Ricerca personalizzata

mercoledì 20 ottobre 2010

Francesco Peccerillo sugli incidenti a Genova: «Il presidente del Consiglio si scusi con tutti gli italiani per non aver adottato contromisure»

Gent.le Direttore, vorrei tornare, brevemente, sugli scontri allo stadio di Genova durante la partita Italia-SerbiaSappiamo che il premier serbo si è scusato con il nostro presidente del Consiglio per i disagi arrecati dalla teppaglia ultrà. Il nostro Presidente, però, non ha pensato di doversi scusare con tutti gli italiani di non aver adottato tutte le contromisure affinchè gli scontri non avvenissero. Infatti non è scusabile che simili episodi avvengano nel nostro paese dove la sicurezza è messa al centro dell’attenzione del governo ed, inoltre, è destinataria della maggior parte delle risorse disponibili del bilancio pubblico. Ad essa si devono sacrificare, come ci viene spesso ripetuto, quelle destinate all’istruzione e alla sanità che, si dice, settori da privatizzare. Pertanto se la sicurezza è veramente la priorità delle nostre forze politiche al governo, costoro dovevano assolutamente informarsi, per tempo ed adeguatamente ,di quello che sarebbe potuto succedere allo Stadio Marassi e, di conseguenza, adottare le necessarie contromisure.
Se la sicurezza è invece un pretesto per individuare in figure deboli (zingari, ecc.) un nemico comune contro cui coalizzare il paese è, abbastanza palese, che ciò potrebbe funzionare, forse, ma conduce ad un pericoloso inbarbarbarimento della nostra società ed ad una progressiva chiusura, non adeguatamente supportata dal cosiddetto stato sociale.
Cordiali saluti
Francesco Peccerillo

il pallone in confusione

Registrazione n° 61 del 28 settembre 2009 presso il Tribunale di Napoli
Sede: corso Meridionale 11, 80143 Napoli
Editore e direttore responsabile: Marco Liguori
email marco_liguori@katamail.com

Si prega di non intasare le caselle di posta elettronica con spam pubblicitario e di altro tipo (come appelli politici). Questo sito tratta solo di calcio, finanza del calcio e di argomenti affini. Ogni abuso sarà punito.

Le foto presenti su "il pallone in confusione" sono state in gran parte prese da siti Internet: dovrebbero essere di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, possono segnalarlo a uno dei due indirizzi email sopra indicati