La Consob ha deliberato una sanzione di complessivi 530.000 euro al patron della SS Lazio Claudio Lotito e di 330.000 euro all'imprenditore Roberto Mezzaroma colpevoli, secondo la Commissione, di aver siglato nel giugno 2005 un patto parasociale occulto sulle azioni della società calcistica. La decisione della Commissione si rifà così alla delibera emessa nel giugno 2008 (pendente al Consiglio di Stato dopo l'annullamento da parte del Tar) che aveva bloccato i diritti di voto avendo accertato, a partire almeno dal 30 giugno 2005, la «stipulazione di un patto parasociale stipulato tra Claudio Lotito e Roberto Mezzaroma, sull'acquisto di concerto di azioni ordinarie della SS Lazio, pari a circa il 14,61% del capitale della società». La Commissione ha così inflitto a Lotito una sanzione di 250.000 euro per la mancata comunicazione del patto, di 80.000 euro per il mancato conseguente lancio dell'opa e di 200.000 euro per aver esercitato i diritti di voto in quattro occasioni (circostanza non contestata a Mezzaroma).
Fonte: Ansa
cronache dalla casta del calcio con varie ed eventuali
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la balle dans la confusion - the football in confusion - топка в неловко положение
den ball in verwirrung - la pelota en la confusión - a bola em confusão - der bal in verwarring
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martedì 21 aprile 2009
lunedì 20 aprile 2009
Gup plusvalenze Juve: Zavaglia ascoltato come testimone
Gli avvocati di Giraudo, Bettega e Moggi dovrebbero chiedere il rito abbreviatoCon l'audizione del procuratore sportivo Franco Zavaglia è ripresa oggi a Torino l'udienza preliminare per l'inchiesta sui conti della vecchia gestione della Juventus. I tre indagati sono Antonio Giraudo, Roberto Bettega e Luciano Moggi, i cui legali, a quanto si apprende, sono orientati a chiedere il rito abbreviato. L'indagine riguardava il fenomeno delle cosiddette''plusvalenze'' realizzate sulla compravendita di calciatori. La deposizione di Zavaglia (che ha parlato di aspetti legati alletrattative per l'acquisto, la cessione o la valutazione di trebianconeri, Zidane, Maresca e Miccoli), è stata giudicata ''soddisfacente'' dagli avvocati degli ex dirigenti.
Fonte: Ansa
sabato 18 aprile 2009
I problemi di Mondo Juve per la Vecchia Signora
Secondo l’ultima semestrale della Juventus, la Campi di Vinovo ceduta alla Costruzioni Generali Gilardi rischia di ritornare alla società bianconera. Se quest’ultima dovesse esercitare il pegno sulle azioni, si dovrebbe accollare i costi della realizzazione del centro commerciale probabilmente raddoppiati rispetto ai preventivati 100 milioni del 2001Il presidente della Juventus, Giovanni Cobolli Gigli, e l’amministratore delegato Jean Claude Blanc hanno un problema che forse rischia di esplodere tra un po’ di tempo. L’esonero o la conferma di Ranieri sulla panchina? No. Forse una corposa campagna acquisti reclamata a gran voce dai tifosi? Nemmeno. Dopo aver propagandato il progetto dello Stadio Delle Alpi, i validi ed esperti manager della squadra bianconera quotata a Piazza Affari sono attanagliati dal pensiero dominante della Campi di Vinovo spa. Quest’ultima è la società, controllata un tempo dalla Juve che aveva ceduto il 31 marzo 2006 alla Costruzioni Generali Gilardi le opzioni per l’acquisto in due tranche del 69,8% della stessa Campi di Vinovo, detentrice dei terreni a sud di Torino su cui dovrebbe sorgere il centro commerciale Mondo Juve con un’estensione di 500mila metri quadri. La realizzazione materiale di quest’ultimo fu abbandonata a causa dell’elevato costo di realizzazione (stimato in oltre 100 milioni nel 2002): ma, stando a quanto riportato nella semestrale al 31 dicembre 2008, potrebbe ritornare al mittente con pesanti conseguenze sui conti societari.
