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mercoledì 19 marzo 2008

Ritorna il Caso Unità - seconda puntata

http://dagospia.excite.it/articolo_index_38959.html

ACQUISTI PER CASO – A FINE MESE POTREBBE CHIUDERSI LA TRATTATIVA TRA I SOCI DELL’“UNITÀ” E LA FAMIGLIA CASO (10 MILIONI PER IL 70% DELLE QUOTE) – E IL CDR ADESSO QUASI RIMPIANGE GLI ANGELUCCI…

Jarvis Macchi per “Italia Oggi”

Prosegue la trattativa per l'acquisto da parte della famiglia Caso dell'Unità, che, secondo le indiscrezioni raccolte da “ItaliaOggi”, sarebbe vicina alla conclusione. Un accordo potrebbe essere raggiunto in tempi brevi nonostante l'assemblea di ieri dei soci della Nie, la società Nuove iniziative editoriali che controlla il capitale del quotidiano fondato da Antonio Gramsci, non abbia ancora deliberato quell'aumento di capitale necessario per far entrare Gian Gaetano e Fabio Caso in possesso del pacchetto di maggioranza del quotidiano. I soci non hanno ancora stabilito nemmeno la data del cda della Nie che avallerà l'acquisizione, che dovrebbe comunque svolgersi entro fine mese.

IN ATTESA DEL CDA
Sarà quello l'appuntamento per sapere se i Caso saranno o meno i nuovi proprietari della testata diretta da Antonio Padellaro. Intanto gli avvocati delle due parti stanno lavorando per mettere a punto i dettagli dell'operazione: l'avvocato Giovanni Frau a rappresentare la Nie guidata da Marialina Marcucci e lo studio Adoninno Ascoli Cavasola per i Caso. Sempre secondo le ultime indiscrezioni, si vanno delineando quelli che sarebbero i particolari della cessione: i Caso rileverebbero il 70% delle quote della Nie per un prezzo di 10 milioni di euro. A questo bisognerebbe aggiungere una cifra compresa tra i 7-8 milioni di euro come aumento di capitale, prioritario rispetto al pagamento delle quote agli azionisti.

IL PIANO INDUSTRIALE
L'Unità perde oggi circa 4,7 milioni di euro l'anno e usufruisce di un contributo per l'editoria da parte dello stato pari a 6,4 milioni di euro l'anno. Il valore del contributo sarebbe garantito dai soci attuali, qualora venisse a mancare, fino al 2010. Il piano industriale per il rilancio dell'Unità prevedrebbe una politica di allegati e speciali per aumentare sia le vendite sia la raccolta pubblicitaria per arrivare a break even in 24-36 mesi senza tuttavia ridurre gli organici redazionali.

I TIMORI DEL CDR
La notizia dell'interessamento di Gian Gaetano e Fabio Caso aveva spinto il cdr dell'Unità a convocare un'assemblea nella giornata di lunedì, che è stata aggiornata a domani. Dopo l'anticipazione di “ItaliaOggi” di venerdì scorso sullo stato della trattativa della famiglia Caso con la Nie, il cdr aveva chiesto alla proprietà «garanzie chiare circa un passaggio cruciale nella vita del giornale»; esortando Francesco Di Stefano, l'editore di Europa 7 che si era detto in più occasioni disponibile a rilevare “l'Unità”, di «andare oltre le parole e di esprimere in tempi rapidi atti espliciti che dimostrino nei fatti la volontà di diventare editore del giornale fondato da Antonio Gramsci».
Fatti che non sono arrivati così come chiarificatore non è stato l'incontro avuto tra il cdr e la proprietà del quotidiano. E c'è chi in redazione «si pente» delle barricate erette, non ufficialmente ma nei fatti, di fronte all'arrivo degli Angelucci, che hanno fatto naufragare la trattativa. Non solo. La domanda che più gira tra le postazioni dei redattori è come mai Walter Veltroni, ex direttore dell'Unità e da sempre interessato alle sorti del giornale, a maggior ragione durante questa campagna elettorale, non abbia trovato un imprenditore di area disposto a rilanciare il quotidiano? Il timore di molti redattori è infatti quello di un «disimpegno» del Pd nei confronti del giornale.

Dagospia 19 Marzo 2008

1 commento:

Anonimo ha detto...

E come da programma, scatta lo sciopero. Suggerisco di farsi una bella lettura delle motivazioni a questo link:

http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=73935

Caso Beffardo
http://giornalistinonpercaso.splinder.com

il pallone in confusione

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