 31/05/2007). Pertanto il passivo "netto" corrente di esercizio ammonta a 5.527 migliaia di sterline a fronte di un attivo netto corrente di esercizio registrato l'anno precedente con 61.231 miglia di sterline.Il passivo non corrente riguardante Creditori con importi da pagare oltre un anno, ammonta a 310,203 migliaia di sterline con una diminuzione del 25,45% rispetto al 2007. Gli Accantonamenti per rischi e oneri raggiungono la cifra di 30.758 migliaia di sterline (-3,23% rispetto al 2007). Il Patrimonio netto ammonta a 159.100 migliaia di sterline (circa 189 milioni di euro) e rispetto a quello registrato il 31/05/2007 di 133.374 migliaia di sterline, segna un aumnento del 19,29%.
IL CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO
Il fatturato del Gruppo escludendo i ricavi della joint-venture Arsenal Broadband Limited e i ricavi derivanti dalla gestione dei contratti dei calciatori, ammonta a 222.498 migliaia di sterline (+11,08% rispetto al 2007) e corrisponde a circa 264 milioni di euro. La composizione del fatturato è la seguente in migliaia di sterline:biglietti da gare 94.580 (90.613 nel 2007 +4,38%), con un'incidenza percentuale del 42,51% sul totale; diritti TV 68.360 (44.312 nel 2007 +54,27%), con un'incidenza percentuale del 30,72% sul totale; merchandisng 13.052 (12.064 nel 2007 +8,19%), con un'incidenza percentuale del 5,87% sul totale; sponsor 31.259 (29.518 nel 2007 +5,90%), con un'incidenza percentuale del 14,05% sul totale; ricavi da proprietà immobiliari 15.247 (23.792 nel 2007 -35,92%) , con un'incidenza percentuale del 6,85% sul totale. Per quanto riguarda i ricavi del settore immobiliare, bisogna dire che essi risentono del fatto che nell'esercizio precedente si era verificata un'importante vendita nel complesso residenziale di Drayton Park.
Le spese d'esercizio, esclusi gli ammortamenti dei contratti calciatori, toccano la cifra di 174.480 migliaia di sterline (+9,95% rispetto al 2007), mentre gli ammortamenti dei contratti dei calciatori sono 21.757 migliaia di sterline (+15,84% rispetto al 2007). La somma complessiva delle spese di esercizio ammonta a 196.237 migliaia di sterline con un aumento del 10,58% rispetto al 2007. Da segnalare che l'ammontare complessivo dei costi del personale pari 101.302 migliaia di sterline riguarda il costo sostenuto per 379 dipendenti (tra cui 197 amministrativi). Il risultato relativo alla gestione della compravendita dei contratti dei calciatori segna il prevalere delle plusvalenze per un importo di 26.458 migliaia di sterline con un aumento del 43,27% rispetto al 2007. L'utile da attività ordinarie al lordo degli oneri finanziari ammonta a 48.487 migliaia di sterline, se si esclude la gestione relativa alle operazioni di compravendita dei contratti dei calciatori, e sale a 53.660 migliaia di sterline (circa 63,7 milioni di euro) se la si include. Gli oneri finanziari prevalgono sui proventi finanziari per un importo pari a 16.992 migliaia di sterline (+11,03% rispetto al 2007). Il risultato prima delle imposte sul reddito ammonta a 36.668 migliaia di sterline a fronte di 5.573 migliaia di sterline del 31/05/2007. Le imposte sul reddito (comprensive di imposte differite) ammontano a 10.942 migliaia di sterline a fronte di 2.757 migliaia di sterline del 2007. L'utile netto risultante è 25.726 migliaia di sterline (circa 30,5 milioni di euro), mentre quello che risultava nel 2007 era di 2.816 migliaia di sterline.Nel rendiconto finanziario consolidato si evidenzia che la variazione delle disponibilità liquide è stata positiva per un importo pari a 19.407 migliaia di sterline. Tra l'altro emergono anche uscite finaziarie per pagamento imposte pari a 4.010 migliaia di sterline. In conclusione possiamo affermare che al forte indebitamento finanziario si contrappone un capitale investito in attività che generano valore. Si pensi che l'Emirates Stadium oltre ad essere utilizzato per le partite di calcio (con una maggior capienza) e utilizzato per concerti di livello mondiale (vedi Bruce Springsteen)ed è stato anche utilizzato per la conferenza stampa del vertice Sarkozy-Brown. Nelle rimanenze, gli immobili destinati alla rivendita, sono stati valutati al minor valore tra il loro costo ed il valore netto di realizzo, anche in questo caso possiamo presumere, che la loro rivendita genererà ulteriore ricchezza per le casse dell'Arsenal, senza considerare, infine, il valore di mercato della rosa calciatori. In ogni caso, a differenza di alcune società italiane, nonostante l'indebitamento notevole il gruppo può vantare un patrimonio netto positivo e l'esposizione di un buon utile netto d'esercizio.
Luca Marotta
(Riproduzione riservata, consentita soltanto dietro citazione della fonte)
Nella foto: l'Emirates Stadium (tratta da http://www.e-architect.co.uk/)

Buona domenica a tutti con il percorso a ostacoli per Inter-Napoli

Riceviamo e pubblichiamo da Virgilio Motta di Inter Club Banda Bagaj che spiega l'inutilità e l'assurdità delle limitazioni per la partita di domenica prossima. Lancia anche un importante e civile segnale di distensione verso i sostenitori azzurri: «Aiuterò qualunque tifoso per bene, nerazzurro o napoletano, ad entrare allo stadio»

Domenica chiusura del settore ospiti ai tifosi napoletani.
Ecco il percorso a ostacoli per l'acquisto dei biglietti e i cambi nome in occasione di Inter-Napoli.
Personalmente non sono d'accordo con questo inutile percorso a ostacoli: è un vero e proprio "gioco dell'oca" e spiego il perché.
1) Queste restrizioni non fanno altro che penalizzare migliaia di tifosi napoletani per bene e migliaia di tifosi nerazzurri per bene.
2) Alzi la mano chi pensa davvero che queste misure impediranno l'ingresso ai tifosi napoletani.
3) Lo stadio è un luogo che rientra tra i luoghi frequentati all'interno della nostra società. Se uno delinque ad un concerto, al cinema, in un pub, viene penalizzato soltanto chi ha commesso il reato. Perché invece chi delinque allo stadio continua ad entrare e chi si comporta bene deve restare a casa perché abita (in questo caso) a Piacenza, Lodi, Napoli oppure Palermo invece che a Milano?
4) Sondaggio (chi si avvicina di più vince una maglietta della Banda Bagaj ☺):
a) quanti napoletani saranno presenti domenica al Meazza? zero? 50 ? 100? 1000? Di più?
b) visto che il settore ospiti sarà chiuso, dove si/li sistemeranno?
Personalmente non seguirò l’inutile percorso a ostacoli e aiuterò qualunque tifoso per bene, nerazzurro o napoletano, ad entrare allo stadio anche se “non in regola” con la residenza, con la tessera del tifoso, con i cambi nome, con il permesso di soggiorno, con il bollo auto, con l’assicurazione, con le spese condominiali, con la bolletta della luce, ma che sia in regola con la sportività, la non violenza, l’antirazzismo…
Buona domenica soprattutto alle forze dell’ordine, che in seguito a certe decisioni assurde, avranno ancora più problemi di quanti ne avrebbero avuti se si fosse aperto il settore ospiti.
Virgilio Motta
Inter Club Banda Bagaj http://www.bandabagaj.it/
info@bandabagaj.it
Virgilio.Motta@a2a.eu
(Nota per i lettori che risiedono al di fuori della Lombardia: "Bagaj" significa "bambini")

L'Inter Club Banda Bagaj ha anche spedito il comunicato stampa dell'Inter con le disposizioni per la partita di domenica

Giovedì, 27 Novembre 2008 07:56:02
MILANO - Ritorna il campionato. In previsione di Inter-Napoli, gara valida per la 14^ giornata della Serie A Tim, in programma domenica 30 novembre 2008 allo stadio "Giuseppe Meazza" in San Siro, si ricorda la vendita dei tagliandi ha avuto inizio martedì 25 novembre 2008. I biglietti possono essere ancora essere acquistati solo ed esclusivamente presso le agenzia della Banca Popolare di Milano e Banca di Legnano con sede nella Regione Lombardia.
Inter.it vi propone tutte le informazioni di servizio riguardanti i tagliandi e l'utilizzo degli abbonamenti per Inter-Napoli.
1) sarà inibita la vendita on line;
2) sino a un massimo di due a persona, i biglietti potranno essere acquistati solo ed esclusivamente dai possessori degli abbonamenti Inter per la stagione 2008-2009 e dai possessori della Tessera del Tifoso Inter (sottoscritte entro e non oltre le ore 13 di mercoledì 26 novembre 2008); gli abbonati e i possessori della Tessera del Tifoso Inter possono acquistare biglietti solo per persone residenti nella Regione Lombardia;
3) non è possibile la cessione dei biglietti, ma solo quella delle tessere e solo a persone residenti nella Regione Lombardia;
4) solo il titolare della tessera del tifoso Inter che vuole acquistare un biglietto per se stesso può non essere residente nella Regione Lombardia;
5) per quanto riguarda i cittadini stranieri, solo i residenti nella Regione Lombardia possono acquistare il biglietto o essere destinatari e utilizzatore di abbonamenti ad altri intestati;
6) sarà inibita la cessione on line ad altro utilizzatore della tessera d'abbonamento;
7) la cessione degli abbonamenti ad altro utilizzatore potrà avvenire in tutte le agenzie Banca Popolare Milano e Banca di Legnano entro venerdì 28 novembre presentando la tessera di abbonamento dell'intestatario e fotocopia del documento d'identità dell'utilizzatore che ne attesti la residenza nella regione Lombardia;
8) la cessione degli abbonamenti ad altro utilizzatore nella giornata di domenica sarà possibile, con le stesse modalità, presso gli sportelli delle biglietterie Nord e Sud che saranno aperte, per l'occasione, dalle ore 11.
Ufficio Stampa

giovedì 27 novembre 2008

I tifosi nerazzurri: «Caro Moratti, biglietti meno cari in Champions»

Riceviamo e pubblichiamo dall'Inter Club Banda Bagaj, che chiede un incontro ufficiale con il presidente per dialogare anche sugli altri problemi dei sostenitori

