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sabato 31 gennaio 2009

Il Velino su "Salviamo il calcio, vogliamo la moviola in campo"

VEL (SPE) - 31/01/2009 - 15.18.00 Calcio, quotidiani di Napoli online: Appello per moviola in campo

ZCZC VEL0159 3 SPE /R01 /ITA Calcio,quotidiani di Napoli online: Appello per moviola in campo Roma, 31 GEN (Velino) - "Dopo il numero elevato di errori arbitrali, che ricorrono troppo spesso dall'inizio del campionato, chiediamo a tutte le istituzioni calcistiche di introdurre al piu' presto la moviola in campo. Al contrario degli altri sport professionistici, soltanto il calcio resiste impassibile all'introduzione delle moderne tecnologie: il mondo dell'italica pedata vuole restare purtroppo ancorato a quella "eta dei pionieri", come diceva il grande Gianni Brera, di inizio '900 quando le partite erano disputate con palloni di cuoio e le teste dei giocatori erano fasciate dalle retine. Invece, le altre discipline hanno fatto passi da gigante. Ad esempio il tennis: durante l'Australian Open 2007 i giocatori avevano la possibilita' con l'instant replay di contestare le chiamate due volte per set, oltre un altro eventuale utilizzo nel tie break. La stessa cosa, anche se con modalità diverse avviene nel football americano, nel rugby e nel basket. Nell'era del calcio a scopo di lucro, inaugurata con la legge Veltroni del 1996, è necessario l'introduzione della moviola per evitare le continue polemiche dopo ogni giornata di campionato. Gli errori arbitrali possono condizionare l'esito di una stagione ed escludere una squadra dalle coppe europee oppure condannarla alla retrocessione: con conseguenti danni patrimoniali ingenti. Chiediamo ai tifosi di tutte le squadre e ai colleghi di tutti i mezzi di informazione di aderire a questa nostra raccolta di firme, che successivamente inoltreremo alle istituzioni calcistiche. Se lo sport più amato dagli italiani non si adeguerà ai tempi, rischiera' di morire a poco a poco. Perché errare è umano, ma perseverare è diabolico. La petizione si puo' firmare sul link http://firmiamo.it/salviamoilcalciovogliamolamoviolaincampo1 del sito www.firmiamo.it". È l'appello a Figc e Lega Calcio di Marco Liguori, direttore de "Il pallone in confusione", Francesco Molaro, direttore di "Tuttonapoli.net", e Massimo Sergio, direttore di "Napolisoccer.net". (com/dbr) 311518 GEN 09 NNNN NNNN

Per aderire alla petizione cliccare su Salviamo il calcio, vogliamo la moviola in campo

venerdì 30 gennaio 2009

Premier league, cifre mostruosamente proibite

Ecco le quotazioni di mercato di alcuni assi d’Oltremanica, sostenibili soltanto dalle tre grandi Inter, Milan e Juventus: Cristiano Ronaldo 60 milioni, Gerrard 45, Drogba 40, Fabregas 38, Lampard 37, Adebayor 24

Ecco i sogni mostruosamente proibiti dei tifosi italiani. Fuoriclasse fuori dalla portata delle tasche dei club nostrani: ad eccezione di Inter, Milan e Juventus, che possono permettersi di aprire il portafoglio qualora i loro dirigenti lo volessero. Ma prima di iniziare la nostra carrellata di assi dalla ricca (ma anche indebitata) Inghilterra, leggiamo i dati dei principali campionati d’Europa. Stando ai dati del sito Transerfermarket.de, la Premier League presenta il valore di mercato complessivo più elevato per i suoi 556 giocatori suddivisi in 20 squadre, pari a oltre 3 miliardi di euro. Seconda la Primera Division con oltre 2,5 miliardi per i suoi 508 calciatori militanti in 20 società. Il parco dei 565 atleti delle 20 formazioni della nostra Serie A è al terzo posto con 2,31 miliardi. Seguono la Bundesliga con 1,53 miliardi (491 giocatori in 18 squadre) e la Ligue 1 con 1,37 miliardi (20 in 560).
Voliamo oltre Manica e rechiamoci a Londra per esaminare il Chelsea. La squadra del miliardario russo Roman Abramovich presenta il valore di mercato più elevato della Premier League con 386 milioni. L’oggetto dei desiderio di tifosi e presidenti del Belpaese è sicuramente Drogba: chi volesse intavolare una trattativa dovrà munirsi necessariamente della cifra esorbitante di 40 milioni. Tuttavia, il rendimento del 30enne attaccante franco-ivoriano non è stato finora esaltante: 10 partite in campionato, sei volte entrato dalla panchina due volte sostituito, un gol in 520 minuti. Il capocannoniere Anelka (14 gol in 22 partite e 1714 minuti giocati, una marcatura ogni 122 minuti e tre assist vincenti) ne vale molto meno: 18 milioni. Segue Lampard, il 30enne centrocampista offensivo a lungo corteggiato l’estate scorsa dall’Inter: il suo prezzo di mercato è di 37 milioni, da cui partire per i successivi rilanci. Per lui 22 partite per 1963 minuti giocati, 9 gol (uno ogni 218 minuti) e 4 assist vincenti. Trentatrè milioni sono invece necessari per poter discutere di un eventuale trasferimento del roccioso difensore Terry (28 anni): invece ne occorrono 32,5 per il centrocampista ganese Essien, infortunato fino a marzo. E’ il turno di un altro centrocampista, Ballack, 32enne nazionale tedesco: vale 28 milioni. Alzi la mano che vuole il portiere Cech e lasci alla cassa 28 milioni. Per l’attaccante portoghese Carvalho, attualmente fermo per infortunio, ne occorrono 22 milioni.
La seconda squadra inglese per valore è il Manchester United con 383,2 milioni. La domanda è d’obbligo: quanto vale la stella portoghese (nella foto) Cristiano Ronaldo? Mettete 60 milioni sul piatto e vedete che i dirigenti dei "diavoli rossi" vi daranno importanza: e pensare che lo Sporting Lisbona aveva venduto il 24enne fuoriclasse nel luglio 2003 per 17,75 milioni. Per lui 10 gol in 19 gare con 1587 minuti giocati in campionato (una rete ogni 159 minuti) e 5 assist vincenti per i compagni. Rooney, 23enne centravanti della nazionale inglese, ne vale 40 milioni. C’è qualcuno che ha bisogno delle prestazioni del difensore Ferdinand (30 anni)? Staccate un bell’assegno da 33 milioni e vi passa la paura di non averlo. Meno cari, ma non per questo meno accessibili, le quotazioni iniziali dell’attaccante della nazionale bulgara Berbatov, pari a 32 milioni (6 gol e 9 assist in 20 gare, e dell’argentino Tevez, 28 milioni (3 gol e 2 assist in 16 gare). Sull’altra sponda di Manchester, ossia il City, quarta per valore con 227,5 milioni, si segnalano soltanto in particolare i 34 milioni del 25enne brasiliano Robinho. Per lui 11 gol e tre assist in 16 partite disputate (pari a 1409 minuti) in Premier League: media di un gol ogni 128 minuti.
E da Manchester passiamo a Liverpool, la cui rosa vale 292,4 milioni. Solo per intavolare un barlume di trattativa per il 28enne centrocampista centrale Gerrard bisogna recarsi nella città dei Beatles con in tasca un assegno da 45 milioni. E’ autore di 9 reti e 6 assist in 20 partite per 1685 minuti complessivi: mediamente un gol ogni 187 minuti in campionato. Cinque milioni in meno ne vale l’attaccante spagnolo Torres (24 anni): ha segnato 5 gol in 15 partite. Seguono il centrocampista difensivo argentino Mascherano (24 anni, 24 milioni uno per anno) e l’attaccante irlandese Keane (28 anni, 21 milioni). E’ il turno di Xabi Alonso, il 27enne centrocampista difensivo spagnolo che era nel mirino della Juventus la scorsa estate (gli fu preferito Poulsen): adesso la premiata ditta Cobolli&Blanc dovranno trattare tenendo ben presente la base d’asta di 20 milioni. C’è qualcuno che intende riportare negli italici stadi il 27enne difensore di fascia Dossena? Vincoli 8 milioni e i dirigenti dei "Reds" inizieranno i colloqui per la cessione: cifra decisamente non esorbitante. Nell’altra squadra di Liverpool, l’Everton, si segnala il 26enne attaccante centrale nigeriano Yakubu con i suoi 20 milioni iniziali: per lui 4 reti realizzate in 14 gare di campionato, per complessivi 1126 minuti. Media di un gol ogni 282 minuti.
E torniamo a Londra e ci rechiamo nella sede dell’Arsenal, il cui parco giocatori vale 247 milioni, il quarto in Inghilterra. Quanto vale Fabregas, uno degli attaccanti che si trova spesso al centro delle presunte trattative rese note dai media? Occorrono ben 38 milioni per il 21enne attaccante spagnolo, infortunato fino a marzo. Per lui 1 gol in 15 partite (1305 minuti) in Premier, con 4 assist per i compagni. E’ il turno del sogno di mezza estate del Milan, svanito negli ultimi caldi dello scorso agosto: Adebayor, 24enne attaccante del Togo, vale almeno 24 milioni: detiene in campionato 19 presenze con 8 reti in complessivi 1525 minuti disputati. Per lui una media di 1 marcatura ogni 191 minuti: chissà se Galliani sta ancora pensando a lui. Segue il suo collega di reparto Tourè: per il 27enne ivoriano bisogna preparare un bell’assegno (meglio se circolare) da 22 milioni. Invece ne occorrono 19 per il 31enne difensore francese Gallas: 16 milioni per l’attaccante olandese Van Persie (25 anni).
Infine un'altra squadra inglese, il Tottenham, ha tre pezzi pregiati dai prezzi tutto sommato modici rispetto a quelli visti finora. Due sono dell’Est: il centrocampista croato Modric (18 milioni, 23 anni, 1 rete e 5 assist in 19 partite) e l’attaccante russo Pavlyuchenko (13 milioni, 27 anni, 3 reti in 18 partite, infortunato fino ad aprile). Il terzo è Bentley, 24enne centrocampista inglese con sette presenze in nazionale: valore 17 milioni.
Marco Liguori
Riproduzione riservata, consentita soltanto dietro citazione della fonte
(1a puntata - continua)

Genoa-Palermo: vendita in beneficenza bandiere Saharawi

Il Genoa Club Red’n Blue Ladies domenica 1 febbraio fuori dallo stadio Luigi Ferraris, prima della partita Genoa – Palermo, metterà a disposizione di tutti i Genoani che lo vorranno, le bandiere confezionate dalle donne del Saharawi.
I manufatti potranno essere acquisiti con un’offerta minima di 10,00 euro.
Il ricavato sarà totalmente devoluto alle donne del Saharawi che vivono in condizioni disperate e verrà consegnato direttamente a due rappresentati del popolo del Saharawi prima dell’incontro Genoa – Lazio in programma il 19 aprile 2009.
Ringraziamo preventivamente il popolo Genoano sicure che, così come in passato verso simili iniziative, sarà ben disposto e generoso.
Il direttivo del Genoa Club Red’n Blue Ladies
Per informazioni Associazione Club Genoani email pcaricci@yahoo.it

giovedì 29 gennaio 2009

"Il pallone in confusione" aderisce a "Forza Daniele"