Per capire meglio questa "telenovela" bisogna però ritornare a circa 8 anni fa. Il progetto immobiliare Mondo Juve, assieme a quello dello stadio "Delle Alpi", era stato inserito nel prospetto di quotazione, avvenuta nel dicembre 2001, della società della Famiglia Agnelli al paragrafo "strategie e ricavi futuri". Sarebbe stato il trionfo della filosofia dell’allora amministratore delegato Antonio Giraudo, strenuo fautore della trasformazione immobiliare juventina: egli ipotizzava che la costruzione sarebbe terminata tra la primavera e l’autunno del 2004. Siamo arrivati all’aprile 2009 e dei cantieri a Vinovo non c’è neanche l’ombra: bisogna aggiungere che la "telenovela" è stata caratterizzata da un lunghissimo iter dei permessi autorizzativi. Il progetto fu poi abbandonato probabilmente a causa dell’alto costo di realizzazione e di quello della manutenzione. Fu decisa dunque, già negli ultimi mesi della gestione Giraudo, la cessione delle opzioni alla Costruzioni Generali Gilardi. Con questa operazione molto abile, la Juve avrebbe ricevuto i ricavi dalla vendita del proprio merchandising nel nuovo centro commerciale ottenendo anche una potenziale plusvalenza dalla cessione della Campi di Vinovo, senza addossarsi gli oneri della realizzazione centro commerciale. Ma nella "Relazione intermedia sulla gestione" e nel paragrafo "Rischio di credito" della semestrale sono riportati gli ultimi intoppi. «Il 27 dicembre 2008 Costruzioni Generali Gilardi ha comunicato a Juventus – si legge nel documento di bilancio – che la società terza con cui aveva sottoscritto un accordo per lo sviluppo del centro commerciale "Mondo Juve" ha manifestato la volontà di non dare esecuzione al contratto». Stando sempre a quanto spiega la società bianconera nella semestrale, questa infausta circostanza «non ha pertanto consentito a Costruzioni Generali Gilardi di provvedere al pagamento entro il 31 dicembre 2008 delle somme previste dagli accordi stipulati con Juventus il 26 luglio 2007 (euro 12,5 milioni)». A seguito dell’espressa richiesta della società di costruzioni «Juventus e Cgg hanno quindi sottoscritto – si legge ancora nella semestrale – il 5 febbraio 2009 una scrittura privata novativa e integrativa dei precedenti accordi al fine di modificare i termini di pagamento della rata scaduta il 31 dicembre 2008». La nuova intesa prevede il pagamento di 4 milioni entro il 20 febbraio 2009, che sono stati regolarmente versati dalla Gilardi alla società di corso Galileo Ferraris, e i rimanenti 8,5 milioni entro il 20 dicembre prossimo. Quest’ultimo termine potrà essere prorogato dalle parti con riconoscimento degli interessi alla Juve. Il contratto prevede due ulteriori scadenze di 12,5 milioni e di 17,4 milioni che la Cgg dovrà onorare rispettivamente dopo un anno e due anni dall’apertura di Mondo Juve.
Ma non è ancora finita qui. La società bianconera ricorda nel documento di bilancio che i «crediti originatisi dall’operazione di cessione della Campi di Vinovo spa a Costruzioni Generali Gilardi spa» sono «assistiti da garanzia reale» ossia da un pegno a favore della Juve sulle azioni della società detentrice dei terreni vinovesi. Cosa potrebbe accadere se la Gilardi non riuscisse a onorare le restanti rate? Lo spiega sempre la Vecchia Signora nella semestrale. «In considerazione della negativa congiuntura economica che ha impattato su tale operazione non si può allo stato attuale escludere che in futuro per l’incasso di tali crediti la società (NDR: la Juve) si venga a trovare nella condizione di dover accordare ulteriori dilazioni di pagamento alla controparte, in linea con i tempi di sviluppo del progetto, o, attraverso l’esercizio del pegno possa trovarsi nella condizione di dover sviluppare in proprio l’iniziativa». Tradotto in parole semplici: se non dovesse bastare un’ulteriore rateizzazione alla Gilardi, la Juventus esercita il pegno e si riprende la Campi di Vinovo. In quest’ultimo caso però dovrà realizzare Mondo Juve da sola, accollandosi gli oneri della sua realizzazione, che dopo 9 anni dalla quotazione in Borsa sono probabilmente quantomeno raddoppiati: l’impatto sui conti sarebbe devastante.