La tifoseria dell'Inter diminuisce la presenza alle partite di Champions. Le cifre? 32.965 spettatori con il Werder, 27.247 spettatori con i ciprioti dell'Anorthosis, 26.198 spettatori con il Panatinaikos (compresi gli 8.000 greci, altrimenti i paganti sarebbero stati 18.000). Se poi a questi aggiungiamo i ben 8.757 miniabbonati, ci obbligano tutti a stare muti perchè è riuscito (con la presenza massiccia dei tifosi ospiti di Werder, Cipro e Atene) ad ottenere il tutto esaurito (lo stadio) mettendo insieme 3 partite di Champions.
Scherzi a parte, alzi la mano chi non è uscito ieri depresso da quel cimitero di S.Siro. E non per la sconfitta, anzi, quando ci hanno detto che nonostante la sconfitta avevamo passato il turno abbiamo ripreso un po’ di colore pensando ai cugini e agli juventini che devono esserci proprio rimasti male nel vedere l'Inter passare il turno con una sconfitta.
Il motivo per cui siamo usciti depressi è legato ad uno stadio vuoto e silenzioso da parte nerazzurra, e invece stracolmo, colorato (con tanto di vitatissime torce. Ma probabilmente le forze dell’ordine non le hanno viste perché impegnate a tenere d’occhio quei pericolosi elementi della Banda) e chiassoso nel settore ospiti che si trova praticamente in campo.
Tra l’altro, quanto avranno pagato gli ospiti per piazzarsi al 1° blu???
Non lo sappiamo ma purtroppo possiamo immaginarlo. I tifosi del Werder avevano speso 30 € per un biglietto nel 1° blu. I tifosi interisti per il pari settore (1° verde) ne devono scucire 40. Di sicuro possiamo dire quello che abbiamo (espresso in vecchie lire visto che in euro qualcuno non lo capisce ancora) speso noi e in curva nord (solo per citare un paio di settori):
54.000 lire per un posto in curva (non la tribuna);
42.000 lire per un posto al 3° (diciamo terzo) anello.
Ripetiamo: 42.000 lire x terzo anello, 54.000 lire x andare in curva.
Abbiamo reso l’idea!!!???
Vogliamo aggiungere che quei pochi 8.000 "cretini" (tra cui noi della Banda) hanno spesso 110.000 lire per un minipass (3 partite) che dovrebbe invogliare a venire allo stadio…
Ricordiamo sempre che fino all’anno scorso i cugini x un minipass in curva spendevano 62.000 lire. Praticamente quello che spendevano per 3 partite noi lo spendevamo e lo spendiamo ancora per assistere ad una sola partita.
Milan: 62.000 minipass (3 partite)
Inter: 54.000 BIGLIETTO PER UNA SOLA PARTITA
Ora, al telefono alcuni dirigenti ci ripetono sempre: “ma dai, non fate casino, se c’è qualche problema basta che alziate il telefono e ci chiamiate”. Lo abbiamo fatto più volte. Ma siamo ancora con gli stessi problemi di sempre. Per evitare di metter troppa carne al fuoco ne citiamo solo 2 o 3 (di problemi).
PREZZI CHAMPIONS: non si può continuare ad ignorare che la gente non può permettersi queste cifre. Piccolo particolare: al Milan l’hanno capito da un pezzo e fino all’anno scorso sono sempre riusciti a riempire il Meazza in Champions.
OSPITI AL 1° ANELLO: dopo aver girato in lungo e in largo sia l’Italia che l’Europa, è ufficiale; l’unico stadio che posiziona gli ospiti in campo invece che metterli al 3° anello, è lo stadio Meazza di Milano. Si, ma solo quando gioca l’Inter. Infatti i cugini rossoneri hanno capito prima di noi (anche se con molto ritardo) che è assurdo metterli in campo, e da un paio d’anni li hanno giustamente piazzati al 3°, e a quanto ne sappiamo, parlando con steward e tifosi del Milan, non c’è mai stato nessun problema. Noi invece continuiamo ricevere bottiglie piene, monete, accendini…. lanciati dagli ospiti nel nostro settore (chiedete agli steward presenti ieri un curva sud per conferma) dove ci sono parecchi bambini. Senza considerare i vari tentativi che di volta in volta fanno gli ospiti per bruciare i nostri striscioni soprastanti.
Occorre anche eliminare tutti i problemi che vengono creati agli inter club nell’esposizione degli striscioni: (vedi “I TEMPLARI”).
Se poi qualcuno che è stipendiato dall’inter, oltre a non crearci mille problemi che ci impediscono di tifare e colorare lo stadio, cominciasse a fare il proprio lavoro e coordinare un minimo gli Inter club, se cominciassero a farsi vedere nel settore dedicato ad essi dedicato (2° blu) anche per chiedere “come va?” e non solo per portar via la gente perché ha il biglietto di un altro settore…Beh, questa è utopia, lo sappiamo. Ma a noi piace sognare e continueremo a lottare per questi obbiettivi fino a quando non li avremo raggiunti o fino a quando qualcuno non ci spiegherà i motivi di queste scelte che noi riteniamo assurde e controproducenti x la società.
E’ UFFICIALE:
CHIEDIAMO UN INCONTRO CON QUALCUNO CHE CONTI E NON, COME E’ SUCCESSO IN PASSATO, CON IL PRIMO CHE PASSA. ANCHE PERCHÉ SIAMO STUFI DI RICEVERE TELEFONATE DA QUEL DIRIGENTE O DA QUELL’ALTRO CHE CI INVITANO A STARE TRANQUILLI, CHE I PROBLEMI NON SI RISOLVONO COSI’, ECC…
COME SI RISOLVONO? CON IL DIALOGO?
NOI CI SIAMO!!!
TELEFONATECI PER FISSARCI UN APPUNTAMENTO CERTO.
ASSUMETEVI LE VOSTRE RESPONSABILITA’. I TIFOSI NON SONO TUTTI STUPIDI COME VOI IMMAGINATE, E LO STADIO VUOTO NE E’ LA CONFERMA.
In attesa di un vostro invito a dialogare (a questo punto solo ed unicamente) con il presidente Massimo Moratti, vi auguriamo buon lavoro.
Inter club Banda Bagaj

Il tribunale dichiara il fallimento del Messina

Il tribunale di Messina ha dichiarato il fallimento dell'Fc Messina, la società calcistica dei fratelli Vincenzo e Pietro Franza. La Procura aveva chiesto il fallimento dell'Fc Messina, nell'ambito dell'inchiesta relativa al falso in bilancio, dopo aver visionato gli atti sequestrati lo scorso 15 ottobre e le perizie depositate dai consulenti. La sezione di Pg della Guardia di finanza aveva allora sequestrato gli atti e i bilanci relativi alla gestione delle due società, a partire dal 2006. Attualmente il Messina gioca in Serie D e si trova in coda alla classifica. 
Nel 2004 fu la sorpresa del Campionato di A: settimo posto, miglior piazzamento di sempre nella massima serie, ed entusiasmo tra i tifosi per l'arrivo del grande calcio. Ma l'anno successivo il Messina dei fratelli Franza retrocede. Saranno le vicende 'calciopoli' a consentire il ripescaggio dei giallorossi. Le speranze svaniscono presto e nel 2006 la squadra torna in B per rimanerci anche l'anno successivo. A luglio scorso la doccia fredda: niente soldi per l'iscrizione nel campionato cadetto. Oggi il fallimento. I Franza evitano le conseguenze del Lodo Petrucci e la discesa nella Seconda divisione, ottenendo l'iscrizione il Serie D, dove attualmente la squadra si trova al terzultimo posto. Al di là delle vicende sportive, sulla società pesa un'inchiesta della procura, partita dalla mancata iscrizione e poi estesa al contratto stipulato tra il Comune e i Franza, che hanno avuto in concessione le aree non sportive dei due stadi, il Celeste e il San Filippo, con l'obiettivo di utilizzarle per attività commerciali. Ai primi di dicembre il Consiglio comunale dovrà decidere se bloccare quella convenzione. Ma intanto è arrivato il fallimento.
Fonte: Ansa

Beccantini: «Il Napoli non parte sconfitto contro l’Inter»

Il celebre giornalista de La Stampa presenta in esclusiva a “il pallone in confusione” la partita di domenica a San Siro. Punti deboli della formazione di Mourinho: cali fisici e psicologici oltre alla difficoltà di segnare in casa

Il Napoli non parte battuto a San Siro contro l’Inter. Parola di Roberto Beccantini, celeberrimo editorialista del quotidiano La Stampa, scrittore di numerosi volumi di storie di calcio e prestigioso collaboratore del Guerin Sportivo. Il mitico Beck sottolinea in esclusiva a “il pallone in confusione” i punti deboli della squadra nerazzurra, che presenta spesso cali fisici e psicologici, oltre a una sua difficoltà abbastanza congenita di segnare in casa.
Che importanza riveste per l’Inter e per il Napoli la sfida di domenica?
«E’ più importante per l’obiettivo per cui gareggia la squadra nerazzurra, ossia lo scudetto. Il Napoli, dopo la serie di risultati positivi iniziali, ha però preso gusto per proiettarsi verso la zona Uefa se non addirittura verso quella che porta alla Champions League. E’ una partita la cui posta in palio dovrebbe quindi stimolare entrambe le contendenti, al di là della storica rivalità che c’è stata tra i partenopei e le squadre del Nord. Ci sarà sicuramente una grande tensione agonistica: è una partita con il pronostico favorevole all’Inter, ma abbastanza aperto: non credo che il Napoli sia già battuto in partenza».
Ha un ricordo particolare e indelebile di una sfida a San Siro?
«Mi ricorderò sempre di un Inter-Napoli con un grandissimo gol di Maradona (NDR: era il 10 novembre del 1985 e finì 1-1). Diego raccolse un cross dalla destra, fece uno stop di petto e prima che la palla toccasse terra tirò con la gamba sinistra un micidiale diagonale che uccellò Zenga».
Quale potrebbe essere la chiave tattica?
«Alle due squadre non interesserà occupare il centro del ring, come faceva il Milan di Sacchi che come un pugile cominciava a mulinare i suoi pugni all’avversario. Lo stesso Mourinho non è un rivoluzionario: è un allenatore molto bravo che riesce a ottenere sempre il massimo dalle squadre con cui ha lavorato. Non mi aspetto quindi una partita aggressiva da parte di entrambe le formazioni, ma di fiammate improvvise da una parte e dall’altra. Il Napoli ovviamente cercherà di stanare l’Inter, mentre quest’ultima tenderà ad attaccare senza scoprirsi troppo».
Facciamo un gioco: immaginiamo che lei sia Reja. Quali potrebbero essere i punti deboli dell’Inter?
«Una debolezza della formazione di Mourinho potrebbe essere il fatto che gioca un calcio molto muscolare, impostato soprattutto sulla fisicità, e avere un calo di rendimento. Però ho notato che ha anche cali di tipo psicologico: ieri sera ha perso in casa nella gara di Champions contro il Panathinaikos dopo aver battuto la Juventus. Si vede proprio che l’ultima vittoria in campionato ha prosciugato molto di più le energie psicologiche che quelle fisiche, con un’evidente diminuzione della concentrazione.
Ce ne sono altri?
«Un ulteriore limite potrebbe essere costituito dal fatto che l’Inter nelle partite casalinghe fa un po’ fatica a segnare. A questo si può aggiungere che prima o poi Ibrahimovic, l’attaccante che è utilizzato in continuazione da Mourinho, subisca una fase calante. Ciò non toglie che l’Inter sia la squadra più forte e completa nei reparti che abbiamo nel nostro campionato».
Dopo i torti arbitrali subiti nella gara contro il Milan, il Napoli deve temere qualche altro trattamento di “favore” da parte del direttore di gara?
«Credo proprio di no. Il Napoli ha avuto una direzione di Rocchi a San Siro non certo felice. Ma bisogna pensare anche che ha avuto due rigori a favore contro il Genoa e ha ricevuto l’annullamento del gol di Cassano, che invece era regolare, nella partita contro la Sampdoria al San Paolo. E’ chiaro che quando si va a giocare in casa dell’Inter, del Milan o della Juventus una piccola “tassa” bisogna pagarla. Però gli eventuali errori arbitrali non devono essere un alibi».
Come giudica il gioco del Napoli in trasferta?
«Ho notato che finora non riesce a essere all’altezza di quando gioca in casa, dove domina gli avversari. Contro il Milan si è visto poco, poiché dopo l’espulsione di Maggio, al termine del primo tempo, è chiaro che in inferiorità numerica cambia l’impostazione di gioco e tutto si complica. Fino a quel momento il Napoli non mi era dispiaciuto, anche se mi aspettavo qualcosa in più. Vediamo ora cosa accadrà domenica: l’anno scorso finì 2-1 per l’Inter».
Marco Liguori
(Riproduzione riservata, consentita soltanto dietro citazione della fonte)
Nella foto: Roberto Beccantini (tratta da http://news.centrodiascolto.it/view/271975/i=Presidente+del+Consiglio/copertina_sull_italia_fuori_dagli_europei_di_calcio

Cluj-Roma: i tre gol raccontati da Carlo Zampa (da You tube)

Chiamate Roma 3-1 3-1. I giallorossi si scatenano sul campo del malcapitato Cluj e passano a vele spiegate agli ottavi. In queste sintesi video, tratte da You tube, Carlo Zampa racconta con passione i due gol di Brighi e la punizione capolavoro di Totti.


