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mercoledì 20 febbraio 2008

belletti e vecchi merletti

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Il lifting della Signora

di Marco Liguori

Nonostante il calo degli incassi dovuto alla retrocessione, la Juventus ha annunciato un risultato operativo in attivo per il primo trimestre 2006-2007. Con i proventi del calciomercato inseriti a sopresa nella gestione ordinaria: adesso non è colpa di Moggi...

Mercoledì 15 novembre 2006

La Vecchia Signora si è “imbellettata”. La Juventus, tenuta ad obblighi informativi periodici poiché è quotata in Borsa, ha comunicato lo scorso 13 novembre che è riuscita a chiudere in attivo il risultato operativo (ossia ricavi meno costi) del primo trimestre 2006/2007 per 16,4 milioni di euro, al netto della cifra di 5,7 milioni che include ammortamenti e svalutazioni diritti calciatori, oltre che accantonamenti e altri tipi di ammortamenti. La società bianconera aveva invece subito nel medesimo periodo una perdita pari a 15,5 milioni. Il risultato positivo è stato possibile grazie appunto a una “cosmesi” di bilancio: nei ricavi della gestione caratteristica (pari a 61,4 milioni) è stata inclusa la voce “proventi da gestione diritti calciatori” per oltre 38 milioni di euro. Grazie a questa cifra, derivante dalle cessioni effettuate nella prima fase della fase della campagna trasferimenti dei giocatori, l’incremento dei ricavi – ha dichiarato in una nota la società controllata dall’Ifil – rispetto ai primi tre mesi dello scorso esercizio è stato pari all’incirca al 40,6%. Riguardo ai costi (in totale 39,4 milioni), nella trimestrale 2006/07 è stata inclusa anche la voce “oneri da gestione diritti da calciatori”, ossia le passività derivanti dalle cessioni operate sempre nella prima fase del calciomercato svoltasi in luglio-agosto, pari a 1,7 milioni. Stando sempre alla comunicazione della società, i costi sono risultati «in diminuzione del 14,2%, rispetto a 45,9 milioni del corrispondente periodo dell’esercizio 2005/2006». La Vecchia Signora ha dunque scelto di inserire le plusvalenze e le minusvalenze del calciomercato nella gestione ordinaria.
Peccato che l’articolo 2425 del Codice Civile (relativo alla formazione del conto economico) disponga in modo completamente differente al riguardo: i calciatori, o meglio i diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori, sono considerati beni immateriali della società. Non a caso, il loro valore è ammortizzato a rate costante in relazione alla durata dei contratti stipulati con ciascun giocatori. Quindi, nel caso della loro cessione, la nostra legge prevede che il provento va iscritto nelle componenti non ordinarie del conto economico, ossia alle voci “proventi ed oneri straordinari”. L’attività di compravendita non è quella principale della Juve, che deve organizzare lo spettacolo delle partite di calcio tramite i propri beni che sono appunto i calciatori. Per rendere meglio l’idea si può ricorrere a un esempio. Se l’Alitalia, che ha come oggetto sociale il trasporto di merci e passeggeri tramite i proprie aerei, vendesse un proprio apparecchio non iscriverebbe la somma conseguita nei ricavi ordinari, ma nelle plusvalenze straordinarie. La società bianconera ha spiegato nel comunicato che nell’ultima trimestrale sono stati applicati i principi contabili internazionali Irfs: ciò non c’entra nulla con le disposizioni del Codice Civile, che restano sempre in vigore. Non a caso, la Juventus aveva inserito nella prima trimestrale 2005/2006 le plusvalenze e le minusvalenze tra le componenti straordinarie. La conseguenza della “cosmesi” è che senza plusvalenze e minusvalenze da gestione calciatori, la differenza tra ricavi (che ammonterebbero a 23,3 milioni) e costi (37,6 milioni) del trimestre concluso al 30 settembre scorso si chiuderebbe con un risultato negativo per oltre 19,9 milioni. Ciò non andrebbe ad inficiare il risultato netto finale del periodo, positivo per 11,7 milioni. Cambia però la sostanza, in quanto la Juventus nel primo trimestre non solo presenterebbe uno squilibrio nel risultato operativo, ma sarebbe superiore a quello dello scorso esercizio, pari a una perdita di 15,5 milioni.
L’inserimento dei “proventi da gestione diritti calciatori” ha compensato notevolmente le perdite degli altri ricavi. Quelli da gare sono diminuiti dai 3,19 milioni del primo trimestre 05/06 agli 1,25 milioni del periodo luglio-settembre 2006 «per effetto principalmente – si legge nel testo della trimestrale – dei minori ingaggi per gare amichevoli (-1,4 milioni), dei minori ricavi da abbonamento (-0,4 milioni) e dall’assenza dei ricavi della Supercoppa Italiana (-0,3 milioni) e dei ricavi derivanti dalla disputa delle coppe europee (-0,1 milioni), parzialmente compensati dalla maggiore quota di ricavi da biglietteria riconosciuta dalle squadre ospitanti nelle gare fuori casa (+0,3 milioni)». Passando ai ricavi per diritti media e tv, la riduzione di oltre 7 milioni di euro «si origina anche per effetto della rinegoziazione dei contratti con Sky Italia per la corrente stagione sportiva». I ricavi da sponsorizzazione e pubblicità sono diminuiti di 8,7 milioni, a causa della «diminuzione dei corrispettivi annui dei contratti commerciali a seguito della retrocessione in serie B» conseguente al processo sportivo. Queste somme in calo sono state bilanciate anche dall’aumento di 2,8 milioni della voce “altri ricavi” «per effetto dei maggiori indennizzi assicurativi – prosegue il testo della semestrale bianconera – incassati nel trimestre rispetto all’analogo periodo dell’esercizio 2005/2006 (+1,8 milioni) e dei maggiori contributi della Lega Nazionale Professionisti (+1,1 milioni)». La variazione complessiva dei ricavi è pari a 17,7 milioni.
Un’ultima considerazione. La Juventus indica nella prima trimestrale 06/07 che «i dati al 30 settembre 2005 sono stati in alcuni casi riclassificati al fine di favorire la comparabilità dei dati». Inoltre, anche per il primo trimestre 2005 sono stati inclusi i proventi (5,3 milioni) e gli oneri da gestione (2,6 milioni) diritti dei calciatori, che nel documento contabile emanato l’anno scorso non erano state incluse. Con queste due “innovazioni” si registrano differenze sostanziali migliorative riguardo al risultato operativo dei primi tre mesi dello scorso esercizio: 19,5 milioni nella prima stesura contro i 15,5 milioni di quella inserita nel documento emanato il 13 novembre scorso. I 19,5 milioni sono curiosamente lo stesso passivo di quello conseguito (come si è detto di 19,9 milioni) al 30 settembre scorso, al netto di proventi e oneri da compravendita calciatori. Migliora anche il risultato netto finale: la perdita era ammontata a 18,8 milioni nel documento originario, mentre nell’ultimo il “rosso” è stato di 17,3 milioni.

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il pallone in confusione

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