Marco Liguori
Riproduzione riservata consentita soltanto dietro citazione della fonte
Per capire meglio questa "telenovela" bisogna però ritornare a circa 8 anni fa. Il progetto immobiliare Mondo Juve, assieme a quello dello stadio "Delle Alpi", era stato inserito nel prospetto di quotazione, avvenuta nel dicembre 2001, della società della Famiglia Agnelli al paragrafo "strategie e ricavi futuri". Sarebbe stato il trionfo della filosofia dell’allora amministratore delegato Antonio Giraudo, strenuo fautore della trasformazione immobiliare juventina: egli ipotizzava che la costruzione sarebbe terminata tra la primavera e l’autunno del 2004. Siamo arrivati all’aprile 2009 e dei cantieri a Vinovo non c’è neanche l’ombra: bisogna aggiungere che la "telenovela" è stata caratterizzata da un lunghissimo iter dei permessi autorizzativi. Il progetto fu poi abbandonato probabilmente a causa dell’alto costo di realizzazione e di quello della manutenzione. Fu decisa dunque, già negli ultimi mesi della gestione Giraudo, la cessione delle opzioni alla Costruzioni Generali Gilardi. Con questa operazione molto abile, la Juve avrebbe ricevuto i ricavi dalla vendita del proprio merchandising nel nuovo centro commerciale ottenendo anche una potenziale plusvalenza dalla cessione della Campi di Vinovo, senza addossarsi gli oneri della realizzazione centro commerciale. Ma nella "Relazione intermedia sulla gestione" e nel paragrafo "Rischio di credito" della semestrale sono riportati gli ultimi intoppi. «Il 27 dicembre 2008 Costruzioni Generali Gilardi ha comunicato a Juventus – si legge nel documento di bilancio – che la società terza con cui aveva sottoscritto un accordo per lo sviluppo del centro commerciale "Mondo Juve" ha manifestato la volontà di non dare esecuzione al contratto». Stando sempre a quanto spiega la società bianconera nella semestrale, questa infausta circostanza «non ha pertanto consentito a Costruzioni Generali Gilardi di provvedere al pagamento entro il 31 dicembre 2008 delle somme previste dagli accordi stipulati con Juventus il 26 luglio 2007 (euro 12,5 milioni)». A seguito dell’espressa richiesta della società di costruzioni «Juventus e Cgg hanno quindi sottoscritto – si legge ancora nella semestrale – il 5 febbraio 2009 una scrittura privata novativa e integrativa dei precedenti accordi al fine di modificare i termini di pagamento della rata scaduta il 31 dicembre 2008». La nuova intesa prevede il pagamento di 4 milioni entro il 20 febbraio 2009, che sono stati regolarmente versati dalla Gilardi alla società di corso Galileo Ferraris, e i rimanenti 8,5 milioni entro il 20 dicembre prossimo. Quest’ultimo termine potrà essere prorogato dalle parti con riconoscimento degli interessi alla Juve. Il contratto prevede due ulteriori scadenze di 12,5 milioni e di 17,4 milioni che la Cgg dovrà onorare rispettivamente dopo un anno e due anni dall’apertura di Mondo Juve.