Champions League, Cluj Napoca (Romania) 26 novembre 2008
CLUJ-ROMA 1-3
Cluj: Stancioiu; Panin, Cadu, De Sousa, Alvaro Pereira; Dani (27'st Peralta), Muresan; Dubarbier (25'st E.Konè), Trica (39'st Deac), Juan Culio; Y.Konè. In panchina: Nuno Claro, Alcantara, Diego Ruiz. Allenatore: Trombetta
Roma: Doni; Cassetti, Juan, Mexes Tonetto (41'st Riise); Taddei, De Rossi, Brighi; Perrotta (45'st Pizarro), Baptista; Totti (36'st Vucinic). In panchina: Artur, Loria, Menez, Montella. Allenatore: Spalletti
Arbitro: Batista (Portogallo)
Reti: 11'pt e 19'st Brighi, 22'pt Totti, 30'pt Y.Konè.
Spettatori: 14 mila circa. Ammoniti: De Rossi, Trica, Totti, Panin. Angoli: 10-3 per il Cluj.


Primo gol Brighi Cluj-Roma 1-3 Commento Carlo Zampa


Secondo gol di Brighi Cluj-Roma 1-3


Terzo gol di Totti Cluj-Roma 1-3

Sintesi tv di Inter - Panathinaikos 0-1 (da You tube)

Panathinaikos corsaro a San Siro: batte l'Inter con un gol di Sarriegi scaturito su calcio d'angolo. La squadra ateniese ha giocato "all'italiana", contenendo i nerazzurri e colpendo con efficaci contropiede, grazie anche ai suoi esterni veloci. Nessun problema però per la formazione del biscione, che si qualifica agli ottavi di finale: dovrà però vincere in Germania con il Werder Brema per avere la certezza di evitare il secondo posto nel girone. Domenica per Mourinho altra partita impegnativa: al Meazza arriva il Napoli di Hamsik e Lavezzi.
Le immagini sono tratte da You Tube.


Champions League, Stadio Giuseppe Meazza - Milano, 26 novembre 2008
INTER-PANATHINAIKOS 0-1
Inter: Julio Cesar; Maicon, Cordoba, Materazzi, Maxwell (30'st Cruz); Zanetti, Cambiasso, Muntari (1'st Quaresma); Figo (27'st Balotelli); Adriano, Ibrahimovic. In panchina: Toldo, Burdisso, Stankovic, Mancini. Allenatore: Mourinho
Panathinaikos: Galinovic; Nilsson Vintra, Goumas, Sarriegi, Spiropoulos; Simao; Gabriel (39'st Tziolis), Gilberto Silva, Karagounis (18'st Salpingidis); Mantzios (49'st Rukavina), In panchina: Tzorvas, Mattos, Rukavina, Ninis, Ivanschitz. Allenatore; Ten Kate
Arbitro: Ovrebo (Norvegia).
Reti: 24'st Sarriegi.
Note: serata molto fredda, spettatori 35.000 (diverse migliaia di greci), terreno in mediocri condizioni, angoli 7-4 per l'Inter. Ammoniti Galinovic e Goumas. Recupero: primo tempo 1 minuto, secondo tempo 5 minuti.

mercoledì 26 novembre 2008

Tifosi del Lione aggrediti a Firenze: la polizia indaga

La polizia sta esaminando i filmati girati ieri sera dalle telecamere di servizio piazzate intorno allo stadio comunale di Firenze per individuare gli eventuali responsabili di una aggressione a due tifosi francesi del Lione. I supporter hanno raccontato che in serata, mentre si avvicinavano allo stadio per assistere alla partita fra Fiorentina e Lione, erano stati aggrediti da alcuni italiani, per motivi non chiari. I tifosi sono stati visitati dal medico in servizio allo stadio e medicati per alcune contusioni, ma senza alcun giorno di prognosi. Alla polizia non hanno saputo indicare il luogo esatto dove sarebbero stati picchiati, ne' fornire particolari precisi sugli aggressori.
Fonte: Ansa

Stop alla trasferta dei tifosi del Palermo a Cagliari

Lo ha stabilito oggi il Casms, che ha rilevato che sono stati fatti «passi avanti» nell'attuazione della tessera del tifoso

Niente trasferta per i tifosi del Palermo a Cagliari. Il Comitato di Analisi sulla Sicurezza delle Manifestazioni Sportive (Casms), dopo le indicazioni ricevute dall' Osservatorio sulle manifestazioni sportive, ha infatti giudicato nella riunione odierna ad alto rischio la partita Cagliari-Palermo in programma il prossimo 7 dicembre. L'organismo del Viminale ha di conseguenza stabilito la chiusura del settore ospiti.
Inoltre, il Comitato ha indicato altre gare ad alto rischio. Anche queste saranno quindi giocate senza ospiti. Ecco l'elenco completo:
7 dicembre: Venezia - Verona Hellas (Lega Pro 1^ Divisione girone A);
7 dicembre: Paganese - Sorrento (Lega Pro 1^Divisione girone B)
8 dicembre: Cosenza - Catanzaro (Lega Pro 2^ Divisione girone C)
10 dicembre: Cremonese - Padova (Coppa Italia Lega Pro)
Oltre al calcio, è stato interdetto l'ingresso agli ospiti nell'incontro di basket Torelli Montevarchi - Coge Anagni (serie B2) previsto sabato prossimo.
Inoltre il Casms ha affermato che sono stati effettuati «passi avanti» verso l'attuazione del programma della "tessera del tifoso" da parte delle società sportive. L'organismo del Viminale ha evidenziato l'importanza di questo strumento per vivere«finalmente con serenità» la passione sportiva e la mobilità delle tifoserie. Il Casms ha auspicato che entro il 31 dicembre, data in cui terminerà la fase sperimentale del progetto, le squadre siano in grado, numerose, di presentare i propri progetti al riguardo. 
Marco Liguori

martedì 25 novembre 2008

Il marchio, vero tesoro d’o Lione

L'Olympique Lyonnais, quotato alla borsa di Parigi, ha ottenuto il 24,7% dei ricavi operativi dallo sfruttamento del proprio simbolo. Oltre al progetto del nuovo stadio, spicca nella radiografia del bilancio l’investimento per oltre 144 milioni di euro in Sicav, fondi comuni monetari o titoli a capitale garantito a tasso fisso

La lettura del Rapport Financier Annuel 2007/08 dell'Olympique Lyonnais ci permette di avere una migliore conoscenza di un'importante realtà sportiva francese molto ambiziosa. Essa sta cercando di avvicinarsi sempre più ai più grandi club europei, oltre che con il potenziamento della rosa dei calciatori, anche attraverso la costruzione di un nuovo stadio. Ma sembrerebbe che tale club sia anche esso fonte di ispirazione per altri club, leggasi l'accordo con la società Sportfive, che forse ha anche "ispirato" la Juventus.
Olympique Lyonnais Groupe (OL Groupe) è stato costituito in forma di gruppo nel 1999 ed è organizzato intorno al Olympique Lyonnais squadra di calcio fondata nel 1950 e diretta da Jean-Michel Aulas dal 1987. Il Gruppo, quotato alla Borsa di Parigi, è composto da più di dieci società operanti in diversi settori funzionali all'attività calcistica. Una novità rispetto alle nostre più importanti società calcistiche è la presenza sia della squadra maschile che di quella femminile. Come affermato dal Presidente Jean-Michel Aulas, il Gruppo riesce a coniugare eccezionali risultati sportivi con notevoli risultati finanziari. Le buone condizioni di "salute" di OL Groupe sono confermate dal fatto che il Consiglio di Amministrazione proporrà alla Assemblea Generale, che si terrà il 28 novembre 2008, la distribuzione di un dividendo di 0,14 euro per azione per l'anno 2007/2008, per un importo complessivo di 1,8 milioni di . Per la prima volta in Francia nella stessa stagione l’OL ha conseguito l'accoppiata ("le doublé") scudetto-coppa nazionale sia da parte della squadra maschile che da parte della squadra femminile. La squadra maschile risultava vincitrice della "Ligue 1" per la settima volta consecutiva, mentre quella femminile per la seconda volta consecutiva. La squadra maschile per la sesta volta consecutiva ha vinto il "Trophée des Champions" (la Supercoppa di Francia) ed ha raggiunto l'ottavo posto nel ranking UEFA, per la nona volta consecutiva parteciperà alla UEFA Champion's League.
L'obiettivo a lungo termine è la realizzazione del progetto immobiliare "OL Land" con obiettivo di consegna previsto per il maggio 2013. Mentre nel luglio 2008, dopo la chiusura dell'esercizio, è stato realizzato il nuovo centro sportivo di allenamento. Le principali fonti di entrate ruotano attorno a cinque settori di attività: biglietti da gare, diritti tv, sponsorizzazioni e pubblicità, merchandising, compravendita di giocatori.
RICAVI DA BIGLIETTI PER MANIFESTAZIONI SPORTIVE
La vendita dei biglietti per le partite, nel 2007/2008, ha raggiunto la cifra di 21,8 milioni di , che rappresenta il livello più alto nella storia del gruppo e il miglior risultato di tutti i club francesi. Tali ricavi rappresentano il 14% dei ricavi operativi con esclusione delle cessioni dei contratti dei calciatori.

DIRITTI TV
I ricavi da diritti televisivi sono costituiti dagli importi percepiti a titolo di ridistribuzione dei diritti audiovisivi a livello nazionale: dalla Lfp (Ligue Football Professionnel) per la Ligue 1 e la coppa di Lega; dalla Fff (Féderation Football Française) per la Coppa di Francia; dalla Uefa per la Champion's League. Il 7 febbraio 2008, la Lfp ha assegnato ai due maggiori operatori audiovisivi francesi (Canal + e Orange), i diritti televisivi con un contratto della durata di 4 anni (2008/2012). Il contratto, per un valore totale di 668 milioni è leggermente superiore a quello del 2005/2008.
Durante l'esercizio, i diritti televisivi percepiti dall' OL Groupe sono aumentati e hanno toccato i 75 milioni, di cui 27,5 da competizioni internazionali. Tali ricavi rappresentano il 48,2% dei ricavi operativi con esclusione delle cessioni dei contratti dei calciatori.

