Dimitar Makriev vuole tornare a giocare in Europa. Il ventitrenne attaccante bulgaro sta attraversando un periodo particolarmente felice: attualmente è il secondo cannoniere del campionato israeliano e rischia di essere il primo calciatore straniero a vincere la classifica marcatori. Nel suo club, l’Ashdod che lo ha rilevato per 500mila euro a gennaio in comproprietà dal Maribor, ha segnato finora 11 reti in 14 partite: è a due sole lunghezze dal vertice a due turni dalla fine del massimo campionato israeliano. Se le si sommano alle 15 marcature realizzate con la squadra slovena, Makriev ha realizzato nel corso della stagione 2007-08 ben 26 reti su 37 gare complessivamente disputate. Ciò gli ha fruttato l’interessamento del nuovo commissario tecnico della nazionale bulgara, Plamen Markov, che si è recato di recente in Israele per visionarlo. Molto probabilmente Makriev potrebbe essere riconvocato per le prossime partite di qualificazione al campionato del mondo 2010, dove la Bulgaria giocherà nel girone 8 con Montenegro, Georgia, Cipro, Irlanda e Italia. In passato ha già vestito la maglia biancoverde della Bulgaria, costituendo il tandem d’attacco dell’Under 19 con Valerij Bojinov.
Makriev è stato contattato da diverse società. Oltre alle israeliane Maccabi Tel Aviv e Maccabi Haifa, anche due celebri club del Belgio, lo Standard Liegi e l’Anderlecht, hanno mostrato interesse per il giovane attaccante. Stando ad alcune indiscrezioni l’Anderlecht avrebbe proposto due milioni per rilevare la comproprietà da Maribor e Ashdod. Ma il sogno di Makriev resta la serie A italiana, con cui ha un feeling particolare: fu scoperto da Italo Algarotti, celebre osservatore dell'Inter (scopritore di Signori) che lo ritenne un ragazzo molto interessante e promettente. La società nerazzurra lo acquistò nel maggio del 2002 per sostituire "Oba Oba" Martins. Il suo ingaggio si aggira tra i 150mila e i 200mila euro, una cifra non particolarmente elevata alla portata delle nostre società a caccia di talenti. Secondo alcuni suoi amici gli piacerebbe molto una società del Sud: in particolare Napoli. Qui si troverebbe a suo agio poiché vi é presente la seconda comunità di bulgari in Italia. Senza dimenticare che tra Napoli e Sofia sono legate da un particolare geografico che le avvicina: entrambe sono sul 40° parallelo.
martedì 20 maggio 2008
Standard Liegi e Anderlecht su Makriev, ma lui sogna l'Italia
No al gemellaggio Napoli-Fiorentina
Il gemellaggio tra la tifoseria viola e quella del Ciuccio non s'ha da fare. Il rifiuto è stato decretato con una maggioranza schiacciante.
Ringrazio i 180 partecipanti al sondaggio.
Siete d'accordo sul gemellaggio tra le tifoserie di Napoli e Fiorentina?
Sì 41%
No 58%
lunedì 19 maggio 2008
Tutto sul Panionios
Conosciamo meglio la formazione greca che potrebbe sfidare il Napoli in Intertoto
Il Panionios è una delle squadre greche meno celebri. Il club ha sede a Nea Smyrni, un sobborgo a sud di Atene a pochi chilometri dal porto del Pireo con uno stadio di appena 11.700 spettatori (ma che si trasforma in un catino infernale), e possiede un palmarès molto scarno. In 118 anni di storia ha vinto soltanto due coppe nazionali. Eppure ha cresciuto calcisticamente tre celebri attaccanti ellenici a livello internazionale: Nikos Anastopulos, che ha giocato negli anni ‘80 nell’Olympiakos e in Italia nell’Avellino, Thomas Mavros stella dell’Aek e protagonista della prima qualificazione della Grecia agli Europei del 1980 in Italia, e Dimitris Saravakos, che esplose nel Panathinaikos. Grazie a due suoi gol, il Panathinaikos eliminò la Juventus nel secondo turno della Coppa Uefa 1987-88. Nel 2001, a causa di un forte dissesto finanziario, il Panionios è fallito e retrocesso in seconda serie ed è rinato con il nome di Neos (in greco significa “nuovo”) Panionios.
