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venerdì 28 maggio 2010

Federsupporter sollecita la Consob per tutelare gli azionisti della Lazio

La scrivente Federsupporter, in nome e per conto, nella fattispecie, dei piccoli azionisti della SS Lazio spa, con lettere raccomandate A.R., anticipate via fax del 10 e 30 marzo 2010 ( di tali lettere e relativi allegati si unisce copia alla presente per comodità di riferimento), chiedeva a codesta Commissione di intervenire in merito a rilevanti fatti, atti, comportamenti concernenti la suddetta Società.
Nonostante il lungo spazio di tempo ormai trascorso e pur comprendendo la numerosità e la gravosità degli impegni di codesta Commissione, a tutt’oggi, non risulta che a tale richiesta sia stato dato alcun seguito ed alcun riscontro.
Pertanto,con la presente, si rivolge, sia pure con spirito amichevole, un formale sollecito a codesta Commissione affinchè voglia diligentemente e tempestivamente esercitare i molteplici e penetranti poteri-doveri che la legge ad essa attribuisce onde assicurare la tutela sostanziale degli investitori: in questo caso,dei piccoli azionisti della SS Lazio spa.
Azionisti che, così come significato nella citata lettera del 30 marzo 2010, in pratica, non possono contare su nessun altro tutore istituzionale, almeno in sede amministrativa, se non la Consob.
Come noto,infatti, la SS Lazio spa, unica tra le spa calcistiche quotate, ha adottato e mantiene il sistema dualistico di governo societario, con l’unico o prevalente scopo ed effetto di totale esclusione dei soci di minoranza dalla vita della Società : sia pure sotto il minimale profilo informativo.
Scelta che appare del tutto opportunistica e come frutto di un vero e proprio abuso di diritto, se si tiene conto che il capitale sociale è largamente concentrato nelle mani di un solo socio il quale, inoltre, da sempre, svolge anche la funzione dirigente della Società e che da sempre ha mostrato e mostra una evidente, totale, assoluta insofferenza al dibattito assembleare e ad ogni confronto con la minoranza, in specie per quanto attiene ai bilanci.
Bilanci che, almeno ad avviso della scrivente, non sembrano informati a quel fondamentale principio di chiarezza voluto dalla legge onde assolvere compiutamente alla funzione informativa dei bilanci stessi : al punto che giurisprudenza di merito e di legittimità ha sancito essere nulle le deliberazioni approvative di bilanci non chiari .
Laddove un effetto paradossale della suddetta scelta di governo societario è che, di fatto, il Consiglio di Sorveglianza ed il Consiglio di Gestione si trovano, rispettivamente, nella oggettiva e di certo non voluta dalla legge condizione di controllante/controllato e di controllato/controllore.
Con fiducia in un tempestivo riscontro, nel frattempo, si porgono distinti saluti.
Il Presidente
Dr. Alfredo Parisi

lunedì 24 maggio 2010

Bilancio Lazio: nove mesi in netta flessione

Secondo l'analisti svolta da Lazio Family peggiorano i risultati del club biancoceleste. In particolare, la società dichiara che «non vi sono Piani industriali approvati dagli organi sociali, né in fase di implementazione»


1. Risultato del trimestre e dell’esercizio
Il terzo trimestre dell’esercizio 2009/2010 si chiude con una perdita di Euro 1,6 milioni; lo stesso periodo dell’esercizio precedente si era chiuso con un utile di Euro 2,84 milioni. La relazione al bilancio spiega che la flessione nei risultati del trimestre deriva “principalmente dall’aumento dei diritti alle prestazioni sportive, nonché dall’aumento dei costi retributivi dei tesserati quale conseguenza delle operazioni di mercato condotte sia nella sessione estiva che in quella invernale”. Il risultato dei 9 mesi fino al 31 marzo 2010 è positivo per Euro 1,82 milioni; lo stesso periodo dell’esercizio precedente si era chiuso con un utile di Euro 9,02 milioni. Dai dati suddetti risulta un peggioramento dei risultati economici dell’esercizio 2009/2010, sia se si guarda a 9 mesi complessivi sia se si guarda all’ultimo trimestre.
2. Fatturato
Il fatturato (tecnicamente, il “valore della produzione”) del terzo trimestre dell’esercizio 2009/2010 si attesta ad Euro 21,19 milioni (in linea con il risultato del terzo trimestre dell’esercizio precedente). Il fatturato progressivo di 9 mesi fino al 31 marzo 2010 si attesta ad Euro 64,03 milioni, contro Euro 58,8 milioni dell’esercizio precedente (+9%).

