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mercoledì 5 marzo 2008

Quant'è sempre bello rateizzare

Liberomercato 5 marzo 2008 pagina 8

Deve all’erario 6,24 milioni

Anche il Chievo spalma il debito con il fisco

Marco Liguori
Anche il Chievo Verona ha scoperto quant’è bello rateizzare i debiti con il fisco. La società veneta nel bilancio 2006/07, coincidente con l’ultima stagione trascorsa in serie A e chiuso con una perdita di 6,38 milioni di euro (utile di 385mila euro nel 2005/06) e un patrimonio netto di 9 milioni (precedenti 15,1 milioni), presenta debiti complessivi per 33,27 milioni (-1%), di cui 6,24 milioni (-13,11%) con il fisco. Nella nota integrativa si spiega che quest’ultima voce "è composta da debiti verso l’erario per l’Iva per euro 861.493" e "per Iva rateizzata entro l’esercizio successivo per euro 1.265.762 e per euro 1.518.915 oltre l’esercizio successivo". In totale 2,78 milioni "rateizzati grazie a una transazione raggiunta con l’Agenzia delle Entrate a marzo 2007". In aggiunta, ci sono "debiti verso l’erario per Irap e sanzioni Iva pari a euro 651.927" che "sono stati rateizzati grazie a una transazione raggiunta con l’Agenzia delle Entrate ad ottobre 2006". Sempre nella nota integrativa si legge che oltre alle dilazioni, il club presieduto da Luca Campedelli presenta altre somme dovute "per le ritenute Irpef effettuate sui lavoratori dipendenti pari a euro 1.278.531, per altre ritenute d’acconto per euro 16.708" e "per il debito per l’Irap per euro 646.045". Gli "asini volanti" aggiungono che la cifra dovuta per questo importo "include le eventuali sanzioni il cui valore è stato accantonato al fondo rischi diversi". Quest’ultimo ammonta a circa 99mila euro, su un totale fondo rischi di 818mila euro.
Tornando allo stato debitorio, esso ha sovrastato i crediti (13,60 milioni, +17,1%) per 19,7 milioni. In esso spiccano i 10,7 milioni dovuti agli istituti di credito: nei "proventi e oneri finanziari" sono registrati interessi passivi bancari per 810mila euro su un totale di 1,09 milioni. La voce "altri debiti" ammonta a 5,19 milioni: 1,9 milioni verso società di factoring per "anticipazioni del credito verso Lega per i trasferimenti dei calciatori" e "da debiti verso dipendenti per le competenze maturate per euro 3.050.184". Inoltre, esisteva un debito di 1,14 milioni con la controllata Chievo Verona Servizi, a cui sono stati ceduti i marchi a fine giugno 2005 con una plusvalenza di 10,07 milioni.
Nella relazione sulla gestione la società evidenzia l’ammortamento di 9,43 milioni, contabilizzato negli oneri straordinari, che ha estinto la passività relativa alla legge 27/2003 "spalma-ammortamenti". "In assenza di questa partita straordinaria – si legge nel testo – il bilancio della società al 30 giugno avrebbe riportato un utile di esercizio superiore ai 3 milioni". La gestione straordinaria del conto economico è positiva per 2,6 milioni grazie a ben 11,14 milioni di plusvalenze da cessioni calciatori: la società non ha fornito i nomi. Invece, quella caratteristica è in rosso per 7,4 milioni nonostante i ricavi (31 milioni) siano cresciuti del 5%. Tra essi si nota un calo di un milione per quelli da gare, mentre i proventi della Lega Calcio sono aumentati di 1,9 milioni come anche la voce "altri proventi" per 1,02 milioni: il Chievo non li specifica, ma potrebbero riferirsi in parte al turno preliminare di Champions League, conclusosi con l’eliminazione dal Levski Sofia. Immutati i diritti tv a 15,8 milioni. I costi (38,4 milioni) sono lievitati del 31%: gli stipendi (17,4 milioni) sono cresciuti di 4,13 milioni, mentre l’incremento dei servizi è di 1,6 milioni. Tra questi, 838mila euro per adeguamento dello stadio alla normativa sulla sicurezza.

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