L'iniziativa, lanciata da Napolisoccer.net, per dare sostegno a Mannini contro l'ingiusta squalifica inflittagli dal Tas

"Il pallone in confusione" aderisce e appoggia la campagna lanciata da Napolisoccer.net sul link
http://www.napolisoccer.net/5634/forza-daniele/ a sostegno di Daniele Mannini contro l'assurda e ingiusta sentenza inflitta oggi dal Tas di Losanna.
Invitiamo i nostri lettori a inviare una mail all'indirizzo sottostante allo sfortunato giocatore del Napoli. La redazione di Napolisoccer la recapiterà all'interessato nei tempi e nei modi più opportuni.
Forza Daniele!!!!!!
Email: forzadanielemannini@libero.it

Mannini e Possanzini, Gattuso e Totti: giustizia diseguale per tutti

Avete presente gli infortuni del sabato pomeriggio, le famose contratturine, oppure quel crack sentito proprio tirando l'ultimo rigore prima della doccia? Peccato per quel forfait della vigilia, ci sarà sotto un caso? Magari una discussione con l'allenatore sulla posizione in campo...Si tratta in molti casi di doping, o più spesso di droga assunta per piacere-vizio, rilevato da un controllo medico interno e come tale da far sfuggire ai controlli. Con un tasso di disidratazione normale basta smettere di sniffare coca, per fare un esempio caro a molti calciatori (anche padri di famiglia con foto posata sul settimanale complice), al giovedì per risultare puliti la domenica. Per questo siamo restii a crocifiggere quei pochi che pagano per tutti, anche se proprio questa sarebbe la logica della crocifissione.
Premessa per dire che ci dispiace che le carriere e le vite di Daniele Mannini e Davide Possanzini vengano rovinate da questa sentenza del Tas: un anno di squalifica per essersi presentati in ritardo a un test antidoping dopo la partita del Brescia (dove all'epoca giocavano entrambi, adesso Mannini è al Napoli) con il Chievo del dicembre 2007. Possiamo dirlo? Ci sembra di notare uno strano accanimento, lo diciamo da non tifosi di Mannini, Possanzini, del Napoli o del Brescia. La Figc aveva assolto infatti i due, per un comportamento sicuramente grave (in teoria, perché in pratica i due erano nello spogliatoio con il resto della squadra) ma non diverso da quello di tanti campioni graziati in circostanze analoghe, poi il Coni a cui gli atti erano stati trasmessi aveva chiuso la vicenda con un buffetto (15 giorni di squalifica). A questo punto la Wada, cioé l'agenzia mondiale antidoping, ha fatto ricorso, chiedendo due anni di squalifica, ed adesso è arrivata la decisiona di Losanna. Comunque la si veda, l'equiparazione di un'ingenuità (magari anche dolosa, mettiamo per ipotesi che Mannini e Possanzini siano davvero 'cattivi') a quella del reato vero e proprio, cioè quello di essersi dopati.
Non vogliamo essere innocentisti a prescindere, pur vedendo il caos che regna nelle zone intorno agli spogliatoi dopo le partite, ma solo dire che il caso di Mannini e Possanzini ricorda solo vagamente quello di Rino Gattuso (rifiutò un prelievo di sangue dopo un Roma-Milan, che comunque non era obbligatorio, con spiegazioni per tifosi di bocca buona: 'Il mio doping è il peperoncino') ed invece moltissimo quello di Francesco Totti: un ritardo di circa un quarto d'ora nel presentarsi al test antidoping obbligatorio (quello sulle urine, insomma) dopo Roma-Torino del maggio 2007 giustificato in maniera risibile (''Mi faceva male la caviglia''). La cosa curiosa è che nell'occasione non è che ci fu un giudizio morbido, ma non ci fu proprio giudizio. La procura antidoping della Figc nemmeno segnalò la cosa al Coni e nell'ottobre dello stesso anno la Corte di Giustizia (sempre Figc) archiviò tutto, cioè niente. Il circuito Coni-Wada-Tas-Eccetera in quell'occasione non si attivò.
di Stefano Olivari
Tratto da Indiscreto
per gentile concessione dell'autore ed editore
stefano@indiscreto.it

La Vecchia Signora vale 256,3 milioni

A tanto ammonta la quotazione di mercato del parco calciatori bianconero, rilevato da “il pallone in confusione”. “Pezzi da novanta” Buffon e Trezeguet, seguiti da Chiellini, dal capocannoniere Amauri e dal capitano Del Piero, primo per numero di assist vincenti

“Il pallone in confusione” alza il velo sul valore del parco giocatori della Juventus. Stando a quanto riportato dal sito Transfermarkt.de l’attuale valore di mercato complessivo della “damigella d’onore” della serie A, per ora dietro la “regina” Inter, si aggira sui 256,3 milioni di euro a fronte di un’età media di 29 anni, la più alta del massimo campionato assieme al Milan. La rosa della Vecchia Signora presenta una cifra terza per valore rispetto a quella dei rossoneri, pari a 330,3 milioni.
Il “pezzo da novanta” dei bianconeri è Buffon con un prezzo iniziale di 32 milioni. Le quotazioni del portierone della Nazionale restano al rialzo, nonostante l’infortunio che lo ha costretto a giocare soltanto sei volte in serie A (una volta rispettivamente in Champions League e in Coppa Italia) per complessivi 513 minuti. Decisamente più economico il suo collega Manninger: il titolare della nazionale austriaca è valutato 3 milioni, dopo aver collezionato 1395 minuti in 16 presenze e una media di 0,73 reti subite a gara. Secondo per valore dietro Buffon c’è un altro illustre infortunato, Trezeguet, che ieri sera è rientrato a Udine nel finale: la sua base d’asta è fissata attorno ai 25 milioni. Probabilmente ha influito l’interesse manifestato qualche settimana fa dal Manchester City dello sceicco Mansour.
La terza posizione del podio dei valori di mercato della Vecchia Signora spetta a Chiellini, quotato 18,5 milioni: per lui 15 presenze in campionato con 1350 minuti giocati e due reti segnate. Distanziato di un’incollatura è il capocannoniere Amauri con i suoi 18 milioni: 21 partite giocate per 1757 minuti, 11 gol segnati con una media di una marcatura ogni 159 minuti. Restando sempre nel reparto avanzato, chi vorrà accaparrarsi Del Piero (nella foto) dovrà mettere sul tavolo un assegno da 15 milioni, solo per iniziare i colloqui per la cessione: se si concretizzasse sarebbe una plusvalenza piena, poiché il valore di libro del capitano è zero. L’Alex nazionale sta vivendo una nuova giovinezza con i suoi sette gol in 17 incontri disputati per 1382 minuti totali, con una media di una rete ogni 197 minuti. Completa il suo ritratto di uomo squadra il suo record personale di assist vincenti: ben otto. Il capitano ha lo stesso valore di Camoranesi: per il centrocampista otto partite (386 minuti) e un gol.
E restiamo ancora nel reparto centrale. La classifica dei valori base vede in testa Sissoko (12,5 milioni), seguito da Poulsen (12 milioni), Giovinco e Nedved (9 milioni), Zanetti (8,5 milioni), Tiago (8 milioni), Grygera (7 milioni), Salihamidzic (6 milioni) e Marchionni (5 milioni). L’autore della rete contro la Fiorentina, Marchisio, presenta un valore iniziale di 2,5 milioni.
Ad esclusione di Chiellini, al primo posto della graduatoria dei prezzi dei difensori c’è lo svedese Mellberg (9 milioni). Chi desidera il difensore della Nazionale Legrottaglie dovrà pensare a una cifra iniziale per le trattative non lontana da 6,5 milioni. Invece queste sono i valori iniziali degli altri difensori: Molinaro (4,2 milioni), Knezevic (3,8 milioni) e De Ceglie (3,2 milioni). L’infortunato Zebina, che non ha disputato finora partite, vale 3,5 milioni: a causa dei suoi problemi fisici, il sito Transfermarkt.de segnala le sue quotazioni al ribasso.
Marco Liguori
Riproduzione riservata, consentita soltanto dietro citazione della fonte

Sintesi di Milan-Genoa 1-1 (da You Tube)

Milano, stadio "Giuseppe Meazza", mercoledì 28 gennaio 2009 ore 20.30
21a giornata Campionato serie A
Milan - Genoa 1-1 (primo tempo 1-0)
Milan (4-3-2-1): Abbiati, Zambrotta, Maldini, Favalli, Jankulovski, Beckham (26' st Flamini), Pirlo, Ambrosini, Kakà, Seedorf (34' st Senderos), Pato (30' st Ronaldinho). (1 Dida, 77 Antonini, 9 Inzaghi, 76 Shevchenko). All.: Ancelotti
Genoa (3-4-1-2): Rubinho, Biava, Bocchetti, Criscito, Mesto, Milanetto, Juric, Modesto (40' pt Jankovic), Thiago Motta (46' pt Vanden Borre), Sculli (14' st Palladino), Milito. (73 Scarpi, 15 Papastathopoulos, 7 Rossi, 11 Olivera). All.: Gasperini 6.5
Arbitro: Gervasoni di Mantova 5.5
Reti: nel pt 33' Beckham; nel st 42' Milito. Angoli: 5-4 per il Milan. Recupero: 1' e 3'. Ammoniti: Juric, Criscito, Favalli, Beckham, Biava, Ambrosini, Zambrotta, Maldini e Flamini per gioco falloso. Spettatori: 49.907
Per commento e cronaca leggi Il Milan stanco casca nella trappola del Genoa

Immagini Mediaset tratte da You Tube

Il Milan stanco casca nella trappola del Genoa


















I rossoblù fanno sfuriare i rossoneri poco concreti nel primo tempo, che riescono a passare solo su punizione di Beckham. Nel finale quattro passaggi e tiro in porta di Milito che porta via un punto prezioso e strameritato