3. Costi
I costi operativi del terzo trimestre dell’esercizio 2009/2010 si attestano ad Euro 17,65 milioni contro Euro 13,47 milioni dell’esercizio precedente con un aumento del 31%. I costi operativi del periodo di 9 mesi fino al 31 marzo 2010 si attestano ad Euro 50,27 milioni contro Euro 41,93 milioni dello stesso periodo dell’esercizio precedente, con un aumento del 20%. La componente più rilevante dei costi operativi è rappresentata dai costi per il personale che ammontano nei 9 mesi del periodo fino al 31 marzo 2010 ad Euro 10,06 milioni contro Euro 6,29 milioni dello stesso periodo dell’esercizio precedente, con un aumento del 60%. La relazione al bilancio spiega che “l’aumento del costo del personale è dovuto principalmente all’incremento e miglioramento della rosa della prima squadra”. Gli ammortamenti del terzo trimestre dell’esercizio 2009/2010 si attestano ad Euro 5,38 milioni contro Euro 3,38 milioni dello stesso periodo dell’esercizio precedente, con un aumento del 59%.Gli ammortamenti del periodo di 9 mesi dell’esercizio 2009/2010 si attestano ad Euro 15,57 milioni contro Euro 11,16 milioni dello stesso periodo dell’esercizio precedente con un aumento del 39%. La relazione al bilancio spiega che l’incremento degli ammortamenti “è conseguenza degli acquisti fatti durante la campagna di trasferimenti estiva ed invernale, tesi al rafforzamento ed al ringiovanimento della rosa di prima squadra”. In altre parole, i costi operativi in generale e, in particolare, i costi relativi ai tesserati (per retribuzioni, oneri previdenziali, ammortamento del valore dei cartellini, ecc.) è in netta crescita; l’incremento dei ricavi (vedi punto 2) non è sufficiente a coprire i maggiori costi e da ciò consegue la perdita nel trimestre chiuso al 31 marzo 2010 e il regresso nel risultato del periodo di nove mesi.

4. L’attività sportiva e l’attività commerciale
I risultati dell’attività sportiva nei 9 mesi dell’esercizio 2009/2010 mostrano una perdita di Euro 5,8 milioni, a fronte di un utile di Euro 1,1 milioni dello stesso periodo dell’esercizio precedente. L’attività commerciale presenta un utile nei 9 mesi dell’esercizio 2009/2010 di Euro 7,6 milioni, a fronte di un utile di Euro 7,9 milioni dello stesso periodo dell’esercizio precedente.

5. Il patrimonio giocatori
Il valore del patrimonio giocatori al 31 marzo 2010 ammonta ad Euro 47,22 milioni (contro Euro 47,5 milioni al 31 dicembre 2009).

6. I contenziosi
La relazione al bilancio afferma che “il Gruppo Lazio è parte, attiva e passiva, in alcuni procedimenti giudiziari di cognizione ordinaria e d’ingiunzione, aventi ad oggetto alcuni rapporti commerciali e, in particolare: rapporti con tesserati, ex dipendenti, procuratori, fornitori e consulenti”.