SPONSOR E PUBBLICITA'
I ricavi da sponsorizzazioni, pubblicità e partnership provengono dalla vendita di spazi pubblicitari, sponsorizzazioni e servizi di "ospitalità". Più di 500 società sono partner del Gruppo, tra cui: Accor Group, sponsor principale del club dal 2006, Umbro fornitore ufficiale esclusiva fino al 2013, Renault Trucks, Apicil, Orange, ISS. Nel 2007/2008, i proventi netti da questa attività hanno raggiunto la cifra di 20,4 milioni, con un aumento del 12,9%, di questi 2,3 milioni di sotto l'effetto combinato di un aumento dei contratti di sponsorizzazione tra cui: Umbro e Accor. Tali ricavi rappresentano il 13,1% dei ricavi operativi con esclusione delle cessioni dei contratti dei calciatori.

RICAVI DA SFRUTTAMENTO ECONOMICO DEL MARCHIO
I ricavi "da marchio", comprendono tra gli altri, la commercializzazione dei prodotti come magliette e gadgets vari, la produzione e la distribuzione di immagini, le licenze di esercizio, i viaggi, signing fees e altro. Tali ricavi si sono sviluppati positivamente (+ 7,5 M ) a 38,5 milioni, con un aumento del 24,1%. Tali ricavi rappresentano il 24,7% dei ricavi operativi con esclusione delle cessioni dei contratti dei calciatori.
La commercializzazione di prodotti sportivi esimili con i colori dell'Olympique Lyonnais ha prodotto 12,7 milioni di euro di ricavi. Nel settembre 2007, OL Group ha firmato per un periodo di 10 anni a partire dalla consegna del nuovo stadio, un contratto con Sportfive riguardante la concessione in esclusiva dei diritti di marketing, diritti di "ospitalità", la pubblicità all'interno dello stadio, i diritti media dello stesso e il nome dello stesso ("naming right"). A fronte di tale impegno contrattuale Sportive verserà a titolo di diritti ("Droit d'entrée" o "signing fee") la cifra di 28 milioni di euro, da ripartire in quattro rate annuali di 7 milioni, a partire da dicembre 2007 fino a dicembre 2010. Da notare che Sportfive è la stessa società che ha siglato l'accordo con la Juventus di Jean-Claude Blanc. Nel mese di giugno del 2008, si è concluso un contratto di ristorazione con Sodexo. Sodexo ha pagato 3,5 milioni di euro. I ricavi prodotti da "OL Images" sono pari a 4,6 milioni nel 2007/2008.Altri ricavi ammontano a 10,34 milioni di euro.

VENDITA CALCIATORI
Le entrate per cessioni dei contratti dei calciatori ammontano a 55,9 milioni e comprendono i trasferimenti di calciatori come Florent Malouda (Chelsea), Jeremy Berthod (Monaco), Remy Riou (Auxerre), Gregory Bettiol (Troyes), Alou Diarra (Bordeaux), Sylvain Wiltord (Rennes), Damien Plessis (Liverpool), Nadir Belhadj (Lens), Loïc Remy (Nizza), Hatem Ben Arfa (Marsiglia). Il valore della cessione di Florent Malouda è annotata per 17.798 migliaia di euro, quella di Hatem Ben Arfa è annotata per 11.427 migliaia di euro. Il valore delle cessioni nel 2006/2007 ammontava a 73.524 migliaia di euro tra cui spicca la cessione di Tiago alla Juventus ceduto per l'importo di 12.580 migliaia di euro.

SITUAZIONE PATRIMONIALE
L'attivo dello Stato patrimoniale al 30/06/2008 presenta Attività non correnti per 132.331 migliaia di euro (nel 2007 erano 82.380) e Attività correnti per 216.254 migliaia di euro (nel 2007 erano 206.098), per un totale di 348.585 migliaia di euro (nel 2007 era 288.478). Il sensibile incremento registratosi nell'attivo corrente è dovuto alla voce relativa ai contratti relativi ai diritti alle prestazioni sportive dei calciatori che ha raggiunto la cifra di 93.876 migliaia di euro a fronte di 53.198 migliaia di euro del 2007. Nell'esercizio 2007/2008, l'Olympique ha acquisito nove giocatori: Keita (Lille), Bodmer (Lille), Grosso (Inter), Cleber Anderson(Benfica Lisbona), Delgado (Cruz Azul Messico), Boumsong (JuventusTurin), Ederson (Nizza), Lloris (Nizza), Pjanic (Metz).
Le immobilizzazioni materiali ammontano a 17.825 migliaia di euro (il 5,11% del totale dell'attivo) e sono in aumento rispetto al 30/06/2007 a causa degli investimenti per il progetto del nuovo stadio e del centro sportivo. In particolare il valore lordo della voce "edifici e strutture" è passato da 12.535 migliaia di euro del 30.06.2007 a 20.813 migliaia di euro del 30/06/2008. Tra le attività correnti bisogna segnalare la notevole incidenza della voce relativa ai valori mobiliari d'investimento pari a 144.399 migliaia di euro. Gli investimenti vengono effettuati solo in Sicav e fondi comuni d'investimento monetari oppure titoli a capitale garantito a tasso fisso. Il patrimonio netto, ossia i mezzi propri, è positivo per 164.816 migliaia di euro (nel 2007 era 151.195 migliaia di euro) e copre il totale delle attività per il 47,28% (52,41% nel 2007).
Le passività non correnti ammontano a 73.744 migliaia di euro (26.091 migliaia di euro nel 2007), mentre le passività correnti ammontano a 110.025 migliaia di euro (111.192 migliaia di euro nel 2007). Il totale delle passività pari a 183.769 migliaia di euro diviso per le entrate da attività pari a 211.642 migliaia di euro determinano una percentuale dell'86,83% (64,12% nel 2007), se escludiamo i ricavi da cessione calciatori tale percentuale sale al 118% (nel 2007 era 97%).
Ciò che ha contribuito all'aumento delle passività non correnti sono due voci: Debiti finanziari pari a 47.524 migliaia di euro contro 16.629 migliaia di euro del 2007 e debiti verso società di calcio per l'acquisto di calciatori pari a 24.582 migliaia di euro contro 8.076 migliaia di euro del 2007.
Tra le voci del passivo corrente i maggiori importi sono determinati dalle seguenti voci: "Dettes sociales" ossia i debiti verso il personale e gli istituti di previdenza per 33.678 migliaia di euro (nel 2007 erano 25.953 migliaia di euro); debiti fiscali per 18.406 migliaia di euro (nel 2007 amontavano a 29.659 migliaia di euro); i debiti entro l'esercizio successivo relativi all'acquisto dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori ammontano a 32.050 migliaia di euro (nel 2007 erano 21.159 migliaia di euro).

CONTO ECONOMICO
Il conto economico consolidato evidenzia "entrate" per un importo complessivo di 211.642 migliaia di euro a fronte di 214.077 migliaia di euro dell'esercizio precedente. Escludendo le "entrate" derivanti dalle cessioni dei contratti dei calciatori, i ricavi operativi ammontano a 155.712 migliaia di euro (140.553 migliaia di euro nel 2007).
I costi del personale ammontano a 100.058 migliaia di euro in aumento rispetto al 2007 (93.469 migliaia di euro). L'aumento è stato di 6,6 milioni di . Essi includono il costo della liquidazione degli allenatori uscenti Alain Perrin e Christophe Galtier per un importo di 3,1 milioni di euro, ulteriori assunzioni in seguito al ferimento di diversi giocatori nella prima parte della stagione e proroghe del contratto ai giocatori. Nel "Rapport Financier" si evidenzia, come nota di merito, che il rapporto spese per il personale - proventi di attività è del 47,3% e resta di gran lunga inferiore a quello dei grandi club europei (spesso oltre il 50%). Se, invece, rapportiamo le spese del personale ai ricavi operativi con esclusione delle cessioni dei contratti dei calciatori, tale percentuale sale al 64,26%. La specifica dei costi del personale, in migliaia di euro, mostra la seguente composizione: Stipendi e salari 60.654 (57.485 nel 2007); oneri sociali 20.689 (17.858 nel 2007); premi e incentivi 277 (250 nel 2007); diritto all'immagine collettiva 18.321 (17.876); costi relativi al piano di stock optino 117.
E' interessante evidenziare come una legge speciale francese del 2004, in materia di remunerazione del diritto di immagine collettiva dei giocatori da parte di un club sportivo professionistico francese, ha consentito ai club calcistici di beneficiare di un'esenzione da oneri sociali su una parte della remunerazione pagata ai giocatori. Il risultato operativo corrente con esclusione della "gestione contratti calciatori" è positivo per 7.416 migliaia di euro.
Ho scritto "entrate" e non "ricavi delle attività" o "ricavi delle vendite e prestazioni di servizi", perché nell'importo evidenziato nel conto economico con la voce "Produits des activitès" pari a 211.642 migliaia di euro sono compresi 55.930 migliaia di euro relativi al valore di cessione dei contratti dei calciatori, che al netto del valore contabile residuo pari a 10.296 migliaia di euro determina il conseguimento di plusvalenze per 45.634 migliaia di euro. La gestione della compravendita dei contratti dei calciatori (Valore di cessione contratti – valore contabile residuo – ammortamenti) è evidenziata separatamente e produce un risultato positivo di 19.659 migliaia di euro (20.648 migliaia di euro nel 2007). Il reddito operativo corrente, inclusa la gestione contratti calciatori, è positivo per 27.075 migliaia di euro (28.036 migliaia di euro nel 2007). Il risultato della gestione finanziaria (proventi e oneri finanziari è positivo per 3.601 migliaia di euro (nel 2007 era 764 migliaia di euro). L'utile netto di esercizio al 30/06/2008 si assesta attorno ai 20 milioni di euro in aumento rispetto ai 18,6 milioni del 30/06/2007.