Rare le sue partecipazioni alle coppe europee: in tutto solo sette. Nel 1969-70 è stata eliminata nel primo turno della Coppa delle Fiere (la vecchia denominazione della Coppa Uefa) dall’Hansa Rostock, formazione della Germania Est. Cinque volte ha disputato la Coppa Uefa, ottenendo i migliori piazzamenti nel 1971-72 (arrivò al secondo turno, eliminata dall’ungherese Ferencvaros) e nell’ultima edizione 2007-08. L’anno scorso il Panionios fu eliminato nella fase a gironi nell’ultima partita: ha disputato una pazza gara in casa contro il Bordeaux, passando da un trionfale 2 a 0 alla beffarda sconfitta finale per 3 a 2. La formazione greca ha soltanto due precedenti contro le italiane. Fu eliminata con una doppia sconfitta nell’ultima edizione (1998-99) della Coppa delle Coppe dalla Lazio, che poi vinse il torneo: 4-0 al Nea Smyrni e 3-0 a Roma. Nel 2004-05 incontrò l’Udinese eliminandola con una netta vittoria (3-1) in casa: a nulla valse lo striminzito 1-0 dei friulani al ritorno.
Nella Super Lega (la serie A greca) appena conclusasi con il trionfo dell’Olympiakos, il Panionios si è piazzato al quinto posto, che gli ha permesso la partecipazione ai play-off con partite di andata e ritorno con Aek, Panathinaikos, e Aris per stabilire la classifica per la partecipazione alla Champions League o all’Uefa. Al termine di questa fase, la formazione rossoblù si è piazzata all’ultimo posto che le ha consentito l’accesso al secondo turno dell’Intertoto contro il Borac Čačak. Se superasse la squadra serba, incontrerà il Napoli nel terzo e ultimo turno che darà alla vincente il biglietto di ammissione alla Coppa Uefa 2008-09. Il Panionios, allenato dal tecnico tedesco Ewald Lienen, gioca generalmente con un 4-4-1-1, con due centrocampisti centrali (come Skoufalis e il nazionale del Ghana Kumordz) che contrastano in fase di interdizione il gioco dell’avversario: i due laterali partecipano con i cross alla manovra offensiva. In avanti è posizionato un centrocampista (di solito Makos) che serve il veloce attaccante algerino Djebbour, che è stato il quarto marcatore del massimo campionato con 14 reti. Altro calciatore di punta è una vecchia conoscenza del campionato italiano, Lampros Choutos, che ha giocato nella Roma e nell’Inter: nella scorsa stagione ha realizzato 12 gol. La squadra greca conta 13 stranieri (di cui cinque africani) su una rosa di 34 calciatori.
Sondaggio campagna acquisti del Napoli
I tifosi hanno decretato nel mio sondaggio la possibile campagna acquisti: il Napoli dovrà rinforzare l'organico con un regista a centrocampo, due difensori, uno o due attaccanti.
Di quali acquisti ha bisogno il Napoli?
Un regista, una o due punte e due difensori (62%)
Solo centrocampisti e attaccanti (7%)
Solo difensori e centrocampisti (14%)
Nessuno (16%)
domenica 18 maggio 2008
Risultati sondaggio: chi vincerà lo scudetto?
Secondo gli oltre 100 votanti l'Inter sarà campione d'Italia.
Ecco il risultato del sondaggio:
Chi vincerà lo scudetto 2007-2008?
Inter 55%
Roma 44%
Adesso il verdetto spetta al campo...buon divertimento a tutti!
sabato 17 maggio 2008
Ridere sul "dramma" del calcio/2
Questi sono due lanci dell'Adnkronos di oggi riguardo a un primario psichiatra dell'ospedale Fatebenefratelli di Milano, che dà alcuni consigli all'Inter.
