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mercoledì 25 marzo 2009

Piccoli azionisti alla Figc: «Lotito, condannato a Milano, è decaduto dalla carica di presidente della Lazio»

Esclusiva de "Il pallone in confusione": il Comitato dei tifosi detentori di azioni chiede alla Federazione di applicare l'articolo 22 bis delle Noif che prevede «la decadenza dalla carica di dirigenti di società condannati, ancorché con sentenza non definitiva, a pena che comporti l’interdizione dai pubblici uffici e dall’esercizio di uffici direttivi di persone giuridiche». Intanto, la Consob impugna davanti al Consiglio di Stato la sentenza del Tar che aveva annullato l'esistenza del patto parasociale tra Lotito e Mezzaroma

La Consob ha risposto al "Comitato Piccoli azionisti Lazio": è stato depositato nei termini di legge il ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar del Lazio che aveva annullato sull’esistenza del patto parasociale occulto tra Claudio Lotito e Roberto Mezzaroma. Questa è la riposta dell'ufficio legale della Commissione inviata dal Comitato a "il pallone in confusione": «Si fa riferimento alla nota del 13/03/2009 con la quale sono state richieste informazioni in merito "alla notizia di stampa relativa all’impugnazione da parte della Consob della sentenza del Tar del "Lazio n.8835/2008. Al riguardo si precisa che l’appello in oggetto è stato notificato alle controparti e depositato al "Consiglio di Stato nei termini previsti dalla legge». La vicenda era stata raccontata da questo quotidiano (cliccare qui ) e ripresa dall'agenzia di stampa Apcom. E' un passo semplice, ma molto importante da parte dei Commissari, che tutela anche le pretese dei piccoli azionisti che avevano richiesto più volte di avere notizie sull'impugnazione.
Il Comitato ha sollevato anche altre due questioni, riferite ancora a "il pallone in confusione". Il 13 marzo scorso l'avvocato Massimo Rossetti, legale dei piccoli azionisti, ha scritto assieme al membro Alfredo Parisi alla Figc evidenziando che «la seconda Sezione Penale del Tribunale di Milano ha condannato l’attuale Presidente della SS Lazio spa , dr. Claudio Lotito,per aggiotaggio manipolativo ed informativo e per ostacolo all’attività di vigilanza della Consob». La condanna prevede due anni di reclusione, in una multa di € 65.000 e nell’interdizione per un anno dai pubblici uffici e dagli uffici direttivi di persone giuridiche. Nella lettera i due sollecitano un tempestivo pronunciamento della Figc riguardo «sull’esatta e corretta interpretazione ed applicazione dell’art. 22 bis delle Noif della Federazione stessa con riferimento alla predetta sentenza». In pratica, si richiede l'eventuale decadenza di Lotito dalla sua carica di presidente. Questo perché, secondo Rossetti e Parisi «tale articolo disponga la decadenza dalla carica di dirigenti di società condannati, ancorché con sentenza non definitiva, a pena che comporti l’interdizione dai pubblici uffici e dall’esercizio di uffici direttivi di persone giuridiche». I due aggiungono un altro particolare importante. «Vi è l’obbligo al comma 6 per i condannati anche in via non definitiva - si legge nella lettera alla Figc - di immediata comunicazione alla Lega o al Comitato competente della condanna che comporti tutte le incompatibilità di cui al comma 1: quindi anche di quella conseguente all’irrogazione di pena interdittiva non definitiva, a prescindere dalla appartenenza del delitto commesso alla tipologia elencata». Dunque, anche al presidente Giancarlo Abete, i piccoli azionisti chiedono, come già fatto alla Consob: «Se ci sei, batti un colpo».
Marco Liguori
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martedì 24 marzo 2009

Cairo: «Quotare in Borsa le società di calcio? E' assurdo»

Portare in Borsa «le squadre di calcio oggi è un assurdo». A pensarla così è il patron del Torino, Urbano Cairo, interpellato a margine della Star Conference di Borsa italiana, dov'è intervenuto in qualità di presidente dell'omonima casa editrice. «Oggi, in un momento in cui i bilanci delle squadre di calcio sono in passivo, quotarle è assurdo», ha proseguito, sottolineando come la quotazione possa avere un senso «quando si può garantire un rendimento agli azionisti e quindi quando i bilanci sono in attivo». Cairo ha poi escluso di portare il Torino in Borsa. «Per noi l'obiettivo è mantenere la categoria, ricordatevi che questa è una società che tre anni fa era fallita. In questi anni c'è stato un grande impegno per riportarla in serie A».
Fonte: Ansa