I PROGETTI IMMOBILIARI - "GRAND STADE - OL LAND"
Il 24 settembre 2007, è stata confermata la localizzazione del progetto "OL Land" comprensivo del "Grand Stade", a Décines (Agglomeration Lyonnaise) sul sito di Montout su una superficie di 50 ettari. Anche se il 9 luglio 2008 durante l'iter burocratico è stato espresso un parere negativo in una commissione, si prevede comunque di realizzare il progetto avendo come orizzonte temporale il mese di maggio 2013, con l'obiettivo di far rientrare il "Grand Stade" tra gli stadi degli Europei del 2016, in considerazione della candidatura francese per tale manifestazione calcistica.
Il nuovo stadio fornirà una capacità di 60.000 posti (più di 6.000 posti Vip), inoltre dovrebbe ospitare eventi sportivi e concerti. Altri eventi quali seminari o convegni aziendali, saranno inoltre organizzati nelle strutture ricettive del sito. "OL Land" dovrebbe comprendere la sede sociale del Gruppo, un negozio "OL", il centro di allenamento, una sala dei trofei, un museo, un centro di divertimento, due alberghi, un parcheggio. Nel "Rapport Financier" è scritto che il progetto del nuovo stadio rispetta i parametri ambientali, è prevista la raccolta e la canalizzazione dell'acqua piovana e la copertura avrà pannelli fotovoltaici.
Nell'ambito di questo progetto, il Consiglio di Amministrazione ha istituito un comitato di investimento e ha deciso di istituire la società "Foncière du Montout", controllata al 100% da OL Groupe, che ha per oggetto l'acquisizione, la gestione e la rivendita di terreni oltre al funzionamento degli impianti sportivi. Inoltre, il comitato di investimento ha commissionato a Rothschild & Co uno studio sull'ottimizzazione del finanziamento relativo al progetto. Tra i "Rischi associati con il progetto per lo sviluppo del nuovo stadio e il suo finanziamento" si legge che il gruppo potrebbe trovarsi di fronte a difficoltà nell'ottenere il finanziamento necessario per la realizzazione dello stadio. Questo evento potrebbe provocare notevoli ritardi e costi aggiuntivi o, in situazioni estreme (come ad esempio l'impossibilità di ottenere il finanziamento necessario) potrebbe avere un effetto negativo sulla strategia, sull'attività, sulla situazione finanziaria e sui risultati del Gruppo. Questo rischio è stato evidenziato in quanto al momento della presentazione del progetto fu dichiarato che il costo totale del nuovo stadio si sarebbe aggirato attorno alla cifra di 250 milioni di euro e che il club poteva coprirne la metà, grazie anche all'operazione di collocamento in borsa il resto sarebbe stato coperto con la cessione dei diritti del nome e altri finanziamenti.
Luca Marotta
(Riproduzione riservata, consentita soltanto dietro citazione della fonte)
Nella foto (tratta da http://ol-land.olympiquelyonnais.com/presse/com-20070920/lyon-aerial.jpg) la veduta notturna del progetto del nuovo stadio dell'Olympique Lyonnais

“Rivogliamo i nostri striscioni”: la protesta dei tifosi della Sampdoria

Riceviamo e pubblichiamo dal sito internet dell’emittente napoletana Canale 9

Alla luce delle vicende che, dal 31 agosto in poi, hanno caratterizzato la gestione delle questioni "stadi" e "tifoserie", per quanto riguarda Napoli ma non solo (vedi corteo tenuto ieri a Genova dai supporters Sampdoriani sulla querelle connessa al divieto d'esposizione degli striscioni, notizia riportata nel post odierno http://www.9online.it/sport/2008/11/24/rivogliamo-i-nostri-striscioni-la-protesta-dei-tifosi-della-samp/), riteniamo utile per tutto il movimento che le nostre precedenti campagne d'opinione debbano valicare i confini regionali per approdare ad una discussione più approfondita e globale che soltanto l'insieme degli amanti del calcio tutti può sviluppare al fine di portare all'ottenimento di risultati concreti.
Far evolvere "massa critica" a livello nazionale sul tema è un obiettivo indispendabile da raggiungere, al fine di evitare che un domani ci sia sempre una "Napoli colerosa e sfaccendata" da stigmatizzare a seconda di casi e convenienze del Palazzo.
Cogliamo l'occasione anche per ringraziarti per il tuo fondamentale ed appassionato contributo concessoci ad ogni nostra segnalazione, ma in particolare per la correttezza da te dimostrata.
Cordiali saluti,
Valerio De Rosa,
Redazione 9online.it


Tratto da http://www.9online.it/sport/2008/11/24/rivogliamo-i-nostri-striscioni-la-protesta-dei-tifosi-della-samp/
Il problema dell’autorizzazione richiesta per esporre gli striscioni allo stadio sta diventando sempre più pressante. La tifoseria della Sampdoria ormai da tempo si sta battendo contro questa norma e anche Angelo Palombo è intervenuto sul tema, esprimendo la propria solidarietà ai tifosi, sottolineando come non siano certamente gli striscioni il problema principale degli stadi italiani.
E tutte le componenti della tifoseria sampdoriana hanno partecipato al corteo “Rivogliamo i nostri striscioni”, organizzato dai gruppi della Gradinata Sud. Il raduno era fissato alle 12 nei giardini davanti alla stazione di Genova Brignole. Da lì i sostenitori si sono mossi in direzione del Ferraris, accompagnati da cori e appunto da tutti gli striscioni dei gruppi e dei club che sono soggetti alla richiesta d’autorizzazione per essere esposti allo stadio. Una regola alla quale la tifoseria blucerchiata si rifiuta di sottostare.
Secondo fonti della polizia Municipale, le persone che hanno partecipato alla manifestazione erano «circa 300», ma hanno creato pesanti ripercussioni al traffico nel centro; intorno alle 12.30, il passaggio del corte ha costretto i vigili ha chiudere in entrambi i sensi di marcia il tunnel che collega la zona di Brignole con quella di Borgo Incrociati.
La Federazione dei Club Blucerchiati, con un comunicato, ha fatto sapere: «Parteciperemo compatti, con gli striscioni dei nostri Clubs. Rivendichiamo il diritto di esporli all’interno degli stadi e riteniamo ingiusta la “richiesta di autorizzazione all’esposizione”, atteso che quella della libertà di espressione è un diritto costituzionalmente garantito. La Federazione dei Clubs Blucerchiati, nata nel 1966, è stata la prima Associazione di tifosi organizzati nata in Italia ed ha sempre avuto nel suo Dna la sana passione sportiva e l’orgoglio di portare, negli stadi italiani ed esteri, gli striscioni sampdoriani».
Fonte: http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/

I video della manifestazione di Genova dei tifosi della Sampdoria




Ringraziamenti a J1897 e Interfans.org

Si ringraziano i tifosi dei forum J1897 e Interfans.org per l'interesse mostrato verso l'articolo Inter Brand: il mistero del superdirettore ricoperto d'oro Da ieri sera si sono registrate ben 280 visite. Si puo' lasciare un commento sotto il post dell'articolo. Si raccomanda l'uso di toni civili, i messaggi offensivi e contenenti improperi e insulti saranno immediatamente eliminati.
Marco Liguori

lunedì 24 novembre 2008

Inter Brand: il mistero del superdirettore ricoperto d’oro

La società che custodisce i marchi nerazzurri ha versato ben 223mila euro lordi solo in stipendi al suo dirigente: il suo nome non è indicato nel bilancio 2007/08. In totale, i tre dipendenti della controllata della squadra di calcio di Massimo Moratti sono costati 407 mila euro

Chi è il misterioso direttore di Inter Brand che percepisce uno stipendio lordo di oltre 223mila euro annui? La cifra è riportata nel bilancio al 30 giugno scorso, chiuso con un attivo di 95mila euro e depositato in Camera di commercio, della società che custodisce i marchi della squadra nerazzurra. Non è dato sapere il suo nome, visto che la società presieduta da AngeloMario Moratti, rampollo del presidente dell’Inter Massimo e consigliere di amministrazione di Internazionale spa, non lo ha reso noto nel documento contabile: neppure nelle visure c’è traccia. Egli percepisce mensilmente uno stipendio pari a 18623 euro: a ciò bisogna aggiungere 61mila euro in oneri sociali e circa 12mila per il tfr. In totale oltre 296mila euro. Qualche notizia sul suo rapporto di lavoro è contenuta nella relazione sulla gestione. In essa si spiega che «l’attuale organizzazione operativa della società è costituita da un direttore e da due addetti commerciali con contratti a tempo indeterminato». Riguardo alle attività, la relazione prosegue affermando che essi svolgono «quelle di licencing, di merchandising, di organizzazione di scuole calcio e di operazioni attraverso internet, ecc. ecc...». I due addetti hanno percepito complessivamente nel 2007/2008 82mila euro lordi: circa 41mila a testa, ossia 3400 euro mensili. A ciò vanno aggiunti 23mila euro per complessivi oneri sociali e altri 5700 euro per il tfr e 110 euro in altri costi. Costo azienda complessivo: 111mila euro. Se si sommano tutti le cifre sborsate per i tre dipendenti, Inter Brand ha speso 407mila euro. Costi comunque coperti, così come quelli complessivi di 11,6 milioni, dai 19,3 milioni di ricavi. A proposito di compensi, il documento contabile specifica che non sono stati destinati emolumenti ai componenti del consiglio di amministrazione.
Sempre riguardo al personale dipendente, alla voce “altri debiti” dello stato patrimoniale al 30 giugno scorso la società doveva una somma di 63mila euro verso di essi. A ciò bisogna aggiungere circa 23mila euro «per ferie e permessi non goduti maturate e non godute». Inoltre, Inter Brand ha evidenziato 40.600 euro in «debiti v/ collaboratori a progetto». Riguardo a questi ultimi, sono stati inseriti una serie di somme tra i costi: la nota integrativa le indica come sei tipi diverse di consulenze che «si riferiscono prevalentemente ai compensi a lavoratori autonomi occasionali e collaboratori a progetto». L’ammontare totale di esse è di poco più di un milione pari al 63% delle spese per «costi di prestazioni di servizi». Le più rilevanti sono quelle “varie” per 284mila euro, dove dovrebbero essere incluse le somme per le consulenze per il progetto del nuovo stadio, quelle per il centenario nerazzurro pari a 262mila euro, e quelle per le scuole calcio estive per 199mila euro. Nell’ultimo bilancio, Inter Brand non ha fornito ulteriori e più dettagliate notizie riguardo al nuovo stadio. Nel 2006/07, come riportato dal quotidiano Liberomercato il 23 febbraio scorso, era stato dato l’incarico di 36 mesi a «un professionista per lo sviluppo di un progetto che verifichi la possibilità di costruire un nuovo stadio».
Sempre riguardo alle consulenze, alla voce “ratei e risconti” è stata registrata una somma di 127mila euro per la realizzazione del marchio e degli eventi per il centenario dell’Inter. Stando al precedente bilancio di Inter Brand, tale iniziativa fu affidata alla Oliviero Toscani Progetto La Sterpaia, società dell’omonimo celebre fotografo. Nella relazione sulla gestione si cita un’altra personalità della cultura, Gabriele Salvatores: la Red House Produzioni, che il regista possiede pariteticamente al 25% assieme a una delle figlie del presidente Massimo Moratti, Maria Carlotta, e due altri azionisti, ha ottenuto 300mila euro. Questa cifra costituisce il «saldo della somma omnicomprensiva complessiva di euro 400.000 per l’incarico» concesso alla società di produzione cinematografica, «per la realizzazione di un documentario avente a oggetto l’attività sociale e di promozione del gioco del calcio svolta nel mondo tramite il programma Intercampus Estero».
Il bilancio di Inter Brand mostra un rapporto molto ben consolidato con il gruppo editoriale Rcs. Tra i 122 milioni di risconti passivi, ossia anticipo ricavi futuri (in gran parte canoni per licenza d’uso del marchio Inter verso la controllante), è indicata una cifra complessiva di 777mila euro incassata da “altri licenziatari”. La quota a medio/lungo termine di quest’ultima, pari oltre 438mila euro, «si riferisce principalmente a tre contratti di licenza del marchio – si legge nella nota integrativa – per la produzione e la commercializzazione di Dvd, medaglie dorate celebrative dell’Inter e dell’opera multimediale “La grande storia dell’Inter”, stipulati con la società Rcs Quotidiani spa, con scadenza rispettivamente il 30 aprile 2012, il 19 aprile 2012 e 18 settembre 2010».
Marco Liguori
(Riproduzione riservata, consentita soltanto dietro citazione della fonte)