Ma non è ancora finita qui. La società bianconera ricorda nel documento di bilancio che i «crediti originatisi dall’operazione di cessione della Campi di Vinovo spa a Costruzioni Generali Gilardi spa» sono «assistiti da garanzia reale» ossia da un pegno a favore della Juve sulle azioni della società detentrice dei terreni vinovesi. Cosa potrebbe accadere se la Gilardi non riuscisse a onorare le restanti rate? Lo spiega sempre la Vecchia Signora nella semestrale. «In considerazione della negativa congiuntura economica che ha impattato su tale operazione non si può allo stato attuale escludere che in futuro per l’incasso di tali crediti la società (NDR: la Juve) si venga a trovare nella condizione di dover accordare ulteriori dilazioni di pagamento alla controparte, in linea con i tempi di sviluppo del progetto, o, attraverso l’esercizio del pegno possa trovarsi nella condizione di dover sviluppare in proprio l’iniziativa». Tradotto in parole semplici: se non dovesse bastare un’ulteriore rateizzazione alla Gilardi, la Juventus esercita il pegno e si riprende la Campi di Vinovo. In quest’ultimo caso però dovrà realizzare Mondo Juve da sola, accollandosi gli oneri della sua realizzazione, che dopo 9 anni dalla quotazione in Borsa sono probabilmente quantomeno raddoppiati: l’impatto sui conti sarebbe devastante.
Marco Liguori
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sabato 11 aprile 2009
L’altra faccia del derby di Roma
Secondo le comunicazioni Consob al 31 marzo, la Lazio ha 120,76 milioni di debiti totali, di cui 10,59 scaduti: 91,76 milioni sono dovuti al fisco, di cui 88,72 per la rateizzazione in 23 anni. La Roma possiede 106,5 milioni di passività correnti che hanno sovrastato per 70,1 milioni le attività: 15,8 milioni sono dovuti a Tremonti. La società ha ottenuto in febbraio altre due rateizzazioni fiscali: il totale sale a cinqueC’è un derby che la Lazio ha già stravinto con la Roma: si tratta di quello dei debiti fiscali. È quanto emerge dalle ultime comunicazioni di fine mese, relative al 31 marzo scorso, sullo stadio debitorio complessivo, imposte dalla Consob a entrambi i club quotati a Piazza Affari. Al 28 febbraio scorso, la società di Claudio Lotito aveva, su un indebitamento complessivo di 120,76 milioni di euro (122,8 al 31 gennaio), 91,76 milioni dovuti al fisco. La quasi totalità di questa somma è composta dagli 88,72 milioni relativi alla rateizzazione in 23 anni dei tributi dovuti sino al 31 dicembre 2004. Al contrario, sempre a fine febbraio la Roma ha un ammontare di passività correnti (ossia a un anno) pari a 106,5 milioni che hanno sovrastato per 70,1 milioni le attività: l’importo dovuto all’erario è di 7,8 milioni. La cifra dovuta oltre i 12 mesi è di 7,9 milioni: il totale dovuto al ministro Giulio Tremonti è dunque di 15,8 milioni.
Esaminando il dettaglio dell’intero stato debitorio si nota che, sempre alla data del 28 febbraio, la Lazio aveva 10,59 milioni scaduti. Circa 5,5 milioni sono somme dovute verso il personale, di cui 1,18 scadute: nella comunicazione non è specificato se siano somme ancora dovute a calciatori e allenatori. Invece 8,29 milioni sono verso "enti settore specifico", ossia squadre di calcio: l’ammontare scaduto è di 0,73 milioni. Invece i debiti "verso altri" hanno raggiunto i 5,19 milioni, di cui 3,59 scaduti.