Difensore di Moggi chiede trasferimento Calciopoli da Napoli a Roma

La difesa dell'ex dg della Juventus, Luciano Moggi, ha chiesto di trasferire il processo di calciopoli a Roma o, in subordine, a Torino. La richiesta è stata formulata oggi dall'avvocato Paolo Trofino nel corso dell'udienza che è in corso davanti alla nona sezione del tribunale di Napoli.
Il legale ha ribadito che vi sono una serie di elementi per i quali il tribunale di Roma è da ritenersi competente a giudicare Moggi in quanto le contestazioni relative alla presunta associazione per delinquere farebbero riferimento ad attività svolte nella capitale dove hanno sede vari organismi tra i quali la Federazione gioco calcio, la Covisoc, e la Caf. L'altro legale di Moggi, avvocato Maurilio Prioreschi, ha chiesto inoltre l'annullamento del decreto che dispone giudizio in quanto mancherebbero due capi di imputazione, non trascritti nell'atto notificato a Moggi, e le accuse formulate sarebbero generiche laddove si fa riferimento ad atti «fraudolenti». Sulle istanze della difesa di Moggi e di altri imputati il tribunale potrebbe pronunciarsi in giornata dopo le repliche dei pm Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci.
Fonte: Ansa

Uefa studia una tassa sul lusso per i grandi club

Il modello è quello americano per ridurre gap con piccoli club

Una tassa sul lusso per i club di calcio. E' l'ipotesi a cui sta lavorando la Uefa, che prevede per i grandi club il pagamento una quota di denaro ai piccoli club quando acquistano una delle loro stelle. Secondo quanto riferisce l'edizione odierna del Financial Times, la tassa sul lusso è uno dei tentativi di ridistribuire in modo più equo il denaro all'interno del mondo del calcio, ormai dominato in modo evidente dai grandi club come Manchester United o Real Madrid. Il presidente dell'Uefa Michel Platini, d'altra parte, ha più volte sottolineato come la potenza economica di alcune società influenzi in modo eccessivo le competizioni. Per cercare spunti, i dirigenti dell'Uefa sono volati lo scorso mese negli Stati Uniti, discutendo del progetto con i dirigenti della Major League Baseball, una lega che stabilisce gli stipendi delle squadre e le tasse sulla base di quanto spendono e ridistribuisce l'ammontare delle entrate ai club meno ricchi. L'Uefa, inoltre, sta esaminando anche i modelli delle leghe americane per quanto riguarda il limite alla grandezza delle squadre. Secondo il portavoce dell'Uefa William Gallard, molte proposte di riduzione dei costi come il cosiddetto salary-cap hanno alcuni difetti, mentre la tassa sul lusso e i limiti alle squadre sono "idee promettenti", che potrebbero insomma avere un futuro. "Non c'è una soluzione semplice - ha spiegato - tutti i piani hanno lati negativi, alcuni sono peggiori di altri. Il salary-cap sembra sia molto difficile da gestire poiché noi abbiamo competizioni europee come la Champions League che interferiscono con le leghe nazionali. Sarebbe terribilmente difficile da amministrare. Ma sulla necessità di agire, anche Gaillard non ha dubbi. Il portavoce dell'Uefa ha portato ad esempio la situazione finanziaria dei club spagnoli, parlando di una mezza dozzina di società che sono "in serie difficoltà". Tra queste c'è il Valencia, attualmente al sesto posto nella Liga, che potrebbe essere costretto a vendere i giocatori migliori per rimettere in sesto il bilancio.
Fonte: Apcom

lunedì 23 marzo 2009

Nicchi (Aia): presto esternazioni in sedi giuste

«Certe esternazioni sono il frutto della tensione di fine gara, ma dimostrano che c'è ancora da lavorare affinchè in futuro vengano fatte in luoghi diversi». Il presidente dell'Aia, Marcello Nicchi, non alimenta la polemica all'indomani dello sfogo del dg dell'Udinese Leonardi, che dopo la sconfitta per 2-0 con il Genova aveva chiesto di non avere più in campo l'arbitro Ayroldi. «Con Leonardi spero di parlare presto - ha detto Nicchi presente a Fiumicino dove sta per iniziare l'assemblea elettiva della Federcalcio - e non ho intenzione di commentare quelle frasi, perchè non sono dell'avviso che vanno discusse a caldo. Credo che i presidenti debbano parlare all'interno della Lega, ma nell'arco dell'anno organizzeremo anche noi delle riunioni con i presidenti delle società, per stabilire le giuste sinergie». Il presidente dell'Aia ha colto l'occasione per annunciare un progetto: «Presto, e probabilmente ogni settimana, avremo un posto in cui noi potremo dare le nostre spiegazioni». Quanto alle polemiche domenicali, Nicchi ha voluto spendere qualche parole per De Laurentis che non si è lamentato del rigore non concesso al Napoli nel posticipo con il Milan: «Ho parlato con Matarrese, per dirgli che ho apprezzato molto l'equilibrio del presidente del Napoli».
Fonte: Ansa

De Laurentiis: «C'era il gol, ma occorreva la moviola in campo»