7. Problematiche fiscali
La relazione al bilancio ricorda la transazione effettuata con l’Agenzie delle Entrate il 20 maggio 2005 per la rateizzazione di Irpef ed IVA dovute al 31 dicembre 2004. In proposito attesta che “sulla base di quanto previsto dai piani societari la Società sarà in grado di far fronte agli impegni finanziari derivanti dalla dilazione concessa dal fisco” e ricorda che gli importi delle rate a scadere “sono garantiti dalla cessione pro solvendo dei crediti rivenienti dagli incassi da biglietteria”. Nessun cenno si ritrova nella relazione al bilancio al 31 marzo 2010 di quanto segnalato nel bilancio al 31 dicembre 2009 e relativo ad Euro 3,4 milioni di disponibilità bancarie della Lazio vincolate a favore dell’Agenzia delle Entrate a garanzia del pagamento delle rate della transazione. La relazione al bilancio menziona anche due altre vertenze di natura fiscale inerenti i rapporti con i calciatori:- la prima riguarda il presunto obbligo di assoggettamento ad Irap delle plusvalenze derivanti dalla cessione dei diritti alle prestazioni sportive dei calciatori, che la Lazio non ha effettuato; ne sono derivati avvisi di accertamento contro i quali la Società ha presentato ricorso; il primo di questi ricorsi è stato respinto dalla Commissione Tributaria Provinciale di Roma;- la seconda riguarda la problematica dei compensi pagati ai procuratori che, secondo l’Agenzia delle Entrate, rappresentano costi di competenza dei giocatori che andavano assoggettati a ritenuta d’acconto. Ne derivano rilievi dell’Agenzia delle Entrate quantificati in circa Euro 4,5 milioni per ritenute d’acconto ed IVA relativi al 2003; la Società ha ricevuto una prima cartella esattoriale, a titolo provvisorio, di Euro 2,5 milioni.

8. Debiti scaduti
La relazione al bilancio indica in Euro 18,6 milioni il totale dei debiti scaduti al 31 marzo 2010 (erano Euro 12,86 al 30 giugno 2009). Lo scaduto nei confronti del personale ammonta ad Euro 3,89 milioni (era di Euro 1,84 milioni al 30 giugno 2009).

9. Piano industriale
La relazione esplicitamente dichiara che “non vi sono Piani industriali approvati dagli organi sociali, né in fase di implementazione”. Si tratta di un’affermazione (peraltro già esistenti nelle relazioni precedenti) molto grave e preocccupante per chiunque si occupi di gestione aziendale: come si fa a programmare e a gestire senza fare dei piani? Si gestisce con l’improvvisazione? Vista la situazione della Lazio sembra che si possa tranquillamente dire di sì,

10. Licenza UEFA
L’8 maggio 2010 la SS Lazio SpA ha ottenuto la licenza UEFA per la stagione sportiva 2010/2011. Peccato che, sul piano sportivo, questo riconoscimento non serva a nulla, visto che la Lazio l’anno prossimo non parteciperà ad alcuna manifestazione UEFA.

11. Risultati sportivi
La relazione afferma che il 9 maggio 2010, cioè dopo la vittoria a Livorno nella penultima giornata di campionato, la Lazio “ha confermato il diritto alla disputa del prossimo campionato di serie A, che genera i relativi potenziali ricavi conseguenti.” In questa affermazione colgo una soddisfazione che, visto l’andamento della stagione, non mi sembra affatto pertinente; o forse c’è la soddisfazione per lo scampato pericolo della retrocessione?
Paolo Lenzi - presidente di Lazio Family
Per gentile concessione dell'autore

sabato 22 maggio 2010

Il mistero delle Isole Cayman nel controllo del Liverpool

Nella prima puntata sui conti del Liverpool si evidenzia la presenza della Kop Football (Cayman) Ltd con sede nel famoso paradiso fiscale. I revisori di Kpmg Llp hanno in rilievo che Kop Football (Holdings) Limited, con sede in Inghilterra, che la mancata risoluzione del problema dell’indebitamento finanziario possa minare il principio di continuità aziendale