E’ la notte magica del Genoa a Milano: Milito lascia la sua zampata vincente sull’erba di San Siro. I rossoblù prendono un punto strameritato. Anzi, ringraziano vivamente la truppa di Ancelotti: con la vittoria a Marassi dell’andata, il Milan deve rinunciare a quattro punti. Il match di stasera ha visto i rossoneri molto tonici nel primo tempo: ma non hanno saputo concretizzare la loro superiorità. Detto in soldoni: il Milan ha provato a sfiancare il Genoa giocando imponendo un gran ritmo, ma nel secondo tempo si è visto il suo evidente calo vistoso. Non avendo messo fieno in cascina nella prima frazione, al Diavolo è stata fatale la ripresa e il povero Ancelotti (ma perché ha cambiato Pato con Ronaldinho e ha lasciato in campo l’inutile Seedorf?) non vi ha potuto porre rimedio. Insomma, il Milan ha corso in lungo e in largo ottenendo ben poco, cascando nella trappola preparata da Gasperini che era ben conscio della migliore tenta atletica della sua squadra. Scendendo nel dettaglio, la superiorità dei padroni di casa si notata praticamente solo sui calci piazzati: azioni vere poche. Infatti sono solo due le azioni salienti concluse con tiri in porta: al quarto d’ora il tiro da lontano di Beckham (tra i migliori dei suoi assieme a Kakà, ispiratore delle manovre) che Rubinho devia in angolo, mentre sei minuti dopo Pato anticipa l’inglese tirando maldestramente fuori. Il Milan ha centrato due traverse su punizione due volte con Pirlo. Il gol del vantaggio è scaturito sempre su punizione, tirata stavolta da Beckham che aveva subito fallo da Milanetto. Tiro a girare dell’inglese dall’angolo destro genoano, poco fuori dall’area di rigore, e palla dentro: merito anche della barriera mal sistemata e da Rubinho piazzato in posizione poco felice. I primi ’45 minuti si concludono con ben sette ammoniti, per falli tutto sommato meno cattivi: ma l’arbitro Gervasoni era di tutt’altra opinione. Alla fine saranno nove i cartellini gialli: gli ultimi due di per falli molto cattivi di Flamini e Maldini. Quest’ultimo si è trovato spesso in difficoltà con Milito.
Dall’altro lato il Grifone, attento e sornione. Prima il condottiero Gasperini lo ha schierato in posizione attendista, chiudendo gli spazi agli avversari con cinque centrocampisti e due sole punte (Milito e Sculli) supportate a turno dall’uomo assist Juric con Thiago Motta in regia. Con la sostituzione di Modesto con Jankovic dopo i primi 40 minuti, sotto di un gol, il Genoa ha cambiato volto. Nel primo tempo si era reso pericoloso soltanto con una sventola su punizione di Thiago Motta, parata da Abbiati. Nel secondo tempo, esce il brasiliano (fino a quel momento il migliore) per infortunio ed entra Vandenborre: i rossoblù iniziano a salire di giri mentre il Milan, invece di chiudere la gara con una seconda rete, scende progressivamente e verticalmente. I rossoneri si fanno vedere solo nel quarto d’ora finale con una punizione di Ronaldinho (sempre su calcio piazzato) che Rubinho riesce a parare. Siamo nel finale e ha inizio la danza del Genoa, con un colpo di testa di Biava finito di poco sopra la traversa. Poi è il turno di Milito, che al 35° sempre di testa impegna Abbiati che toglie letteralmente la palla dalla porta. Ma l’appuntamento con il gol è solo rimandato di pochi minuti. Correva il 42°: i rossoblù trovano ampi spazi, con gli uomini di Ancelotti che li guardano come gatti di marmo. Il convincente Palladino, subentrato a uno stanco Sculli, crossa dalla destra un pallone delizioso che Biava (sempre efficace nei suoi inserimenti offensivi) devia per il Principe fromboliere che mette la sfera dentro il sacco. Fuorigioco? No, c'era l'immobile Favalli a tenerlo in gioco. Quattro passaggi e tiro in porta: un altro miracolo dell’orologio svizzero, pardon zeneize, creato da Gasperson che può ancora sognare la Champions League.
Marco Liguori
Riproduzione riservata, consentitasoltanto dietro citazione della fonte

Milano, stadio "Giuseppe Meazza", mercoledì 28 gennaio 2009 ore 20.30
21a giornata Campionato serie A
Milan - Genoa 1-1 (primo tempo 1-0).
Milan (4-3-2-1): Abbiati, Zambrotta, Maldini, Favalli, Jankulovski, Beckham (26' st Flamini), Pirlo, Ambrosini, Kakà, Seedorf (34' st Senderos), Pato (30' st Ronaldinho). (1 Dida, 77 Antonini, 9 Inzaghi, 76 Shevchenko). All.: Ancelotti
Genoa (3-4-1-2): Rubinho, Biava, Bocchetti, Criscito, Mesto, Milanetto, Juric, Modesto (40' pt Jankovic), Thiago Motta (46' pt Vanden Borre), Sculli (14' st Palladino), Milito. (73 Scarpi, 15 Papastathopoulos, 7 Rossi, 11 Olivera). All.: Gasperini 6.5.
Arbitro: Gervasoni di Mantova 5.5.
Reti: nel pt 33' Beckham; nel st 42' Milito. Angoli: 5-4 per il Milan. Recupero: 1' e 3'. Ammoniti: Juric, Criscito, Favalli, Beckham, Biava, Ambrosini, Zambrotta, Maldini e Flamini per gioco falloso. Spettatori: 49.907
Per vedere le immagini della partita clicca su Sintesi di Milan-Genoa 1-1 (da You Tube)

mercoledì 28 gennaio 2009

Processo plusvalenze Juve: chiesta audizione Zavaglia

L'audizione di Franco Zavaglia, ex amministratore delegato della Gea, è stata chiesta oggi dalla difesa all'udienza preliminare per i conti della vecchia gestione della Juventus. Zavaglia era stato assolto lo scorso 8 gennaio al processo sulla società di procuratori sportivi celebrato dal tribunale di Roma. L'udienza torinese è stata aggiornata al 3 marzo per dare tempo alle parti di esaminare le consulenze depositate dalle difese. Ad essere chiamati in causa sono Antonio Giraudo, Luciano Moggi, Roberto Bettega e, nella veste di persona giuridica, la stessa Juventus, che ha chiesto di patteggiare una pena pecuniaria.
L'accusa, basandosi sulla consulenza di Mario Adinolfi, agente della Figc, contesta irregolarità di bilancio legate alla compravendita di calciatori. Si parla di intermediazioni fittizie sulle trattative per quattro atleti (Zidane, Maresca, Mutu, Miccoli) e di violazioni sulle cosiddette plusvalenze per altri. L'esperto interpellato della procura, per esempio, contesta la valutazione di Bachini nel momento in cui, nel 2001, passò al Parma: pagato 28 miliardi di lire, per Adinolfi ne valeva fra i 6 e gli 8. Lo stesso discorso vale per Brighi, ceduto al Parma nel 2002 per 10 milioni di euro a fronte di un valore stimato fra i 4 e i 5. Le difese, forti tra l'altro di un rapporto di Luca Ferrari, avvocato esperto in transazioni calcistiche, ribattono che è impossibile calcolare la quotazione di un giocatore in modo matematico, visto che i fattori da esaminare (età, stato di forma, rendimento, la simpatia di un allenatore, sintonia con i compagni) sono troppi e cambiano continuamente. I fatti presi in esame coprono un arco di tempo cominciano nel 2001 (ma per quell'anno sono prescritti) e il 2005, perché per il 2006 sembra che il falso in bilancio non abbia superato la soglia di punibilità.
Fonte: Ansa

Esecutivo Uefa: si discute su debiti delle squadre e finali coppe

Il governo calcistico europeo si riunirà domani a Nyon

Le finali delle coppe europee e la questione dell'indebitamento dei club saranno i principali argomenti all'ordine del giorno del primo comitato esecutivo dell'Uefa dell'anno che si terrà domani e venerdì a Nyon. Il massimo organismo calcistico europeo designerà le sedi delle finali di Champions League e Europa League (il nuovo nome della Coppa Uefa, dalla prossima stagione) per il 2011. Per la Champions sono candidate Londra (Wembley) e Monaco di Baviera (Alliaz Arena). Per l'Europa League sono in lizza Londra (Emirates, lo stadio dell'Arsenal), Bucarest (stadio nazionale) e Dublino (Lansdowne Road). Le prossime finali di Champions League si disputeranno a Roma (stadio Olimpico) nel 2009 ed a Madrid (Santiago Bernabeu) nel 2010. Per quanto riguarda la Coppe Uefa/Europa League, l'ultimo atto si svolgerà ad Istanbul nel 2009 e ad Amburgo nel 2010. L'Uefa esaminerà anche un rapporto sul ''fair-play finanziario'', conosciuto in Italia come ''doping amministrativo''. Si tratta di stabilire regole precise per evitare che club eccessivamenti indebitati partecipino alle Coppe europee. Fra gli altri temi in programma, figurano la preparazione del congresso a Copenaghen nonche' l'esame di rapporti tecnici.
Fonte: Ansa

Salviamo il calcio, vogliamo la moviola in campo

"il pallone in confusione" insieme ai quotidiani telematici Tuttonapoli.net e Napolisoccer.net lancia un appello per la moviola in campo. Chi lo desiderasse può aderirvi su questo link
http://firmiamo.it/salviamoilcalciovogliamolamoviolaincampo1
Questo è il testo della petizione, inoltrato anche ai mezzi di informazione

A: Figc, Lega Calcio
Dopo il numero elevato di errori arbitrali, che ricorrono troppo spesso dall'inizio del campionato, chiediamo a tutte le istituzioni calcistiche di introdurre al più presto la moviola in campo. Al contrario degli altri sport professionistici, soltanto il calcio resiste impassibile all'introduzione delle moderne tecnologie: il mondo dell'italica pedata vuole restare purtroppo ancorato a quella "età dei pionieri", come diceva il grande Gianni Brera, di inizio '900 quando le partite erano disputate con palloni di cuoio e le teste dei giocatori erano fasciate dalle retine. Invece, le altre discipline hanno fatto passi da gigante. Ad esempio il tennis: durante l'Australian Open 2007 i giocatori avevano la possibilità con l'instant replay di contestare le chiamate due volte per set, oltre un altro eventuale utilizzo nel tie break. La stessa cosa, anche se con modalità diverse avviene nel football americano, nel rugby e nel basket.Nell'era del calcio a scopo di lucro, inaugurata con la legge Veltroni del 1996, è necessario l'introduzione della moviola per evitare le continue polemiche dopo ogni giornata di campionato. Gli errori arbitrali possono condizionare l'esito di una stagione ed escludere una squadra dalle coppe europee oppure condannarla alla retrocessione: con conseguenti danni patrimoniali ingenti.Chiediamo ai tifosi di tutte le squadre e ai colleghi di tutti i mezzi di informazione di aderire a questa nostra raccolta di firme, che successivamente inoltreremo alle istituzioni calcistiche. Se lo sport più amato dagli italiani non si adeguerà ai tempi, rischierà di morire a poco a poco. Perché errare è umano, ma perseverare è diabolico.
La petizione si può firmare sul link http://firmiamo.it/salviamoilcalciovogliamolamoviolaincampo1del sito http://www.firmiamo.it/

Marco Liguori – direttore de "il pallone in confusione"
Francesco Molaro – direttore di "Tuttonapoli.net"
Massimo Sergio – direttore di "Napolisoccer.net"

Hanno aderito anche i giornalisti:
Diego Del Pozzo del blog "Calciopassioni"
Alessandro Salvatico di http://www.toronews.net/
Un particolare ringraziamento va a Carlo Alvino e Samuele Ciambriello, conduttori della trasmissione "Tuttiincampo", di Canale 9 e ai colleghi di www.9online.it per aver sostenuto e divulgato la nostra iniziativa