Invece la Roma segnala nella sua comunicazione che ha ottenuto nello scorso febbraio da Equitalia Gerit altre due rateizzazioni fiscali: il loro numero totale sale così a cinque. La prima per 4,2 milioni di euro, scrive la società giallorossa "è relativa al debito Irap sorto a seguito della notifica di una cartella esattoriale nel gennaio 2008, per il quale erano stati effettuati adeguati accantonamenti in esercizi precedenti". Il pagamento avverrà in 36 rate mensili a partire dal 31 marzo scorso "ad un tasso di dilazione del 4% su base annua". La seconda di 1,8 milioni, prosegue la società giallorossa "è relativa al debito sorto a seguito della notifica di una cartella esattoriale nel maggio 2008 per il tardivo versamento di una rata di condono Irap avvenuto in occasione del successivo condono fiscale nel 2004 che ne consentiva il ravvedimento senza sanzione". Contro la suddetta cartella la squadra della Famiglia Sensi ha presentato ricorso nel giugno 2008 alla Commissione provinciale tributaria. Anche in questo caso il piano di ammortamento prevede il pagamento in 36 rate mensili dal 31 marzo "a un tasso di dilazione del 4% su base annua" si legge nella comunicazione mensile.
Oltre a ciò, la società aveva un totale di debiti di funzionamento pari a 59,3 milioni. Le somme scadute hanno raggiunto i 12,7 milioni, in aumento dagli 11,4 milioni della fine di gennaio: esse riguardano soltanto i fornitori (9,9 milioni), le società di calcio (1,7) altri debiti (959mila euro, comprendenti 915mila al Coni e 44mila alla Lega calcio). L’ammontare dovuto al personale tesserato è di 16,2 milioni di retribuzioni lorde, in aumento dai 9,8 milioni del 31 gennaio scorso: Di questi, 13 milioni erano dovuti per mensilità: la Roma ha specificato che 6,6 sono state corrisposte il 2 marzo scorso, mentre la parte restante è in corso di pagamento. Sono dovuti a Totti e compagni altri 3 milioni per i premi maturati per la qualificazione agli ottavi della Champions League. I giallorossi sono stati eliminati dall’Arsenal proprio in questo turno dopo i calci di rigore all’Olimpico. Inoltre sono attualmente a 5 punti dal quarto posto occupato dal Genoa, ultima piazza disponibile per entrare nella più ricca competizione continentale.
Marco Liguori
Esaminando il dettaglio dell’intero stato debitorio si nota che, sempre alla data del 28 febbraio, la Lazio aveva 10,59 milioni scaduti. Circa 5,5 milioni sono somme dovute verso il personale, di cui 1,18 scadute: nella comunicazione non è specificato se siano somme ancora dovute a calciatori e allenatori. Invece 8,29 milioni sono verso "enti settore specifico", ossia squadre di calcio: l’ammontare scaduto è di 0,73 milioni. Invece i debiti "verso altri" hanno raggiunto i 5,19 milioni, di cui 3,59 scaduti.
Invece la Roma segnala nella sua comunicazione che ha ottenuto nello scorso febbraio da Equitalia Gerit altre due rateizzazioni fiscali: il loro numero totale sale così a cinque. La prima per 4,2 milioni di euro, scrive la società giallorossa "è relativa al debito Irap sorto a seguito della notifica di una cartella esattoriale nel gennaio 2008, per il quale erano stati effettuati adeguati accantonamenti in esercizi precedenti". Il pagamento avverrà in 36 rate mensili a partire dal 31 marzo scorso "ad un tasso di dilazione del 4% su base annua". La seconda di 1,8 milioni, prosegue la società giallorossa "è relativa al debito sorto a seguito della notifica di una cartella esattoriale nel maggio 2008 per il tardivo versamento di una rata di condono Irap avvenuto in occasione del successivo condono fiscale nel 2004 che ne consentiva il ravvedimento senza sanzione". Contro la suddetta cartella la squadra della Famiglia Sensi ha presentato ricorso nel giugno 2008 alla Commissione provinciale tributaria. Anche in questo caso il piano di ammortamento prevede il pagamento in 36 rate mensili dal 31 marzo "a un tasso di dilazione del 4% su base annua" si legge nella comunicazione mensile.
