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domenica 25 gennaio 2009

Dopo Napoli-Roma: ecco i limiti di Reja



























Il tecnico goriziano ha dimostrato per l'ennesima volta che quando una gara nasce sotto una cattiva stella non riesce a raddrizzarla, come già accaduto a Chievo e in altre occasioni. Se si accoppiano le indecisioni sui cambi e lo stato di forma precario degli azzurri, si spiega la disfatta odierna
Permettete una parola? La partita di oggi contro la Roma ha evidenziato in modo marcato il limite di Eddy Reja. Il raffinato ed elegante tecnico del Napoli (inappuntabile nelle interviste tv), purtroppo quando una gara nasce sotto una cattiva stella non riesce proprio a raddrizzarla: anzi, alla fine è destinata a finire nel peggiore dei modi. Era già stato così contro il piccolo Chievo che, grazie alle indecisioni dell'allenatore azzurro, è diventato una squadra di alta classifica. E oggi, ancora a causa delle indecisioni di "re tentenna", la Roma ha dominato e passeggiato al San Paolo manco fosse il Manchester United con un 3-0 che non ammette repliche. A sua parziale scusante va detto che l'errore arbitrale sul primo gol del giallorosso Mexes, in netto fuorigioco, ha avuto un peso determinante. Ma va anche sottolineato che, con il Napoli odierno, sarebbe sicuramente accaduto subito dopo un altro episodio che avrebbe portato in vantaggio gli avversari.
Le indecisioni di Reja si sono viste (per l'ennesima volta) anche sui cambi. Ma perché non è stato messo subito a inizio ripresa Russotto al posto di Pazienza, invece di Bogliacino ancora non in perfette condizioni fisiche? Sul 2-0 il risultato era quasi compromesso per gli azzurri: bisognava però tentare il tutto per tutto con un "trottolino" capace di mettere in difficoltà la Roma con la sua imprevedibilità. E invece no: è arrivato anche il terzo gol e altre due sostituzioni inutili. Cambiare Denis per Zalajeta, l'unico assieme a Lavezzi (ha dato l'anima nonostante l'asfissiante e fallosa marcatura) che stava tentando di salvare la baracca, è stato l'ennesimo errore nella "nebbia tattica" calata sul San Paolo. Su Denis, non per sua colpa, c'è un errore tecnico: è un attaccante che ha bisogno di essere imbeccato necessariamente da un compagno. Se Lavezzi, Gargano, oggi impegnato a pensare alle vacanze estive, oppure Maggio e Mannini, con le loro percussioni e i loro cross, non lo servono, l'argentino è come un pesce fuor d'acqua. Infine, il cambio Montervino-Blasi è servito solo a porre un'annotazione sul tabellino: non poteva essere effettuato nei primi minuti del secondo tempo?
Occorreva solo un po' di coraggio: almeno si sarebbe potuto dire che erano state provate tutte, prima di alzare bandiera bianca contro una Roma che si è dimostrata superiore al Napoli, soprattutto nella forma fisica. Speriamo che Reja, a cui comunque il Napoli e i tifosi devono comunque dire "grazie" per il lavoro svolto dalla C1 alla A, si ricordi di questo pomeriggio in una prossima difficile eventualità. Ultima annotazione: gli azzurri giocano ininterrottamente dal 1° luglio, dall'Intertoto. Il calo di forma registrato dalla partita con il Torino, e che ancora perdura dovrebbe far suonare un campanello d'allarme e porre rimedio: prima di perdere anche la zona Uefa.
Marco Liguori
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1 commento:

Squeeze ha detto...

Russotto non avrebbe cambiato nulla, te lo dico da trevisano. Mexes e Juan non gli avrebbero fatto vedere palla, già in B era incostante, e fisicamente non è nulla di che.

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il pallone in confusione

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