"You’ll never walk alone" è il motto che campeggia nel logo del Liverpool F.C., ed in questo momento il club di calcio ha bisogno della compagnia di nuovi proprietari nel suo cammino. Oggetto di questa esposizione sarà la descrizione del bilancio consolidato al 31 luglio 2009 di Kop Football (Holdings) Limited, l’ultima controllante, con sede nel Regno Unito, del gruppo, nel cui perimetro di consolidamento rientra il club di calcio professionistico conosciuto come: "Liverpool F.C.". Dalla lettura di quanto segue, si potrà ben comprendere come gli attuali proprietari del club abbiano deciso di porlo in vendita. L’investimento fatto con soldi presi a prestito, nonostante gli aumenti di fatturato, non ha generato quella redditività in grado di ripagare il prestito, inoltre a causa della chiusura dei rubinetti da parte delle banche, la proprietà è stata costretta, a sua volta, a prestare ingenti somme di danaro al club, che fruttano ulteriori interessi da pagare ad una società con sede nelle Isole Cayman, che fa capo sempre ai proprietari americani Hicks e Gillet. Bisogna anche aggiungere che la proprietà ha anche prestato garanzie per 110 milioni di sterline, necessario per il rifinanziamento del prestito bancario scaduto nel 2009. Il 16 aprile 2010, la proprietà del gruppo ha reso noto a mezzo di un comunicato, apparso sul sito internet ufficiale Liverpoolfc.tv, la volontà di cedere il club, nominando Martin Broughton, già presidente di British Airways PLC, come presidente della società Liverpool Football Club e Athletic Grounds Ltd, con un preciso mandato a vendere.
Il punctum dolens della situazione al 31 luglio 2009, è rappresentato dall’enorme costo del debito finanziario, che determina una situazione economica in perdita, la quale, a sua volta, aggrava ulteriormente la situazione patrimoniale già deficitaria. Infatti, le passività superano le attività determinando un patrimonio netto abbondantemente negativo e il 2008/2009 è il terzo esercizio consecutivo con un patrimonio netto negativo. Il quadro è completato dall’aumento dell’indebitamento finanziario netto che è passato da 299,8 milioni di sterline a 351,4 milioni di sterline. E i revisori di Kpmg Llp hanno in rilievo nella relazione, che la mancata risoluzione del problema dell’indebitamento finanziario possa minare il principio di continuità aziendale.
Per quanto riguarda il caso Liverpool vi sono delle analogie con il caso Manchester United. La prima è la modalità di acquisto dei due club, la seconda è la nazionalità statunitense dei proprietari. Infatti, in entrambi i casi è avvenuto l’acquisto del club di calcio ad opera di imprenditori statunitensi, con un’operazione di Leverage Buy-Out, ossia si è utilizzata una società indebitata con le banche per acquistare il club di calcio. Nel caso del Liverpool, la società veicolo utilizzata è stata: Kop Football Limited. Il 23 marzo 2007, Kop Football Limited acquisì il 100% della società Liverpool Football Club e Athletic Grounds Ltd, per un corrispettivo in contanti di 175 milioni di sterline, a cui sono stati aggiunti costi di acquisizione per 8,5 milioni di sterline, valorizzando l'investimento a 183,5 milioni di sterline. Questa operazione era supportata dalla convinzione che la redditività del club sarebbe stata in grado di ripagare il costo del debito oltre che rimborsare il debito stesso.
Secondo gli amministratori di Kop Football (Holdings) Limited, gli elementi chiave della strategia del Gruppo per la crescita sono: il rafforzamento della squadra di calcio, lo sfruttamento del marchio, e il finanziamento per la costruzione del nuovo stadio.
Dal punto di vista sportivo la stagione 2008/2009 ha visto il conseguimento del secondo posto in Premier League ed il raggiungimento dei quarti di finale in Champions League, con l’eliminazione subita ad opera del Chelsea. Il secondo posto in campionato ha permesso di aumentare il fatturato derivante dai diritti TV.
La struttura del Gruppo
La struttura del gruppo che controlla il Liverpool Football Club è piuttosto complessa. La holding finale risiede negli Stati Uniti, ma la proprietà passa poi, tramite una società con sede nelle Isole Cayman, denominata: "Kop Fottball (Cayman) Limited". Questa società, residente nel "paradiso fiscale" delle Isole Cayman, controlla, a sua volta, la holding del gruppo con sede nel Regno Unito, denominata: "Kop Football (Holdings) Limited".
La catena di controllo dall’alto verso il basso è la seguente: Kop Investment LLC (USA); Kop Football (Cayman) Ltd (Isole Cayman); Kop Football (Holdings) Ltd (UK); Kop Football Ltd (UK); Liverpool Football Club & Athletic Grounds Ltd. (UK).
La società: "Kop Investment LLC", con sede a Dallas, risulta registrata nello stato del Delaware (USA), forse per ragioni fiscali, tale società è la holding di controllo, che è di proprietà congiunta di George N. Gillett e Thomas O. Hicks. Questa società controlla Kop Football (Cayman) Ltd.
Kop Football (Cayman) Ltd, è una società, di cui si sa poco, con sede nel paradiso fiscale delle Isole Cayman. Essa controlla Kop Football (Holdings) Ltd.
Kop Football (Holdings) Ltd è la società capogruppo del Regno Unito e ha presentato i conti consolidati derivanti dalle sue due controllate: Kop Football Ltd e Liverpool Football Club & Athletic Grounds Limited.
Kop Football Ltd è la società indebitata, che è stata utilizzata per l'acquisto del club di calcio. Tale società di fatto è solo una subholding, in quanto come attività possiede solo la società Liverpool Football Club & Athletic Grounds Limited. Liverpool Football Club & Athletic Grounds Limited è la società meglio conosciuta come "Liverpool FC". Questa è la società che è stata venduta da David Moores a Gillett e Hicks e che ora è di loro proprietà attraverso una serie di holding come sopra descritto. (1 - continua)