Oltre a ciò, la società aveva un totale di debiti di funzionamento pari a 59,3 milioni. Le somme scadute hanno raggiunto i 12,7 milioni, in aumento dagli 11,4 milioni della fine di gennaio: esse riguardano soltanto i fornitori (9,9 milioni), le società di calcio (1,7) altri debiti (959mila euro, comprendenti 915mila al Coni e 44mila alla Lega calcio). L’ammontare dovuto al personale tesserato è di 16,2 milioni di retribuzioni lorde, in aumento dai 9,8 milioni del 31 gennaio scorso: Di questi, 13 milioni erano dovuti per mensilità: la Roma ha specificato che 6,6 sono state corrisposte il 2 marzo scorso, mentre la parte restante è in corso di pagamento. Sono dovuti a Totti e compagni altri 3 milioni per i premi maturati per la qualificazione agli ottavi della Champions League. I giallorossi sono stati eliminati dall’Arsenal proprio in questo turno dopo i calci di rigore all’Olimpico. Inoltre sono attualmente a 5 punti dal quarto posto occupato dal Genoa, ultima piazza disponibile per entrare nella più ricca competizione continentale.
Marco Liguori
Riproduzione riservata consentita soltanto dietro citazione della fonte
martedì 7 aprile 2009
RADIO MARTE PER L’ABRUZZO
Riceviamo e pubblichiamo
Gara di solidarietà tra gli ascoltatori marziani
Radio Marte supporta la raccolta di beni di prima necessità per le popolazioni terremotate in Abruzzo. Non una semplice e generica raccolta di fondi, non soldi, ma una raccolta di beni di prima necessità, richiesti esplicitamente dalla Croce Rossa e dalla Protezione Civile. La consegna sarà effettuata nelle tendopoli allestite nelle zone colpite dal sisma nella giornata di sabato, direttamente da noi. Invitiamo i nostri ascoltatori a cogliere l’occasione per attivarsi e collaborare materialmente, procurandosi e consegnandoci:
cibo non da frigo
alimentari per bambini: omogeneizzati, pappe, latte in brick a lunga conservazione, latte in polvere, etc.
pannolini e prodotti per l’igiene del bimbo
cibo in scatola a lunga scadenza
prodotti per l’igiene personale
indumenti nuovi
DUE I PUNTI DI RACCOLTA:
A NAPOLI presso RADIO MARTE (Via Comunale Tavernola 166 bis, Zona Aeroporto di Capodichino: info 081636363), MERCOLEDI’ 8 E GIOVEDI’ 9 dalle 10.00 alle 18.00 dove sarà presente un mezzo messo a disposizione dall’Osservatorio Parlamentare Europeo;
A CASERTA presso la stazione di servizio Q8 di Casapulla (Ce) in Via Nazionale Appia, all’uscita Caserta Nord dell’autostrada A1 (dopo il casello, subito a destra), MERCOLEDI’ 8, GIOVEDI’ 9 e VENERDI’ 10, dalle 10.00 alle 20.00, presenti uno stand ed un mezzo dell’Associazione Sirtaki e l’Associazione 4x4 Adventure.
Per informazioni sul punto di raccolta di Napoli:
Osservatorio Parlamentare Europeo: 800 984617
Per informazioni sul punto di raccolta di Caserta:
Ass. Sirtaki: Sig. Andrea Martusciello 3937880596
Ass. 4x4 Adventure: Sig. Carlo Russo 3334290901
Gara di solidarietà tra gli ascoltatori marziani
Radio Marte supporta la raccolta di beni di prima necessità per le popolazioni terremotate in Abruzzo. Non una semplice e generica raccolta di fondi, non soldi, ma una raccolta di beni di prima necessità, richiesti esplicitamente dalla Croce Rossa e dalla Protezione Civile. La consegna sarà effettuata nelle tendopoli allestite nelle zone colpite dal sisma nella giornata di sabato, direttamente da noi. Invitiamo i nostri ascoltatori a cogliere l’occasione per attivarsi e collaborare materialmente, procurandosi e consegnandoci:
cibo non da frigo
alimentari per bambini: omogeneizzati, pappe, latte in brick a lunga conservazione, latte in polvere, etc.