Leggi il lancio de "Il Velino" Il Velino su "Salviamo il calcio, vogliamo la moviola in campo"

martedì 27 gennaio 2009

Tutte le cifre di Fiorentina-Napoli

Cesare Prandelli ha in gennaio il mese dell'anno solare in cui le sue squadre hanno, in sole partite di campionati professionistici, il peggior rendimento in termini di media-punti per partita: 1,30, frutto di 14 vittorie, 14 pareggi e 15 sconfitte, in 43 panchine. In realtà Prandelli avrebbe una media peggiore in agosto (1,14), ma in quel mese non sempre si gioca il campionato. La Fiorentina ha pareggiato solo una delle ultime 19 partite disputate in A: è accaduto nella sfida interna contro l'Inter, 0-0, lo scorso 29 ottobre. Negli altri 18 turni di campionato i viola hanno ottenuto un bilancio di 10 vittorie e 8 sconfitte. Dal giorno dell'ultimo pari lo score viola è di 5 vittorie e 6 sconfitte. La Fiorentina non segna in assoluto in partite ufficiali dall'11 gennaio scorso quando, in Serie A, venne sconfitta in casa per 2-1 dal Lecce. L'autore del gol viola fu Felipe Melo, al 24': da allora si contano i restanti 66' di quel match, più le intere sfide di campionato perdute per 1-0 in casa di Milan e Juventus, per un totale di 246' di digiuno assoluto. Il Napoli ha pareggiato solo una delle ultime 19 partite ufficiali disputate in assoluto: è accaduto lo scorso 23 novembre quando, in Serie A, impattò 2-2 in casa contro il Cagliari. Nelle altre 18 partite ufficiali prese in esame lo score campano è di 10 vittorie e 8 sconfitte. Il Napoli ha perduto le ultime 5 trasferte ufficiali disputate in Serie A, in casa del Milan (0-1), Atalanta (1-3), Inter (1-2), Torino (0-1) e Chievo Verona (1-2). Il Napoli è una delle 4 squadre della Serie A 2008/09 che è sempre ricorsa ai 3 cambi nelle prime 20 giornate, per un totale di 60 sostituzioni effettuate: come i campani anche Chievo Verona, Genoa e Inter.
Fonte: Ansa - Football Data

Tutte le cifre di Milan-Genoa

Il Genoa non vince in casa del Milan dal 25 maggio 1958 quando, in Serie A, il Grifone s'impose per 5-1 grazie alla doppietta di Abbadie (17' e 22') e alla tripletta di Barison (36', 78' e 81'), cui rispose solo il rossonero Fontana su rigore (51'). Da quel giorno le partite ufficiali tra le due squadre a Milano sono state 20 e il Milan non ha più perduto, ottenendo un bilancio di 16 successi e 4 pari. Il Genoa non segna in assoluto in casa del Milan dal 20 novembre 1991 quando, in Serie A, fu pareggio per 1-1. La rete rossoblù venne realizzata da Skuhravy, al 12': da allora sono trascorsi i restanti 78' di quel match, più le successive intere 4 sfide di Serie A tutte vinte dai rossoneri (tre volte per 1-0 e lo scorso anno per 2-0), per un totale di 438' di digiuno. Il Milan ha sempre segnato almeno una rete in ciascuna delle ultime 19 gare ufficiali disputate, tra casa e trasferta, per un totale di 36 gol all'attivo. L'ultimo digiuno rossonero risale allo scorso 5 ottobre quando, in serie A, impattò 0-0 a Cagliari. Il Milan è reduce da 9 affermazioni interne consecutive in campionato, ottenute contro Lazio (4-1), Inter (1-0), Sampdoria (3-0), Siena (2-1), Napoli (1-0), Chievo (1-0), Catania (1-0), Udinese (5-1) e Fiorentina (1-0). Ricardo Kaka' e' attualmente il calciatore piu' decisivo della Serie A 2008/09: sono 15 i punti portati dal brasiliano alla causa del Milan. Il Milan è la squadra della Serie A 2008/09 ad avere ricevuto finora il maggior numero di rigori a favore: sono ben 7. Avendo subito 4 rigori a sfavore, il Milan è anche una delle due squadre dell'attuale campionato nelle cui sfide è stato decretato il maggior numero complessivo di rigori: sono ben 11, stessa cifra del Chievo Verona (3 a favore e 8 contro). Con 5 rigori a favore e solo 1 contro, il Genoa ha un saldo attivo nei penalty di +4, il più alto nella Serie A 2008/09. Nelle ultime 17 partite ufficiali giocate, i rossoblu non hanno segnato solo una volta: è accaduto lo scorso 26 ottobre quando, in Serie A, impattarono 0-0 in casa dell'Inter. Nelle altre 16 partite prese in esame il Genoa ha realizzato complessivamente 27 reti. L'ultimo gol incassato dal Genoa in trasferte di Serie A risale al 23 novembre scorso, quando impattò 1-1 in casa della Lazio. L'autore del gol biancoceleste fu Dabo, all'80': da allora sono trascorsi i restanti 10' di quel match, più le intere partite esterne tutte vinte contro Sampdoria e Chievo (entrambe per 1-0) e Lecce (2-0), per un totale di 280' di inviolabilità esterna.
Fonte: Ansa - Football Data

Tutto su Datolo, prossimo acquisto del Napoli

"Il pallone in confusione" alla scoperta del giocatore argentino. E' un centrocampista offensivo di fascia sinistra: molto altruista, è il secondo uomo assist del suo club, il Boca Juniors

"Il pallone in confusione" è in grado di descrivere le caratteristiche tecniche e i dati statistici di Jesús Alberto Datolo, ormai prossimo a vestire la maglia del Napoli. Il calciatore del Boca Juniors è un centrocampista di fascia sinistra, che predilige il gioco offensivo. Potrebbe quindi essere di sostegno alla manovra degli attaccanti azzurri con le sue accelerazioni brucianti. Lo confermano le statistiche del sito Transfermarket.de, secondo cui Datolo ha realizzato nel recente Torneo Apertura quattro assist vincenti su 1237 minuti giocati in 16 partite. E' il secondo uomo assist della sua squadra dopo Vargas Insomma, un vero "altruista" poiché finora non ha realizzato reti. Invece ha segnato un gol su due incontri disputati, per complessivi 128 minuti, nella Copa Sudamericana: precisamente contro il Ldu Quito, terminata 1-1. Il sito tedesco riporta che la sua quotazione di mercato attuale è pari a 3,3 milioni di euro: stando alle anticipazioni di Tuttonapoli.net e di Tuttomercato, il Napoli pagherebbe 6,4 milioni per il suo cartellino e 1,6 come contributo di solidarietà. Sembra molto corretto: finora nell'attuale torneo argentino ha subito solo due ammonizioni, senza essere mai espulso.
Oltre al Boca Juniors, il 24enne centrocampista argentino ha giocato nella formazione cilena del Colo Colo e in un altra squadra del suo paese, l'Atletico Banfield. E' assistito da M.S.C. Management, la stessa dell'attaccante azzurro Denis e Milito del Genoa.
Marco Liguori
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Genoa: eguagliato il record di giornate consecutive con reti in A

Uno studio della Fondazione Genoa evidenzia che nella stagione attuale è stato raggiunto il numero di 12 partite consecutive nella massima serie in cui sono state segnati gol, risultato conseguito nella stagione 1946/47. Però nel 2008/09 si è registrato nella sequenza un numero maggiore di vittorie e un minor numero di sconfitte rispetto a 62 anni fa

Il Genoa ha eguagliato nella stagione attuale il record di gare consecutive in cui ha segnato reti nella massima serie, detenuto nel 1946/47. Lo specifica in uno interessante studio la Fondazione Genoa 1893, pubblicato sul suo sito, curato dal professore Stefano Massa, responsabile scientifico per gli studi dell'ente. Sono ben 12 le partite in cui la squadra rossoblù ha segnato almeno una rete: la sequenza positiva del campionato di 62 anni fa avvenne a cavallo tra il febbraio e il maggio del 1947. Invece, quella del torneo 2008/09 è stata ottenuta tra ottobre e dicembre 2008 e il gennaio 2009. Ma c'è un particolare beneaugurante per i tifosi del grifone: rispetto al 1947, nella stagione corrente si è registrato un numero maggiore di vittorie (sei contro le cinque di allora), e un minor numero di sconfitte (una contro quattro). E' forse un segnale incoraggiante che può far pensare a un piazzamento finale migliore: allora il Genoa finì al decimo posto assieme all'Inter, alla Lazio e ai cugini della Sampdoria. La Fondazione ha preparato una tabella (vedi sotto) con il raffronto delle 12 gare.

Marco Liguori

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Cliccare sopra per ingrandire
Fonte: A cura di Stefano Massa, responsabile scientifico per gli studi sulla Storia del Genoa per la Fondazione Genoa 1893

lunedì 26 gennaio 2009

Inter, una rosa da 343 milioni

Aveva ragione il presidente Moratti: il parco giocatori vale 3-4 volte più della somma complessiva iscritta nel bilancio 2007/08. Alcuni valori di mercato di possibili partenti: Maxwell (12 milioni), Jimenez (7), Balotelli (6,5), Obinna (5 milioni), Burdisso (5,5)

Aveva ragione il presidente dell’Inter Massimo Moratti. Nel verbale dell’assemblea dei soci del 30 ottobre scorso, il numero uno nerazzurro aveva esposto «che l'intero parco giocatori della società al 30 giugno 2008 è contabilizzato per un importo di circa 99.000.000 di euro: è superfluo considerare che un simile valore potrebbe ragionevolmente essere realizzato con solo tre o quattro dei giocatori che compongono la rosa». Moratti proseguiva spiegando che «una valutazione più aderente al valore di mercato corrente, riscontrata tramite offerte effettivamente ricevute ed analisi settoriali, fa ritenere il valore di mercato superiore di 3/4 volte il valore esposto in bilancio». “Il pallone in confusione” ha verificato che sul sito Transfermarkt.de il valore di mercato dell’intera rosa della società di via Durini ammonta a 343,2 milioni. Una cifra che si pone all’interno della “forchetta” di valori ipotizzati da Moratti.
Il “pezzo forte” del patrimonio calciatori è rappresentato da Zlatan Ibrahimovic, il cui valore di mercato è pari a 45 milioni: il sito tedesco riporta che le sue quotazioni sono in rialzo. Il secondo gioiello di famiglia per base d’asta è Esteban Cambiasso: chi desidera l’argentino dovrà iniziare da una base d’asta di 27 milioni. A seguire l’oggetto misterioso Ricardo Quaresma, con i suoi 25 milioni: la quotazione resta ancora invariata rispetto al suo prezzo di acquisto. Al quarto posto c’è Chivu con 24 milioni, seguito da una delle pedine fondamentali della formazione di Josè Mourinho: Maicon con 21 milioni. Seguono Mancini con 19 milioni e Adriano con 18 milioni. Quanto vale il portiere Julio Cesar, eroe di tante domeniche? 16,5 milioni, parate incluse. Il suo vice, Francesco Toldo, è quotato 1,5 milioni. Dopo gli estremi difensori è il turno di due centrocampisti: Muntari con 14,5 milioni e Vieira con 13 milioni. Il valore di quest’ultimo è dato con tendenza al ribasso, considerato il lungo periodo di infortunio.
A questo punto conviene dare un’occhiata ai prezzi dei possibili partenti. Chi vuole Mario Balotelli, più croce che delizia dello “Special one”, dovrà ragionare da una base d’asta di 6,5 milioni: le quotazioni di “Supermario” sono segnate al rialzo. Proprio stamattina Christian Recalcati sul suo sito ilreca.it ha spiegato che Obinna e Burdisso potrebbero già lasciare l'Inter in settimana. Per avere il nigeriano bisognerà ragionare a partire dai 5 milioni, mentre per l’argentino occorrono almeno 5,5 milioni per intavolare una trattativa con i dirigenti nerazzurri. Recalcati ipotizza anche un possibile addio di Luis Jimenez ai colori nerazzurri: possono bastare 7 milioni per iniziare a parlare della sua cessione.
Qualcuno alza la mano per Crespo? Cominci a mettere un assegno da 9 milioni sul tavolo e poi si vedrà. Sembrano in discesa le quotazioni di Marco Materazzi: il difensore della Nazionale, a causa della sua prolungata assenza dai campi di gioco, presenta una quotazione di mercato attorno ai 5 milioni. E a proposito di difensori, secondo Tuttomercatoweb c’è aria di rottura tra Maxwell e l'Inter. Il brasiliano, in scadenza di contratto nel 2010, avrebbe avanzato richieste ritenute troppo esose da parte dei nerazzurri. Transfermarkt.de riporta una sua base d’asta abbastanza cospicua, pari a 12 milioni. Decisamente più contenuta la cifra iniziale di Oliver Dacourt, dato per prossimo partente: 2 milioni.
Si conclude la carrellata sulla rosa nerazzurra con i valori di Javier Zanetti (9 milioni), Julio Cruz (9 milioni), e Walter Samuel (12,5 milioni). Invece, l’esordiente Davide Santon inizia la sua scalata nella graduatoria nerazzurra con una stima pari a 50mila euro.
Marco Liguori
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Il treno non fu devastato, l'inchiesta sarà archiviata

