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martedì 18 novembre 2008

Inter: contenzioso per l’Irap

L’Agenzia delle entrate ha accertato nel 2007 nei confronti della squadra di Moratti, che ha proposto ricorso, maggiore Irap per euro 3,8 milioni oltre a interessi e sanzioni per euro 0,25 milioni

L’Inter ha un contenzioso con il fisco riguardo all’applicazione dell’Irap sulle plusvalenze da vendita calciatori. Stando alla nota integrativa del bilancio 2007/08, depositato in Camera di commercio, la società ha ricevuto nel luglio 2007 «un avviso di accertamento relativo a tali plusvalenze per l’esercizio chiuso al 30 giugno 2003; analogo accertamento è stato notificato nel mese di dicembre 2007 per gli esercizi chiusi al 30 giugno 2004 e 30 giugno 2005». L’Inter spiega inoltre che «l’Agenzia delle entrate ha accertato complessivamente maggiore Irap per euro 3,8 milioni più interessi e sanzioni per euro 0,25 milioni». Contro di essi la società nerazzurro ha presentato ricorso «ribadendo la correttezza del trattamento fiscale seguito».
Nonostante l’orientamento contrario del fisco (stabilito con risoluzione dell’Agenzia delle entrate n.213 del 19 dicembre 2001), la squadra presieduta e controllata da Massimo Moratti «ha ritenuto di non dover assoggettare a tassazione – si legge ancora nella nota integrativa – ai fini Irap le plusvalenze derivanti dalla cessione dei diritti pluriennali delle prestazioni degli sportivi professionisti seguendo l’interpretazione fornita dalla Lega Nazionale Professionisti e supportata da autorevoli pareri professionali». Sempre riguardo all’Irap sulle plusvalenze calciatori, il documento contabile evidenzia che sono state collocate tra gli oneri straordinari 3,52 milioni per le cessioni effettuate «per gli esercizi 2001-2002, 2002-2003 e 2003-2004 contabilizzate a seguito di cartelle esattoriali notificate nel corso dell’esercizio».
Infine, la società ha aderito alla normativa sul consolidato fiscale, come soggetto consolidato assieme alla consolidante e controllante Internazionale Holding. Il provento per questa voce è stato pari a 229mila euro.
Marco Liguori
(Riproduzione riservata, consentita soltanto dietro citazione della fonte)

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