«Ci sono tutti i presupposti perché si crei un ottimo rapporto tra squadra e tecnico. E il fallimento c'è quando si portano i libri in tribunale, non quando si fallisce l'accesso alla Coppa Uefa». Dopo il pareggio a reti inviolate di ieri sera con il Milan, il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, si dice soddisfatto dell'apporto del nuovo tecnico Donadoni e pronto a non drammatizzare una eventuale esclusione dall'Europa. Tornando allo 0-0 del posticipo di ieri del San Paolo, il patron dei partenopei ammette che il gol annullato ad Hamsik era regolare, senza pero' aprire un nuovo fronte di polemiche con la classe arbitrale. «Il gol c'era, era valido -le parole di De Laurentiis all'entrata dell'Hilton Rome Airport per l'Assemblea elettiva della Figc - ma solo con la moviola in campo sarebbe stato possibile accertarlo. Non facciamo degli arbitri gli unici capri espiatori, dobbiamo convivere con gli errori umani. Sono cose che non capitano solo a noi: queste sono le regole e dobbiamo accettarle». E, sull'aggressione di ieri sera ad Adriano Galliani: "Sono dispiaciuto moltissimo. E' stato un segno di inciviltà. Ieri sera solo cinquanta tifosi non sono stati all'altezza».
Fonte: Agi

venerdì 20 marzo 2009

Lazio: fine anno con accertamento fiscale

Secondo il documento semestrale della società di Lotito, l’Agenzia delle entrate ha contestato il 29 dicembre 2008 in un avviso una somma totale per 4,46 milioni per Iva e altre imposte per due tipi di rilevi riguardanti costi che sarebbero "fringe benefits" per i calciatori da tassare diversamente. La società ha opposto immediatamente ricorso

Non c’è pace per la Lazio nei suoi rapporti con il fisco. Nella paragrafo "Problematiche di natura fiscale", contenente una serie di contenziosi tra la società biancoceleste e l’erario, incluso nella semestrale consolidata chiusa al 31 dicembre scorso chiusa con un utile di 6,19 milioni si evidenzia che «il 29 dicembre 2008 l’Agenzia delle Entrate-direzione regionale del Lazio (Ufficio Roma 3) ha notificato alla società un avviso di accertamento». Nel documento si spiega che l’avviso ha come «oggetto il controllo del trattamento tributario dei compensi per procuratori, ai fini Irpef ed Iva nell’esercizio 2003».
Due i rilievi contestati dalle autorità tributarie riguardo all’accertamento. Il primo, si legge sempre nella semestrale, riguarda il "recupero di redditi da lavoro dipendente, per euro 6,75 milioni, pari a imposte per circa euro 3,11 milioni". L’altro concerne il «recupero di Iva per euro 1,35 milioni». L’avviso tributaria punta sulla rettifica riguardante il fatto che «i costi in argomento costituiscano fringe benefit (ossia compensi corrisposti in natura ndr) per i calciatori e come tali siano da sottoporre a diverso regime di tassazione». Dunque l’Agenzia delle Entrate vorrebbe recuperare in totale 4,46 milioni tra Iva e imposte diverse. La Lazio si è opposta: nella semestrale si sottolinea che la società di Claudio Lotito ha presentato ricorso presso la Commissione tributaria provinciale di Roma «sostenendo l’illegittimità e l’infondatezza della pretesa tributaria».
La Lazio spiega che l’attivo è stato raggiunto grazie «al minore impatto delle imposte differite nel primo semestre», alla «quota di competenza del nuovo contratto con la Infront Italy srl per la cessione dei diritti commerciali» e alle plusvalenze calciatori. Invece, le plusvalenze ammontano a 10,5 milioni: 3,6 dalla cessione di Behrami al West Ham (su un ricavo pari a 6 milioni) e 6,9 milioni dal trasferimento di Mudingay al Bologna (ricavo 7 milioni). La società di Lotito ammette che il giro di affari consolidato, al netto dei proventi non ricorrenti, si è attestato a 36,95 milioni «ed è diminuito rispetto al medesimo periodo della stagione precedente di euro 13,48 milioni». Il consistente calo dei ricavi dei primi sei mesi è dovuto principalmente alla mancanza degli introiti dalla partecipazione alla Champions League, a cui la Lazio aveva partecipato un anno fa. Invece, si legge sempre nel documento di bilancio, i costi sono «aumentati di euro 1,16 milioni» ossia del 3,32% in più sul primo semetre 2007/08. L’analisi di questi ultimi vede una diminuzione di quelle del personale (attestatesi a 13,95 milioni) del 10,6%, ma un aumento degli «altri costi di gestione» (14,45 milioni) pari al 47,94% . L’incremento di questa voce è «conseguenza di maggiori costi per acquisizione temporanea di diritti alle prestazioni sportive» (erroneamente ancora chiamati "cartellini") di calciatori e «di maggiori costi per procuratori». In aumento del 19,58% anche gli ammortamenti dei diritti alle prestazioni dei calciatori (6,16 milioni), causata dagli acquisti fatti nell’ultimo calciomercato.
Marco Liguori
http://www.wikio.it

il pallone in confusione

Registrazione n° 61 del 28 settembre 2009 presso il Tribunale di Napoli
Sede: corso Meridionale 11, 80143 Napoli
Editore e direttore responsabile: Marco Liguori

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