Dopo quella domenica scattò il divieto trasferte

Pochi giorni ancora - gli ultimi accertamenti sul piano investigativo - e una probabile richiesta di archiviazione. Cinque mesi dopo la trasferta all’Olimpico, quella costata tra l’altro la squalifica delle curve del San Paolo per tre giornate, è prossima alla chiusura l’inchiesta della Procura di Napoli. Indagini della Digos, intercettazioni, accertamenti incrociati. La verità sull’ultima domenica di agosto attende la firma del pm anticamorra Antonello Ardituro, che da anni indaga sulle frange estreme e violente del tifo azzurro. Sarà una richiesta di archiviazione motivata, ricca di particolari su quanto avvenuto a bordo di un Intercity partito il 31 agosto dalla stazione centrale di Napoli. Si parte da una premessa: a voler ripercorrere la ricostruzione della Digos del vicequestore Antonio Sbordone, la trasferta dei napoletani all’Olimpico era ad alto rischio. I fatti accaduti un anno prima, con scontri tra azzurri e giallorossi, anche in una normale area di servizio, lasciavano presagire il peggio. In secondo luogo, viene toccata la questione organizzativa. Una volta accordata la possibilità ai supporters napoletani di recarsi in gruppo a Roma - è il ragionamento fatto dagli inquirenti - sarebbe stato più oculato garantire mezzi a disposizione. Pochi giorni prima di Roma-Napoli, in occasione del match casalingo per i preliminari di Uefa, era partito infatti il tam tam delle curve: a Roma in treno, con tanto di striscioni e volantinaggio. Nessuno però ha giocato in anticipo per controllare l’esodo di tremila e passa supporters, tra cui anche elementi a rischio, a metà strada tra hooligan e crimine cittadino. Gli inquirenti di via Medina, coordinati dal pm Ardituro, entrano nel merito dell’ipotesi di devastazione, alla luce dei danni denunciati da Trenitalia nei vagoni diretti verso la Capitale. Nessun intento assolutorio, ma approfondimenti ad ampio raggio, con l’obiettivo di chiudere il cerchio attorno ai responsabili di una giornata di tensione, con danni, disservizi e un pessimo ritorno di immagine per il club partenopeo. Ma a determinare la probabile richiesta di archiviazione, l’impossibilità di circoscrivere le accuse alla sfera individuale. Ha agito il «branco» e risulta impossibile attribuire eventuali danneggiamenti a uno o più viaggiatori. L’ultimo tassello dell’inchiesta riguarda la stima dei danni arrecati all’Intercity partito da Napoli. Nelle prime ore si fece riferimento a una cifra - 500mila euro di danni - che le indagini non hanno potuto per il momento confermare. Tanto che una più recente denuncia di Trenitalia fa riferimento una cifra dimezzata: i danni, secondo una ricostruzione che attende gli ultimi passaggi investigativi, sarebbero di 250mila euro. Non mancano spunti sullo spessore dei viaggiatori dell’Intercity. Circa 800 tifosi avevano precedenti di polizia. Qualcuno era anche intercettato nel corso di altre indagini. In tanti erano noti per traffico di droga, estorsione, qualcuno anche per reati associativi e delitti di sangue. Tra i tifosi «attenzionati» anche un presunto killer degli scissionisti di Secondigliano. È il caso di Rito Calzone, arrestato alla fine dello scorso anno per l’omicidio di Antonio Pitirollo: Calzone viene immortalato alla stazione Termini mentre alza una bandada dal collo al mento, per coprire il volto prima dei fumogeni. Immagini che hanno provocato sanzioni e penalizzazioni, colpendo al cuore la parte pulita del tifo azzurro. A partire dal divieto di trasferte per tutto il campionato in corso, una decisione che ha probabilmente inciso sull’andamento incerto degli azzurri lontano dal San Paolo.
Leandro Del Gaudio
Tratto da "Il Mattino" sabato 24 gennaio 2009
Foto www.globalpress.it

Clicca qui per vedere i commenti di Canale 9 sulla notizia
Leggi l'articolo di Repubblica del 13 settembre 2008 Il giallo dell'Intercity sparito, indagini sui danni a Trenitalia
Su questo link il servizio: RaiNews24 presenta "La bufala campana"
Il video trovato da "il pallone in confusione": ESCLUSIVO: ecco il video della carica della polizia a Roma Termini
Articolo di Marco Travaglio Tanto fumo, niente arresti. Sul treno c'erano meno pregiudicati che in Parlamento

domenica 25 gennaio 2009

Sintesi tv di Genoa-Catania 1-1 (da You tube)

Genova, stadio "Luigi Marassi"
domenica 25 gennaio 2008 ore 15
20a giornata di campionato Serie A

Genoa-Catania 1-1 (primo tempo 0-0)
Genoa (3-4-3): Rubinho 6, Biava 6,5, Ferrari 6, Bocchetti 6,5 (10' st Modesto 6), Mesto 6 (27' st Vanden Borre 6), Milanetto 5,5, Thiago Motta 6,5, Criscito 6, Sculli 6 (10' st Rossi 6), Milito 7, Jankovic 6,5 (1 Lamanna, 15 Sokratis, 31 El Shaarawy, 11 Olivera). All.: Gasperini 6
Catania (4-3-3): Bizzarri 6, Silvestre 6,5, Terlizzi 6,5, Stovini 6,5, Capuano 6, Carboni 6,5, Biagianti 6,5 (7' st Tedesco 6,5), Baiocco 6,5, Martinez 7 (44' st Spinesi sv), Mascara 7, Paolucci 6 (30' st Morimoto sv). (20 Acerbis, 21 Silvestri, 11 Llama, 8 Ledesma). All. Irrera 6,5.
Arbitro: Banti di Livorno 4,5
Reti: nel secondo tempo 22' Martinez, 28' Milito.
Angoli: 5 a 5 Recupero: 1' e 4' Ammoniti: Jankovic, Tedesco, Terlizzi, Carboni per gioco scorretto; Martinez per comportamento non regolamentare. Espulsi: 16' st Ferrari per doppia ammonizione. Spettatori: 26.000

Immagini Rai tratte da You tube


Immagini Mediaset Premium tratte da You tube

Dopo Napoli-Roma: ecco i limiti di Reja



























Il tecnico goriziano ha dimostrato per l'ennesima volta che quando una gara nasce sotto una cattiva stella non riesce a raddrizzarla, come già accaduto a Chievo e in altre occasioni. Se si accoppiano le indecisioni sui cambi e lo stato di forma precario degli azzurri, si spiega la disfatta odierna
Permettete una parola? La partita di oggi contro la Roma ha evidenziato in modo marcato il limite di Eddy Reja. Il raffinato ed elegante tecnico del Napoli (inappuntabile nelle interviste tv), purtroppo quando una gara nasce sotto una cattiva stella non riesce proprio a raddrizzarla: anzi, alla fine è destinata a finire nel peggiore dei modi. Era già stato così contro il piccolo Chievo che, grazie alle indecisioni dell'allenatore azzurro, è diventato una squadra di alta classifica. E oggi, ancora a causa delle indecisioni di "re tentenna", la Roma ha dominato e passeggiato al San Paolo manco fosse il Manchester United con un 3-0 che non ammette repliche. A sua parziale scusante va detto che l'errore arbitrale sul primo gol del giallorosso Mexes, in netto fuorigioco, ha avuto un peso determinante. Ma va anche sottolineato che, con il Napoli odierno, sarebbe sicuramente accaduto subito dopo un altro episodio che avrebbe portato in vantaggio gli avversari.
Le indecisioni di Reja si sono viste (per l'ennesima volta) anche sui cambi. Ma perché non è stato messo subito a inizio ripresa Russotto al posto di Pazienza, invece di Bogliacino ancora non in perfette condizioni fisiche? Sul 2-0 il risultato era quasi compromesso per gli azzurri: bisognava però tentare il tutto per tutto con un "trottolino" capace di mettere in difficoltà la Roma con la sua imprevedibilità. E invece no: è arrivato anche il terzo gol e altre due sostituzioni inutili. Cambiare Denis per Zalajeta, l'unico assieme a Lavezzi (ha dato l'anima nonostante l'asfissiante e fallosa marcatura) che stava tentando di salvare la baracca, è stato l'ennesimo errore nella "nebbia tattica" calata sul San Paolo. Su Denis, non per sua colpa, c'è un errore tecnico: è un attaccante che ha bisogno di essere imbeccato necessariamente da un compagno. Se Lavezzi, Gargano, oggi impegnato a pensare alle vacanze estive, oppure Maggio e Mannini, con le loro percussioni e i loro cross, non lo servono, l'argentino è come un pesce fuor d'acqua. Infine, il cambio Montervino-Blasi è servito solo a porre un'annotazione sul tabellino: non poteva essere effettuato nei primi minuti del secondo tempo?
Occorreva solo un po' di coraggio: almeno si sarebbe potuto dire che erano state provate tutte, prima di alzare bandiera bianca contro una Roma che si è dimostrata superiore al Napoli, soprattutto nella forma fisica. Speriamo che Reja, a cui comunque il Napoli e i tifosi devono comunque dire "grazie" per il lavoro svolto dalla C1 alla A, si ricordi di questo pomeriggio in una prossima difficile eventualità. Ultima annotazione: gli azzurri giocano ininterrottamente dal 1° luglio, dall'Intertoto. Il calo di forma registrato dalla partita con il Torino, e che ancora perdura dovrebbe far suonare un campanello d'allarme e porre rimedio: prima di perdere anche la zona Uefa.
Marco Liguori
Riproduzione riservata, consentita solo dietro citazione della fonte

Sintesi tv di Napoli-Roma 0-3 (da You Tube)

Inclusa anche un'intervista a Eddy Reja a fine partita

Napoli, stadio "San Paolo", domenica 25 gennaio 2009 ore 15
20a giornata campionato serie A

Napoli-Roma 3-0 (primo tempo 2-0)
Napoli (3-5-2): Gianello, Santacroce, Cannavaro, Contini, Maggio, Blasi (36' st Montervino), Pazienza (1' st Bogliacino), Gargano, Mannini, Lavezzi, Zalayeta (21' st Denis). (Navarro, Rinaudo, Aronica, Russotto). All.: Reja.
Roma (4-4-2): Doni, Cassetti, Mexes, Juan, Riise, Taddei (37' st Perrotta), De Rossi, Pizarro (1' st Aquilani), Brighi, Baptista, Vucinic (25' st Menez). (Artur, Loria, Okaka, Totti). All.: Spalletti. Arbitro: Morganti di Ascoli.
Reti: nel pt 17' Mexes, 31' Juan; nel st' 4' Vucinic.
Angoli: 8-6 per la Roma. Recupero: 1' e 1'. Ammoniti: Pazienza, Taddei, Contini, Cannavaro, Gargano, Montervino e Santacroce per gioco scorretto. Spettatori: 60.000.