Luca Marotta
jstargio@gmail.com

RIPRODUZIONE (ANCHE PARZIALE) DELL'ARTICOLO CONSENTITA PREVIA CITAZIONE DELLA FONTE: IL PALLONE IN CONFUSIONE

sabato 15 maggio 2010

I tifosi del Bologna scrivono al presidente Menarini

Riceviamo e pubblichiamo
Grazie al contributo volontario degli utenti dei siti di tifosi del Bologna Forumrossoblu, Federossoblu, Tifarebologna, Bologna nel cuore, nella giornata di oggi, abbiamo comprato una pagina del quotidiano sportivo Stadio-Corriere dello Sport - edizione di Bologna, per ribadire che l'attuale gestione del Bologna F.C. è improntata all'improvvisazione, che è cosa diversa dall'avere poche risorse, che la sbandierata vicinanza dell'azionista di maggioranza Geom. Menarini con Luciano Moggi offende ogni sportivo rossoblu e che non riteniamo che il 17° posto ottenuto per il secondo anno di seguito sia un obiettivo in linea con la storia e il nome della città rappresentati dalla società sprtiva Bologna F.C.

Riteniamo che vada fatta chiarezza sui reali obiettivi degli azionisti di maggioranza nel detenere la società e lasciarla galleggiare alla deriva, vorremmo che i media mantenessero alta la vigilanza sulle vicende societarie e che chiarissero senza mezzi termini che il Bologna non può perennemente vivacchiare tra prestiti e umiliazioni e, se lo fa, non potrà pretendere di ricevere applausi. Il pubblico si è ancora una volta stretto attorno alla squadra per amore di maglia non per gioia del risultato.
Siamo all'inizio dell'estate e non è tardi, se ci sarà compattezza e volontà di spronare la proprietà del Bologna F.C. per chiedere trasparenza e programmi.
Alleghiamo il comunicato facendo notare che si tratta di un gesto spontaneo, costoso e concreto di manifestare la nostra preoccupazione e insoddisfazione.
Ripetiamo una iniziativa già presa lo scorso anno quando fummo, purtroppo, facili profeti.
Manuel Gulmanelli
coordinatore dell'iniziativa per i 4 siti di tifosi
Clicca l'immagine per leggere il comunicato



