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martedì 9 settembre 2008

Il Sindaco di Napoli: non escludo una trappola tesa ai tifosi

Il primo cittadino a Radio Marte: «Ce l'hanno con De Laurentiis». D'accordo con la tesi del "trappolone" anche gli ultras azzurri

La tesi della trappola ai tifosi del Napoli è ipotizzata anche dal primo cittadino di Napoli, Rosa Iervolino Russo. Il sindaco ha dichiarato dai microfoni dell'emittente napoletana Radio Marte Stereo che «le decisioni prese sono state ingiuste; occorre punire chi delinque ma non si può impedire a tante persone perbene di seguire la propria squadra del cuore. Non so se sia stata una trappola o meno ma non posso escluderlo». La sindaca ha un sospetto: «Ce l'hanno con De Laurentis. Aurelio è stato coraggiosissimo a prendere il Napoli in un momento di grande difficoltà portandolo a livelli internazionali. E' chiaro che ci sia invidia verso di lui, per quello che è riuscito fare. Voglio dire al presidente del Napoli di non mollare perchè la città ha bisogno di lui».
Il presidente della Figc, Giancarlo Abete, invece auspica un ripensamento del numero uno azzurro. «Il presidente De Laurentis non metterà in atto il proposito - ha affermato Abete - di abbandonare il mondo del calcio». Nel corso della conferenza stampa a Pordenone, prima della partita Italia-Georgia, Abete ha ribadito che il calcio italiano ha bisogno «di dirigenti capaci, appassionati che proiettino il loro territorio in un contesto nazionale e internazionale, esattamente com'è riuscito a fare, in così poco tempo, il presidente del Napoli». Abete ha però aggiunto che «è chiaro che la dirigenza rimane soltanto se ci sono comportamenti virtuosi da parte dei supporter. Resta se pensa che i delinquenti non rovinino l'immagine e l'equilibrio societario».
Il sospetto del "trappolone" (com'era stato definito a "il pallone in confusione" dall'avvocato Lorenzo Contucci) serpeggia anche tra la tifoseria organizzata azzurra. Un ultras ha dichiarato all'Ansa di non sapere «ancora cosa faremo domenica, siamo ancora disorientati perchè non credo che per 3600 persone debbano pagare due curve di 30mila persone». C'è grande amarezza per la decisione del Giudice sportivo, Giampaolo Tosel, di chiudere le due curve in occasione di Napoli-Fiorentina di domenica prossima. Alessandro, uno dei responsabili del gruppo ultrà racconta che «Su quel treno c'erano persone che assistono alle partite non solo dalle curve ma anche dai distinti e dalle tribune e persone che mai sono state allo stadio. Riteniamo che sia stata fatta un'ingiustizia alla gente di Napoli, al popolo visto che nelle curve ci va chi non ha troppe possibilità economiche». Per fare maggiore luce sui fatti e i danneggiamenti causati sull'Intercity Plus Napoli-Torino, partito dal capolugo campano con tre ore di ritardo, Alessandro chiede che «il Napoli dovrebbe documentarsi ascoltando chi era su quel treno. Non ci saremmo mai sognati di bruciarci la possibilità di poter seguire la squadra. E' stato messo in campo un disegno contro di noi, è una trappola. Non siamo delinquenti ma persone prigioniere di una fede senza misura».
Intanto l'avvocato della società azzurra, Mattia Grassani, ha chiesto la chiusura di una sola curva in modo da poter sistemare nell'altra i circa 12mila abbonati dei due settori popolari. Soluzione che fu adottata dall'Atalanta quando incorse nella squalifica della curva del proprio stadio. In questo modo, il Napoli potrà evitare gli eventuali ricorsi ai tribunali ordinari degli abbonati, cui potrebbero chiedere il rimborso del prezzo pagato.
Marco Liguori
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il pallone in confusione

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