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Immagini Sky tratte da You tube


Intervista a Eddy Reja (immagini Rai tratte da You tube)

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sabato 24 gennaio 2009

Ritocchi alla nave Genoa, grandi lavori nel cantiere Samp

Alla formazione rossoblù di Gasperini occorrerebbe un "vice Milito" e un centrocampista "rubapalloni". Al Doria mancherebbe ancora un uomo d’ordine a centrocampo e uno in difesa

Strategie diverse nel calciomercato invernale sotto la Lanterna. Per il Genoa si attendono soltanto alcuni ritocchi al suo scafo, irrobustito dopo la consistente campagna di 12 acquisti e 14 cessioni che è molto ben riuscita a giudicare dal quarto posto in classifica. Invece la Sampdoria è entrata in bacino di carenaggio per le necessarie riparazioni: se è stata soddisfacente la sua navigazione in Coppa Uefa, dove è approdata ai sedicesimi contro i sorprendenti ucraini del Metalist, non è stata altrettanto convincente quella in campionato dove occupa la quindicesima posizione a cinque punti dalla zona retrocessione.
Sulla sponda genoana non si attendono particolari arrivi col "botto". A meno che "l’ammiraglio" Preziosi, vista la necessità di trovare un "vice Milito", non voglia pensare a Saviola in rotta con il Real. Secondo il sito Transfermarkt.de la sua quotazione iniziale di mercato non è particolarmente cara, pari a 5 milioni, anche a causa del fatto che ha giocato in Liga appena 172 minuti: però la squadra madrilena probabilmente alzerà la posta al richiedente. Ad ogni modo, una delle idee della dirigenza del grifone è la ricerca di un sostituto del "Principe", o quanto meno di un altro attaccante da schierare titolare in modo opposto a Sculli: le voci di mercato hanno riferito del viola Semioli, ma non sembrano concretizzarsi. Negli ultimi anni la società rossoblù ha preferito pescare in Sudamerica i giocatori del reparto offensivo: era spuntata la pista Barrios, poi affievolitasi. In Argentina ci sono due nomi "papabili": il 21enne Viatri, capocannoniere con 7 reti del Boca Juniors nel torneo Apertura, quotazione 1,8 milioni, e quello (sempre con 7 gol) dell’Independiente Avellaneda, Nuñez (nella foto), di 24 anni. Le trattative di questa punta, che spazia di frequente la sua posizione da sinistra a destra del fronte d’attacco, partono da 2,1 milioni. Cifre non impossibili.
Un’altra esigenza del Genoa riportata da "radio mercato", forse con una priorità più alta, è quella di rintracciare un centrocampista capace di recuperare palloni e di contrastare la manovra avversaria. Ecco spiegato il possibile interesse verso Donadel, su cui c’è anche il Parma. La sua quotazione di mercato è di 9 milioni: forse potrebbe arrivare a fine stagione, visto che il contratto scadrà il 30 giugno prossimo. Ma c’è anche la pista Pelè: il 21enne giocatore del Porto, che ha giocato appena 23 minuti in campionato e 35 in Champions, potrebbe essere l’elemento di peso ideale per il settore mediano. La sua base d’asta è di 5 milioni. In difesa, il Genoa dovrà sciogliere il rebus Potenza (valore iniziale 1,5 milioni): Gasperini lo utilizzato solo per 199 minuti.
Intanto fervono i lavori nel cantiere navale Sampdoria, La campagna di rafforzamento "son palanche", come avrebbe detto il grande attore genovese Gilberto Govi: ma adesso "l’armatore" Garrone ha deciso di investire nella squadra. Dopo l’arrivo di un attaccante di peso, Pazzini (acquistato a 8 milioni, ne varrebbe già 10 milioni secondo Transerfmarkt.de), e di un buon difensore, Raggi, ci sono altre due esigenze. La prima è quella di trovare un altro difensore, dopo l’infortunio di Accardi. La società si starebbe orientando sul 31enne Zauri (in prestito dalla Lazio alla Fiorentina, valutazione iniziale 4 milioni) e a un eventuale scambio, come riporta Sampdorianews, tra il difensore Pratali dal Torino con il centrocampista Stankevicius. Forse al Doria potrebbe servire un giocatore che sappia ordinare la difesa: da Israele corre voce che il roccioso centrale nazionale bulgaro Topuzakov si sarebbe stancato di giocare nell’Hapoel Tel Aviv, dove ha disputato la Coppa Uefa. Potrebbe indossare la maglia blucerchiata per una somma probabilmente non elevata. Per adesso, come riporta ancora Sampdorianews.net, arriva dal Cesena in comproprietà Regini, un ventenne per il reparto arretrato.
"Radio mercato" riporta anche la necessità per la società blucerchiata di un uomo d’ordine per il centrocampo. Il titolare nel ruolo, Palombo, è reduce da un lungo infortunio e non è ancora in perfette condizioni fisiche. Sammarco, che avrebbe potuto sostituirlo, ha finora deluso le aspettative. Sul mercato i "registi" sono merce rara e chi ce li ha se li tiene molto stretti: come ad esempio il corteggiatissimo atalantino Cigarini, che presenta un prezzo iniziale di 7 milioni. Forse Marotta starà pensando a qualche alternativa estera. Si parla anche di Mozart (valore iniziale 3,8 milioni), ma sul giocatore dello Spartak Mosca insiste anche il Torino.
Marco Liguori
Riproduzione riservata, consentita solo dietro citazione della fonte

Amarcord 07/08: Genoa 2 Catania 1 (da You tube)

Genova, stadio "Luigi Ferraris", domenica 3 febbraio 2008 ore 15
21a giornata campionato Serie A 2007/08

GENOA-CATANIA 2-1
GENOA: Scarpi; Konko, Bovo, Santos Criscito; M.Rossi (34' st Lucarelli), Paro, Juric, Danilo; Borriello (39' st Sculli), Figueroa (29' st Di Vaio). In panchina: Lanza, Ghinassi, Danilo, Vanden Borre. Allenatore: Gasperini
CATANIA: Polito; Sardo, Terlizzi, Stovini, Silvestri; Baiocco 6, Biagianti(8' st Izco), Tedesco (8' st Morimoto); Colucci, Spinesi (35' st Pià sv), Mascara . In panchina: G.Rossi, Gazzola, Sottil, Martinez. Allenatore. Baldini
ARBITRO: Velotto di Grosseto
RETI: 14' pt Danilo, 14' st Bovo (autogol), 27' st Borriello (rigore)
NOTE: giornata serena, terreno in brutte condizioni. Spettatori: Ammoniti: Colucci, Stovini, Biagianti, Baiocco. Angoli: 6-2 per il Catania. Recupero: 1' pt, 3' st.

Immagini Rai tratte da You tube

Amarcord 89/90: Napoli 3 Roma 1 (da You tube)

Napoli, stadio "San Paolo", 18 febbraio 1990
25a giornata campionato serie A 1989/90

NAPOLI-ROMA 3-1 (primo tempo 0-1)
Napoli: Giuliani, Ferrara, Corradini, Crippa, Alemao, Baroni (76° Bigliardi), Fusi (59° Mauro II), De Napoli, Careca, Maradona, Carnevale I. (12 Di Fusco, 15° Zola) Allenatore: Bigon.
Roma: Cervone, Tempestilli, Nela, Pellegrini III, Berthold, Comi, Gerolin, Di Mauro, Voller, Giannini, Rizzitelli (59° Piacentini). (12 Tontini, 14 Impalloneni, 15 Cucciari, 16 Baldieri).
Arbitro: Luci di Firenze
Reti: 4' Nela, 53' Maradona, 62' Careca, 72' Maradona

Immagini Rai tratte da You tube

Amarcord 88/89: Lecce-Torino 3-1 (da You tube)

Lecce, stadio "Via del mare", 25 giugno 1989 ore 16.30
34a giornata campionato serie A 1988/89

LECCE - TORINO 3-1 (primo tempo 1-0)
Lecce: Terraneo, Garzya (al 55' Miggiano), Baroni, Enzo, P.Benedetti, Vanoli, Moriero, Barbas, Pasculli, Levanto, Paciocco (all'85' Nobile). A disposizione: Negretti, Monaco W., Vincze. All.: Mazzone.
Torino: Marchegiani, Ferri, Farris, S.Benedetti, Cravero, Sabato, Skoro (al 33' Comi), Rossi, Muller, Fuser, Edu (al 55' Carbone). A disposizione: Lorieri, Brambati, Gallaccio. All.: Vatta.
Arbitro: Magni di Bergamo.
Reti: P.Benedetti 32' (L), Barbas 61' (L), Fuser 66' (L), Paciocco 74' (L)
Spettatori: 27.557 di cui 22.457 paganti e 5.100 abbonati.
Note: Ammoniti Sabato, Barbas, Paciocco, Moriero e Rossi. Espulso Ferri al 76' Il Torino retrocede in serie B per la seconda volta nella sua storia. All'aeroporto di Brindisi una comitiva di tifosi granata in attesa di tornare a Torino ha contestato ferocemente la squadra accolta a in malo modo all'arrivo nella notte a Caselle.
Dati tratti da www.archiviotoro.it

Immagini Rai tratte da You tube

venerdì 23 gennaio 2009

Perché Mansour non ha comprato una squadra italiana

Scarsi ricavi, stadi inospitali, normative contro la violenza ancora largamente inapplicate, abbondanza di leggi ad hoc e sanatorie per chi viola le regole: sono solo alcuni dei motivi che scoraggiano gli investitori esteri ad acquistare le società di calcio nostrane

di Tito Boeri e Fausto Panunzi

Ha offerto una cifra astronomica per il milanista Kakà. Ma allo sceicco costerebbe di meno acquistare un'intera squadra italiana. Non lo fa perché l'industria del calcio riproduce gli stessi fattori che allontano gli investitori esteri dalle aziende italiane. Ci sono le tifoserie organizzate che esigono una sorta di pizzo. Le normative sono complesse, inapplicate o comunque arbitrarie, esponendo gli stranieri a rischi difficilmente ponderabili. Abbondano leggi ad hoc e sanatorie per chi viola le regole. E poi c'è l'endemico conflitto di interessi del nostro paese.
Kakà resta al Milan! I tifosi milanisti (tra cui uno di noi) sono felicissimi perché si aspettavano che Kakà e il Milan non resistessero di fronte ai 110 milioni di euro che lo sceicco Mansour Bin Zayed (nella foto) aveva offerto al Milan e i 15 milioni l’anno promessi all’asso brasiliano. Lo sceicco si è consolato, si fa per dire, comprando Bellamy dal West Ham e si consolerà con altre offerte tra gennaio e l’estate. Ma c’è una domanda che nessuno sembra essersi posto: perché lo sceicco Mansour, invece di comprare un solo giocatore in Italia, non acquista un’intera squadra italiana? Gli costerebbe molto di meno e sarebbe una squadra in gran parte già fatta, cui apportare solo alcuni ritocchi per essere ben più competitiva del Manchester City. Per fare un esempio, la capitalizzazione di borsa della Juventus è di 170 milioni, quella della Roma di 85 milioni mentre la Lazio capitalizza solo 27 milioni. Le altre squadre non sono quotate in Borsa, ma il loro valore di mercato (in Italia coincide quasi solo con il parco giocatori) è probabilmente ancora più basso. Lo sceicco potrebbe fare shopping alla grande in Italia, di squadre prima ancora di giocatori, se solo lo volesse. Per la gioia di molti tifosi (uno di noi gli suggerisce caldamente l’acquisto del grande Toro).
Perché allora non lo fa? Ci sono due ragioni per le quali si acquista una società di calcio.