giovedì 6 maggio 2010

Lettera aperta di un sostenitore della Lazio

Quale, ahimè vecchio anche di età, sostenitore della Lazio, come tale a titolo del tutto personale, espongo e propongo quanto segue.
E’ ormai prossima la fine di questa, per noi laziali, disgraziatissima stagione sportiva ed è necessario, pertanto e per tempo, fare alcune riflessioni, considerazioni e, soprattutto, avanzare qualche idea e qualche proposta, al fine di evitare che la prossima o, peggio, le prossime stagioni sportive siano, più o meno, simili a quella attuale.
Comincio da un tema che, per la verità, riguarda, non solo i sostenitori della Lazio (non mi piace più la parola "tifoso",perché essa ha ormai assunto un significato ed una valenza deteriori e negativi), bensì i sostenitori di tutte le società calcistiche ( dal latino "sustineo"che significa, non solo sostenere ed appoggiare, ma anche difendere e proteggere).
Mi riferisco alla così detta " tessera del tifoso" che, in realtà, dovrebbe più propriamente chiamarsi " schedatura del tifoso" , ispirata com’è, a parte alcuni aggiustamenti in corso d’opera, al principio che i " tifosi" sono una categoria ( un genus) potenzialmente e tendenzialmente criminale o, comunque, pericolosa .
La materia verrà approfonditamente esaminata e trattata in un mio studio che sto predisponendo per Federsupporter e che dovrebbe essere presentato in una occasione di incontro e di dibattito pubblici organizzata dall’Associazione .
Il principio che ha ispirato il suddetto studio, corrispondente alla natura e agli scopi di Federsupporter, consiste nel concepire il "tifoso" ,non come un mero soggetto passivo, al quale si riconosce solo l’obbligo di " credere, obbedire e combattere", di comprare a scatola chiusa abbonamenti allo stadio o alla pay tv, di comprare, spesso a prezzi esorbitanti, materiali e gadget della propria squadra, di comprare la comunicazione sportiva, scritta e parlata, di sottostare ad una normativa, di tipo emergenziale, sempre più repressiva, intimidatoria, complessa e farraginosa, non troppo dissimile, per quantità e qualità, da quella che disciplina la prevenzione e la repressione del terrorismo e della criminalità organizzata.
Ci hanno sempre raccontato e ci raccontano che il calcio è un gioco, un puro divertimento e che lo sport, in generale, è il paese delle meraviglie e dei balocchi : ciò non è mai stato e non è storicamente vero, come cercherò di dimostrare nel mio studio, perché , al contrario, lo sport, inteso come spettacolo ludico e, più modernamente, il calcio è sempre stato ed è, ormai in prevalenza, un importantissimo fenomeno politico, sociale ed economico.. 
Di sicuro, ai giorni nostri, il calcio è , sia in termini diretti sia di indotto, uno dei più importanti settori produttivi del Paese e chi " compra" il calcio e tutto quello che sta intorno ad esso non è più e solo un semplice "tifoso" o sostenitore, bensì, anche e, forse, soprattutto, un consumatore, al quale, perciò, vanno riconosciuti ed assicurati tutti i diritti e tutte le tutele che, come tale, sia l’ordinamento statale nazionale, sia l’ordinamento comunitario riconoscono e garantiscono.
Se, quindi, ci si cala nell’ottica e nella cultura del consumatore, ecco che è – sarebbe – del tutto logico e naturale non acquistare l’abbonamento a scatola chiusa della squadra del cuore, se quest’ultima non ha soddisfatto, non soddisfa o se essa è gestita secondo criteri non condivisibili e non condivisi.