ADNK (SPR) - 17/05/2008 - 14.33.00
CALCIO: LO PSICHIATRA ALL'INTER, NON PERDA LA TESTA E RIMANGA UNITA
ZCZC ADN0396 5 SPR 0 RTX SCA NAZ RLO CALCIO: LO PSICHIATRA ALL'INTER, NON PERDA LA TESTA E RIMANGA UNITA = STOP ALLE POLEMICHE, OGNI ENERGIA VA USATA PER LA VITTORIA
Milano, 17 mag. - (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Gatti neri, intercettazioni sospette e giallorossi 'ai talloni'. L'Inter si prepara a giocarsi il sedicesimo scudetto negli ultimi 90 minuti di campionato e tra mille pressioni. "Polemiche insidiose che rischiano di creare ulteriori lacerazioni, rubando energie preziose da convogliare invece nella conquista della vittoria". Alla vigilia del big match di Parma, scende in campo anche lo psichiatra: "Il consiglio che posso dare ai nerazzurri e' di non perdere la calma e restare uniti - spiega all'ADNKRONOS SALUTE Claudio Mencacci, capo del Dipartimento di Salute mentale dell'ospedale Fatebenefratelli di Milano - Devono rimanere lucidi e concentrati fino all'ultimo secondo di gara". Senza cedere alla paura di fallire, perche' "e' proprio nei momenti critici, quando tutto sembra perduto, che subentra una forza inattesa: la forza di usare al meglio le proprie risorse", aggiunge lo psichiatra, o nell'ipotesi peggiore, la forza della disperazione. Nato a Siena, ma meneghino di adozione, Mencacci non nasconde un cuore rossonero. "Mi descrivono come amante delle due ruote, del Milan e dei cani - sottolinea lo psichiatra - Ma in questi ultimi anni anche dei gatti, pure di quelli neri", sorride l'esperto dopo il giallo della Pinetina e dell'investimento scaramantico imputato a Figo. (segue) (Sal/Pn/Adnkronos) 17-MAG-08 14:32 NNNN
ADNK (SPR) - 17/05/2008 - 14.40.00CALCIO: LO PSICHIATRA ALL'INTER, NON PERDA LA TESTA E RIMANGA UNITA (2)
ZCZC ADN0404 5 SPR 0 RTX SCA NAZ RLO CALCIO: LO PSICHIATRA ALL'INTER, NON PERDA LA TESTA E RIMANGA UNITA (2) = (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Analizzando la parabola del team di Mancini, che poteva chiudere il campionato con tre domeniche d'anticipo, Mencacci chiama in causa un insieme di fattori: Un po' di "paura di vincere" e forse "l'illusione" di una vittoria sulla carta ormai sicura. "Ma nello sport, e non solo, non esistono gli eserciti baldanzosi - avverte lo specialista - Non bisogna mai dare niente per scontato". Quando si vince una battaglia bisogna sempre ricordare che si puo' anche perdere la guerra, e che "il valore vero e' la capacita' di tenere sulla lunga distanza". Come a scuola, come sul lavoro e come in amore. "Sempre", ribadisce Mencacci. Che conclude con un monito: "Un buon team, sportivo o meno, non deve mai dimenticare la dimensione di gruppo". Insomma, il suggerimento alla squadra e' proprio quello di "fare piu' squadra". (Sal/Pn/Adnkronos) 17-MAG-08 14:40 NNNN
Ridere sul "dramma" del calcio/1
In questo post vi sono i tre esilaranti articoli pubblicati stamattina su "Il Riformista". Costituiscono un modo intelligente e simpatico di ridere sul "dramma" del calcio e dello scudetto che sarà assegnato domani: finora si è ascoltato nei dibattiti sulle tv private che in tanti hanno storto il naso, la bocca e persino le orecchie alla divertente triade di articoli del giornale diretto da Antonio Polito. Eppure, anche un bambino noterebbe che sono una garbata presa in giro con le intercettazioni telefoniche fasulle e i rumors sulla vendita della Roma altrettanto tarocchi.
Ma la "sacralità" del calcio non deve essere in alcun modo messa in discussione. Domani, nei due "anfiteatri" del Tardini di Parma e del Massimino di Catania andranno in scena le due "tragedie" dell'italica pedata: Parma-Inter e Catania-Roma.
Il mondo del calcio non ha saputo cogliere l'ironia di questi pezzi: forse anche questo è un segnale del pallone in confusione.
http://www.ilriformista.it/
Il RIFORMISTA 17/5/2008
E SE DOMANI I nerazzurri vincono il campionato, qualcuno potrebbe portarglielo via
L'INTER APPESA A UN PM
Siamo in grado di anticipare le più recenti conversazioni intercettate tra Domenico Brescia, il sarto da ieri in custodia cautelare con l'accusa di traffico di stupefacenti, e numerosi tesserati dell'Inter. Alcune di queste conversazioni sono già allo studio dell'Ufficio Indagini della Federcalcio, che potrebbe anche sovvertire il risultato del campo di domani. I ciuffi/1 Conversazione del 12/03/2008. Mancini e Brescia parlano di un sottocollo di giacca da accorciare. Poi si cambia argomento.