pannolini e prodotti per l’igiene del bimbo
cibo in scatola a lunga scadenza
prodotti per l’igiene personale
indumenti nuovi
DUE I PUNTI DI RACCOLTA:
A NAPOLI presso RADIO MARTE (Via Comunale Tavernola 166 bis, Zona Aeroporto di Capodichino: info 081636363), MERCOLEDI’ 8 E GIOVEDI’ 9 dalle 10.00 alle 18.00 dove sarà presente un mezzo messo a disposizione dall’Osservatorio Parlamentare Europeo;
A CASERTA presso la stazione di servizio Q8 di Casapulla (Ce) in Via Nazionale Appia, all’uscita Caserta Nord dell’autostrada A1 (dopo il casello, subito a destra), MERCOLEDI’ 8, GIOVEDI’ 9 e VENERDI’ 10, dalle 10.00 alle 20.00, presenti uno stand ed un mezzo dell’Associazione Sirtaki e l’Associazione 4x4 Adventure.
Per informazioni sul punto di raccolta di Napoli:
Osservatorio Parlamentare Europeo: 800 984617
Per informazioni sul punto di raccolta di Caserta:
Ass. Sirtaki: Sig. Andrea Martusciello 3937880596
Ass. 4x4 Adventure: Sig. Carlo Russo 3334290901
lunedì 6 aprile 2009
ATTENZIONE! APPELLO PER RICERCA GRUPPO SANGUIGNO NELLE ZONE TERREMOTATE D'ABRUZZO
Riceviamo dal collega Maurizio Montagna
EMERGENZA TERREMOTO ABRUZZO
Chi ha il gruppo sanguigno 0 Rh negativo, chiami l'Avis 06 44230134 o lo 085.4252687
Per offrire disponibilità di alloggio: l’UDU sta cercando posti letto telefonare allo 06.43411763 o scrivere a organizzazione@udu.it
PER VOLONTARI: Dipartimento della Protezione Civile 06.68201
PER VOLONTARI DA PESCARA: Centro operativo della Protezione Civile presso la Prefettura di Pescara telefonando allo 085 2057631 085.205762
EMERGENZA TERREMOTO ABRUZZO
Chi ha il gruppo sanguigno 0 Rh negativo, chiami l'Avis 06 44230134 o lo 085.4252687
Per offrire disponibilità di alloggio: l’UDU sta cercando posti letto telefonare allo 06.43411763 o scrivere a organizzazione@udu.it
PER VOLONTARI: Dipartimento della Protezione Civile 06.68201
PER VOLONTARI DA PESCARA: Centro operativo della Protezione Civile presso la Prefettura di Pescara telefonando allo 085 2057631 085.205762
Crimi:«Entro l'estate il testo unico su impiantistica stadi»
Entro l'estate il Senato potrebbe approvare il testo unico del nuovo decreto sull'impiantistica degli stadi. È quanto ha annunciato oggi a Milano il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega allo Sport Rocco Crimi, partecipando a un workshop organizzato dal Coni sugli stadi modulari. «In Parlamento c'è un'ampia convergenza tra tutte le forze politiche - ha spiegato Crimi -. Entro l'estate possiamo arrivare a un testo unico che potrà essere approvato al Senato anche senza andare in aula». Il sottosegretario ha annunciato che mercoledì prossimo ci sarà una riunione del comitato ristretto incaricato di predisporre un testo unificato delle due proposte attualmente al Senato. Una volta fatto questo si aprirà un tavolo di confronto con enti locali, credito sportivo, Cassa depositi e prestiti e Leghe. «Vogliamo semplificare le procedure burocratiche per i club - ha concluso Crimi - chiediamo interlocutori autorevoli con idee chiare. Sarà premiata una mentalità di gestione virtuosa». Una volta approvato in Senato, il ddl dovrebbe passare alla Camera in tempi brevi.La nuova sfida «per tornare competitivi» in Europa nel calcio passa anche dall' impiantistica sportiva, grazie in particolare a stadi di proprietà e modulari. È la strada imboccata per colmare il gap rispetto ai campionati europei più ricchi (in particolare Premier inglese e Liga spagnola). Un'inversione di tendenza che garantirebbe stadi più