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lunedì 23 giugno 2008

Un addio da oltre 2 milioni di euro

A tanto ammonterebbe la cifra per la Figc, nel caso in cui fosse dato il benservito a Donadoni e arrivasse Lippi

«Della clausola non ci sarà bisogno, se il rendimento della squadra non dovesse essere all'altezza, sarei io il primo a togliere il disturbo». A parlare così è Roberto Donadoni: era il 20 maggio scorso ed era passata una sola settimana dalla sottoscrizione del suo nuovo contratto con la Figc. Parole completamente diverse da quelle pronunciate in conferenza stampa questa mattina: «Dare le dimissioni? Non mi passa per l'anticamera del cervello. Non è un rigore sbagliato a far cambiare il mio parere su un Europeo, sarei uno stupido». Il problema è però che non sono i due tiri dal dischetto di De Rossi e Di Natale che pongono sub judice Donadoni. C’è stata una serie di errori, a cominciare dalla rinuncia al gioco offensivo, con la posizione sola e sconsolata di Toni, alla posizione da mediano arretrato di Aquilani con la Spagna, allo spregiudicato e inconcludente 4-3-3 contro l’Olanda, con Materazzi e Barzagli come pesci fuor d’acqua. E in più, il fatto che la squadra ha saputo soltanto segnare su calci piazzati. Ma di tutto questo sarà solo la Figc a dare il suo insindacabile giudizio.
Già, ma adesso cosa farà la Federazione? Per cercare di capire meglio la complessa situazione, bisogna esaminare le linee guida dell’accordo di metà maggio. In esso vi è contenuto il prolungamento di due anni fino ai mondiali del Sudafrica con una clausola reciproca di rescissione (con annessa penale), che può essere esercitata da entrambe le parti entro i dieci giorni successivi alla termine di Euro 2008. Domenica prossima ci sarà la finale del torneo. Quindi, il destino del ct azzurro si compirà presumibilmente entro la prima decade di luglio. Donadoni aveva rifiutato la clausola del raggiungimento necessario e sufficiente della semifinale all’Europeo, che legava il suo prolungamento per altri due anni. Abete, da quanto si legge oggi sul sito della Figc, sta ponderare molto bene la sua decisione di un eventuale esonero. «Con Donadoni avrò un incontro già nei prossimi giorni – ha detto il numero uno della Figc dopo la sconfitta con la Spagna – per una riflessione complessiva su questi Europei e ragioneremo con grande attenzione cercando di programmare il futuro». Secondo Abete «il comportamento della squadra in questo Europeo è stato positivo». Il suo atteggiamento molto prudente è dettato da un semplice e giusto calcolo. Il nuovo accordo prevede che l'ingaggio di Donadoni era innalzato ai livelli del suo predecessore Marcello Lippi, campione del mondo nel 2006, circa 1,2 milioni di euro netti a stagione: la penale per l’eventuale esonero da parte federale, si aggirerebbe probabilmente attorno al 30% dello stipendio. Pari a circa 360mila euro: stamattina si parlava di una cifra probabilmente ancora più alta, pari a 500mila euro. E’ vero che Abete il 20 maggio scorso aveva precisato che «il rinnovo biennale avrà una clausola reciproca di rescissione libera che si basa su un'assunzione di responsabilità. C’è una stretta di mano che rappresenta la forte volontà di continuare a lavorare insieme». Però il presidente dovrà fare due conti e pensare che se conviene pagare la penale a Donadoni e prendere nuovamente “Cincinnato” Lippi. Il quale accetterà probabilmente soltanto per una cifra compresa tra 1,5-2 milioni. Insomma, nella migliore delle ipotesi l’addio a Donadoni costerà nella migliore delle ipotesi (facendo un calcolo spannometrico) 2 milioni: a ciò però la Figc dovrà elargire le cifre da elargire allo staff tecnico che accompagna l’attuale ct. I ritorni di fiamma nel mondo del pallone costano, anche per la Nazionale.
Marco Liguori

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