Il marchio dell'Inter è tratto da http://www.inter.it/

Calcio in cifre: Torino ha giocato alla pari col Milan

Se i rossoneri hanno conseguito una maggiore superiorità territoriale, i granata hanno costruito il pareggio finale difendendosi meglio e con un miglior rendimento al tiro: due gol con cinque tiri in porta su 12 totali. Per il Milan, sei tiri tra i pali su 15 complessivi con due gol

«Il Torino ha giocato alla pari con il Milan». La frase pronunciata dal celebre giornalista Filippo Grassia su Radio Rai 1 nel dopopartita dell'Olimpico si intona perfettamente con le statistiche Panini Digital-Lega Calcio. I granata hanno costruito il 2-2 finale grazie a una buona capacità difensiva, pari al 55,2% contro il 45,8% dei rossoneri. Inoltre, sono del Toro ben tre giocatori nei primi quattro nella graduatoria dei pallone recuperati: Natali (21), Pratali (20) e Dzemaili (18). Per il Milan c'è l'immarcescibile Maldini con 19 palle strappate agli avversari: la sua ennesima prestazione più che positiva. La formazione di Ancelotti ha però ottenuto una superiorità territoriale più marcata, tenendo palla nella metà campo dei padroni di casa per oltre 12 minuti e mezzo, e maggior possesso palla (54%).
Gli uomini di De Biasi hanno attaccato con maggior continuità: il relativo indice è stato pari al 54,2 %, contro il 44,8% degli avversari. Questi ultimi hanno dimostrato però un maggiore grado di pericolosità (64,9%) con un mumero maggiore di occasioni da rete.
Riguardo ai tiri, il Torino ha ottenuto un miglior rendimento: cinque tiri nello specchio della porta su 12 totali con due reti. Per il Milan, sei tiri tra i pali di Sereni su 15 complessivi, due gol. "Rosinaldo" ha tentato quattro volte la via del gol come Ronaldinho: entrambi hanno mandato una palla in fondo alla rete. Seguono Dzemaili e Jankulovski con tre tiri.
Marco Liguori
(Riproduzione riservata, consentita soltanto dietro citazione della fonte)

Le statistiche Panini Digital - Lega Calcio
su Torino-Milan 2-2
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domenica 23 novembre 2008

Sintesi tv di Torino-Milan 2-2 (da You Tube)

Un prezioso pari del Torino con il Milan salva la panchina di De Biasi. La formazione granata, nonostante il micidiale uno-due della formazione di Ancelotti portatasi sul 2-1, ha avuto il merito di non mollare mai la presa e di disputare un ottimo secondo tempo. Meritato il 2-2: alla fine polemiche per i presunti torti arbitrali subiti dai rossoneri.
Le immagini, tratte da You Tube, sono di Controcampo (Rete 4).

Torino, stadio Olimpico, 23 novembre 2003
TORINO - MILAN 2 - 2
Torino: Sereni, Diana, Natali, Pratali, Rubin, Colombo, Dzemaili, Barone (27' st Zanetti), Rosina (39' st Ogbonna), Bianchi (27' st Abbruscato), Stellone. In panchina: Calderoni, Franceschini, Pisano, Ventola. Allenatore: De Biasi.
Milan: Abbiati, Bonera, Maldini, Kaladze, Jankulovski, Gattuso (34' st Shevchenko), Pirlo (29' st Emerson), Seedorf, Ronaldinho, Kakà, Pato. In panchina: Dida, Favalli, Antonini, Flamini, Inzaghi.
Allenatore: Ancelotti.
Arbitro: Farina di Novi Ligure.
Reti: 25' pt Stellone, 29' pt Pato, 34' pt Ronaldinho, 33' st Rosina (rigore).
Note: prima della partita minuto di raccoglimento in memoria di Vito Scafidi, il ragazzo deceduto ieri al liceo Darwin di Rivoli. Torino in campo con il lutto al braccio. Ammoniti: Pirlo, Natali, Barone, Bonera, Kaladze, Maldini, Kakà. Angoli: 5-4 per il Milan. Recuperi: 1' pt e 2' st.

Immagini di Torino-Milan 2-2

Sintesi tv di Napoli-Cagliari 2-2 (da You Tube)

Pareggiando al San Paolo contro il Cagliari, il Napoli perde la grande occasione di restare agganciato al "treno" scudetto con Milan e Inter. Decisiva la distrazione difensiva nel finale che ha consentito al giocatore sardo Conti di agguantare il 2-2.
Le immagini di Sky sono tratte da You Tube.

Napoli, Stadio San Paolo, 23 novembre 2008
Napoli (3-5-2): Iezzo; Santacroce, Cannavaro, Contini; Maggio, Blasi, Gargano, Hamsik, Mannini; Lavezzi, Denis. In panchina: Navarro, Aronica, Rinaudo, Vitale, Pazienza, Bogliacino, Russotto. Allenatore Reja
Cagliari (4-3-1-2): Marchetti; Matheu, Lopez, Bianco, Agostini; Fini, Conti, Biondini; Cossu; Jeda, Acquafresca. In panchina: Lupatelli, Astori, Ferri, Lazzari, Parola, Larrivey, Matri. Allenatore Allegri
Arbitro: Pierpaoli di Firenze.
Ammoniti: Gargano, Contini e Russotto (Napoli); Conti, Lazzari, Biondini e Agostini (Cagliari)
Espulsi: nessuno

Le immagini di Napoli-Cagliari 2-2

Calcio in cifre: la "formica" Cagliari strappa un punto alla "cicala" Napoli

Stando alle statistiche, la squadra di Reja non è riuscita a concretizzare la sua superiorità assoluta in campo, perdendo la vittoria nel finale. I sardi sono stati migliori nel rendimento sui tiri in porta: su quattro totali, due gol. Strepitoso l’autore del pareggio, Conti: due tiri, una rete, oltre a 23 palle recuperate

Anche le statistiche Panini Digital-Lega Calcio confermano la grande occasione persa dal Napoli per restare a contatto con i vertici della classifica di serie A. La squadra di Reja è stata superiore in tutto e per tutto al Cagliari, ma è stata poco concreta e non ha saputo difendere la vittoria che sembrava ormai a portata di mano, regalando il pareggio agli avversari con una disattenzione difensiva. La chiave del pareggio dei sardi, almeno dal punto di vista dei dati nudi e crudi, sta nel rendimento al tiro: quattro tiri in porta con due gol (ossia il 50%) su dieci totali, mentre per il Napoli sei tiri nello specchio difeso da Marchetti con due reti (30%) su 14 tentativi. Strepitoso il rendimento del centrocampista rossoblù Conti: due tiri un gol oltre a 23 palle recuperate (miglior risultato assoluto). A nulla è valsa la schiacciante pericolosità offensiva dei padroni di casa, pari al 55,1% contro il 45,9% degli isolani.
Scorrendo le cifre della gara, si nota che gli azzurri, a fronte di un possesso palla del 55%, hanno conseguito una superiorità territoriale di oltre 10 minuti e una prevalenza nella capacità offensiva del 41,5% e in quella difensiva del 68,4%. Forse questo dato lascia ancor di più l’amaro in bocca, considerata la distrazione nel finale che è costata la vittoria.
Marco Liguori
(Riproduzione riservata, consentita soltanto dietro citazione della fonte)



Le statistiche Panini Digital - Lega Calcio su Napoli-Cagliari 2-2
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Calcio in cifre: l’Inter strapazza la Juve con la sua pericolosità

Il 56,3% riportato delle statistiche Panini Digital-Lega Calcio evidenzia la netta superiorità e concretezza dei nerazzurri. Bianconeri più guardinghi e difensivisti, con maggior possesso palla e superiorità territoriale

Supremazia territoriale della guardinga Juventus: al contrario, l’Inter si è dimostrata più pericolosa e concreta. E’ questa la sintesi del big match di ieri sera allo stadio Meazza secondo le statistiche Panini Digital-Lega Calcio, che spiegano la superiorità della formazione di Mourinho e la sua vittoria più che meritata. Per contro, dalle cifre è emersa in modo particolare l’incapacità degli uomini di Ranieri di finalizzare una serie di parametri a loro favorevoli: possesso palla totale (51% contro 49% dei nerazzurri), numero di palle giocate (553 contro 526), maggiore tempo totale di possesso palla nella metà campo avversaria. (9 minuti e 59 secondi contro 9 minuti e 20 secondi). Tutto ciò sembra dimostrare il gioco difensivo dei bianconeri, che non hanno utilizzato queste caratteristiche per ottenere una maggiore pericolosità. Ed è proprio questo il dato in cui si evidenzia la netta superiorità dell’Inter: 56,3% contro appena il 25,9 della Vecchia Signora. Rapportato alla capacità di attaccare la porta avversaria, che non è molto distante tra le due formazioni (39,8% Inter contro 36,5% Juventus), se ne deduce che i nerazzurri hanno costruito molte più occasioni da rete, tramite anche la verticalizzazione del gioco e hanno avuto una migliore capacità di giungere al tiro. Riguardo a quest’ultimo parametro, non c’è stata storia: Inter 10 tiri nello specchio della porta di Manninger contro 19 totali, Juventus 3 palle scagliate verso Julio Cesar su otto complessive. Non a caso, i primi quattro "frombolieri" sono tutti interisti: Adriano (sei tentativi), Ibrahimovic (cinque), Muntari (quattro, di cui uno alle spalle del portiere bianconero), Stankovic (tre).
Riguardo alla capacità difensiva non c’è una netta differenza tra le due squadre, considerato lo scarto del 3,3%. Materazzi è stato un implacabile lottatore nella sua area, con 37 palle recuperate davanti alle 28 del suo collega bianconero Chiellini.
Marco Liguori
(Riproduzione riservata, consentita soltanto dietro citazione della fonte)

Le statistiche Panini Digital - Lega Calcio su Inter-Juventus 1-0
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Sintesi tv di Fiorentina - Udinese 4-2 (da You Tube)

Partita spettacolare all'"Artemio Franchi" di Firenze con la Fiorentina-sprint di Prandelli che ieri sera "asfalta" la malcapitata Udinese. I bianconeri si sono illusi con il gol nel primo tempo di Floro Flores di battere i toscani come l'anno scorso. Unica nota stonata della serata dei viola l'espulsione di Comotto: ma perché ha fermato con la mano il tiro a rete di Floro Flores? Forse la dea eupalla non lo ha assistito e gli ha girato le spalle...
Immagini Rai da You Tube.

Firenze 22 novembre 2008
Fiorentina - Udinese 4-2
Fiorentina: Frey; Comotto, Gamberini, Dainelli, Vargas; Donadel (30' pt Kuzmanovic) Felipe Melo, Montolivo (35' st Gobbi); Semioli (1' st Santana), Mutu, Gilardino. In panchina: Storari, Zauri, Gobbi, Da Costa, Pazzini. Allenatore: Prandelli
Udinese: Handanovic; Coda, Domizzi, Lukovic; Motta, D'Agostino, Inler, Pasquale (29' st Di Natale), Pepe, Floro Flores, Sanchez (41' st Quagliarella). In panchina: Belardi, Obodo, Felipe, Nef, Sala. Allenatore: Marino
Arbitro: Orsato di Schio
Reti: 29' pt Floro Flores, 7' st Mutu (rigore), 18' st, 33' st Montolivo, 34' st Gilardino, 38' st Di Natale (rigore).