Brescia: "Allora domenica quanti ciuffi mi porti?"
Mancini: "Tre"Brescia: "Posso dirlo a ***?"
Mancini: "Tranquillo"Secondo gli inquirenti i ciuffi rappresentano il numero di gol previsti per la partita Inter-Palermo del 16-03-2008, poi finita 2-1 per l'Inter.
I ciuffi/2 Conversazione intercettata il 28/03/2008. Mancini chiama Brescia per ordinare un maglioncino verde pistacchio in seta e cachemire. Quindi si parla di Lazio-Inter.
Brescia: "Lo fai giocare Viera?"
Mancini: "No, il paralitico no. È un… [incomprensibile]"
Brescia: "Mi ha detto Sinisa che si fa un ciuffo per uno"
Mancini: "Se lo dice lui…".Per gli inquirenti il riferimento è al risultato previsto per Lazio-Inter del giorno dopo, che termina 1-1.
L'orologio Conversazione del 24-03-2008. Brescia chiama Materazzi e gli offre un orologio.
Brescia: "C'ho per le mani un Vacheron anni Cinquanta. Te lo do per quattromila. Interessa?".
Materazzi: "Un Va che?".
Brescia: "Lascia stare, glielo rifilo al Mancio".
La sciarpetta Conversazione intercettata il 5-04-2008. Brescia chiama Mancini e si informa sulla formazione per Atalanta-Inter del giorno dopo. Poi cambia discorso.
Brescia: "Notizie di qualche sciarpetta?"
Mancini: "Ne vende una un amico di Siena"
Brescia: "Vende o già venduta?"
Mancini: "Venduta"
Per gli inquirenti la sciarpetta indica una partita dal risultato già concordato e il riferimento sarebbe a Siena-Udinese, poi finita 1-1.
I vasetti Conversazione intercettata il 12-04-2008. Mancini chiama Brescia.
Mancini: "Mi servono con urgenza due vasetti".Gli inquirenti hanno sospettato che dietro i "vasetti" potesse nascondersi un altro messaggio in codice, ma pare che Mancini si riferisca proprio a due vasetti di crema idratante.
Sei amiche dopo il Liverpool Conversazione dell'11-03-2008.L'Inter è appena stata eliminata dal Liverpool in Champions League. Mihajlovic chiama Brescia.
Mihajlovic: "Ciao Dome, stasera c'è bisogno di divertirsi un po'".
Brescia: "Che partita di merda. Ti mando le amiche dell'altra volta? Quanti siete?".
Mihajlovic: "Io, Salsa (Salsano, ndr ) e Dejan (Stankovic, ndr )"
Brescia: "Bastano sei?"I due si risentono poco dopo, perché Mancini ha annunciato la sua intenzione di lasciare la panchina dell'Inter a fine stagione.
Mihajlovic: "Dome, ferma tutto. Hai sentito Mancini? Moratti è un stronzo (sic). Qui è un casino, ci sentiamo domani"
Brescia: "Eh, ma è un casino pure per me, come faccio?…"
Mihajlovic: "Mandale tutte a casa di Spillo"
L'Aston Martin Conversazione del 4-04-2008. Brescia chiama Materazzi e gli offre un'auto.
Brescia: "C'ho un Aston Martin DB7 Vantage V12 che vien via per 70 mila".
Materazzi: "Asto che?"
Brescia: "Vabbè, chiamo Zanetti".
L'amico e il fisco Conversazione intercettata il 30-04-2008. Mancini chiama Brescia.
Mancini: "Ma che fine ha fatto ***?" (il Mancio fa il nome di un altro pregiudicato, ndr )
Brescia: "Gli è arrivata un cartella dal fisco di 12 milioni di euro".Mancini: "Ma quando? Gliel'avevo detto di aspettare che tornava Tremonti...".