sicuri, minori costi di gestione e maggiori ricavi. Uno strumento importante anche per mettersi al passo con le big d'Europa (in termini di fatturato le migliori società italiane scivolate fra l'ottavo e il decimo posto). «Con lo stadio di proprietà - ha detto oggi a Milano il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega allo sport Rocco Crimi, partecipando al workshop organizzato da Coni e Coni Servizi dal titolo 'Gli stadi modulari: un'opportunità per il calcio italianò, alla presenza di Gianni Petrucci - le nostre società potranno competere meglio con i maggiori club europei. Milan, Roma, Inter e Juventus attualmente sono tra l'ottavo e il decimo posto in Europa in termini di fatturato. Rispetto al Real Madrid ad esempio la Juve ha 200 milioni in meno». Troppa dipendenza in termini percentuali (oltre il 60%) dai diritti tv e poca dai biglietti e dalle attività commerciali, dove le società italiane «incassano dieci volte meno delle altre maggiori squadre europee». Per sbloccare questa impasse, il governo ha deciso di «accelerare» l'iter parlamentare per l'approvazione del ddl, attualmente in Senato, sull'impiantistica: mercoledì la prima riunione del comitato ristretto. «C'è un'ampia convergenza tra le forze politiche - ha spiegato Crimi - Arriveremo a testo unico entro l'estate, forse anche prima, magari senza nemmeno andare in aula. Poi alla Camera l'iter sarà più veloce». Fondamentale però sarà l'apertura di un confronto con gli enti locali. «Ci aspettiamo proposte chiare e forti. Altrimenti l'iter di legge sarebbe rallentato». E potrebbe risentirne anche la candidatura italiana per gli Europei del 2016: «Non riusciremo ad avere stadi a norma - ha concluso Crimi - se non passasse la normativa sugli stadi». Da parte dei Comuni però è arrivato un primo segnale di disponibilità: «Gli stadi modulari? Noi siamo favorevoli», ha detto Roberto Pella dell'Anci. Tuttavia, una volta varata la nuova legge, si porrà poi il problema di una «gestione più virtuosa» delle società, che comprenda anche un contenimento delle spese per i calciatori. «Da anni imploriamo che si faccia qualcosa per ridare vitalità al calcio professionistico che ci rilanci in Europa», ha rilevato il presidente della Lega Calcio Antonio Matarrese. Molti club, il Milan primo fra tutti, invocano da tempo una riforma fiscale al passo con altri paesi come la Spagna. E su questo il Governo italiano è d'accordo, ma chiede «che siano uniformati i sistemi fiscali». «Con la nuova legge i club dovranno investire - ha concluso Matarrese - altrimenti saremmo colpevoli anche noi». Da qui la proposta di Coni Servizi per soluzioni flessibili «chiavi in mano» per impianti medio-piccoli (l'analisi riguarda gi stadi dalla serie B in giù fino all'Interregionale), con recinzioni mobili ed elevabili, videosorveglianza e quant'altro. «Ci siamo resi conto - ha sottolineato il presidente della Figc Giancarlo Abete - che servono risposte flessibili a esigenze diversificate. Lo strumento degli stadi modulari va verificato. Il progetto va approfondito e calibrato». Discorso a parte per i Dilettanti: «Ci vuole una legge- quadro per stabilire le competenze - ha lamentato il presidente della Lega Dilettanti Carlo Tavecchio - Oggi è il caos più assoluto».
Fonte: Ansa
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il pallone in confusione
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Sede: corso Meridionale 11, 80143 Napoli
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