Sintesi tv di Inter-Juventus 1-0 (da You Tube)

L'Inter batte al Meazza per 1-0 una Juve sottotono. Il derby d'Italia è deciso da Muntari a poco più di un quarto d'ora dalla fine: l'unica grande occasione per i bianconeri è per Del Piero che di testa costringe il portiere nerazzurro Julio Cesar a un intervento spettacolare.
Le immagini Rai sono tratte da You Tube.


Milano 22 novembre 2008
Inter - Juventus 1-0
Inter: Julio Cesar; Maicon, Samuel, Materazzi, Maxwell; Zanetti, Cambiasso, Muntari (45' st Vieira); Stankovic (41' st Burdisso); Ibrahimovic, Adriano (38' st Cruz). In panchina: Toldo, Figo, Crespo, Quaresma. Allenatore: Mourinho
Juventus: Manninger; Grygera, Legrottaglie, Chiellini, Molinaro; Marchionni (25' st Camoranesi), Sissoko, Tiago (4' pt Marchisio), Nedved; Amauri (32' st Iaquinta), Del Piero. In panchina: Chimenti, Mellberg, De Ceglie, Giovinco. Allenatore: Ranieri
ARBITRO: Rizzoli di Bologna
RETE: 27' st Muntari

sabato 22 novembre 2008

Doppio amarcord Inter-Juve 2007/08 e 1983/84 (da You tube)

Doppio amarcord di Inter-Juventus della scorsa stagione e del 1983/84. In entrambi vittoria della Juventus con lo stesso risultato: 1-2. Come finirà stasera?
Le immagini sono di Sky e Rai, tratte da You Tube.

22 marzo 2008
INTER - JUVENTUS 1 - 2
INTER: Julio Cesar, Maicon, Burdisso, Materazzi, Maxwell, Zanetti, Stankovic, Chivu (37' st Balotelli), Jimenez (8' st Suazo), Ibrahimovic, Cruz (19' st Maniche). In panchina: Toldo, Crespo, Solari, Rivas.
Allenatore: Mancini.
JUVENTUS: Buffon, Grygera, Legrottaglie, Chiellini, Molinaro, Salihamidzic, Camoranesi, Sissoko, Nedved (41' st Nocerino), Trezeguet (37' st Iaquinta), Del Piero. In panchina: Belardi, Birindelli, Palladino, Stendardo, Tiago. Allenatore: Ranieri.
ARBITRO: Farina di Novi Ligure.
RETI: 4' st Camoranesi, 18' st Trezeguet, 38' st Maniche.
NOTE: ammoniti: Molinaro, Cruz, Chivu, Legrottaglie, Burdisso. Angoli: 6-5 per l'Inter. Recuperi: 1' pt e 3' st.





29 aprile 1984
INTER - JUVENTUS 1-2
INTER: Zenga, Ferri (56' Marini), Collovati, Bini, Bagni, Baresi, Muller, Pasinato, Altobelli, Sabato, Serena. All. Radice
JUVENTUS: Tacconi, Gentile, Cabrini, Bonini, Brio, Scirea, Vignola, Prandelli, Rossi (69' Caricola), Platini, Boniek. All. Trapattoni
Marcatori: 24' Cabrini, 37' Platini, 45' Altobelli (rigore)


Amarcord 2007/08: Napoli-Cagliari 0-2 (da You tube)

Sfortunato ritorno del Napoli in serie A dopo sei anni. In un caldo asfissiante gli uomini di Reja cedono all'effervescente squadra di Giampaolo. Le immagini sono della Domenica Sportiva Rai, tratte da You Tube e www.Napolitube.blogspot.com.

Domenica 26 agosto 2007
NAPOLI-CAGLIARI: 0-2

NAPOLI: Iezzo; Cupi, Maldonado, Contini (10' st De Zerbi); Garics, Hamsik, Gargano, Blasi (25' st Bogliacino), Savini; Calaiò (1' st Zalayeta), Lavezzi. In panchina: Gianello, Grava, Montervino, Rullo. Allenatore: Reja

CAGLIARI: Fortin; Ferri, Lopez (41' st Bizera), Bianco, Del Grosso; Biondini, Conti, Parola; Fini, Foggia (20' st Acquafresca); Matri (24' st D'Agostino). In panchina: Koprivec, Pisano, Agostini, Marchini. Allenatore: Giampaolo

ARBITRO: Bergonzi di Genova 6

RETI: 4' st Matri, 14' st Foggia (rig)

Amarcord 1984-85: Torino 2 Milan 0 (da You tube)

Amarcord di un successo schiacciante dei granata guidati da Gigi Radice sui rossoneri del "barone" Nils Liedholm. Nelle immagini Rai, tratte da You tube, si notano, oltre a un giovanissimo Carlo Nesti, anche l'allora braccio destro di Bettino Craxi (tifoso del Toro) Claudio Martelli e un Gianni Rivera preparlamentare.

Domenica 11 novembre 1984
TORINO - MILAN 2-0 (primo tempo 0-0)
Torino: Martina, Danova, Francini, Galbiati, Junior, Ferri, Zaccarelli (all'89' Caso), Pileggi, Schachner, Dossena, Serena. A disposizione: Copparoni, Beruatto, Corradini, Comi. All.: Radice.
Milan: Terraneo, Baresi, Galli F., Battistini, Di Bartolomei, Tassotti, Icardi, Wilkins, Hateley (al 72' Scarnecchia), Evan, Virdis. A disposizione: Nuciari, Russo, Cimmino, Manzo. All.: Liedholm.
Arbitro: Pieri di Genova.
Reti: Schachner 80', Junior 88'

venerdì 21 novembre 2008

L'attraente calcio di StageUp

Anni fa un nostro caporedattore, per motivi inconfessabili (aveva bisogno di due biglietti omaggio da parte della società ospitante, questa la conclusione della rapida indagine) ci costrinse a scrivere che l'Inter-Roma di due giorni dopo avrebbe avuto due miliardi di telespettatori, come da comunicato dell'ufficio stampa. Numeri mai raggiunti nemmeno da una finale Mondiale, una strepitosa e consapevole cazzata che però faceva contenti tutti: le squadre coinvolte, la tivù, lo spettatore medio del calcio italiano che così poteva pensare di assistere a qualcosa di importante. E pazienza per il lettore meno stupido, che si leggesse Proust o l'Economist. Lo schema non cambia davvero mai: per Inter-Juventus abbiamo letto cose che ci vergognamo anche di toccare con il copia & incolla, con la retorica dei cento paesi collegati che fa tanto Festival di Sanremo di una volta (un saluto agli amici di Malta!). Fra le cifre meno banali quelle sul numero dei tifosi delle varie squadre in Italia, spesso oggetto di dispute da bar del genere 'chi ce l'ha più lungo'. Secondo la più recente ricerca di StageUp e Ipsos la Juventus ha nel nostro paese 7,3 milioni di tifosi, mentre l'Inter 4,5. 11,8 in aggregato, secondo i rilevatori mezzo milione (non si sa con quali proporzioni) più dell'anno precedente: quindi Calciopoli avrebbe fatto aumentare la credibilità e la voglia di calcio in Italia? Dopo la Coppa del Mondo un'altra vittoria che Moggi potrebbe legittimamente attribuirsi, quindi. I soliti malpensanti avranno magari visto la solita iniezione di ottimismo per un baraccone ormai solo televisivo e pubblicitario, secondo una logica stringente: faccio rilevazioni di mercato che dimostrano che il mercato è in crescita, quindi gli investitori pubblicitari ci credono, quindi arricchiscono ulteriormente le aziende che magari commissionano alla StageUp della situazione (ce ne sono mille, di cui 999 con sede a Milano) un'altra indagine di mercato per così dire mirata. Fra i clienti di StageUp risultano esserci, non è un grande segreto (a parte che per chi riprende acriticamente ogni notizia d'agenzia), Milan, Bologna, la Figc, la Ferrari, la Lega Basket, varie altre entità e, sorpresa, Inter e Juventus. I cui tifosi nell'ultimo anno sono aumentati di mezzo milione. Saranno extracomunitari regolarizzati, che nel calcio italiano credono ancora: StageUp li ha già inseriti nel suo panel.
Stefano Olivari per Indiscreto

Scoppia un palloncino a San Siro? Succede il finimondo

Riceviamo e pubblichiamo
Io credo che la qualità di vita e le ingiustizie subite dai cittadini, soprattutto quelli milanesi (dal vostro punto di vista) riguardino si, la prefettura (che era naturalmente tra i destinatari), ma anche e soprattutto voi amministratori milanesi.
Chiedo scusa, ma insisto nel sostenere che da un paio d'anni a questa parte molti cittadini MILANESI e non solo vedono continuamente e quotidianamente calpestati i propri diritti e vengono trattati come dei delinquenti.
La situazione è talmente esasperata che un paio di domeniche fa mia figlia DI 5 ANNI è stata rimproverata per aver tirato un PERICOLOSISSIMO palloncino gonfiabile (parlo di quelli che si comprano in cartoleria, che si gonfiano a fiato e che non superano i 30 cm di diametro. peso del palloncino 0,0000000000000000000001 mg. velocità di caduta, 0,00000000000000000001 km/h. venti minuti di pianto. Morale: non vuole più venire allo stadio per paura di beccare l'uomo con la canottiera gialla.
E non ditemi che la responsabilità è di quel tizio. Chi ha esasperato quel ragazzo fino a quel punto???
Tutto questo accade nella nostra amatissima Milano con la vostra fantastica, esemplare, ammirevole e invidiabile amministrazione.
Probabilmente le colpe non sono vostre di ciò che accade, ma le spese le fanno i VOSTRI cittadini.
Telefonare al prefetto per chiedere spiegazioni e un cambio di rotta!?!?!?
buona giornata a tutti
Virgilio Motta
Milano
Virgilio.Motta@a2a.eu

