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giovedì 12 giugno 2008

Processo falsi in bilancio al termine: multe per Milan-Inter

La Commissione disciplinare ha stabilito che le società dovranno pagare ciascuna 90mila euro: Galliani 60mila, Ghelfi 20mila. Anche la Sampdoria è stata sanzionata con 36mila euro per le vicende delle plusvalenze fittizie: il presidente Garrone dovrà pagarne 18mila euro, mentre l'ad Marotta 20mila

Sono stati riconosciuti colpevoli, ma dovranno pagare ammende non troppo salate. La Commissione disciplinare ha messo la parola fine al processo sportivo per i presunti in bilancio di Milan e Inter. Entrambe le società dovranno pagare 90mila euro a testa: invece, il vicepresidente vicario rossonero Adriano Galliani dovrà pagarne 60mila, un cifra superiore ai 20mila euro dell'allora amministratore delegato nerazzurro (e attuale vicepresidente) Rinaldo Ghelfi. I fatti contestati riguardano una serie di condotte illecite dal punto di vista sportivo, tra cui plusvalenze su vendite di calciatori che sarebbero servite ad "imbellettare" i bilanci, effettuate attorno al 2003. Al riguardo, sono stati sanzionati anche tre dirigenti interisti: Mauro Gambaro con un'ammenda di 20mila euro, Gabriele Oriali e Massimo Moretti con 10mila euro ciascuno.
La Commissione presieduta da Sergio Artico ha anche sanzionato la Sampdoria per analoghe vicende. In particolare, la società genovese dovrà pagare 36mila euro per responsabilità diretta. Invece Giuseppe Marotta, si legge nella sentenza, «all’epoca dei fatti Consigliere e Procuratore Speciale dell’Uc Sampdoria, per aver violato i principi di lealtà, probità e correttezza
sanciti dall’art. 1, comma 1, del Codice giustizia sportiva, ponendo in essere la condotta di abnorme e strumentale valutazione dei diritti alle prestazioni sportive dei calciatori indicati nella parte motiva del deferimento». Marotta è stato sanzionato anche in qualità di amministratore delegato del Doria «ponendo in essere le condotte consistenti nella mancata svalutazione nei bilanci successivi a quello chiuso il 30 giugno 2003 come meglio precisato nella parte motiva e nelle situazioni patrimoniali al 31 marzo 2004, al 31 marzo 2005 e al 31 marzo 2006, delle poste attive già contabilizzate al 30 giugno 2003, condotte connesse fra di loro e con quelle di cui al punto 1 della parte dispositiva, e tutte finalizzate a far apparire perdite inferiori a quelle realmente esistenti». In totale, il dirigente dovrà pagare 20mila euro. Invece il presidente blucerchiato Riccardo Garrone dovrà pagare 18mila euro. Nella sentenza si spiega che ha posto «in essere la condotta consistente nella contabilizzazione nel bilancio chiuso il 30 giugno 2003 della plusvalenza (fittizia) derivante dalla stipula dei contratti di cessione con corrispettivi di gran lunga superiori a quelli realmente attribuibili nonchè le condotte consistenti nella mancata svalutazione nei bilanci dei successivi esercizi, delle poste attive già contabilizzate al 30 giugno 2003, come meglio precisato nella parte motiva, condotte connesse fra di loro e con quelle di cui al punto 1 della parte dispositiva, e tutte finalizzate a far apparire perdite inferiori a quelle realmente esistenti».
Marco Liguori
(riproduzione autorizzata solo dietro citazione della fonte)
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2 commenti:

mario ha detto...

ennesima dimostrazione del "due pasi e due misure" che regna in questo calcio sempre piu' confuso.

Per gli stessi illeciti amministrativi, a squadre che hanno zero peso politico (Udinese Genoa Reggina) e' stato contestato l'illecito piu' grave (irregolare iscrizione, art 8 comma 4).

all'inter invece, nonostante ci fosse un parere chiaro della Covisoc al PM Nocerino ( http://www.repubblica.it/2007/06/sezioni/sport/calcio
/bilanci-inter/bilanci-inter/bilanci-inter.html )

questa aggravante non e' stata contestata, portando quindi al patteggiamento finale con multe ridicole.

In definitiva, a fronte di 32 milioni di plusvelenze fittizie iscritte a bilancio, se ti chiami Moratti, ti viene concesso di ripianarle con 90 mila euro. Se ti chiami preziosi, o Pozzo, oppure Foti, la tua squadra viene penalizzata in classifica.

Che senso ha continuare a seguire questo calcio?

mario ha detto...

A giudizio Genoa, Reggina e Udinese

Rassegna stampa - 14/06/2008 11.27.59

Tutto in sedici giorni. Per evitare che alcune violazioni cadano in prescrizione. Questo è il destino di Genoa, Reggina e Udinese che per la vicenda delle plusvalenze fittizie rischiano da 1 a 4 punti di penalizzazione nel prossimo campionato. Mercoledì 18 (ore 9) è convocata la Commissione disciplinare nazionale. Venerdì 27 o lunedì 30 giugno è possibile il verdetto definitivo della Corte di giustizia federale. «Patteggiamento »? Vedremo.

Genoa Il presidente Enrico Preziosi, difeso dall'avvocato Grassani, dichiara: «Mi auguro non ci siano figli e figliastri. Non ci devono essere differenze per la stessa questione (è chiaro il riferimento a Inter, Milan e Sampdoria, il cui deferimento era però meno compromettente,
ndr). Se deve esserci una multa per azzerare tutto, posso capirlo, ma non altro».

Reggina Il presidente Lillo Foti, difeso dall'avvocato Panuccio, è laconico: «Sempre la solita storia. Chi è ricco prende una multa, chi invece è povero rischia penalizzazioni. Siamo coscienti che c'è sempre da battagliare ».

Udinese Il presidente Franco Soldati, rappresentato dall'avvocato Cristofanini, commenta: «L'Udinese è assolutamente serena in vista di un positivo chiarimento della propria posizione. La nostra società è sempre stata apprezzata per la trasparenza dei propri bilanci. Siamo pertanto assolutamente sereni ».

Gazzetta dello Sport

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il pallone in confusione

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