I RICAVI DELLE SQUADRE DI CALCIO IN ITALIA: UN TERNO AL LOTTO
La prima è quello più ovvia: per fare soldi. E’ vero, come ci ricordava un recente articolo del Corriere della Sera che alcune società inglesi non se la passano bene. La più prestigiosa, la squadra campione del mondo in carica, il Manchester United ha un indebitamento di 770 milioni di euro. Inoltre fronteggia la prospettiva di perdere il suo sponsor, la compagnia assicurativa AIG travolta dalla recente crisi finanziaria. Ancor peggio è messo il Chelsea, con un debito di 935 milioni di euro e un proprietario, Abramovich, che sembra essersi stancato di investire nel calcio. Anche Liverpool, Newcastle e il West Ham allenato da Zola sono in grave crisi. Ma se le squadre inglesi fanno scarsi guadagni, quelle italiane sono messe anche peggio. Per tante ragioni. L’ad del Milan Adriano Galliani ricorda spesso il regime fiscale che in Italia rende il “costo del lavoro” (gli ingaggi delle superstar) più elevato che nel resto d’Europa. Ma questo non è l’unico fattore di svantaggio competitivo. Di fronte a ingaggi fissati sul mercato internazionale, il calcio italiano ha debolezze nazionali sul lato dei ricavi. Gran parte delle entrate dei club viene dai diritti televisivi. In Italia le squadre di calcio ormai vivono solo di questi. Le loro fortune dipendono da trattative complesse, dall’esito molto incerto. Questo espone la proprietà a rischi più forti che altrove. In Inghilterra c’è molta più diversificazione nelle entrate: biglietti dello stadio, merchandising, sponsor e gestione degli stadi garantiscono fino al 70 per cento delle entrate. In Italia, stadi vecchi e poco ospitali scoraggiano la presenza di spettatori, specie durante i mesi invernali. Gli stadi non sono di proprietà dei club (solo la Juve si sta costruendo il suo) e ciò impedisce di ottenere ricavi derivanti dalla visita dell’impianto: al Bernabeu, per esempio, si fa la coda per visitarlo ogni giorno dell’anno. Il merchandising ha un valore ridotto dalla massiccia presenza di gadget “taroccati”, come accade del resto per la maggiore parte dei capi di abbigliamento di marca in Italia. In più, le squadre di calcio italiane sono spesso ostaggio della cosiddetta tifoseria organizzata, talvolta vere e proprie associazioni a delinquere che minacciano con le loro violenze di causare danni irreparabili ai patrimoni delle società. La timidezza con cui i presidenti delle squadre ricattate reagiscono alle violenze degli ultras, il fatto che ogni ministro degli Interni di turno faccia la voce grossa, ma le normative contro la violenza negli stadi siano ancora largamente inapplicate, garantendo un regime di impunità a ben identificabili bande di criminali, sono la dimostrazione evidente di questa malattia endemica del calcio italiano. Anche altrove ci sono i violenti, gli hooligans. Ma da noi la violenza è meno individuale; è organizzata per il conseguimento di fini economici, come la vendita dei biglietti omaggio e di oggetti di merchandising.
Per anni, le squadre si sono barcamenate scambiandosi calciatori e iscrivendoli a bilancio con valutazioni nettamente superiori a quelle del mercato per realizzare plusvalenze, portando in nero bilanci effettivamente in rosso e lasciando poi in eredità ammortamenti (dunque costi di esercizio) elevati. Decreti come il salvacalcio, varato sotto il precedente governo di un presidente di squadra di calcio, offrivano poi alle società la possibilità di svalutare il patrimonio calciatori, riducendo in questo modo gli ammortamenti, senza essere costrette a ricapitalizzare o fallire.
Insomma, in tutta la sua specificità, l’industria del calcio riproduce gli stessi fattori che allontano gli investitori esteri dalle aziende italiane. Le tifoserie organizzate non saranno come la mafia, la camorra o la ndrangheta, ma anche loro, in qualche modo, esigono un pizzo. I diritti di proprietà non sono difesi in modo efficace. Si fanno leggi ad hoc e abbondano le sanatorie per chi viola le regole.

I RITORNI DI IMMAGINE
Quindi in Italia non si compra una squadra di calcio per ottenerne direttamente profitti. Nella maggior parte dei casi, le squadre di calcio sono comprate per una seconda ragione, cioè per beneficiare di ritorni di immagine, connessioni e influenza politica. La Juventus è appartenuta da sempre al gruppo controllato dalla famiglia Agnelli. Il Milan appartiene a un impero mediatico come quello controllato dalla famiglia Berlusconi. Il Torino è controllato da un gruppo editoriale relativamente piccolo, quello di Cairo. Il Napoli è di proprietà di un gruppo che opera nel settore dei media, quello del presidente De Laurentis. Poi ci sono i petrolieri, come Moratti, Sensi, Garrone, la cui attività è molto influenzata da decisioni politiche come le norme sulla protezione ambientale, le accise sulla benzina e le varie Robin e Gheddafi tax. E non dimentichiamo che anche i due gruppi al centro degli scandali finanziari di qualche anno fa, Parmalat e Cirio, avevano due squadre di calcio. A prima vista si potrebbe pensare che questi benefici privati siano di scarsa rilevanza. Ma quanto ha influito il fatto che Tanzi e Cragnotti fossero proprietari di Parma e Lazio nelle decisioni di finanziamento delle banche verso questi gruppi? E che impatto ha il fatto che la famiglia Sensi possieda la Roma nella gestione del rientro del debito verso Unicredit?
Un’altra semplice prova del fatto che i benefici privati non sono trascurabili sta nel fatto che il presidente Berlusconi non ha certo pensato di dare ascolto ai tifosi che gli suggerivano di vendere il Milan e non Kakà. Probabilmente Berlusconi si aspetta un danno di immagine più forte se dovesse vendere la sua squadra a uno sceicco, soprattutto dopo aver difeso a spada tratta l’italianità di Alitalia. E ieri sera ha trovato il tempo per collegarsi personalmente con il Processo di Biscardi, Sky Sport 24 e Sport Mediaset Premium, e forse con altre emittenti, per dare al popolo milanista la buona novella relativa alla permanenza di Kakà. L’annuncio della possibile cessione era stato invece delegato al fido Galliani che si è beccato le contestazioni dello stadio.
Ma questi benefici privati sono rilevanti soprattutto per operatori economici che già operano in Italia, che hanno rapporti con la politica italiana o con i gruppi bancari italiani. Per lo sceicco Mansour sono del tutto irrilevanti. Ecco perché preferisce investire i suoi soldi nella Premier League. Come gli americani che hanno già investito nel Manchester United e nel Liverpool. Invece a Roma stanno ancora ridendo dell’americano Joe Tacopina che di soldi ne aveva pochi, ma di confusione ne ha fatta tanta.
Tratto da La Voce.info

La battaglia di Banda Bagaj per San Siro "a misura di tifoso"

Continua la civile protesta dell'Inter Club. Riceviamo questa loro lettera e pubblichiamo

A quanto pare le “crisi” dell’Inter durano 2/3 giorni.
Mercoledì sera abbiamo assistito alla grandissima prestazione dei ragazzi e, considerando che si trattava di un ottavo di Coppa Italia, grandissima partecipazione di pubblico.
Ma noi non siamo la gazzetta dello sport e ci tocca parlare di altro:

CAPITOLO 1
apprendiamo in questo momento che l’Inter si scusa…ops, si dice dispiaciuta per l’accaduto(ore e ore di coda per acquistare un biglietto presso le biglietterie dello stadio).
Noi su questo ci limitiamo a dirvi: andate a leggervi la mail che trovate in allegato e date un occhio a queste foto.
Forse era prevedibile e chi ha scritto quella mail, lo aveva previsto. CHE GENIO!!! J
CARISSIMO RESPONSABILE DELLE BIGLIETTERIE…
FOTO:
Questa e’ stata scattata alle 20,45. Esattamente nello stesso momento in cui veniva fischiato il calcio di inizio:









Questa invece e’ stata scattata esattamente un’ora dopo, alle 21.45, esattamente nello stesso momento in cui veniva fischiato l’inizio del 2° TEMPO :-O

Siamo a conoscenza di testimonianze, fatte da nostri soci e non (che ci hanno raggiunto proprio all’inizio del 2° tempo), che in 2 ore (due ore) di coda hanno visto centinaia e centinaia di tifosi abbandonare le code e tornare a casa imprecando:
-ma che cavolo ci regalano i biglietti a fare se poi ce li danno a fine partita?
-ecco la solita società disorganizzata
-Presidente Moratti, ma è obbligatorio dare incarichi così importanti a incompetenti: non sarebbe meglio utilizzare delle persone competenti e capaci?
chiaramente le dichiarazioni erano un pochino più pesanti ma vogliamo evitare volgarità.