Lorenzo Contucci, il difensore della curva

Riceviamo ancora da Virgilio Motta e pubblichiamo

Intervista:
Il difensore della curva
A colloquio con Lorenzo Contucci, avvocato penalista, esperto della
normativa applicata al mondo degli ultras


di Tommaso Della Longa per il mensile "La Voce del Ribelle"
Avvocato penalista, romano e romanista, Lorenzo Contucci è sicuramente uno dei massimi esperti della normativa applicata alla questione ultras. E grazie al suo lavoro quotidiano, può avere un punto di vista molto chiaro sulle falle del sistema, su cosa andrebbe cambiato e su quello che succede nelle curve italiane e nelle aule di tribunale. Proprio per questo abbiamo
voluto intervistarlo, spaziando dalla situazione legislativa odierna, alla farsa mediatica di Roma-Napoli o alle foto “taroccate” di Bulgaria-Italia.
D. Qual è la situazione odierna della legislazione italiana contro il mondo ultras?
R. È una legislazione definita di prevenzione, ma che in realtà è di repressione. Lo strumento utilizzato è il famoso D.a.spo. (Divieto di accedere alle manifestazioni sportive, ovvero la “diffida” ndr) la cui durata è oggi passata da uno a cinque anni. Nel 90% dei casi ha l’obbligo
di presentazione alla P.G. L’anomalia è che viene applicato direttamente dal Questore, mentre altre misure di prevenzione di una certa gravità vengono proposte dal Questore e applicate da un giudice. Nel nostro caso l’intervento del giudice - spesso sommario e senza garanzie difensive - esiste solo per l’obbligo di presentazione, ma non per il divieto in sé stesso. In Inghilterra non è così: la polizia propone, il giudice decide. Senza contare che il D.as.po.
si basa il più delle volte su una semplice denuncia che altrettanto spesso finisce in un’archiviazione o in un’assoluzione, naturalmente a provvedimento scontato. Da vero e proprio stato di polizia, invece, è quella parte della legge Amato che consente di diffidare anche senza che vi sia una denuncia: il paradosso è che un soggetto denunciato può sperare nella revoca del d.a.spo. - perché ad esempio viene poi assolto nel procedimento penale – mentre un soggetto non denunciato, ma diffidato non può fare proprio nulla perché non potrà mai ottenere un’archiviazione o un’assoluzione.
D. A cosa ha portato la politica dei divieti e della disgregazione dei gruppi organizzati?
R. Ha portato alla pressoché totale perdita di colori negli stadi e una conseguente perdita di fascino delle partite stesse. I giornali per presentare il derby di Roma continuano a tirare fuori foto di archivio e dimenticano che tutto quel colore che c’era è oggi reato. In più si sono create delle frange anarchiche nel senso non politico del termine, assai pericolose perché premeditano gli scontri.
D. Quando è iniziato il “pugno di ferro” in Italia contro le curve?
R. Poiché la polizia è il braccio operativo del ministero dell’Interno, e quindi del governo, da quando lo Stato ha deciso che alcuni episodi di violenza non potevano più essere tollerati, anche in quanto amplificati dai media e recepiti in tal modo dall’opinione pubblica, con conseguenti riflessi sui governi stessi. Dietro lo slogan del “riportiamo le famiglie
allo stadio”, ampiamente fallito come possiamo vedere con i nostri stadi vuoti, si è semplicemente favorito ulteriormente il mondo delle pay per view, primo canale di introiti per le squadre di calcio, almeno in serie A.
D. Che cos’è esattamente il D.as.po.? È un provvedimento anticostituzionale?
R. È l’ordine con il quale il questore vieta a un soggetto ritenuto pericoloso di andare allo stadio, per un periodo che può andare da uno a cinque anni. Ha quasi sempre abbinato l’obbligo di presentazione alla P.G. per le partite, in casa e in trasferta, della squadra del cuore. La Corte
Costituzionale è più volte intervenuta e il fatto che la legge venga continuamente modificata sull’onda emotiva di fatti di cronaca non potrà impedire che ci si torni di nuovo. Allo stato la Corte Costituzionale ha offerto spunti interpretativi della legge dicendo come i giudici dovevano interpretarla perché non fosse dichiarata incostituzionale. C’è anche da dire che le prime pronunce sono del 1996, quando questi provvedimenti erano annuali e quindi comprimevano in modo limitato la libertà personale. Ora che sono quinquennali è auspicabile un nuovo intervento della Corte, per garantire un diritto di difesa pieno.
D. Come ci si difende da un D.as.po.?
R. È assai difficile. Quando vi è l’obbligo di presentazione, si hanno 48 ore di tempo per difendersi davanti al giudice che lo deve convalidare, ma non vi è una udienza. Si può depositare una memoria difensiva. I tempi assai ristretti spesso vanificano tale possibilità ed è quasi impossibile portare prove a discarico. Dopo la convalida da parte del Gip, si hanno
solo 15 giorni di tempo per andare in Cassazione e solo con un avvocato cassazionista. Contro il divieto di andare allo stadio, invece, si può ricorrere al prefetto, cosa quasi sempre inutile perché gerarchicamente è il superiore del questore, ovvero andare al T.a.r.. Il problema sono le
spese legali da sostenere e il fatto che - basandosi il D.as.po. su una denuncia - per aspettare di avere ragione bisogna attendere che parallelamente il procedimento penale faccia il suo corso, con i tempi biblici che sappiamo.
D. Quali sono le strutture dello stato che dovrebbero controllare i tifosi?
Da chi sono composte? Sono efficaci?

R. Presso le questure vi sono le squadre tifoserie della D.i.g.o.s., che ben conoscono le realtà del tifo organizzato. Di certo con la disgregazione dei gruppi operata dall’operazione repressiva il loro compito si è fatto più difficile per la mancanza di referenti. Poi abbiamo l’osservatorio
nazionale sulle manifestazioni sportive, che ho sempre definito - insieme con il Casm (Comitato di analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive ndr) - organismi inutili e da stato di polizia che contribuiscono a distruggere il tifoso da stadio e non solo i tifosi violenti. Il criterio con cui operano è analogo al concetto del buttare via il bambino con l’acqua sporca.
D. Esiste un modo per arrivare al dialogo tra i tifosi e lo stato?
R. La parola “tifosi” comprende più realtà. Per me il tifoso deve fare il tifoso e lo Stato deve fare lo Stato. Essere tifoso non dovrebbe essere una professione e quindi non ho necessità di dialogare con nessuno: vado allo stadio e mi vedo la partita.
D. Le curve sono ancora oggi il più grande movimento giovanile?
R. In parte sì. Quando lo Stato se ne è reso conto ha deciso di ammaestrarle e chi non si fa ammaestrare viene soppresso.
D. Pensi che gli ultras facciano paura per la capacità ancora oggi di aggregare?
R. Assolutamente sì. Chi ci governa non ha capito - e se lo ha capito lo ha fatto tardi - che le politiche attuate hanno radicalizzato alcune frange.
D. Quanto ha influenzato il Legislatore l’onda emotiva della morte di Raciti?
R. Moltissimo. Ancorché quella situazione sia dipesa, anche - e sottolineo anche - da una non corretta gestione dell’ordine pubblico (mi riferisco alla decisione folle di far arrivare i tifosi del Palermo a partita iniziata e non molto tempo prima), era assolutamente ovvio che un fatto
così grave influenzasse il Legislatore. È anche giusto che sia così, sebbene i veri correttivi da apportare non fossero certamente quelli poi adottati populisticamente. In quella occasione per lo meno il fatto era storicamente avvenuto e di assoluta gravità. Tuttavia il Legislatore si muove spesso prescindendo da una reale emergenza, ma sulla mera percezione di essa da parte
dell’opinione pubblica.
D. Ci puoi raccontare com’è stato montato ad arte dai media il caso Roma-Napoli?
R. Tutto è partito da una notizia falsa nata da un comunicato di Trenitalia, recepito dai media nazionali – tv, quotidiani cartacei e on line - come devastazione e sopruso. Televisivamente, sono state mostrate - sapientemente tagliate e montate - fotografie di un paio di vetri rotti
mostrati da tutte le angolazioni e i napoletani che correvano alla stazione Termini sono stati presentati come facinorosi che creavano disordini, sottacendo che stavano semplicemente correndo verso i pullman perché era già finito il primo tempo. Basta andare su Youtube per verificare come il loro comportamento sia stato senz’altro folkloristico e agitato, ma certamente non violento. Eppure è passata la notizia di stazioni e treni devastati. Per fortuna su quel treno c’erano due giornalisti austriaci che, allibiti, hanno raccontato come nulla di quello che era stato detto sui media fosse vero. Solo pochi giornalisti illuminati – come nel caso del servizio d’inchiesta di Rai News 24 - hanno dato notizia della bufala mediatica. Ovviamente dopo che il giudice sportivo aveva chiuso entrambe le curva del San Paolo e che il Ministro Maroni aveva proibito ai tifosi del Napoli tutte le trasferte, proprio nell’occasione in cui - sono parole di un giudice - avevano fatto tutto il possibile per evitare problemi. Una
disorganizzazione totale dell’evento è stata attribuita, con la solita complicità dei media, ai tifosi per coprire le responsabilità di chi gestisce l’ordine pubblico, con tanto di servizi segreti al suo interno. In un Paese che ancora non ha fatto chiarezza su Ustica, Bologna e tante
stragi impunite non mi stupisco più di nulla e sono sempre più motivato nel non votare più.
D. Cosa è successo veramente quel giorno a Roma?
R. Ho già risposto. Mi limito ad aggiungere che uno dei più seri quotidiani italiani, il Corriere della Sera, per ben due volte ha inserito delle fotografie con la didascalia “i tifosi del Napoli durante gli scontri di Roma” riferite a episodi di diversi anni fa. Mi è bastato navigare per
cinque minuti su internet per mostrare la falsità della rappresentazione. Questo comportamento non è solo deontologicamente scorretto. È ben di più, visto che influenza l’opinione pubblica e, di conseguenza, il Legislatore.
D. Sappiamo che hai difeso alcuni ultras napoletani e che sei stato criticato da alcuni quotidiani. Cosa ne pensi?
R. Ho già detto cosa penso di alcuni giornalisti che lavorano per alcuni quotidiani. Si spacciano per democratici quando uno stato totalitario rappresenterebbe, per loro, il luogo naturale di espressione. Il tifoso delinque lanciando un sasso o in molti altri modi, il giornalista delinque
dicendo menzogne basate su fatti falsi. Questo, per il sottoscritto è un comportamento criminale assai più grave del ragazzino che lancia un sasso, se non altro perché i quotidiani sono sovvenzionati anche dallo Stato: il ragazzino che lancia un sasso no.
D. E della questione Bulgaria-Italia cosa ne pensi? Anche lì gli scontri e i famigerati saluti romani sono stati una montatura. Erano tutti da parte bulgara....
R. Sono rimasto allibito. Non si tratta di essere di una idea politica o di un’altra. Si tratta di distinguere il falso dal vero. La quasi totalità dei giornali, approfittando dell’identità dei colori nazionali, hanno spacciato i tifosi bulgari pieni di svastiche per quelli italiani, che certo di
sinistra non erano ma che hanno tenuto comportamenti assai meno esibizionistici. Poiché l’onda emotiva del momento è la questione fascismo/antifascismo, il meccanismo tritatutto dell’informazione di regime ha, in modo criminale, trattato la notizia. Mi ripeto: un giudice delinque se si vende una sentenza, un avvocato se tradisce il proprio cliente e un giornalista se dice falsità.
D. Esiste un’informazione libera e corretta in Italia?
R. Solo su internet e da parte di pochi giornalisti coraggiosi, per i quali ho la massima stima. Purtroppo temo non faranno carriera, per lo meno in Italia. Se i giornali sono il cane da guardia della democrazia - come ha scritto la Corte di Cassazione - internet è il leone da guardia della
democrazia stessa. È per questo che ci sono progetti di legge per limitarne la capacità di espressione.

il pallone in confusione

Registrazione n° 61 del 28 settembre 2009 presso il Tribunale di Napoli
Sede: corso Meridionale 11, 80143 Napoli
Editore e direttore responsabile: Marco Liguori
email marco_liguori@katamail.com

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