UNO SCUDETTO MERITATO SUL CAMPO
Ci risiamo. Gli italiani ormai la lezione la conoscono a memoria. L'orologio della nostra giustizia, quella che si scrive sempre con la "g" minuscola, non si inceppa quasi mai. E, come sempre alla vigilia di un evento, torna a farsi sentire. Domani tocca all'Inter: la Beneamata - ch'ebbe un Sarti ("S" maiuscola) in cima all'undici-filastrocca del mago Herrera - si presenterà al Tardini di Parma con l'incubo di un sarto ("s" minuscola) come spada di Damocle. Ma, anche in condizioni ambientali così difficili, siamo certi che saprà dimostrare ancora una volta sul campo la propria forza. E saprà mettere a tacere tutte le voci che in queste ore di vigilia hanno intossicato l'ambiente.
Già, perché a incepparsi, a volte, è l'orologio della giustizia. Quella con la "G" maiuscola che, guarda caso, in Italia spesso impazzisce proprio nel momento meno opportuno. Raccontavamo ieri, nell'articolo "Toghe giallorosse", come questo sia avvenuto in passato in occasioni molto più serie. E che quella che giustamente Guido Rossi definisce "giustizia a orologeria" ha fatto cadere governi e gettato nel tritacarne l'onorabilità di politici e imprenditori poi usciti immacolati dalle forche caudine del processo.
Ebbene, l'Inter è più forte di tutto ciò. Ne siamo così certi che abbiamo deciso di pubblicarli questi fatidici verbali. Perché dentro, come è evidente leggendoli, non c'è nulla. Si parla di "ciuffi", di "sciarpette" e di "vasetti". E che male ci sarà nel discutere al telefono di creme di bellezza? Questo, chi ha messo in giro certe voci, prima o poi dovrà spiegarlo nelle sedi opportune. Noi, ora, vogliamo soltanto pensare al calcio giocato. Ora, il resto non ci interessa. Questa storia - di cui qui a fianco raccontiamo i prossimi sviluppi - non merita grandi riflessioni sulle "garanzie", che lasciamo per casi ben più seri. Anche perché questa storia, e lo capisce anche un bambino, è come quel vecchio capolavoro di Ejzenstejn visto con gli occhi di Fantozzi.
E SE DOMANI I GIALLOROSSI VINCONO il campionato, il futuro rischia di essere biancazzurro
RICUCCI VUOLE LA ROMA
L'ombra yankee di Soros è sempre più lontana. E una cordata italiana ha messo gli occhi sull'As Roma. L'obiettivo è la maggioranza del pacchetto azionario della società giallorossa. Ma il tricolore non è l'unica caratteristica del misterioso gruppo di imprenditori e affaristi molto vicino all'acquisto della quota della famiglia Sensi. La difesa dell'italianità dell'As Roma, infatti, potrebbe avere un prezzo molto alto: la misteriosa cordata, infatti, è in odor di lazialità.
Le probabilità che la gloriosa società giallorossa - che domani si gioca le chance di conquista del suo quarto scudetto - finisca in mani biancocelesti sono alte. Molto alte. Per quanto possa sembrare surreale, a reggere le fila del gruppo vicino all'accordo con i Sensi c'è Stefano Ricucci. Proprio lui, l'odontotecnico di Roma (e non di Zagarolo, come pensano i più) convertitosi all'immobiliarismo e finito sotto le macerie della (breve) stagione dei furbetti.
L'operazione doveva rimanere top secret. Almeno fino alla prossima settimana. Domani c'è la partita di Catania; e quella che sembrava semplicemente un'ultima speranza, con l'Inter tormentata dallo scandalo intercettazioni potrebbe riservare piacevoli sorprese ai tifosi romanisti.
La trattativa tra Ricucci e la dottoressa Sensi, amministratore delegato della società, sarebbe già a buon punto. "Rosella" ha invitato "Stefano" a tenersi alla larga sia da Trigoria che dal quartier generale della Italpetroli. La presenza dell'immobiliarista, che ha nel suo palmares un passato recente da socio della SS Lazio, non sarebbe passata inosservata, visti i tanti cronisti che in questi giorni sorvegliano giorno e notte l'universo della società giallorossa. I due si sarebbero incontrati più volte, evitando con cura anche i grandi alberghi del centro storico di Roma e privilegiando invece i locali di un vecchio centro congressi alle porte della Capitale. Meglio rimanere al riparo da occhi indiscreti.
Domanda: ma Ricucci non era finito in disgrazia? Risposta: tutt'altro. Soltanto pochi giorni fa, l'immobiliarista ha fatto filtrare la voce della vendita imminente del patrimonio immobiliare della Magiste. Si parla di una cifra vicina ai 540 milioni. E anche se sembra sfumata l'ipotesi di vendere alla svizzera Citigroup, rimangono intatte le probabilità che Ricucci possa contare - e a breve - su una liquidità di mezzo miliardo. E una fetta consistente di quella torta, quindi, pare destinata all'"operazione As Roma".