CAPITOLO 2:
CARISSIMO RESPONSABILE PREZZI BIGLIETTI STADIO…
Ieri sera in occasione di un ottavo di tim cup, con un freddo porco, con la partita trasmessa in chiaro dalla tv, cosa ti fa il popolo nerazzurro!!!
Si presenta in massa allo stadio. E così, invece dei canonici 2 o 3 mila spettatori, ci ritroviamo in quasi 30.000, roba mai vista neanche in champions league.
Che sia solo una coincidenza che in champions league per un biglietto di curva ci vogliono 54.000 lire e invece ieri sera ci volevano solo 4 € ???
(noi usiamo lire o euro in base a come suona meglio, ma la sostanza non cambia).
Stai a vedere che i tanto maltrattati tifosi nerazzurri sono attaccati alla squadra molto di più di quello che si vuol far credere.
Forse chi attacca i tifosi nerazzurri per questo motivo sarebbe il caso che leggesse più attentamente le nostre mail e chiedesse lumi al
carissimo responsabile prezzi biglietti stadio…
RICORDIAMO che una curva Inter costa 54.000 lire e quella Milan 34.000 lire. Un 3° anello Inter 22 € e 3° Milan 11 € (paghiamo il doppio)


CAPITOLO 3
CARISSIMO RESPONSABILE TIFOSI OSPITI
Sappiamo che in società c’è giustamente un atteggiamento particolarmente ospitale con i tifosi avversari, e che ritiene poco rispettoso posizionarli al 3° blu.
Noi da tempo lo riteniamo eccessivamente ospitale per diversi motivi:
a) perchè gli ospiti devono essere trattati meglio dei tifosi interisti che invece al 3° anello ci vanno e spesso spendendo la stessa cifra degli ospiti che vanno al 1° blu?
b) Perché in tutti gli stadi in cui andiamo veniamo sempre posizionati nei posti più scomodi
c) Visto che il responsabile delle biglietterie ha dovuto sbattere il muso più volte per rendersi conto dei pasticci che stava facendo (vedi il CAPITOLO 1) e che gli stessi mass media e tifosi gli avevano fatto notare, dobbiamo attendere che il lancio di oggetti da parte delle tifoserie avversarie nei confronti dei tifosi interisti del 2° blu, 1° arancio o 1° rosso sia causa di qualche ferito grave prima che vengano adottate le giuste misure preventive come lo spostamento al 3° anello?
d) Visto e considerato quanto al punto c), dobbiamo prendere atto che la società F.C. INTERNAZIONALE mette su un piano privilegiato gli ospiti a discapito dei tifosi interisti, in particolare di quelli al 2° blu che tra l’altro risultano quasi tutti iscritti al centro coordinamento inter club?
Altra foto:
Quello che vedete è il fumo di una bomba carta fatta esplodere ieri dai tifosi romanisti. Niente di grave, per carità. Ma se un nostro iscritto viene diffidato perché trovato al 2° blu (per appendere lo striscione dell’Inter club di cui è vice presidente) con un biglietto di tribuna arancio, a questo tizio cosa gli diamo? La pena di morte?!
Ah, anche ieri, abbiamo assistito all’ennesimo tentativo di bruciarci lo striscione da parte dei tifosi ospiti.

CAPITOLO 4
DIFFIDA
C'è chi sostiene che la diffida (ufficialmente motivata con quel biglietto di tribuna arancio) non sarebbe altro che una punizione di qualcuno per farci pagare la nostra battaglia contro il caro biglietti. Noi non ci crediamo e pensiamo che non sia altro che una manifestazione di incompetenza da parte di un incompetente (sarà mica ROSSONERO!?!) che da tempo sta remando contro i tifosi nerazzurri e contro la società F.C. INTERNAZIONALE. Beh, che vada a lavorare con Berlusconi se è tanto attaccato al Milan…
Restiamo in attesa di sapere se partirà la diffida, da quando e per quanto. Così poi, ci assicura l’avvocato, ci faremo delle gran belle risate (basta documentarsi sul nostro sito http://www.bandabagaj.it/).
Per la gioia di alcuni (pochi) di voi, stiamo valutando l’idea di smettere di scrivere…
… e di lasciare ai nostri iscritti la possibilità di farlo. Così qualcuno si renderà conto di quanto sia molto meglio ricevere le mail solo dal presidente e vicepresidente della BB piuttosto che da tutti i loro iscritti…
Chiudiamo con un sogno. Si ricorda Presidente Moratti? WE HAVE A DREAM…
Ma questa è una storia tra la Banda Bagaj e il Presidente Moratti che, cogliamo l’occasione per salutare e ringraziare.

Un abbraccio a tutti
Inter club Banda Bagaj
info@bandabagaj.it

PS: invitiamo gli Inter club e tifosi tutti che invece di comunicare a noi tutto il loro disappunto su queste tematiche, sarebbe meglio che scrivessero direttamente agli interessati. Nel sito dell’inter trovate l’organigramma della società e come tutti sanno, l’indirizzo mail di questi signori è: nome.cognome@inter.it

Iniziativa del Genoa Club Red 'n Blue Ladies per le donne Saharawi

Riceviamo dall'Associazione Club Genoani e pubblichiamo

Stefano Rebora, Presidente Associazione Onlus “Music for Peace Creativi della Notte” accompagnerà Tina Ottolini e Patrizia Calabrese, rappresentanti del Genoa Club Red’n Blue Ladies sabato 23 Febbraio al campo profughi di Tinduf. Lo scopo è il recupero delle 1000 bandiere confezionate a mano dalle donne Saharawi, dell’ Escuela 27 de Febrero, in cui è nata una piccola cooperativa di sartoria, grazie alle macchine da cucire consegnate nel luglio 2007 e luglio 2008 dai volontari di Music for Peace. Il ritorno è previsto per mercoledì 28 gennaio all’aeroporto Cristoforo Colombo di Genova alle ore 17.50. I manufatti saranno venduti ai tifosi e il ricavato sarà consegnato, a vendita conclusa, alla delegazione di donne Saharawi. Al ritorno dal viaggio sarà indetta una conferenza stampa in cui si espliciteranno luogo e data della consegna monetaria.
Per ulteriori informazioni rivolgersi a
Genoasamp.com email info@genoasamp.com
Associazione Club Genoani email pcaricci@yahoo.it
Leggi anche Genoa-Palermo: vendita in beneficenza bandiere Saharawi

giovedì 22 gennaio 2009

Napoli, il "mal di trasferta" blocca il volo verso la Champions

Le statistiche del girone di andata promuovono a pieni voti gli uomini di Reja, che però devono recuperare l’"insufficienza" costituita dalla penuria di reti segnate in trasferta. Il rendimento casalingo ricorda quello analogo della stagione dell’ultimo scudetto

Il Napoli è promosso a pieni voti dopo la conclusione del girone di andata, ma deve "studiare" di più per far risultato in trasferta. E’ questa l’unica "insufficienza" della squadra di Eddy Reja, che occupa meritatamente il quinto posto con 33 punti al giro di boa del campionato 2008/09 che vuol dire Coppa Uefa. Se gli azzurri fossero stati meno "svogliati" fuori dalle mura amiche del San Paolo, avrebbero già un piede in Champions com’era sino a due domeniche fa: invece, la posizione è stata soffiata dal Genoa che è avanti di due lunghezze. Infatti, il rendimento casalingo è molto vicino a quello del torneo 1989/90, quello dell’ultimo scudetto (che era però a 18 squadre), in cui il Napoli vinse 7 partite e pareggiò solo con la Sampdoria. Quest’anno l’andamento è simile: 8 successi e una sola divisione della posta con il Cagliari. Solo il Milan ha fatto meglio con 9 vittorie e un solo pareggio. Non a caso l’11 del Golfo è il terzo miglior attacco casalingo con 19 reti: appena un gol in meno rispetto a Milan e Genoa. La situazione è completamente ribaltata in trasferta. Il Napoli segna col contagocce: soltanto 8 marcature, appena 3 in meno di due dei peggiori attacchi della massima serie, ossia quelli di Sampdoria e Chievo. E’ forse questo il male oscuro che frena la squadra azzurra e che ha partorito soltanto 2 successi e 2 pareggi su 10 partite esterne. La classifica dei tiri complessivi e quella dei tiri nello specchio può essere considerato un altro sintomo del "mal d’attacco" dei partenopei: nella prima graduatoria sono al 15° posto con 227 tentativi , contro i 342 della Fiorentina capoclassifica, e al 13° posto con 79 in quella dei tiri in porta, contro i 115 della capolista Roma. Ci si può comunque consolare con un dato statistico che evidenzia che quest’anno vincere fuori dal proprio stadio è molto difficile: appena 42 successi, pari al 22%. Non a caso la capolista Inter ha vinto 6 volte fuori da San Siro, ottenendo anche 2 pareggi e 2 sconfitte.
L’elemento che conforta è la solidità della difesa. E’ la quinta migliore in assoluto con 18 reti incassate: 5 in casa (secondo posto con il Milan) e 13 fuori (quinto posto). Il Napoli è in testa alla classifica dei contrasti totali (476) e di quelli vinti (379): in quest’ultima vi sono due azzurri tra i primi dieci, Blasi (55) e Gargano (52). Ciò è la testimonianza dell’ottima tenuta del bunker costruito da Reja tra il reparto arretrato e il centrocampo.
Capitolo a parte per espulsioni e ammonizioni, decisamente elevati: ben 5 volte è stato estratto il cartellino rosso contro gli azzurri, purtroppo in testa a questa classifica con Torino, Roma e Chievo. Gli arbitri hanno tirato fuori 49 volte quello giallo: il Napoli è quinto a pari merito con Torino e Genoa.
Sono stati 7 i goleador. Migliori realizzatori Hamsik e Denis con 7 reti. Lo slovacco ne ha segnate 3 con il piede destro, 1 di testa, 2 su rigore e una deviando un tiro in porta. "Marekiaro" ha giocato per 1277 minuti, segnando un gol ogni 182 minuti. Ecco la "radiografia" dell’attaccante argentino: 4 gol di destro, 1 di sinistro, 1 di testa e 1 su tap-in vincente. Sono 1220 i suoi minuti giocati, sempre presente in tutte le gare come Gargano, con una media di un gol ogni 174 minuti.
Lavezzi vanta uno score di 5 marcature: 2 di destro, 2 di sinistro e una su punizione. Il geniale giocatore argentino ha offerto ben 10 assist vincenti per i compagni: seguno Hamsik e Maggio con 4. L’ala destra della Nazionale ha anche realizzato 3 reti (due di sinistro e una su deviazione) giocando per 1356 minuti: la media è di un gol ogni 452 minuti. Due i tap-in con cui Zalajeta ha mandato il pallone alle spalle del portiere avversario: per lui 705 minuti giocati e una media di 1 rete ogni 353 minuti. Chiudono la classifica Pazienza e Mannini con 1 gol: rispettivamente 712 e 942 minuti trascorsi in gara.
Marco Liguori
(Riproduzione consentita soltanto dietro citazione della fonte)
Nella foto, tratta da http://www.sscnapoli.it/, festeggiamenti dopo un gol di Zalajeta

Tim cup: sintesi tv di Inter-Roma 2-1 (da You tube)

Milano, stadio "Giuseppe Meazza", mercoledì 20 gennaio 2009
Quarti di finale Tim cup (Coppa Italia)

INTER-ROMA 2-1 (primo tempo 1-0)
INTER (4-3-1-2): Toldo, Maicon, Burdisso, Samuel, Santon, Zanetti, Cambiasso, Muntari (41' st Mancini sv), Stankovic, Ibrahimovic, Adriano (32' st Chivu). (12 Julio Cesar, 24 Rivas, 7 Figo, 77 Quaresma, 45 Balotelli). All.: Mourinho.
ROMA (4-2-3-1): Artur, Cicinho, Mexes, Juan, Riise (25' st Menez), De Rossi, Brighi, Taddei (34' st Aquilani), Perrotta, Vucinic (15' st Pizarro), Baptista. (27 Julio Sergio, 15 Loria, 77 Cassetti, 26 Greco). All.: Spalletti.
Arbitro: Orsato.
Reti: nel pt 10' Adriano; nel st 16 Taddei, 17' Ibraimovic. Angoli: 7-6 per la Roma Recupero: 2' e 4' Ammoniti: Juan, Samuel, Mexes e Perrotta per gioco falloso, e Vucinic per comportamento non regolamentare Spettatori: 26.520

Sintesi di Inter-Roma 2-1 (immagini Rai tratte da You tube)

il pallone in confusione

Registrazione n° 61 del 28 settembre 2009 presso il Tribunale di Napoli
Sede: corso Meridionale 11, 80143 Napoli
Editore e direttore responsabile: Marco Liguori
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