Ma, sempre se ci si cala nell’ottica e nella cultura del consumatore, la prima cosa che dovrebbe garantite la" carta" del consumatore sportivo (altrochè tessera del tifoso), sarebbe quella del diritto di recesso, nel caso di abbonamento per l’intera stagione sportiva, ove, alla fine del girone di andata, non fosse stato conseguito un risultato sportivo minimo garantito a tale momento, previsto espressamente ed obbligatoriamente all’atto di offerta di acquisto dell’abbonamento stesso, stabilendosi, per questa peculiare forma di vendita a distanza, così come dispone il vigente Codice del Consumo, una peculiare forma, per l’appunto, di diritto di recesso, eliminando o attenuando un oggettivo fattore di debolezza contrattuale del sostenitore/consumatore .
Sempre nell’ottica e nella cultura del consumatore, dovrebbe essere, non come ora, ostacolato l’associazionismo di coloro i quali sostengono, comprano e finanziano il sistema sportivo e, segnatamente, quello calcistico, bensì incoraggiato e favorito, alla stessa stregua per cui il richiamato Codice del Consumo riconosce, incoraggia e favorisce le associazioni dei consumatori.
In particolare, a mio avviso, volendo anche rifarsi ad esperienze inglesi, spesso tirate in ballo a sproposito o solo per quello che fa comodo, dovrebbe essere previsto il diritto di tali associazioni, debitamente registrate e vincolate al rispetto di regole di democrazia interna, ad essere consultate periodicamente dalle società sportive sui risultati, i programmi e gli obiettivi delle medesime.
Un discorso a parte merita, poi, il così detto "azionariato popolare" di cui ciclicamente si parla, in maniera, peraltro, spesso fumosa, confusa ed astratta.
Anche in merito a questa tematica sto predisponendo per Federsupporter uno specifico studio che, una volta esaminato ed eventualmente approvato dall’Associazione, dovrebbe essere presentato in una occasione di incontro e di dibattito pubblici.
D’altronde,già oggi Federsupporter si pone e si offre come efficace strumento di tutela dei diritti e degli interessi dei piccoli azionisti di società sportive.
Infatti una associazione che possa rappresentare azionisti che detengano almeno il 2,5% del capitale sociale di una società quotata può esercitare l’azione di responsabilità nei confronti di chi amministra e gestisce la società stessa e può, come nel caso della Lazio, mediante la presentazione di proprie liste elettorali, far occupare da propri rappresentanti due posti su cinque nel Consiglio di Sorveglianza della società, così permettendo alle minoranze, oggi assolutamente escluse dalla vita societaria, un diretto, tempestivo ed efficace controllo sull’amministrazione e gestione della società.
Ma, tutto ciò detto e considerato, mi preme lanciare, a titolo personale, una idea che mi sta molto a cuore ed in cui credo molto.
Vale a dire l’organizzazione e la realizzazione, entro il mese di giugno del corrente anno, di quelli che, anche per voluta metafora storica , mi piace chiamare " Gli Stati Generali della Lazio " .
Una riunione, cioè, da tenersi per un giorno in un grande teatro che possa vedere insieme i sostenitori della Lazio, gli organi di informazione che si occupano di Lazio ed esponenti delle amministrazioni comunale e regionale, non solo nella persona del Sindaco di Roma e della Presidente della Regione Lazio, ma anche di rappresentanti di tutte le forze politiche presenti nelle suddette amministrazioni.
Data la complessità di una riunione del genere, è evidente che essa, qualora condivisa, necessiti, per essere organizzata e realizzata, dell’apporto e dello sforzo congiunti di tutti quanti hanno a cuore le sorti della Lazio : associazioni, organizzazioni, comitati, tutti espressioni , sia pure a vario titolo e con diverse natura e ruoli, del pubblico laziale, nonché singole persone alle quali premano il futuro ed il destino della Lazio .
Nella riunione potrebbero- dovrebbero- essere presentati , discussi ed approvati, documenti, mozioni, ordini del giorno, programmi, iniziative coinvolgenti, ciascuno nel proprio ambito, sostenitori, organi di informazione, istituzioni .
