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mercoledì 12 marzo 2008

Buio a San Siro

Altro che partita perfetta, Mancini ha commesso ieri sera tutti e sette i peccati capitali. E Pippahimovic sembrava il protagonista di una puntata di Chi l'ha visto...

di Paolo Ziliani
da www.paoloziliani.it

i 15 gol di Moratti non aveva creduto nessuno; ma alla Partita Perfetta di cui aveva parlato Mancini, forse, qualcuno sì. Invece, ecco l'Inter giocare la solita Partita Farlocca, perdere col Liverpool a San Siro e uscire, come un anno fa (Valencia), come due anni fa (Villareal), come tre anni fa (Milan) al primo ostacolo serio incontrato sul suo cammino in Champions League. Due a zero all'Anfield Road (in 10 per il rosso a Materazzi), uno a zero a San Siro (in 10 per il rosso a Burdisso): un'eliminazione che definire deprimente è un complimento. Com'è stata, dunque, la Partita Perfetta che l'Armata di Mancini avrebbe dovuto sfoderare per sbriciolare il Liverpool? Ve la raccontiamo.

Pronti-via, le prime due cose che balzano agli occhi sono Burdisso esterno sinistro nella difesa a 4 dell'Inter (dunque Chivu, schierato centrale a fianco di Rivas a dispetto dell'infortunio alla spalla, sta bene); e Carragher spostato a destra nella difesa a 4 dei Reds (al centro, accanto a Hyypia, Benitez ha inserito Skrtel). Dopo pochi minuti, mentre Carragher comincia a fare la sua parte da ottimo difensore qual è, la domanda che tutti si pongono è: a cosa serve Burdisso? Siccome c'è una partita da vincere 3-0 – almeno su questo, non ci piove -, non sarebbe il caso di retrocedere al posto del n. 16 Zanetti e di inserire un Figo o un Jimenez? La mossa di Burdisso appare due volte folle per un'altra ragione: l'argentino - bravo ragazzo, per carità – è l'inaffidabilità fatta difensore, visto che una partita sì e l'altra pure rischia il rosso. Il nostro eroe somiglia sinistramente al Materazzi prima maniera, quello cui la curva urlava “Picchia per noi!” e lui, tutto felice, eseguiva: e se in Italia una volta gli va bene e una male (per esempio: in Inter-Juventus 2-2, Coppa Italia, Farina lo caccia dal campo per rosso diretto al minuto 9, mentre in Inter-Roma 1-1, campionato, Rosetti se la fa sotto, finge di non vedere una sua entrata spacca-caviglia su Taddei e lo lascia in campo, già ammonito, evitando all'Inter, sotto di un gol e in 10 per l'uscita di Maxwell, il naufragio), in Europa arbitri cacasotto non se ne trovano. Risultato: alla mezzora, ecco l'arbitro norvegese Ovrebo sventolare sotto il naso di Burdisso il cartellino giallo. Kuyt gli sta sgusciando via a metà campo, lungo la linea di fondo, e Burdisso – cadendo – non trova niente di meglio da fare che alzare lo scarpone all'altezza del naso dell'attaccante. Pensierino della sera: Burdisso ammonito alla mezzora significa Inter a rischio massimo di restare, al più presto, in 10 uomini. A San Siro (e in tivù) lo sanno anche i bambini.

Ma Burdisso a parte: come va, intanto, il match? Mica tanto bene, per l'Inter. Se è vero che a tutti è stato chiesto di giocare la Partita Perfetta, fa sorridere che il vero leone in campo – fra i guerrieri nerazzurri – sia Rivas. Sì, avete capito bene Rivas: il migliore in campo è di gran lunga il giovane colombiano, che è la settima o ottava scelta nella difesa di Mancini. È lui che se la vede, spesso da solo, col pericolo pubblico numero 1, Torres: ebbene, Rivas sbaglia pochissimo, anzi quasi niente. E gli altri? Zanetti ha cominciato a fare, da subito, le azioni alla disperata – palla portata in corsa, di peso, da un'area all'altra –, azioni che avrebbe un senso vedere all'80', quando gli assalti all'arma bianca diventano indispensabili. Vieira è il solito dromedario: va ai 2 all'ora, sbuffa e traccheggia ma incide zero (se non ricordiamo male, l'ultima volta che è stato in forma fu alla Juve, appena arrivato, estate-autunno del 2005). Stankovic è claudicante da un anno esatto, per l'esattezza dal giorno di Livorno-Inter 1-2, quando si fece male 3 giorni prima di Valencia-Inter (che giocò da zombi): e Inter-Liverpool gli serve se non altro per entrare nel Guinness dei Primati alla voce “calciatore con l'acciacco più lungo della storia”.

E Ibrahimovic? Ibrahimovic non c'è. Perché Mancini, come sempre in Champions League, ha mandato in campo il suo sosia, Pippahimovic, che gli somiglia molto, ha il numero 8 sulla schiena e probabilmente è un lontano parente di Cimabue: quello che fa una cosa e ne sbaglia due. Una cosa buona, a dire il vero, Pippahimovic la fa: a metà primo tempo – credendosi Ibra – mette Cruz solo davanti a Reina, sia pure decentrato a sinistra. Cruz vede Stankovic acciaccato solo a centro area, preferisce tirare, la palla esce di pochissimo. L'assist per Cruz, davvero pregevole, è l'unica cosa buona che Pippahimovic combina in quella che dovrebbe essere la Partita Perfetta. Si mangia un gol fatto quando Skrtel, con uno svarione, lo lancia a tu per tu con Reina; tira 3 o 4 punizioni una più brutta dell'altra (per inciso: Gerrard, che gioca una partita orrida, tira una punizione e a momenti fa gol); perde una montagna e mezzo di palloni e ci si chiede – appunto – perché Mancini in Europa si ostini a mandare in campo lui, e non Ibra, quello che segna sempre all'Empoli e al Parma e che avrebbe meritato, come si sa, il Pallone d'oro. Altro che quella schiappa di Kakà.

