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martedì 19 febbraio 2008

quando i sogni non hanno soldi

Liberomercato 19 febbraio 2008 pagina 12

Juve Stabia/C1
Deferiti i calciatori
in sciopero per lo stipendio

Marco Liguori
Ennesima storia amara del calcio a scopo di lucro a Castellammare di Stabia. I giocatori della Juve Stabia, club militante in serie C1, hanno scioperato martedì 12 febbraio saltando gli allenamenti. La motivazione era stata anticipata il giorno precedente sull’emittente locale Metropolis Tv: la società non avrebbe corrisposto gli stipendi di dicembre e gennaio. La protesta è rientrata il mercoledì seguente. Secondo il sito Tuttomercatoweb.com, il direttore sportivo Giacomo Pezzini ha annunciato il deferimento degli "ammutinati", aggiungendo che "la prossima settimana dovrebbero arrivare dei soldi dalla Lega con cui i calciatori saranno pagati".
Tutto ciò non risolve però i problemi della Juve Stabia. Per capirli occorre "tornare un attimo indietro", come avrebbero detto i principi della moviola della Domenica Sportiva Carlo Sassi ed Heron Vitaletti, cominciando dall’assetto azionario. Secondo l’ultima visura disponibile in Camera di Commercio i soci sono quattro: Michele Cesarano (88%) e altri tre, ciascuno con il 4%, ossia Nicolino Guzzo, Idrot srl di Giovanni Ennio Gregorio (amministratore unico) e Dervit spa di Vittorio De Rosa. L’assetto è scaturito da due operazioni. La prima effettuata nell’assemblea del 22 dicembre 2006, in cui fu abbattuto e ricostituito il capitale in seguito alla perdita del 2005/06 di 972mila euro che aveva portato il patrimonio netto in negativo. Solo Cesarano sottoscrisse l’aumento di capitale con 120mila euro: nel giugno 2007 ha ceduto il 12% del capitale agli altri tre soci. Il 29 gennaio scorso, Gregorio e De Rosa, assieme al presidente Marcello Feola hanno proposto a Cesarano di rilevare un numero di azioni per arrivare al 75% del capitale. L’azionista di riferimento ha rifiutato: ma c’è un altro particolare, indicato nella visura, che blocca la vendita del pacchetto di controllo delle "Vespe". Un suo ex giocatore, Alessandro Ambrosi, ha depositato "il ricorso per autorizzazione di sequestro giudiziario" di 6000 titoli da 10 euro nominali "in danno di Paolo D’Arco" ex socio, nell’ambito di una causa contro il club. Inoltre, il tribunale di Torre Annunziata nel settembre 2007 ha "ordinato alla spa Juve Stabia di non annotare più nel libro dei soci ulteriori variazioni della compagine sociale".
Gli altri problemi derivano dal bilancio. Il 2006/07 è stato il quarto esercizio consecutivo in rosso: la perdita è stata di 546mila euro. Anche se è stata inferiore a quella dell’anno prima, il patrimonio netto è risultato ancora negativo per 132mila euro, rendendo necessaria un’altra ricapitalizzazione. La società ha tagliato del 30,6% i costi di gestione (1,41 milioni). Purtroppo i ricavi (842mila euro) sono diminuiti del 22,26%: il conto economico presenta quindi uno squilibrio di 569mila euro. Il costo totale del personale è calato del 32%: gli stipendi dei tesserati sono passati da 801mila a 545mila euro. Come altri club di C, la Juve Stabia non ha i lauti introiti dei diritti tv delle società di A e B: anzi, al 30 giugno scorso risultano dimezzati da 63mila a 37 mila euro. Gli abbonamenti sono scesi di 29mila euro e i biglietti di 2mila euro. Poca cosa l’ammontare dei diritti pluriennali dei calciatori, pari a 1000 euro, a fronte di immobilizzazioni immateriali per 93mila euro. I crediti (-40%) sono stati superati dai debiti (-13%) di 487mila euro: tra questi ultimi 126mila euro sono verso il fisco e 298mila con enti previdenziali, assistiti da garanzie reali su beni sociali. La società ha comunicato sul suo sito che ha versato il 30 gennaio scorso le ritenute Irpef e i contributi Enpals in scadenza, scongiurando la penalizzazione in classifica.

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