Solo così, almeno a mio parere, sarà possibile andare oltre sterili e declamatori mugugni, invettive tanto forti e veementi quanto, all’atto pratico, inefficaci e dare dignità e visibilità al fermo intendimento dell’insieme dei sostenitori della Lazio di voler contare, di essere propositivi, di non rassegnarsi ad un presente e, quel che è peggio, ad un futuro ed a un destino di mediocrità, di permanente e rassegnata sudditanza e subalternità nei confronti della Roma, di mortificante marginalizzazione.
Al punto che, così continuandosi, potrebbe tornare di attualità il progetto del regime fascista per rendere più competitive le squadre di calcio dell’epoca attraverso una politica di fusioni, che, per quanto riguarda Roma, non si realizzò compiutamente nel 1927, allorchè il federale fascista della Città, Italo Foschi, non riuscì ad includere la Lazio nella fusione forzosa che dette vita alla Roma .
Un ruolo fondamentale sono chiamati a svolgere gli organi di informazione che si occupano di Lazio.
Essi devono – dovrebbero- essere primariamente i "cani da guardia" dei sostenitori e non di chi si trovi al comando della società.
Al riguardo, voglio ricordare alcuni brani tratti dal " Saggio sull’arte di strisciare" del Barone Paul H.D. d’Holbach, scritti verso la fine del ‘700, ma, ancora, di attualità.
Il suddetto Barone, nel descrivere il comportamento del cortigiano, così si esprime :" Un buon cortigiano non deve mai avere una opinione personale ma solamente quella del padrone e il vero cortigiano è tenuto come Arlecchino ad essere amico di tutti, ma senza commettere la debolezza di affezionarsi a chicchessia; costretto a soggiogare anche l’amicizia e la sincerità, il suo attaccamento sarà riservato all’uomo al comando fino al momento in cui questo perde il potere."
Inoltre, desidero richiamare l’attenzione e la riflessione, rispettivamente dei sostenitori della Lazio e del Presidente di quest’ultima, dr. Claudio Lotito, sulle seguenti parole tratte dallo Hagakure ("all’ombra delle foglie") Codice dei Samurai : " Un vecchio valoroso samurai raccontava che durante la battaglia bisogna essere determinati a vincere un avversario più forte. Giorno e notte, senza sosta, bisogna pensare ad eliminare un nemico potente con coraggio e senza alcuna esitazione ". " Quando uno possiede un po’ di scienza, presto o tardi, diventa arrogante ed è felice di essere considerato diverso dagli altri . Tratta come roba da buttare via coloro che nel mondo si ritengono inutili . Una simile persona attira su di se il castigo del cielo ".
Infine, una nota a margine dopo la gara Lazio – Inter del 2 maggio ultimo scorso.
Si sono visti e sentiti: politici fare i comici; comici fare i politici ; giornalisti e, in genere, comunicatori fare i politici e i comici .
I principi ( lealtà, correttezza, probità, etica, morale ) non c’entrano , c’entra il marketing.
Vale a dire la ricerca, l’acquisizione, il consolidamento di mercato : nella fattispecie, quello costituito dagli elettori, lettori, spettatori, ascoltatori giallorossi, considerati più numerosi e portatori di vantaggi rispetto agli elettori, lettori, spettatori, ascoltatori biancocelesti.
Tutto qui, senza dimenticare che l’ipocrisia è un omaggio che il vizio rende alla virtù ( Francoise De la Rochefaucould , Parigi 1613-1680) e che bisogna sempre giocare lealmente, solo quando si hanno in mano le carte vincenti ( Oscar Wilde, Dublino 1854 – Parigi 1900).
Massimo Rossetti

il pallone in confusione

Registrazione n° 61 del 28 settembre 2009 presso il Tribunale di Napoli
Sede: corso Meridionale 11, 80143 Napoli
Editore e direttore responsabile: Marco Liguori
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