Ancora. Maicon gioca 40 minuti in catalessi, si risveglia una volta, ne approfitta per fare la cosa che dovrebbe cercare di fare 7-8 volte, nella Partita Perfetta: cioè andare sul fondo e metterla in mezzo (dove Cruz, forse temendo che alle sue spalle ci sia il claudicante Stankovic, tocca di tacco: Reina in qualche modo arraffa palla e sventa). Detto che Cambiasso anche stasera non sembra Matthaeus – e nemmeno Simeone – , per trovare il secondo giocatore in forma dell'Inter bisogna tornare al centro della difesa: dove accanto a Tyson Rivas, che gioca una Partita Eccellente, troviamo Chivu, mandato in campo con una spalla tenuta insieme col Lego, e però bravo, coraggioso, autoritario, lucido.

Il primo tempo finisce 0-0, con Burdisso ammonito e Rivas e Chivu migliori in campo (nell'Inter, perlomeno) e la domanda è: dov'è l'errore? Bisogna segnare 3 gol al Liverpool e i trascinatori sono i due difensori centrali: un colombiano alle prime armi e un difensore che sulla schiena ha scritto Enrico Toti? Come diceva quello: sogno o son desto?

Secondo tempo. Drammaticamente, l'Inter torna in campo così com'era uscita. C'è il dromedario Vieira, c'è il cigolante Stankovic, c'è il sosia di Ibrahimovic, Pippahimovic; ci sono lo sbadigliante Maicon e il centometrista Zanetti ma soprattutto c'è ancora lui, l'inutile e catastrofico Burdisso. Possibile, ci si domanda? Possibile. A Mancini, Burdisso deve piacere moltissimo: tant'è vero che anche un anno fa, nella serata tragica di Valencia, lo schierò titolare. Risultato: naufragio ieri, naufragio oggi. Il cronometro non ha ancora scandito il minuto 50 ed eccolo lì, Bertoldo Burdisso, seduto nell'erba a guardare – stranito – il cartellino rosso che l'arbitro norvegese, meno cacasotto di Rosetti, gli sventola in faccia. Ne converrete: siamo al ridicolo! E la domanda è: caro Mancini, tu che hai passato i primi 15 minuti a scattare dalla panchina – come tarantolato – chiedendo il giallo per ogni banale fallo dei giocatori del Liverpool (comportamento ridicolo, a questi livelli: avete mai visto un Ferguson, o un Benitez, dare in escandescenze in Champions League come fossero al Torneo dei Bar nella finale unica Bar Sport contro Bar Moka?), caro Mancini – dicevamo - davvero non hai pensato di mandare calamità-Burdisso sotto la doccia, nell'intervallo? Ma non sei tu l'allenatore dell'Inter? Non sei tu l'allenatore che ha visto Burdisso uscire per un rosso, dopo 9 minuti, contro la Juve in Coppa Italia? Non sei tu l'allenatore che ha sudato freddo quando Rosetti – per tua fortuna - ha fatto finta di non vedere l'entrata inaudita di Burdisso, già ammonito, sulle caviglie di Taddei, al 60' di Inter-Roma? Un'entrata da rosso diretto che se fosse stata sanzionata avrebbe visto l'Inter colare a picco e la Roma, oggi, a meno 3 in classifica? Per favore Mancini, diccelo: perché non hai pensato di togliere di mezzo Burdisso, che oltre a non essere Beckenbauer era il giocatore più inutile, oltre che potenzialmente dannoso, in campo nell'Inter? Non dirci che non ci hai pensato. Dicci che per te Burdisso è Maradona, così almeno capiamo. O se non altro, ci adeguiamo.

E così: con l'Inter in 10 uomini – ormai siamo alla barzelletta – il Liverpool affonda il colpo e segna l'1-0. Lo fa con Torres, che prende d'infilata Rivas e Chivu lasciati soli al loro destino. Baci, abbracci e titoli di coda.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

grande sintesi. il resto e' storia: il presidente del centenario che scende negli spogliatoi e cazzia l'allenatore perche' non ha fatto giocare figo. lo spogliatoio che si spacca con figo-stankovic-crespo-materazzi-viera-cruz (praticamente il club della terza eta!) che si rivoltano contro l'allenatore. e quest'ultimo che capito l'andazzo va in sala stampa ad annunciare le prossime dimissioni ....
restiamo nell'attesa dell'altro simpaticone : maurinho ...
(antonio)

Anonimo ha detto...

Veramente un articolo obbiettivo e pieno di contenuti tecnici....

Egregio sig Liguori eviti di linkare gente che ha semplicemente il dente avvelenato...
obbiettività zero.
Mi sembra che nel suo blog si parli di calcio un po' più seriamente obbiettività zero.

Kundo

il pallone in confusione

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