Tra la cordata in odor di lazialità guidata da Ricucci e l'acquisto dell'As Roma c'è un solo, grande ostacolo. Si chiama Franco Sensi. L'anziano presidente, infatti, non condivide la scelta della figlia Rosella di lasciare la Lupa nelle mani di un gruppo di aquilotti. Per la serie "va bene la difesa dell'italianità della squadra, ma farla finire nelle grinfie dei laziali...". Sensi avrebbe confidato tutte le sue perplessità a Giulio Andreotti, il vero custode politico dell'ortodossia giallorossa. Non è dato sapere in che modo il senatore a vita ha reagito all'inaspettata telefonata del presidente. L'unica certezza è che dopo il colloquio tra "Franco" e "Giulio", tra l'As Roma e Ricucci s'è infilato un altro misterioso pretendente. Chi? La notizia non ha conferme, ma fonti degne di fede giurano che dietro l'identikit di Mister X si nasconda Giuseppe Ciarrapico.
C'è solo un indizio che potrebbe confermare la tesi: ieri l'altro, a margine del voto di fiducia al governo Berlusconi, alcuni testimoni giurano di aver visto il divo Giulio e il neo-senatore Ciarra parlottare nel salone che separa il Transatlantico di palazzo Madama dall'Aula. "Se è così vuol dire che sarò io a difendere la romanità della società", avrebbe detto al suo interlocutore l'ex re delle acque minerali, già presidente dell'As Roma dal '91 al '93.
Ciarrapico potrebbe contare sul sostegno del neo-sindaco Alemanno e sul nuovo gruppo di potere pronto a conquistare Roma dopo la caduta del modello veltronian-bettiniano. L'operazione "Roma ai romanisti", però, sembra partire fuori tempo massimo. Se Appiano Gentile sembra tramortita dalla maledizione del gatto nero, un aquilotto biancoceleste sta per decollare sulla pista di Trigoria.
MEGLIO MORIRE YANKEE CHE AQUILOTTI
No, i laziali no: a Trigoria non li vogliamo. Impossibile pensare che per salvare l'italianità della squadra giallorosa se ne metta in dubbio la romanità. E se è così, allora, lasciateci dire che noi del Riformista non abbiamo dubbi: molto meglio Yankee che laziali.
Se le voci che circolano sull'interessamento di Ricucci alla squadra giallorossa trovassero conferme ufficiali, saremmo di fronte a un fatto senza precedenti. E sarebbe davvero la morte del calcio. Soprattutto per questo motivo, per una ragione alta e per il bene di questo gioco che ogni domenica ci fa tornare bambini, abbiamo deciso di fare il nostro endorsement e dichiarare apertamente il nostro tifo per il finanziere americano Soros. A meno che non prenda corpo l'ipotesi Ciarrapico che consentirebbe di far rinanere la stanza dei bottoni all'ombra del Colosseo.
Ma da soli non possiamo farcela. Allora, chiediamo a tutti coloro che hanno a cuore la romanità della squadra della capitale, di scendere in campo e darsi da fare. Che facciano sentire la propria voce i politici, gli imprenditori, i Cesaroni, la gente comune. Che si faccia sentire soprattutto il neo sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Gli ricordiamo ciò che disse in campagna elettorale il leader del suo schieramento politico, Silvio Berlusconi, sulla necessità di sottrarre la compagnia di bandiera alle mire del vicino francese. Se va bene per l'Alitalia, allora va bene anche per l'As Roma. Per ora, però, tutto tace, anche se sembra che l'antico sodale di tante battaglie, Francesco Storace, si sia lasciato andare con gli amici a un eloquente: "Meglio froci che laziali". Non siamo naturalmente d'accordo con i toni utilizzati e, in giornata, lo stesso Storace ha smentito tutto, attribuendo la fuga di notizie ad ambienti del Pdl. Occorre però che questa battaglia sia presa sul serio. E allora, contro laziali e furbetti del quartierino, diciamo, come disse Francesco Saverio Borrelli: "Resistere, resistere, resistere". E speriamo che Alemanno faccia la resistenza insieme a noi.

